Benevento, Floro Flores: “A Potenza per vincere, ma con umiltà. Dipendiamo da noi”

Benevento, Floro Flores: “A Potenza per vincere, ma con umiltà. Dipendiamo da noi”

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L’allenatore del Benevento, dopo l’allenamento odierno e prima di diramare l’elenco dei convocati, ha preso parte alla consueta conferenza stampa alla vigilia della ventinovesima giornata del campionato di Serie C 2025-26 contro il Potenza.

Antonio Floro Flores ha presentato così il match esterno tra giallorossi e rossoblù, analizzando anche la condizione di alcuni singoli e delle tattiche della squadra in generale in vista della prima delle tre gare in programma nella settimana.

Di seguito, quindi, le parole del tecnico della Strega in merito all’incontro valido per la ventinovesima giornata del girone C di Serie C, in programma al Viviani domani, domenica 1° marzo, con fischio d’inizio alle ore 12:30:

SULLA SETTIMANA DI LAVORO: “E’ stata una settimana bella intensa, come sempre. Sono mesi che si allenano con una intensità pazzesca. Questa settimana ho dovuto rallentare io. Ormai sono proiettati, mentalizzati. Non ho nulla da dire su questo“.

SULLA QUESTIONE DIFFIDATI: “Sarei ipocrita a dire sì o no alla domanda se ci ho pensato o meno. Faccio le scelte pensando di partita in partita. Sicuramente qualcosa cambierò perché abbiamo tre partite in una settimana. Ho una rosa importante ed è giusto fare le scelte in base alla settimana. Non penso al dopo, ma al presente e a ciò che ho davanti“.

SUI DUBBI DI FORMAZIONE: “Ho pochi dubbi, ho tre partite in una settimana quindi riesco ad accontentare più persone. Darò spazio a più giocatori e farò in modo di accontentare tutti. Non ho dubbi, la formazione è già fatta. Ho una rosa importante e il mio obiettivo deve essere quello di accontentare tutti. Domani scenderà in campo la formazione che riterrò più opportuna e so che andranno a duecento all’ora come hanno già dimostrato. Ho grandi uomini e faccio forza su questa cosa qua“.

SULLA SFIDA CONTRO IL POTENZA: “Dobbiamo vincere. Non c’è altro. Durante la settimana non si racconta come si vince la partita, si va in campo e si vince. Con voglia, carisma e rispetto dell’avversario. Sappiamo che il Potenza ci vuole battere, saremmo stupidi a sottovalutare una squadra costruita per fare un campionato di vertice. Ora è in netta ripresa. Queste partite si preparano da sole. Spesso usiamo la parola umiltà, ma la linea con l’arroganza e la presunzione è sottile. Penso che nella mia vita ho sempre messo davanti l’umiltà e ho provato a trasmettere questi principi ai giocatori. Il Potenza è una squadra forte, con un allenatore importante. Questa squadra non è mai mancata nell’umiltà intesa come mettersi a disposizione dei compagni e faccio affidamento su questa cosa“.

SULL’APPORTO DI RUSSO: “Russo è un punto di riferimento per tanti ragazzi, è armonioso e si taglia i capelli da solo. Lui incarna la parola umiltà. La sua carriera è stata caratterizzata da tante vittorie. L’ho conosciuto a Caserta, siamo stati compagni di squadra e anche lì era uno che arrivava al campo prima e andava via dopo. Ho una grande stima nei suoi confronti“.

SULLE INSIDIE DEL POTENZA: “In casa non hanno mai perso e vorranno mantenere l’imbattibilità. Con noi le insidie sono sempre dietro l’angolo: giochi contro la prima in classifica. Per noi non deve essere un’ossessione, sarebbe un errore. Il Potenza è stato costruito per vincere o quantomeno per stare lassù, hanno avuto qualche difficoltà ma sono in ripresa e sono in finale di Coppa Italia. Per me il Potenza vale il Catania per la forza, il blasone e la capacità. Come tutte le altre. Con le grandi la partita si prepara da sola, con le piccole c’è più difficoltà. Hanno tenuto tutta la struttura. Noi dipendiamo da noi“.

