
Benevento piange Stefano Santoro: una vita di forza e dignità
AttualitàBenevento CittàSi è spento a 41 anni dopo una lunga malattia affrontata con coraggio, fede e straordinaria forza interiore.
Stefano Santoro se ne è andato a 41 anni. Troppo presto. La mamma, il papà, la sorella, i nipotini, tutti i parenti e i tanti amici non riescono a cancellare dalla loro mente quelle poche parole: “se n’è andato troppo presto”.
Del resto, troppo presto si erano manifestate le conseguenze terribili e devastanti della malattia che aggredisce i muscoli. Stefano ha potuto giocare con gli altri bambini del suo condominio solo per pochissimi anni; poi niente più. Poi la sedia a rotelle, compagna forzata per tutta la sua breve ma intensa vita. Negli ultimi tempi, la situazione si era ulteriormente aggravata. Una vita che, però, è stata spesa con una straordinaria forza interiore e con un’eccezionale dignità.
Sempre aiutato e supportato dalla mamma, dal papà e dalla sorella, che non gli hanno mai fatto mancare amore, vicinanza e sostegno, Stefano ha vissuto una vita ricca di relazioni e di partecipazione, in particolare all’interno del mondo cattolico. Ha letto molto, si è laureato, ha tifato con passione per il Napoli, la squadra del cuore.
Dotato di grande intelligenza e sensibilità, forse Stefano non si è mai posto la più atroce e scontata delle domande: “Perché proprio a me?”. Di certo, si è sempre comportato come se non gli mancasse nulla di ciò che avevano prima gli altri bambini, poi gli altri ragazzi e infine gli altri uomini.
Nel dolore insopportabile e indescrivibile, sua madre trovava una forte consolazione osservando il comportamento del figlio e ripetendo spesso: “È un gladiatore”. E in effetti Stefano ha saputo lottare fino all’ultimo. Non a caso, unanime è stato il giudizio di quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene: “Ci ha dato una lezione straordinaria. Ci ha lasciato una testimonianza incredibile”.
Di solito, quando un grande campione dello sport – come Pogacar – iscrive il proprio nome nelle liste dei primati del mondo, la reazione è di ammirazione e stupore. Stefano lasciava ammirati e stupefatti tutti per ciò che riusciva a fare, nonostante tutto, fino a quando non hanno ceduto le ultime fasce muscolari.
Celebrando il rito funebre, dal pulpito della chiesa di San Gennaro, don Pietro Florio si è detto certo che la grande prova di fede e la straordinaria forza d’animo dimostrate da Stefano nella vita terrena continueranno a illuminare e sorreggere quanti oggi lo piangono e non lo potranno mai dimenticare.

I suoi amici, quelli più cari, hanno voluto dedicargli una toccante lettera: “Ti vogliamo bene, amico nostro. E anche se le braccia oggi sono vuote, continueremo ad abbracciarti nei nostri cuori, per sempre”. “In questi giorni il dolore riempie la mente di domande senza risposta: perché? perché adesso? Pensieri che fanno male, come ‘non ero pronto’, ‘non era il momento’. Eppure, se c’è una cosa che ci hai insegnato, Stefano, è che la vita va affrontata di petto, a testa alta, senza tirarsi indietro.
I ricordi si affollano nei nostri cuori: risate, momenti felici, gioia condivisa, amore e amicizia sincera. Oggi quei ricordi fanno male, perché portano con sé nostalgia e rimpianto. Ma questo dolore, per quanto profondo, non potrà mai offuscare tutto il bello che ci hai lasciato. Anzi, lo renderà ancora più prezioso.
Ci hai insegnato a vivere con forza e determinazione, senza mai perdere di vista i tuoi obiettivi. A vivere con curiosità, quella che ti spingeva a guardare sempre oltre. A vivere con gioia, perché anche quando la vita è stata dura, tu le hai sempre sorriso, senza permettere al dolore di spegnere la luce dei tuoi grandi occhi pieni di vita.
Ci hai insegnato a vivere con grinta, anche nelle piccole cose, come quando tifavi con passione per il tuo Napoli. Ma la verità è una sola: tu ci hai insegnato semplicemente a vivere. E oggi non possiamo fare altro che ringraziarti. Per il privilegio immenso di averti avuto accanto. L’insegnamento che ci hai lasciato lo porteremo avanti ogni giorno. Così, attraverso di noi, continuerai a vivere”.