Benevento, Maita: “Mai vista una squadra così” Scognamillo: “Siamo un gruppo maturo”

Benevento, Maita: “Mai vista una squadra così” Scognamillo: “Siamo un gruppo maturo”

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Il Capitano e il vice-Capitano del Benevento hanno partecipato alla trasmissione OttoGol su OttoChannel dopo la settimana perfetta che ha visto la Strega battere consecutivamente Potenza, Catania e Sorrento.

Di seguito, dunque, le parole di Mattia Maita e Stefano Scognamillo ieri nel day-after il terzo successo in sette giorni che ha proiettato la formazione giallorossa sempre più verso la realtà del sogno promozione:

MATTIA MAITA
SULLA VITTORIA CHE HA DATO LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE FORTI: “Probabilmente Picerno. La palla non voleva entrare in nessun modo, Salvemini ha preso la traversa e ha sbagliato il rigore. Poi l’ha risolta San Pierozzi. Noi ci abbiamo sempre creduto, ma quella forse è stata la partita della svolta per tutti. Non è ancora finita, è ancora lunga, ma sono molto contento di questa squadra perché abbiamo avuto un’evoluzione mentale incredibile. E lo dissi dopo Benevento-Latina 1-1. Nel girone d’andata abbiamo avuto molte occasioni, nel girone di ritorno è tutto un altro campionato. Giocare in casa contro 11 giocatori schierati dietro la linea della palla non è facile, bisogna essere lucidi. La partita con il Picerno ha alzato la fiammella, vincere oltre il 100esimo dopo un rigore sbagliato vuol dire che ci credi“.

SULLA FORZA DELLA SQUADRA: “Non era facile ma abbiamo dimostrato in più partite di essere squadra, squadra vera. Non mi era mai capitato in carriera di vivere una voglia così di soffrire insieme. Anche col Catania avevamo sofferto, ma eravamo tutti lì sul centimetro. Non è scontato, ho avuto qualche primadonna in squadra che non voleva fare un metro. Siamo migliorati anche nelle scelte. Eravamo forti all’inizio dell’anno e siamo forti adesso, ma siamo cresciuti anche con l’allenatore e cambiando allenatore. Vincere il girone C non è per nulla facile, ci sono signore squadre. Non è ancora finita e la vittoria contro il Sorrento dopo una gara come quella contro il Catania, che ha tolto tante energie fisiche e soprattutto mentali, è un’ulteriore risposta. Dobbiamo continuare fino alla fine così, quello fa vincere partite e campionati: essere squadra“.

SULL’ESULTANZA DEL PRESIDENTE VIGORITO NEL POST BENEVENTO-CATANIA: “Abbiamo un grande rapporto con lui, se siamo qui è soprattutto per lui. Conosciamo l’amore che prova per questa squadra. Vederlo felice per noi è il massimo. Averlo lì in mezzo a noi dopo una vittoria e una partita del genere è stato il massimo. Il Presidente è sempre bello ascoltarlo, c’è sempre un qualcosa da imparare da lui perché è talmente intelligente e sicuro quando parla che è bello ascoltarlo. Ha sempre costruito squadre per vincere il campionato. Vederlo felice è qualcosa di impagabile, non ho mai visto un Presidente così innamorato della sua squadra“.

SU MIGNANI-SALVEMINI IN AVANTI CONTRO IL SORRENTO: “Le caratteristiche sono diverse, ma a noi non importa. L’importante è andare davanti e raggiungere il trequartista o la punta nella maniera più pulita, centralmente o sull’esterno. Mancava anche Lamesta. Questa squadra è troppo mentalizzata per soffrire qualche assenza. Poi ovviamente i giocatori importanti possono fare la differenza da un momento all’altro. Dipende anche da come gioca l’avversario. Loro secondo me avrebbero dovuto fare una partita diversa, hanno lasciato tanto spazio e noi con la qualità e la cattiveria che abbiamo possiamo fare male. Il rigore? Non ho mai visto togliere la maglia a un giocatore. A noi a Cosenza hanno fischiato per molto meno“.

SUI LITIGI IN CAMPO: “Questa generazione dei giovani non è come la nostra, come ha detto Pisacane del Cagliari. Per noi una volta in campo era tosta, ci si massacrava. Ci teniamo vivi così, litigando tra di noi. Ora invece magari un giovane potrebbe soffrire una cosa del genere. Non so quale sia la situazione migliore, ma io sono cresciuto così. Se vai male per noi esperti è ancora più pesante, fa parte del ruolo. Quella carica la devi scaricare in qualche modo“.

