L’EDITORIALE DI BN24.IT – Nuova Strega, vecchi fantasmi…

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Benevento CalcioCalcio

Non è tanto, o per meglio dire non è solo, la prestazione di certo non positiva a legittimare critiche e qualche mugugno. Che una squadra, e quindi anche il Benevento, possa andare al “Curcio” – campo ostico già solo per le caratteristiche del terreno da gioco – e trovare difficoltà nell’esprimersi al meglio ed anche nel tornare a casa con i tre punti, ci sta.

Nel corso del campionato vanno messe in preventivo giornate (serate) del genere. Non sempre si può essere brillanti, giocare un bel calcio e non sempre si può vincere. Come già accaduto in casa del Casarano, due settimane fa.

Ci sono delle volte, però, in cui si deve vincere. E quella contro il Picerno era una di quelle partite. Perché una squadra che ha l’ambizione di vincere il campionato, come la Strega di Auteri, non può permettersi di buttare via così due punti e una vittoria che, sebbene non meritata per quanto fatto vedere sul campo, era ampiamente alla portata. Una squadra che punta a vincere il campionato non può farsi recuperare così facilmente due gol di vantaggio, senza neanche opporre resistenza (vedasi le azioni dei due gol della squadra di De Luca).

Si è soliti dire che le grandi squadre si vedono proprio in queste circostanze, quando riescono trarre il massimo con il minimo sforzo: quando, appunto, riescono a portare a casa anche le partite cosiddette “sporche”.

E questo è senza dubbio lo step che i giallorossi ancora non hanno fatto ma che devono necessariamente fare, se vogliano scrivere un finale diverso da quello dello scorso campionato. Perché siamo tutti d’accordo con il giudizio assegnato a un mercato fatto davvero bene e con il valore da assegnare alla rosa ma in certi momenti sembra di rivedere i fantasmi della scorsa stagione.

Quando il Benevento fino a che è riuscito a fare il suo gioco e a farlo al meglio, ha dato lezioni a tutti; quando, invece, si è trattato di portare a casa lo scalpo dell’avversario attraverso altri mezzi rispetto al bel gioco, allora sono venuti i problemi. Si è parlato di mancanza di leadership, di fisicità, di eterogeneità della rosa.

Tutte considerazioni giuste e condivisibili ma, guardando alla partita con il Picerno, sembra che siano cambiati gli interpreti ma che il copione sia rimasto lo stesso.

C’è da augurarsi, logicamente, che possa trattarsi solo di una “serata no”, ma quest’anno sarà meglio non attendere troppo per apporre i giusti correttivi, qualunque essi debbano essere. E sia chiaro, non parliamo di cambio di allenatore (meglio chiarire); sebbene anche lo stesso Auteri ci consentirà di avere qualche riserva sulla gestione tattica del match e anche dei cambi.

Che il centrocampo giallorosso fosse in difficoltà, con Maita lasciato troppo solo da un Talia non al massimo, è parso subito chiaro. Perché, specie dopo il 2-0, non passare a tre con gli ingressi di Mehic e/o Prisco? Perché non togliere prima Della Morte, praticamente inesistente per 86 minuti?

Tutti quesiti che lasciano più di qualche spunto di riflessione, nella speranza- come già detto- di essere dinanzi a un piccolo incidente di percorso e che la Strega torni immediatamente a volare.