
ESCLUSIVA BN24 – Lucioni: “Benevento, può essere l’anno giusto per tornare in B. Ho sempre dato tutto per la Strega”
Benevento CalcioCalcioSidebar intervistaAbbiamo raggiunto telefonicamente Fabio Lucioni, Capitano del Benevento promosso per la prima volta della sua storia in Serie B prima e in Serie A poi, per ricordare la sua esperienza con la Strega e per avere una sua opinione riguardo alla stagione giallorossa ormai alle porte.
Salve Fabio, partiamo dal suo arrivo in giallorosso: il primo anno la sconfitta ai play-off col Como, poi la fascia e la tanto agognata promozione in Serie B. Che ricordi ha? “Venivo dalla rescissione con la Reggina, mi è stata prospettata la possibilità di poter venire a Benevento e non ho esitato un attimo. Era una squadra molto blasonata e sapevo di dare una svolta alla mia carriera, avrei potuto rimettermi in gioco dopo un’annata di infortuni a Reggio Calabria. C’era Brini, che avevo avuto a Terni, quindi non ho esitato un attimo.
Il primo anno sfortunatamente siamo usciti ai play-off, malgrado avessimo fatto un campionato importante con un testa a testa fino alla fine con la Salernitana. Credo sia stato comunque un anno importante, coronato l’anno successivo con la vittoria del campionato: una stagione straordinaria sotto tutti i punti di vista. Ogni anno ha la sua storia: eravamo partiti con Vigorito che aveva lasciato, stava iniziando una stagione un po’ particolare sotto alcuni punti di vista e l’incertezza del dopo-Vigorito era palese. Ma credo che quando si instaura un rapporto, anche a livello familiare visto che si stava sempre insieme con le famiglie, alla fine riporti tutto in campo. Si è creato qualcosa di straordinario sotto il punto di vista umano prima che tecnico-tattico“.
Dopo la prima storica promozione in cadetteria è arrivata la Serie A: quando avete preso coscienza del fatto che la massima serie stava diventando realtà e quale è stata la promozione più emozionante? “Ce ne siamo resi conto dopo la vittoria con l’Avellino in casa nel girone di ritorno. Venivamo da un periodo veramente brutto, eravamo andati in ritiro punitivo. Perdemmo a Cesena 4-1, facemmo davvero una brutta figura. Ci guardammo in faccia e facemmo un patto di forza, con l’obiettivo di cercare in tutti i modi di ritirarci su dalle sabbie mobili che ci stavano affondando. C’è stata una grande reazione da parte di tutti, concludendo una stagione gloriosa quanto inaspettata.
La promozione più emozionante credo sia stata quella dalla C alla B, però anche quella dalla B alla A… non capita tutti i giorni, anche se negli anni successivi l’ho fatta altre quattro volte. La promozione in A ha avuto un sapore diverso, anche se quella in B ci ha fatto scrivere la storia. In due anni abbiamo scritto la storia calcistica di una società che non aveva mai visto categorie così importanti, rimarremo per sempre nei libri di storia della città e della squadra“.
Quanto è stato difficile accettare la squalifica per il caso Clostebol, passato recentemente alla cronaca con Sinner, e tornare in campo conquistando la Serie A con Lecce e Frosinone? “Gli intoppi possono succede nel corso della vita, è normale che sia stata una parentesi negativa della mia carriera. Mi dispiace semplicemente per il fatto che per 22 anni non ho assunto alcuna sostanza diversa dall’acqua naturale, ma sono cose che succedono. Abbiamo pagato sia io che il dottore, indirettamente anche la società ma la vicinanza del club è stata veramente tanta. Purtroppo a fine anno ho dovuto lasciare Benevento per tante vicissitudini e mi sono trasferito a Lecce. Credo che ci sia stata la voglia di dimostrare che si stavano sbagliando. Spesso si fanno due pesi e due misure rispetto a chi capita in determinate situazioni, con me hanno usato la mano pesante seppur la più leggera. La voglia di rivalsa e di dimostrare soprattutto a chi mi è stato vicino era tanta e c’è stato un riprendersi un qualcosa di bello“.
Dopo l’addio alla Strega una parte di ‘tifosi’, ogni volta che calcava il rettangolo verde del Vigorito, la inondava di fischi. Che spiegazione si è dato e quale è oggi il legame con la piazza beneventana? “La spiegazione è semplice: quando me ne sono andato non ho voluto alzare polveroni contro nessuno. I tifosi a Benevento mi hanno sempre voluto bene, i loro erano fischi di delusione e di un amore che se ne era andato. Erano rimasti male dal fatto che probabilmente non sapevano la verità. Sono passati anni e il tempo sistema tutto, hanno visto quanto ho dato per il Benevento e per me va bene così. Sanno che io ho dato sempre tutto dal primo all’ultimo giorno, cercando di indossare con onore quella maglia a cui tengono tantissimo. Da parte mia c’è il massimo rispetto per loro, per la società e per il Presidente. Nel calcio succede di andar via, abbiamo preso altre state“.
