
MangiarSannio| Le ova ‘mpriatorio, il piatto povero che racconta la cucina delle famiglie
MangiarsannioBentornati a un nuovo appuntamento con MangiarSannio, la rubrica che vi accompagna alla scoperta dei sapori autentici del nostro territorio, delle ricette della memoria e di quei piatti semplici che, ancora oggi, riescono a raccontare la storia delle nostre famiglie.
Un viaggio nella cucina sannita significa anche riscoprire preparazioni nate dalla necessità, dalla creatività delle massaie e dalla capacità di trasformare pochi ingredienti in pietanze ricche di gusto. È proprio questa la filosofia delle Ova ‘mpriatorio, conosciute in italiano come uova in purgatorio, un piatto della tradizione campana profondamente legato anche alle tavole del Beneventano.
Il nome curioso di questa ricetta nasce da una suggestiva immagine popolare: le uova, immerse nel sugo rosso di pomodoro, ricordavano le anime del purgatorio avvolte dalle fiamme. Un modo semplice e antico per dare un significato simbolico a un piatto quotidiano, nato nelle cucine contadine dove nulla doveva essere sprecato.
Nel Sannio le Ova ‘mpriatorio rappresentano perfettamente la cucina domestica di un tempo: pochi ingredienti disponibili in casa, come uova fresche del pollaio, pomodori dell’orto, olio extravergine d’oliva e pane casereccio, capaci di creare un pasto completo e nutriente.
La loro preparazione era particolarmente diffusa nelle famiglie contadine, soprattutto quando si aveva bisogno di portare in tavola un piatto semplice ma sostanzioso. Le uova, alimento prezioso prodotto direttamente nelle campagne, venivano valorizzate insieme al pomodoro, uno degli ingredienti fondamentali della cucina meridionale.
Come molte ricette della tradizione sannita, anche questa preparazione vive di piccole varianti familiari. C’è chi aggiunge basilico fresco, chi preferisce un tocco di peperoncino, chi arricchisce il sugo con aglio oppure cipolla. In ogni versione rimane però l’elemento fondamentale: la scarpetta finale con il pane, gesto immancabile della cucina popolare.
Le Ova ‘mpriatorio raccontano un modo di cucinare fatto di semplicità e rispetto per gli ingredienti. Un piatto umile, ma capace di riportare alla memoria le cucine delle nonne, il profumo del sugo sul fuoco e le tavole dove il cibo era soprattutto condivisione.
Ingredienti (per 4 persone)
- 8 uova fresche
- 700 g di pomodori pelati o passata di pomodoro
- 1 cipolla piccola oppure 1 spicchio d’aglio
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Basilico fresco
- Peperoncino (facoltativo)
- Sale q.b.
- Pepe nero q.b.
- Pane casereccio del Sannio per accompagnare
Procedimento
- In una padella ampia fate soffriggere dolcemente la cipolla tritata oppure l’aglio nell’olio extravergine d’oliva.
- Aggiungete il pomodoro, regolate di sale e lasciate cuocere il sugo a fuoco lento per circa 20-30 minuti, fino a quando sarà ben insaporito.
- Quando il sugo è pronto, create dei piccoli spazi con il cucchiaio e rompete delicatamente le uova direttamente nella padella.
- Coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco dolce fino a quando l’albume sarà cotto e il tuorlo resterà morbido.
- Aggiungete qualche foglia di basilico fresco, una spolverata di pepe e, se gradito, un pizzico di peperoncino.
- Servite le Ova ‘mpriatorio ben calde direttamente dalla padella, accompagnandole con abbondante pane casereccio per raccogliere il sugo.
Le Ova ‘mpriatorio sono la dimostrazione che la grande cucina non nasce sempre da ingredienti costosi, ma dalla capacità di custodire sapori, gesti e tradizioni. Anche sulle tavole del Sannio questo piatto continua a rappresentare il valore della cucina di casa: semplice, genuina e profondamente legata alla memoria