Colpo d’arma da fuoco a Napoli contro uffici della Procura Generale

Colpo d’arma da fuoco a Napoli contro uffici della Procura Generale

CronacaRegione

Un colpo d’arma da fuoco è stato esploso lo scorso 2 gennaio al centro direzionale di Napoli, contro gli uffici che ospitano la Procura Generale. Lo rendono noto Il Mattino e Repubblica.

Il colpo, verosimilmente di un fucile (ma gli accertamenti della polizia scientifica sono in corso) ha raggiunto e infranto una vetrata che si trova al 12esimo piano della Torre C del Palazzo di Giustizia.

Sull’episodio indaga la Polizia di Stato coordinata dalla Procura. Il fascicolo però potrebbe essere trasferito a Roma in quanto come parte lesa potrebbero figurare i magistrati.

Al piano dove è stata trovata l’ogiva c’è anche l’ufficio del procuratore generale Aldo Policastro, per anni in servizio a Benevento. Non si esclude che il colpo possa essere stato esploso durante i festeggiamenti di inizio anno, ipotesi al momento più accreditata. Al vaglio anche l’ipotesi drone modificato, anche se meno probabile.

Nella notte di San Silvestro, a Napoli, sono stati riscontrati fori d’arma da fuoco anche nelle finestre dell’azienda di trasporto Eav e anche su questo episodio sta indagando la Polizia di Stato.

Benevento, lunedì il Procuratore Policastro incontra le associazioni

Benevento, lunedì il Procuratore Policastro incontra le associazioni

AttualitàBenevento Città
Ospite del CSV Irpinia Sannio interverrà sul tema “Legalità e associazionismo leve per la valorizzazione delle aree interne”.

Lunedì 7 ottobre alle ore 16.00 presso la sala formazione Cesvolab di Viale Mellusi a Benevento il Procuratore Generale della Repubblica Aldo Policastro terrà un intervento sul tema: “Legalità e associazionismo leve per la valorizzazione delle aree interne”.

I saluti istituzionali saranno affidati a Maria Cristina Aceto, direttrice, e Raffaele Amore, presidente del CSV Irpinia Sannio. A seguire gli interventi delle associazioni delle province di Benevento ed Avellino presenti. A conclusione dell’evento, il Cesvolab conferirà un riconoscimento di merito al procuratore Policastro per il suo impegno e la sua sensibilità verso il volontariato e la collaborazione con il Centro Servizi delle Province di Avellino e Benevento.

«Siamo riconoscenti verso il procuratore Policastro per la disponibilità che ha sempre dimostrato verso il nostro Centro Servizi e verso il mondo del volontariato di Irpinia e Sannio – ha sottolineato il presidente Amore -. In questi anni che mi hanno visto alla guida del Cesvolab è stato importantissimo avere il dottor Policastro come nostro interlocutore e sono tante le iniziative che abbiamo portato avanti insieme, dall’impegno dei volontari per la legalità ai momenti di sensibilizzazione per il superamento della disabilità, contro il bullismo e contro la violenza di genere».

«L’intervento che il Procuratore terrà lunedì presso la nostra sede di Benevento – ha aggiunto Amore -, rappresenta per tutti noi un’occasione unica per approfondire il rapporto tra legalità e associazionismo, due forze complementari e fondamentali per lo sviluppo e la valorizzazione delle aree interne. Il rispetto delle regole e l’impegno collettivo sono leve decisive per contrastare le difficoltà economiche e sociali che affliggono questi territori, favorendo così la rinascita e il benessere delle comunità locali. E siamo davvero grati al procuratore Policastro per aver accettato il nostro invito. Sarà inoltre l’occasione per salutarlo e augurargli il meglio per il suo nuovo incarico a Napoli». 

Il Procuratore Policastro saluta la polizia giudiziaria avellinese: presto il trasferimento alla Procura Generale di Napoli

Il Procuratore Policastro saluta la polizia giudiziaria avellinese: presto il trasferimento alla Procura Generale di Napoli

AttualitàDalla Regione

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, Aldo Policastro, accompagnato dal  Procuratore Aggiunto, Gianfranco Scarfò, nella mattinata odierna, presso il Palazzo di giustizia di Ariano, aula Giudice di pace, ha incontrato la polizia giudiziaria operante nel territorio avellinese di competenza.

Una nutrita rappresentanza di appartenenti a Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza lo ha accolto. Nel portare il suo saluto ai numerosi presenti, in vista del trasferimento alla Procura Generale di Napoli, il Procuratore ha voluto ringraziare tutti per la leale collaborazione, i risultati positivi ottenuti e la apprezzata sinergia operativa realizzata tra le varie forze di polizia e tra esse e la Procura della Repubblica. Ha anche voluto sottolineare la grande disponibilità dimostrata dalla polizia giudiziaria avellinese anche nelle attività di formazione promosse sul territorio dall’ufficio di procura.

