
L’addio dell’ITI Lucarelli a Cosimo Ocone: le toccanti parole di una professoressa
CronacaProvincia“Non ci sono parole per una vita spezzata così. Ciao Cosimo. Ti giunga lassù l’abbraccio forte di tutta la comunità scolastica.” Così l’intera comunità scolastica dell’ITI Lucarelli di Benevento saluta Cosimo, il 15enne ucciso a sassate dal padre poco dopo aver assistito al brutale femminicidio della madre, che era iscritto al primo anno dell’istituto tecnico sannita. La sua morte e quella di sua madre Elisa, ha piegato in due l’intera comunità sannita, lacerata ora da una profonda ferita che farà fatica a rimarginarsi.
“Quando la morte arriva al termine del proprio cammino, come compimento di un progetto di vita ormai realizzato, può essere accolta con pace, ma quando è la mano di un altro a provocarla, allora diventa quasi impossibile accettarla“. Sono le parole toccanti di una professoressa dell’istituto, Pina De Iasio, che riportando il verso del Salmo 8, 4-5, ha raccontato un aneddoto dei giorni scorsi. “Era proprio questo il tema che stavo trattando a scuola – racconta la professoressa – e quando mercoledì mattina ho guardato negli occhi di Cosimo Ocone e gli ho chiesto cosa pensasse, con un sorriso mi ha detto: ‘Prof l’ho scritto sul quaderno’… Un progetto di vita che non potrà più portare a termine!”
“Il nostro tempo insieme è stato breve, ma sufficiente a lasciarmi il ricordo della tua dolcezza e sensibilità”, conclude la professoressa. “Nei tuoi occhi ho percepito la tua sofferenza, e nel mio cuore resta il desiderio di averti potuto donare conforto.”
Al margine di questa vicenda devastante, c’è chi prega affinché le anime di Elisa e Cosimo trovino pace e chi con rabbia si affida alla giustizia divina, perché tutto questo orrore non resti impunito. Il toccante messaggio della professoressa De Iasi, invece, testimonia senz’altro la sensibilità, la consapevolezza e la maturità di Cosimo di fronte alla vita e alla morte. Una morte che porta via con sé il bagaglio di sogni e progetti con cui Cosimo si era seduto lì, tra le file di quei banchi che hanno accolto paure e coltivato ambizioni e che oggi restano avvolte in un silenzio assordante.