VIDEO – Usa la figlia 15enne per portare droga al marito detenuto: blitz nel carcere di Benevento

VIDEO – Usa la figlia 15enne per portare droga al marito detenuto: blitz nel carcere di Benevento

Benevento CittàCronaca

Una scena che lascia sgomenti: una donna quarantenne, il figlio ventenne e la figlia ragazzina di appena 15 anni. Tutti insieme in visita al marito e padre detenuto. Ma l’obiettivo non era un semplice colloquio familiare: i tre avrebbero tentato di introdurre tre panetti di hashish all’interno del carcere del capoluogo sannita.

La droga era stata occultata nelle parti intime di uno dei visitatori, nel tentativo di eludere i controlli. A scoprire il piano sono stati gli agenti della Polizia Penitenziaria del Reparto di Benevento, supportati dal loro Nucleo Cinofili Antidroga: durante i controlli di routine, il fiuto dei cani ha indirizzato gli operatori proprio verso il punto in cui lo stupefacente era nascosto. Per la donna e il giovane è scattato l’arresto immediato.

Con loro, però, anche una minorenne. Una ragazzina di soli 15 anni coinvolta in una vicenda che non avrebbe mai dovuto sfiorarla. Secondo una prima ricostruzione i due maggiorenni avrebbero coinvolto la minorenne per rendere meno probabili controlli approfonditi. Durante l’operazione sono stati sequestrati denaro contante, telefoni cellulari e l’automobile utilizzata per raggiungere l’istituto penitenziario.

Sul posto è intervenuta anche una radiomobile del Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento, che ha contestato alla donna arrestata numerose violazioni al Codice della Strada: secondo quanto riferito, le sanzioni amministrative elevate ammontano a circa seimila euro e avrebbero coinvolto anche soggetti estranei all’arresto, in quanto proprietari di alcuni beni o mezzi legati al controllo. Per la quindicenne, invece, la Procura sta valutando misure di tutela. La ragazza viene considerata una possibile vittima, da proteggere e tutelare nel modo più appropriato.

Una vicenda che lascia l’amaro in bocca e che riporta l’attenzione su due aspetti cruciali: da un lato, l’efficacia dei controlli e del lavoro congiunto tra Polizia Penitenziaria e Carabinieri; dall’altro, il dramma di una minorenne coinvolta in un contesto di criminalità che non le appartiene. Un episodio che richiama l’importanza della prevenzione, dell’educazione e del sostegno ai più giovani, per impedire che l’illegalità diventi, anche solo per un attimo, una possibile strada da percorrere.