Il dottor Gianfranco Scarfò, prossimo procuratore della repubblica f.f., ha voluto salutare i presenti esprimendo la sua volontà di proseguire, in piena sinergia con gli organi di polizia giudiziaria, sulla strada tracciata dal Procuratore Policastro. Il colonnello  Domenico Albanese, Comandante Provinciale dei Carabinieri, il dottor  Aniello Ingenito, dirigente della Squadra Mobile di Avellino e il Cap. Maria Stella Ranaudo  Comandante della locale Compagnia della Guardia di Finanza ( questi ultimi anche a nome del Questore e del Comandante Provinciale) hanno a loro volta espresso il loro particolare ringraziamento al Procuratore per la disponibilità dimostrata e la vicinanza assicurata all’operato della polizia giudiziaria, dimostrandosi sempre punto di riferimento affidabile e autorevole nel lavoro quotidiano.

Hanno espresso la volontà di proseguire analogo rapporto di stretta collaborazione anche per il prosieguo dell’attività ad opera del dottor Scarfò. Nel salutare tutti alla fine il Procuratore Policastro  ha voluto assicurare che non verrà meno la sua attenzione alle attività della polizia giudiziaria avellinese anche nel suo nuovo incarico.

VIDEO – Tentato omicidio Rione Libertà: identificato il mandante, si cerca l’esecutore

VIDEO – Tentato omicidio Rione Libertà: identificato il mandante, si cerca l’esecutore

BeneventoCronaca

A seguito di una mirata, tempestiva ed articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Benevento, nella mattinata odierna hanno dato esecuzione alla ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Nicola Fallarino, 38 anni, attualmente detenuto per altro presso la casa circondariale di Augusta (SR), ritenuto gravemente indiziato, quale mandante, in concorso con uno o più soggetti liberi allo stato non ancora identificati, del delitto di tentato omicidio pluriaggravato (tentato femminicidio), porto illegale d’arma, tentata estorsione pluriaggravata e rapina pluriaggravata nei confronti della ex compagna.

Le indagini sono state avviate in occasione del grave episodio delittuoso avvenuto la mattina del giorno 11 novembre u.s. quando gli investigatori della Squadra Mobile raggiungevano via Ferrara n. 2 /B di Benevento, ove era stata segnalata l’esplosione di un colpo di arma da fuoco nei confronti di Annarita Taddeo; rinvenuta, infatti, sul pianerottolo mentre perdeva sangue dalla testa e rapidamente trasportata in Ospedale, dove le veniva riscontrata una “frattura chiusa della volta cranica” con un corpo estraneo conficcato al lato sinistro della fronte.

Escussa a s.i.t., la vittima chiariva di essere stata attinta alla testa da un colpo d’arma da fuoco sparato a bruciapelo sul pianerottolo di casa, di essersi accasciata al suolo, pur non avendo perso i sensi e di essersi finta morta, potendo così vedere il killer che entrava nell’appartamento da lei abitato frugava nella sua borsa e vi usciva portando con sé i suoi telefoni cellulari e- come accertato solo successivamente-anche la somma di euro 2000,00.

Nella medesima mattinata venivano acquisite le immagini di videosorveglianza delle zone pertinenti al luogo del fatto e come indicato dalla persona offesa, emergeva che l’autore dei fatti si era allontanato indossando un casco integrale a bordo di uno scooter, risultato di provenienza furtiva in quanto rubato a Napoli e trasportato e nascosto a Benevento alcuni giorni prima del fatto pronto per essere utilizzato per l’azione criminosa.

Nel corso delle prime attività investigative venivano sequestrati un bossolo calibro 6,35 e la relativa ogiva estratta direttamente dalla fronte della p.o. nonché i due telefoni cellulari in uso alla persona offesa, di cui si era disfatto l’autore del fatto a breve distanza dal luogo del reato dopo aver provveduto a danneggiarli per tentare di distruggere le prove della responsabilità del prevenuto poi rinvenute sugli stessi.

Infatti, la successiva analisi forense effettuata sui menzionati telefoni consentiva di recuperare alcuni fondamentali messaggi dai quali emergeva chiaramente che l’uomo oggi colpito da ordinanza cautelare aveva maturato il proposito di attentare alla vita della ex compagna già diversi giorni prima del tentato omicidio perché non tollerava l’interruzione della relazione, che li legava da tempo, e dei colloqui in carcere da parte della donna e la nuova vita sentimentale della stessa e pretendeva, a causa di ciò, che la stessa abbandonasse l’appartamento in cui avevano convissuto e l’attività commerciale da lei gestita da tempo, asseritamente di sua appartenenza.

