
Benevento, Floro Flores: “L’obiettivo è ancora lontano, guai a chi molla. Il Foggia vale più del Catania, da domani sette finali”
Benevento CalcioCalcioL’allenatore del Benevento, dopo l’allenamento odierno e dopo aver diramato l’elenco dei convocati, ha preso parte alla consueta conferenza stampa alla vigilia della trentaduesima giornata del campionato di Serie C 2025-26 contro il Foggia.
Antonio Floro Flores ha presentato così il match interno tra giallorossi e rossoneri, analizzando anche la condizione di alcuni singoli e delle tattiche della squadra in generale in vista del tredicesimo turno del girone di ritorno.
Di seguito, quindi, le parole del tecnico della Strega in merito all’incontro valido per la trentaduesima giornata del girone C di Serie C, in programma al Vigorito domani, domenica 15 marzo, con fischio d’inizio alle ore 14:30:
SULLA SETTIMANA DI LAVORO E SUL RECUPERO DI LAMESTA: “Tranne i soliti infortunati, il resto stanno tutti bene. Avevano bisogno di qualche giorno in più di recupero dopo una settimana dispendiosa, mentalmente e fisicamente. Sono tornati dopo due giorni più carichi che mai, sanno quale è l’obiettivo e il nostro primo pensiero“.
SULL’UMORE DELLA SQUADRA: “Facciamo questo di mestiere, stanco è chi si alza la mattina e va al lavoro e non noi che giochiamo a calcio e facciamo il lavoro che amiamo. Non ho mai sentito un mio giocatore dire di essere stanco e questa è la cosa più bella per un allenatore. Anzi, devi tirarli fuori dalle partitine per qualche acciacco ma neanche vorrebbero uscire. Questa è una squadra mentalizzata e vogliosa nello stare insieme“.
SUL CLIMA PROMOZIONE: “Non c’è nessun clima, è giusto che lo abbiamo tifosi e stampa perché noi lo abbiamo creato. Ma noi non facciamo calcoli, sono sette partite e voglio vincerle tutte. Del resto mi interessa poco. Guai a chi molla, vuol dire non aver capito niente. L’obiettivo è ancora lontano, finché non c’è la matematica non siamo contenti di niente. Lasciamo i calcoli agli altri, noi pensiamo al Foggia: una squadra ferita, che viene da nove sconfitte di fila. Avrà voglia di riscattarsi e fare la partita, noi abbiamo voglia di vincerla e continuare il nostro percorso. Vogliamo dare continuità di risultati, non è nei nostri piani fare calcoli o esaltarsi perché non abbiamo fatto niente. Per me l’obiettivo è ancora lontano, ci sono sette finali. La squadra è mentalizzata in ciò che vuole, se mi fossi accorto di qualcosa di diverso avrei mandato qualcuno a fare la doccia. Anzi, questa settimana hanno spinto anche più del solito. Si è creato il piacere di fare le partite tra di noi, lo sfottò e la competizione. Non hanno proprio pensato all’obiettivo, hanno pensato ad allenarsi come piace a me. E’ una squadra troppo matura e intelligente“.
SULLE SCELTE DI FORMAZIONE: “Abbiamo fatto la solita nostra settimana impegnativa. Tendo a far giocare chi merita, ma in questa squadra tutti meritano. Se abbiamo 12 punti di vantaggio è merito di chi non gioca, che si allena sempre come se dovesse giocare. Questi giocatori fanno fare il salto di qualità. Ho più considerazione di chi non gioca che di chi gioca, stare fuori è difficile e stare sul pezzo anche. Allenare i compagni a stare sempre al massimo è un privilegio, per me è una fortuna. Ho qualche dubbio, ma penso sia normale. Tutti meriterebbero, dal secondo portiere a Russo a finire all’ultimo giocatore. Mi mettono tutti i giorni in difficoltà e questo per un allenatore non è scontato. Sono contento di quello che stanno facendo e di quello che mi stanno dando“.