C’è mai stata la possibilità di tornare a vestire la maglia del Benevento? “L’anno scorso avevo sentito Mister Auteri a gennaio, prima di tornare al Frosinone, ma niente di particolare. Era più complicato che altro“.
Ha continuato a seguire il Benevento dopo l’addio alla Strega? Come si è spiegato il ritorno in Serie C? “Assolutamente sì. Il doppio salto all’indietro è stato frutto di tante dinamiche nello spogliatoio, che non puoi immagine. Dare una valutazione a distanza di anni potrebbe essere sbagliato, preferisco ricordare il calore e le belle cose vissute insieme. Mi dispiace tanto per quello che è successo negli ultimi anni, nell’aver visto quello che calcisticamente è accaduto negli ultimi anni. Sono sempre legato alla città di Benevento e i miei figli sono di lì, oltre a mia moglie, e sono convinto che presto la Strega tornerà dove merita“.
Passiamo all’attualità. Dopo un’annata difficile Mister Auteri è stato confermato sulla panchina giallorossa e la dirigenza non si è fatta trovare impreparata sul mercato: che stagione si aspetta dalla Strega? Un ritorno in Serie B è possibile? “La dirigenza ha allestito una squadra più forte, ancora di più dell’anno scorso. Hanno portato giocatori funzionali all’allenatore, credo che quest’anno possa essere l’anno giusto per tornare in B. La Serie C è sempre difficile. Mister Auteri è un tecnico diretto ed esigente, non te le manda a dire se ti deve dire qualcosa. Chiede tanto ai suoi giocatori ma ti dà tanto, ti fa stare bene nello spogliatoio e vive il calcio a 360°“.
Che rapporto c’è con il Presidente Vigorito e che tipo di patron è? “E’ un Presidente presente, anche lui è esigente sotto il profilo dell’impegno. Dà tanto alla piazza, ai colori giallorossi e alla squadra, quindi è giusto che sia esigente e che voglia che le cose vadano in un determinato modo. Credo sia opportuno e necessario che un Presidente faccia questo, nonostante la ‘lontananza’ visto che vive fuori cerca di essere il più presente possibile e lo fa con le giuste figure. Nel corso della sua presidenza ha vinto tanto e i risultati si sono visti. Sono vent’anni che ha la società e tiene veramente a quei colori, come fossero una sua creazione. Ci ha messo tanta forza di volontà. Per una società sana è necessario un Presidente forte e umano, se ci sono problemi nel club a cascata arrivano fino alla squadra che non è più serena e le cose a quel punto possono andare male“.
Quest’estate sono tornati in giallorosso De Falco, Melara e Padella, ‘Immortali‘ come lei: si aspettava una chiamata o comunque vorrebbe tornare al Benevento in futuro in una nuova veste? “Ci siamo sentiti con loro come accade periodicamente ormai da anni, siamo amici e quindi ci sentiamo molto spesso. Ho fatto loro il mio in bocca al lupo, gli auguro che possano riportare il Benevento dove merita. In questo momento io non ci penso, sto cercando di aggiornarmi sotto il punto di vista professionale dopo aver cambiato vita“.
Recentemente ha dato l’addio al calcio e pochi giorni fa ha ottenuto l’abilitazione a Direttore Sportivo: cosa farà Lucioni da ‘grande’? “Questo è il percorso che vorrei intraprendere, spero di trovare la giusta soluzione per poter crescere ed entrare in questo mondo nuovo. La speranza è che ci sia un Direttore esperto, che possa insegnarmi questo mestiere totalmente nuovo. Da giocatore, fino ad ora, ho scoperto solo una parte del calcio“.
Nel pre-campionato il Benevento ha battuto il Frosinone, che lei ha lasciato poche settimane fa: in che situazione è? E il Palermo dell’ex tecnico giallorosso Inzaghi? “Il Frosinone in questo momento è un cantiere aperto, alcuni nuovi acquisti si sono fatti male e stanno continuando a prendere i giocatori. L’anno scorso ci siamo salvati e non era scontato: a febbraio eravamo ultimi in classifica, è stato fatto qualcosa di straordinario. E’ una società storica, il Presidente Stirpe è tra i più longevi insieme a Vigorito. E’ una società che deve stare stabilmente in Serie B e puntare anche a qualcosa in più. Come Benevento, sono piazze che vivono di calcio e lo hanno nel DNA. Gli auguro che possano arrivare risultati idilliaci. Tolto Lecce, dove vivo con la mia famiglia e siamo stati adottati dalla città, a Frosinone e Benevento siamo stati molti bene.
Il Palermo ha fatto un mercato fuori categoria e credo farà un campionato da solitaria. La piazza è di un’altra categoria, la squadra che stanno allestendo è veramente forte: Inzaghi potrà dare quel plus che mancava fino a poco tempo fa. Secondo me ad oggi non ci sono altre squadre che possano mettere in difficoltà il Palermo in Serie B, anche se poi tutte le partite sono difficili“.
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