
Telese Terme| Casa di Cura GEPOS, proclamato lo stato di agitazione. Sindacati chiedono confronto in Prefettura
AttualitàDalla ProvinciaLe Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della Casa di Cura GEPOS e richiesto formalmente al Prefetto di Benevento l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dall’art. 2, comma 2, della Legge n. 146/1990 e successive modifiche e integrazioni (s.m.i.).
La decisione è maturata all’esito dell’ultimo incontro sindacale tenutosi in data 8 giugno 2026, nel corso del quale la Direzione aziendale ha confermato l’intenzione di procedere a una riorganizzazione complessiva della struttura e a una riduzione del personale infermieristico, senza tuttavia fornire alle Organizzazioni Sindacali gli elementi tecnici, organizzativi ed economici indispensabili a motivare e verificare la fondatezza delle scelte prospettate.
L’assenza di dati puntuali, analisi organizzative e riscontri oggettivi ha impedito un confronto serio e trasparente su una materia di estrema delicatezza, con evidenti ricadute sia sul piano occupazionale sia sulla qualità dell’assistenza sanitaria erogata. CGIL, CISL e UIL ribadiscono che non è accettabile affrontare processi di riorganizzazione che incidono sui livelli occupazionali e sui servizi sanitari senza un reale confronto preventivo e senza la piena condivisione delle informazioni necessarie a valutare soluzioni alternative.
La Casa di Cura GEPOS opera in regime di accreditamento definitivo con il Servizio Sanitario Regionale e dispone di 60 posti letto destinati ad attività sanitarie ad elevata intensità assistenziale. In tale contesto, ogni ipotesi di riduzione del personale infermieristico deve essere attentamente verificata alla luce dei requisiti regionali, degli standard assistenziali e della necessità di garantire sicurezza, continuità e qualità delle cure. Le Organizzazioni Sindacali esprimono forte preoccupazione per l’impatto delle
scelte aziendali e per la mancata attivazione di un confronto preventivo su possibili soluzioni alternative agli esuberi, quali la riqualificazione professionale, la riconversione del personale, la mobilità interna e la riorganizzazione dei servizi.
Ulteriore elemento di criticità è rappresentato dall’annunciata esternalizzazione del servizio cucina, anch’essa non preceduta da un adeguato confronto sindacale e potenzialmente foriera di ulteriori ricadute occupazionali e organizzative. Per tali ragioni, FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno richiesto al Prefetto di Benevento la convocazione urgente del tavolo di raffreddamento e conciliazione, quale sede istituzionale deputata alla gestione della vertenza ai sensi della normativa vigente.
Il confronto in Prefettura dovrà consentire un approfondimento puntuale delle motivazioni aziendali, la verifica della reale sussistenza delle condizioni che giustificherebbero gli esuberi e l’individuazione di eventuali soluzioni alternative in grado di salvaguardare i livelli occupazionali e la qualità dell’assistenza. Le Organizzazioni Sindacali si presenteranno al tavolo con spirito responsabile e costruttivo, ma ribadiscono che non sarà possibile accettare decisioni unilaterali su materie che incidono in modo così rilevante sulla vita lavorativa dei dipendenti e sull’organizzazione dei servizi sanitari.
La vertenza GEPOS non riguarda soltanto i lavoratori direttamente coinvolti, ma investe il diritto dei cittadini a ricevere cure adeguate e la tenuta complessiva del sistema assistenziale della struttura. FP CGIL, CISL FP e UIL FPL continueranno a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della situazione e, in caso di esito negativo della procedura di raffreddamento, si riservano ogni ulteriore iniziativa sindacale a tutela dei lavoratori, delle loro famiglie e della qualità dei servizi erogati.