Benevento, Floro Flores: “Non dobbiamo vivere di ricordi ma costruire fondamenta”

Benevento, Floro Flores: “Non dobbiamo vivere di ricordi ma costruire fondamenta”

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L’allenatore del Benevento è stato ospite al circolo La Fagianella per i 75 anni del Panathlon Club di Benevento. Mister Antonio Floro Flores, ai microfoni di TV7, ha parlato della stagione da poco terminata e dell’attesa per l’inizio del campionato di Serie B:

SULLA PROMOZIONE: “E’ stato un bellissimo risultato in un’annata soddisfacente e bella. Fuori si vede solo il bello, ma all’interno c’è stato un gruppo meraviglioso, dei ragazzi che si sono messi a disposizione e una società che ci ha dato del materiale per poter lavorare. E’ nato un qualcosa che, personalmente, mi rimarrà per tutta la vita dentro“.

SULL’OCCASIONE DEL ‘SALTO’ DALLA PRIMAVERA: “Nella vita arrivano le occasioni, sta a noi poterle sfruttare e farsi trovare pronti. Sono stato fortunato, avevo una squadra forte e del materiale su cui poter lavorare. Anche i giocatori mi hanno accolto molto bene. Non è facile prendere il posto di un allenatore secondo in classifica e poter continuare il percorso. A volte si rischia di fare peggio, mentre hanno dato la possibilità a me e al mio staff di poter lavorare su più fronti“.

SULLE DIFFICOLTA’ DOPO AVER VINTO IL CAMPIONATO: “E’ stato difficile, avevamo vinto ma avevamo un altro obiettivo da poter raggiungere. Il Presidente ci pressava sulla Supercoppa, come giusto che sia, ma non c’era bisogno perché ci pressavamo anche noi. Si sono presi tre settimane sabbatiche per poi affrontare questo mini torneo che stava a cuore a tutti e al Presidente soprattutto. Vincere piace a tutti, inutile prendersi in giro. C’è stato un momento di rilassatezza, dovuto ai festeggiamenti al termine di un’annata lunga e con squadre sempre addosso. Quelle tre giornate finali sono state le tre settimane più difficili da gestire“.

SUGLI OBIETTIVI IN VISTA DELLA PROSSIMA SERIE B: “Penso che bisogna costruire delle fondamenta per poter creare qualcosa in futuro. La prima cosa che ci ha chiesto il Presidente è mantenere la categoria e cercare di portarla a casa, per poi programmare per cercare di fare il salto di qualità. Ci vorrà del tempo. Bisogna lavorare, ma nessuno si limita in niente: l’obiettivo è sempre vincere e crescere. A fine anno quando si tirano le somme l’importante è la crescita dei giocatori, della squadra, e l’aver portato a casa un risultato. Che possa coronarsi un sogno io non lo escludo mai, perché vivo di sogni…“.

SUL SOGNO SERIE A: “Penso che sia il minimo che uno debba fare, perché no? Noi dobbiamo porci un obiettivo, deve essere la base. Con lavoro, sacrificio e unità d’intenti si può fare qualsiasi cosa“.

SULLA RICHIESTA DI IRROBUSTIRE LO STAFF TECNICO: “Io vivo il calcio h24, per poter fare veramente qualcosa di straordinario bisogna rinforzarsi e irrobustirsi. Per me lo staff è importante quanto me, anzi più di me: dove non arrivo io arrivano loro e viceversa. Il rafforzamento dello staff è dovuto anche da parte della società. Avere un collaboratore per il preparatore dei portiere, un tattico che magari può dare una mano nello staff… Quello è un arricchirsi, poi bisogna fare pratica e portare risultati a casa. Bisogna rimboccarsi le maniche, quello che abbiamo fatto ormai è alle spalle: non dobbiamo vivere di ricordi, mi piace guardare avanti. Mi sono tatuato il campionato sulla pelle, ma non voglio tatuarmi solo quello“.

Foto: Profilo Facebook S.S. Arezzo