Rapporto di Sopralluogo: il Degrado del Parco De Mita​ a cura di Europa Verde

Rapporto di Sopralluogo: il Degrado del Parco De Mita​ a cura di Europa Verde

AttualitàBenevento Città

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Europa Verde: “Il Parco De Mita, nato come polmone verde e bene comune per la collettività, versa oggi in condizioni preoccupanti. A seguito di un sopralluogo effettuato questa mattina (ieri mattina, ndr), emergono criticità strutturali che mettono in dubbio la sostenibilità della gestione privata a cui l’area è stata affidata.

​1. La Questione degli Abbattimenti: Trasparenza cercasi
​Abbiamo riscontrato il taglio di diversi esemplari arborei. Come Europa Verde, esigiamo risposte immediate su:
​Cronologia: I tagli sono avvenuti prima o dopo l’affidamento della gestione?
​Autorizzazioni: Chi ha autorizzato l’abbattimento? Esiste una perizia tecnica firmata da un agronomo abilitato che ne attesti la necessità per motivi fitosanitari o di sicurezza?
​Esecuzione: Chi ha materialmente effettuato i tagli?

​2. Sottobosco Devastato e Rifiuti Post-Pasquetta
​Il passaggio antropico indiscriminato ha lasciato ferite profonde sul terreno:
​Inquinamento diffuso: Il suolo è disseminato di mozziconi di sigaretta, plastica, bicchieri e bottiglie di vetro. La pulizia non è stata eseguita o è stata fatta in modo superficiale.
​Accensione fuochi: Sono visibili tracce di fuochi accesi direttamente sul terreno, una pratica pericolosissima per la salute degli alberi e del sottobosco. Ci chiediamo se sia stato permesso l’uso della legna locale per questo scopo.
​Potature selvagge: I rami bassi sono stati eliminati sistematicamente per agevolare il passaggio, snaturando la forma naturale degli alberi e trattandoli come mera “scenografia” architettonica piuttosto che come esseri viventi.

​3. Gestione Privata vs Bene Comune
​Il punto centrale resta la manutenzione del verde pubblico. Se la gestione è passata ai privati, chi garantisce la tutela del patrimonio botanico?
​La nostra posizione: Il verde è un bene comune. Non può essere gestito con logiche puramente commerciali. La manutenzione deve essere affidata a professionisti (agronomi) e non lasciata alla discrezione dei gestori, che sembrano dare priorità alla fruibilità logistica rispetto alla salute dell’ecosistema”.