Benevento-Hellas Verona, cronaca di un calcio che sugli spalti divide ancora

Benevento-Hellas Verona, cronaca di un calcio che sugli spalti divide ancora

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Ieri sera al Vigorito è andato in scena un vero e proprio spettacolo, quantomeno sul rettangolo verde. Il Benevento Calcio ha battuto 3-1 l’Hellas Verona nell’anticipo della quarta giornata di campionato, conquistando così la prima vittoria in campionato. Ma sugli spalti lo scenario, al di là della bellissima coreografia giallorossa per i 30 anni di Teste Matte, non è stato di livello.

E la causa può ravvisarsi, fa strano dirlo e raccontarlo nel 2026 (!), nelle discriminazioni territoriali. Un leitmotiv che spesso e volentieri accompagna le trasferte al Sud dei tifosi gialloblù e che al Vigorito ha assunto un tono abbastanza aspro ben prima del fischio d’inizio. I 204 supporters scaligeri, infatti, erano già arrivati nel Sannio al suon di “sporchi terroni, siete sporchi terroni“.

Nel corso della partita, poi, non sono mancati altre esternazioni del tipo “acqua e sapone, vi serve acqua e sapone” e ancora “non si capisce, ma come c***o parlate” e pure “sotto il Po, l’Italia non c’è più“. Cori che, sembra assurdo ancora doverlo rimarcare col passare degli anni, creano forti polemiche in uno sport che, come il calcio, dovrebbe unire le comunità piuttosto che dividerle.

I tifosi giallorossi, oltre ai fischi assordanti a coprire le discriminazioni territoriali, hanno risposto con ben più ‘leggeri’ “veronese pezzo di m***a” o “chi non salta è un veronese“, oltre allo stendardo “Giulietta disonesta“. Il campo, per questa volta, ha dato il suo verdetto. Ora sta al Giudice Sportivo, al termine del turno, prendere i dovuti provvedimenti per quanto avvenuto extra-campo.