SULL’ESSERE CAPITANO: “E’ stata una riconoscenza da parte di tutta la squadra. Io do sempre me stesso, il massimo. L’ho fatto anche in passato, è una cosa che mi piace perché mi riempie di responsabilità. Tira fuori il meglio di me, cerco di dare l’esempio sia dentro sia fuori dal campo stando vicino ai più giovani. Sono felice, sono arrivato in un momento in cui la situazione non era tanto limpida e arrivare dove siamo adesso per noi più grandi è una bella soddisfazione. Ora bisogna arrivare dove si deve e chiudere il cerchio. E’ un sogno che si sta avverando. All’inizio qualche dubbio mi era venuto, non era una grande situazione: ora se siamo qui a parlare di questo è grazie a tutto l’insieme. Bisogna raccogliere ciò che stiamo seminando“.

SULL’IMPATTO DI FLORO FLORES: “Per me l’allenatore incide tanto, tantissimo, è fondamentale“.

SULLA SFIDA AL FOGGIA E SUL SUPPORTO DEI TIFOSI: “Speriamo di vedere lo stesso pubblico di Benevento-Catania, vorrei rivivere quella sensazione. Vedere tutta quella gente allo stadio ci dà una grande carica. Vorrei vedere il Vigorito tutto pieno, speriamo di riempirlo di nuovo“.

STEFANO SCOGNAMILLO
SULLA VITTORIA CHE HA DATO LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE FORTI: “La gara contro l’Atalanta U23, ci ha dato uno step in più. Perdere 3-1 all’intervallo, tornare in campo e ribaltarla ci ha dato la consapevolezza di essere una squadra forte, di poter andare contro un muro e pensare di abbatterlo. Per me è stata la partita della svolta, hai dato anche una risposta al Catania che aveva perso mi sembra a Sorrento. Anche con il Picerno è stata fondamentale, vincerla al 96esimo non era banale. Sono due partite che hanno dato il là per crederci ancora di più“.

SULLA MATURITA’ DELLA SQUADRA: “Con il Catania abbiamo vinto da squadra matura. Si dice che siamo un mix di giovani e anziani, ma l’abbiamo vinta da squadra matura. Il Catania ha fatto la partita della vita o comunque una delle migliori partite dell’anno. All’inizio neanche ci aspettavamo il loro fraseggio, il mister è stato bravo a cambiare modulo e a farci mettere a specchio. Ci siamo adattati e, aspettando, l’abbiamo vinta con maturità, colpendoli nel momento di difficoltà“.

SULL’ESULTANZA DEL PRESIDENTE VIGORITO DOPO BENEVENTO-CATANIA: “La cosa bella è stato vedere la gioia nei suoi occhi e vederlo saltare in mezzo a noi. Farà 20 anni di presidenza? Gli faremo una torta, con la lettera giusta…“.

SULL’ARBITRAGGIO CONTRO IL SORRENTO: “Nel secondo tempo ci sono stati dei falli… quasi sembrava volesse compensare. Così si sbaglia ancora di più“.

SUI BATTIBECCHI IN CAMPO CON I COMPAGNI: “In campo ci sono tanti litigi, c’è l’adrenalina quindi le parole vanno e vengono. Ma finisce lì, è per tenere alta la tensione. Un leader silenzioso? Caldirola“.

SULL’ESSERE SCUGNIZZO: “Mi piace esserlo, sono cresciuto per strada e mi trovo bene a essere scugnizzo. La strada va vissuta, bisogna giocare fuori. Ho un figlio e spesso lo vedo col telefono, gli dico di uscire anche se la mamma gli dice che si può fare male. Può essere rischioso, anche sentendo i telegiornali, però il bello dell’essere scugnizzo è sporcarsi, giocare con gli altri bambini“.

SULL’IMPATTO DI FLORO FLORES: “E’ come un matrimonio, con lui ci siamo trovati bene ed è nato l’amore. Un allenatore può incidere tanto o poco“.

SULLA SFIDA AL FOGGIA E SUL SUPPORTO DEI TIFOSI: “La prima volta che arrivai a Benevento vidi l’immagine della coreografia ‘Benevento’. Mi dissi che avrei voluto riportare tutta quella gente allo stadio. Stiamo cercando di farlo in tutti i modi, aspettiamo i tifosi allo stadio per goderci tutti insieme questo finale di campionato“.

Foto: Screen OttoChannel