
Accusato di stalking e lesioni alla ex minore: 19enne torna libero, revocato il braccialetto
CronacaProvinciaLo scorso maggio il giovane aveva colpito con schiaffi sia la ragazza, alla quale cagionava lesioni personali, sia un suo amico, tentando di aggredirlo anche con l’uso di una sedia.
Il Tribunale di Avellino, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, ha rimesso in libertà, revocando la misura del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico nei confronti dell’ex ragazza e dei suoi familiari a P.L., 19 anni di Bonea, imputato di stalking nei confronti della ex fidanzata, dei genitori e del fratello, reato pluriaggravato dalle seguenti circostanze: 1) aver commesso nei confronti di persona con cui aveva avuto relazione affettiva, 2) aver commesso il fatto nei confronti di persona minorenne, 3) aver commesso il fatto come atto di controllo e possesso nei confronti della donna; inoltre P. L. era imputato di lesioni personali dolose nei confronti della ex fidanzata.
In particolare a seguito della decisione della minore, con cui era stato legato da una relazione sentimentale, di interrompere il rapporto (a causa della possessività dell’indagato che le impediva di uscire con le amiche e anche con i genitori, stabilendo quali abiti dovesse indossare e facendole togliere vestiti troppo stretti), P. L. con condotte reiterate minacciava e molestava l’ex ragazza minorenne.
Nello specifico: inoltrandole messaggi in cui la accusava di averlo tradito ed ingiuriandola con espressioni del tipo “tr**a, zo****a, sei la peggiore delle femmine, sta malat, sta pu***na, tu e tutta a famiglia toi, ti odio”; minacciandola con messaggi scritti e audio; minacciando e ingiuriando con messaggi scritti audio il fratello e i genitori della PO.
In data 18/05/2025 mentre la ragazza si trovava a Montesarchio in compagnia di amici e del fratello, si avvicinava alla comitiva colpendo con schiaffi sia la ragazza, alla quale cagionava lesioni personali, sia ad un suo amico, prendendo una sedia che tentava di scagliare.
Con tutte le sopraindicate condotte cagionava, secondo l’accusa, alla ragazza un perdurante e grave stato di ansia e di paura e un fondato timore per l’incolumità propria e dei propri familiari costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita, in particolare ad evitare di uscire dall’abitazione per paura di incontrarlo, facendosi accompagnare dai genitori sia a scuola che per le uscite.
Oggi il Tribunale di Avellino, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, ha rimesso in libertà P. L., revocandogli la misura dell’allontamento con braccialetto elettronico dai luoghi frequentati dalla fidanzata e dai familiari.