SUI SUOI MERITI DOPO 18 PARTITE IN GIALLOROSSO FINORA: “Di aver fatto stare tutti bene, di aver messo tutti a lavorare per quello che era l’obiettivo. Da quando sono arrivato ho dato una linea guida e nessuno ha lavorato fuori posto. Ognuno sa quello che deve fare, do merito agli altri perché credo che i grandi obiettivi si raggiungano con grandi persone. Se sto raggiungendo un obiettivo che per me è ancora lontanissimo è perché ho trovato gente con tanta fame e voglia di riscatto. Il mio obiettivo ogni giorno è far rendere tutti al massimo, dal magazziniere al fisioterapista, perché nessuno è escluso dal sogno che abbiamo“.
SULLA SFIDA CONTRO IL FOGGIA: “Sarebbe una follia pensare che non sia una squadra all’altezza. Ha delle difficoltà, la classifica parla chiaro, ma è una squadra importante con giocatori importanti. In questo momento della stagione non si può sottovalutare nessuno. Per me il Foggia vale il Catania, se non di più. A volte contro queste squadre c’è il rischio di sottovalutare la partita e penso sia l’errore più grave che si possa fare. Ha un allenatore ottimo, una squadra forte. L’abbiamo preparata come fosse il Catania“.
SU MISTER PAZIENZA: “Non ho mai avuto il piacere di averlo come allenatore, ma è un ragazzo eccezionale e gli auguro ogni bene. Purtroppo pagano sempre gli allenatori, l’esonero fa parte del nostro mestiere. E’ un ragazzo intelligente, ha carattere. Consigli non gliene posso dare, allena da prima di me. Quando ha iniziato ha fatto bene ed evidentemente qualche capacita la ha. I momenti nella vita passano, anche dai momenti difficili bisogna trarre le cose positive. Sta prendendo batoste, ma con la voglia e con l’umiltà che ha sempre avuto si può diventare sempre migliori“.
SUL PRESIDENTE VIGORITO: “E’ un passionale, nel calcio non esistono più persone così. Non ho bisogno di fare il lecchino, per come vive e per la voglia che ha a volte sembra un bambino, come quando salta in mezzo al gruppo. Quando hai una persona così non vorresti mai fargli torti ma solo renderla felice. Il calcio è caratterizzata anche da difficoltà, forse aveva perso un po’ di entusiasmo ma perché qualcuno gliela aveva fatta perdere. Oggi quando la gente viene al campo parla degli uomini che abbiamo ed è una cosa che mi rende felice, è il più grande complimento. Singolarmente sono calciatori straordinari, ma farli passare per uomini è la cosa più bella e mi rende l’uomo più felice del mondo“.
SULL’ETICHETTA DEL “SUO” BENEVENTO: “Quando raggiungerò gli obiettivi mi piacerebbe che venisse ricordato come il Benevento degli uomini. Tutti ci rispettano per quello che oggi siamo. Poi quando porteremo la nave in porto potremo parlare di tutto. Non mi piace guardare al passato né al futuro, penso al presente. Domani è il presente, è una partita importante e il nostro obiettivo deve rimanere tale. Mi piacerebbe che la mia squadra venisse ricordata come uomini e persone che hanno dato tutto per questi colori“.
SU MEHIC: “Sta facendo accertamenti e colloqui per capire che cosa sia meglio fare, se un intervento o cure. Sarebbe un’operazione importante, sono valutazioni che sta facendo insieme alla società e ai dottori. Il ragazzo è giù moralmente, sta vivendo un momento difficile come anche Ricci o Simonetti“.
SULL’IMPORTANZA DELL’EMPATIA CON IL GRUPPO: “Quando ho iniziato ad allenare questo gruppo il primo obiettivo è stato quello. Da calciatore ero un po’ il giullare del gruppo e cerco di fare lo stesso da allenatore. Facciamo il mestiere più bello del mondo, ho sempre voluto creare un posto dove stessi in primis bene io e poi anche i calciatori. Altrimenti non sarei felice e non arriverei al campo come me stesso. Per me l’empatia è la base del calcio, il divertimento e il piacere di stare con loro. Non creare nemmeno questo e farli star male vuol dire fare un lavoro contro la squadra. Per me come prima cosa loro devono stare bene, ci deve stare lo sfottò come mettere in palio qualcosa al termine delle partitine come una cena o una crostata. Un anno dobbiamo stare insieme, spero anche di più, e bisogna stare bene. Questa per me è la base per fare calcio“.
Foto: Benevento Calcio