SULL’ESSERE ARTEFICI DEL PROPRIO DESTINO: “Se io domani vinco o perdo mi interessa il risultato di Salernitana-Catania, quando la partita nostra finirà la guarderò. Le parole di Toscano sono un po’ ipocrite, ma è normale oggi. Anche se l’ipocrisia non fa parte del mio essere. Se ci fosse stato mio figlio lui sarebbe stata la priorità, ma non c’è e quindi la priorità è il Catania“.

SUL SUO CONFRONTO CON TOSCANO: “Ha vinto 5 campionati, è vero. Io ho 600 partite però. Ho grande rispetto per lui, se ha vinto 5-6 campionati gli faccio i miei complimenti perché vuol dire che è frutto di lavoro. Spero di eguagliarlo con 1-2. La fortuna te la crei, non ho mai creduto nella fortuna ma mi sono sempre costruito e formato da solo. Ho rispetto per chi lavora e non perdo tempo appresso chiacchiere da bar“.

SUL SOSTITUTO DI SIMONETTI: “Gioca Della Morte. Ma non perché non trovo qualcuno in quel ruolo, bensì perché se l’è meritato e oggi è arrivato il momento suo. Sostituire Simonetti non è facile, ma mettiamo da parte perché non lo abbiamo e ha problemi più gravi dei nostri. Simonetti è un giocatore unico nel suo genere. Ci sono delle difficoltà in quel ruolo, ma non per caratteristiche. Manconi lì lo allontano dalla porta e non mi piace, dietro la punta può fare più la differenza. Kouan si è messo a disposizione, se ha sbagliato è colpa mia perché è stata una scelta mia. Nella vita ho imparato ad apprezzare chi sta zitto e corre, non chi parla e non corre. Della Morte non dice mai una parola ma corre sempre e va sempre bene anche se gli girano le scatole. Amo e rispetto persone del genere, so che cosa vuol dire soffrire e aspettare l’occasione. Dal primo giorno che sono arrivato ho chiesto divertimento e piacere di stare insieme. Per me il calcio deve essere divertimento, passione, ossessione. Lui è uno di quelli che rappresenta alla lettera queste parole qui. E’ arrivato che doveva essere titolare, ma Lamesta ha fatto bene e si è meritato il posto mentre Della Morte è rimasto in panchina. Non lo avremmo mai mandato via a gennaio, anzi se le cose dovessero andare bene gli chiederei di restare. Lui come Mignani, Borghini: gente che non gioca ma che va sempre a mille all’ora. Se si fa qualcosa di bello e se si vince qualcosa è perché chi non ha giocato si è messo a disposizione di chi andava in campo. Oggi la differenza la sta facendo chi non sta giocando“.

SUL MANCATO PASSAGGIO AL 4-3-3: “Ma perché pensate che sia il mio modulo preferito? Ci vogliono i giocatori adatti per poterlo fare e oggi ho 4 centrocampisti. Mehic ha un problema importante. Se gioco con 3 attaccanti poi ho sempre il problema dell’attaccante esterno, Manconi non può fare l’esterno perché giocherebbe troppo lontano dalla porte. Poi dovrei tenere fuori anche uno o due tra Mignani, Salvemini e Tumminello. Il modulo me lo dicono i giocatori, non me lo invento io: vedo, osservo e alleno i giocatori e posso cambiare. Non adatto i miei giocatori al mio modulo, adatto il mio modulo ai miei giocatori. Quando ho perso col Cosenza ho ritenuto che non fosse più adatto il 3-4-3, mentre per Auteri per cui ho grande rispetto lo era. Non mi posso limitare con il modulo. Se dovessi iniziare l’anno potrei chiedere giocatori per un determinato modulo, ma non è comunque così perché mi piace cambiare“.

Foto: Benevento Calcio