Nei messaggi alla donna l’attuale indagato la minacciava reiteratamente che l’avrebbe fatta sparare, le avrebbe fatto incendiare tutto quanto posseduto dalla stessa e dalla sua famiglia, dalla casa alla macchina alle attività commerciali dalla stessa gestite e le avrebbe fatto, altresì, terra bruciata intorno, costringendola in tal modo ad andar via da Benevento, quale pena da pagare per essersi allontanata da lui, tutte minacce reiterate in più di una occasione.

Venivano, quindi, avviate attività di intercettazione, tra l’altro, su più utenze in uso all’indagato, sia pure in stato di detenzione, dalle quali emergeva che l’uomo, dopo aver appreso del fallimento del tentativo, affermava senza mezzi termini che, nonostante fosse detenuto, aveva ugualmente la possibilità di far uccidere chiunque, in qualsiasi momento, fin dentro il letto di casa, ed anche con estrema facilità, potendo contare su numerose amicizie, maturate anche in ambiente carcerario, con soggetti pronti a raggiungere Benevento, a colpire ed andare via.

Continuava a pretendere, inoltre, che la vittima e la sua famiglia dovevano restituirgli il bar altrimenti sarebbero morte entrambe, madre e figlia (odierna vittima del tentato femminicidio contestato) e che stava aspettando che uscisse di galera il padre della vittima per far uccidere anche lui, oltre a voler far saltare in aria il bar con delle bombe che aveva nella sua disponibilità, a riprova della fitta rete di uomini di fiducia disposti ad eseguire i suoi ordini anche quelli più gravi e complessi.

Non lesinava, peraltro, in ulteriori conversazioni, continue minacce di morte e/o di spedizioni punitive di altro genere anche contro i presunti nuovi compagni della donna, attuali ed eventualmente futuri, nonché contro tutti i soggetti rei di essersi schierati dalla parte della donna ed otteneva dal proprio interlocutore, soggetto libero, un controllo morboso e quotidiano sugli spostamenti e le frequentazioni della vittima, così dimostrando di poter contare di una fitta rete di appoggio fatta anche di soggetti liberi che gli consentivano anche, nonostante lo stato di detenzione, di monitorare, fino al giorno dei fatti, finanche tutto quanto avveniva nell’attività commerciale da lui rivendicata mediante un impianto di videosorveglianza direttamente collegato al proprio cellulare.

Emergeva anche che l’indagato intrecciava rapporti con numerosi soggetti disponibili a farsi intestare fittiziamente attività commerciali anche dopo il grave evento.

Ed ancora rappresentava in più di una occasione che la cessazione della relazione sentimentale, evidentemente decisa dalla donna e da lui mal subita e vissuta come un’onta, doveva portare con sé la fine di tutti i “benefici” ad essa connessi.

Alla luce degli esiti di tutte le attività di indagine e delle intercettazioni,  emergevano, dunque, gravi indizi in ordine alla circostanza che l’indagato avesse premeditato e ordinato l’omicidio della donna per  il risentimento e la rabbia per la fine della relazione con la stessa che, resistendo strenuamente a tutte le minacce subite, da mesi non si recava più a colloquio, pretendendo di costringerla, conseguenzialmente,   a lascargli il bar– del quale non risulta neppure formalmente proprietario –  e l’appartamento di via Ferrara n. 2/B, in cui la donna continuava ad abitare.

Tale movente si accompagnava anche al  suo sospetto che la donna stesse progettando di uccidere il figlio quale ritorsione per tutte le minacce da tempo subite ad opera dell’indagato.  Sempre nel corso della mattinata odierna, contestualmente all’esecuzione della predetta misura cautelare, con l’ausilio di personale del Reparto Prevenzione Crimine e della Polizia Penitenziaria, al fine di accertare compiutamente i fatti ed in particolare, al fine di giungere all’identificazione dei correi e della  vasta rete di appoggio al detenuto, sono state eseguite perquisizioni personali, locali ed informatiche, con conseguente sequestro di corpi del reato o cose pertinenti al reato nei confronti di 28 soggetti liberi residenti nella provincia di Benevento, 2 soggetti detenuti presso la locale casa circondariale e 10 soggetti detenuti presso la casa circondariale di Augusta (SR).

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati n. 3 telefoni cellulari presso il carcere di Augusta, numerosi altri, oltre pc e tablet, da esaminare,  presso le abitazioni, 3,50 gr. di Hashish con segnalazione per art 75 dpr 309/90, 4,30 grammi di cocaina con arresto in flagranza del possessore, numerosi titoli di credito di importo rilevante su cui saranno svolte indagini.

 Infine, in data odierna, è stato portato ad esecuzione e notificato al detenuto, sempre su ordine della Procura della Repubblica di Benevento. il provvedimento di esecuzione di pene concorrenti nei confronti di condannato già detenuto con il quale, in seguito a decisione della Cote di Assise di Benevento, in funzione di giudice dell’esecuzione, su richiesta della medesima procura, applicava l’ergastolo ma con l’isolamento diurno per  la durata di anni uno e pene accessorie, atteso che lo stesso doveva espiare oltre l’ergastolo una pena cumulata di anni 26 e mesi 8 di reclusione, per altre condanne.  

Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Anche il provvedimento adottato di applicazione di pene concorrenti è soggetto ad impugnazione da parte del condannato.

Ascoltiamo, quindi, le parole del Procuratore della Repubblica Dott. Aldo Policastro e del ViceQuestore Flavio Tranquillo.

25 Aprile a Benevento tra memoria, festa della liberazione dal nazifascismo e libertà

25 Aprile a Benevento tra memoria, festa della liberazione dal nazifascismo e libertà

AttualitàBenevento CittàCultura e Spettacolo

25 Aprile di festa, di esaltazione della libertà e di memoria della lunga lotta di liberazione dal nazifascismo nelle strade di Benevento.

 Un lungo e variopinto corteo di gente di ogni età che, nella mattinata di questo 25 Aprile, sventolando bandiere dell’Anpi e della pace, accompagnato dalla banda musicale che intonava il canto della Resistenza e cioè “Bella ciao”, ha attraversato il corso Garibaldi per ricordare i tanti partigiani, combattenti armati e semplici civili che, a partire dal 1943, contribuirono, sacrificando anche la vita, alla liberazione dallo straniero e dal regime fascista.

Il corteo, aperto da un lungo striscione dell’Anpi, sostenuto dal Presidente Anpi Amerigo Ciervo, dalla vicepresidente  dell’Anpi provinciale Teresa Simeone, dal precedente Presidente Anpi Tonino Conte e da tanti sostenitori del movimento, con la scritta “25 Aprile con la Pace”, è sfilato, gioioso e responsabile lungo la strada centrale della città, quasi a testimoniare la consapevolezza del bisogno senza tempo di difendere il bene più prezioso di ogni individuo e cioè la libertà, la democrazia e il diritto ad una vita degna e libera, come afferma l’articolo 2 della nostra Costituzione.

Sebbene il 25 Aprile sia la data della liberazione della città di Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, la data è stata salutata come simbolo della liberazione italiana dal nazifascismo. Impossibile non sottolineare le rappresaglie tedesche contro i partigiani, basti solo ricordare i 335 civili massacrati a Roma nelle Fosse Ardeatine o la strage di Marzabotto che vide 1830 vittime, senza tralasciare i tanti, uomini e donne, che caddero per un unico scopo: la liberazione e la rinascita della democrazia.

Giunto nello spazio di Piazza Matteotti, il corteo ha fatto sosta per gli interventi delle autorità e degli animatori dell’iniziativa. Coordinati da Teresa Simeone, i discorsi sono stati preceduti da un minuto di silenzio in memoria delle vittime delle guerre e dal pensiero ai tanti partigiani che hanno sacrificato la vita per la libertà di cui noi oggi godiamo.

E’ intervenuto il Sindaco Clemenete Mastella che ha voluto ricordare tutti coloro che hanno combattuto per fare in modo che l’Italia si liberasse, dopo una guerra ingiusta, dagli ultimi filamenti della presenza nazifascista nel nostro paese e ha voluto sottolineare il paradosso di quanti cercano, in questi giorni, di polemizzare sulla parola “antifascista” e sulla presenza di essa nella Costituzione, dimenticando che quest’ultima è figlia dell’antifascismo e che riporta, nella XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, il divieto della riorganizzazione del Partito Nazionale Fascista.

Egli ricorda anche che una piazza di Benevento è stata dedicata a Maria Penna, partigiana beneventana barbaramente trucidata nel 1944.

E’ poi intervenuto lo studente Fausto Desiderio, presidente della Consulta provinciale studentesca, che ha affermato che  la Storia ci insegna a comprendere la storicità degli eventi ed il fatto che gli eventi stessi, frutto di personaggi e circostanze particolari, possono ripetersi e dunque è necessario contrastare situazioni che non avrebbero permesso manifestazioni come quella cui si sta partecipando, avendo vietato la libertà di espressione, la sussistenza di partiti politici oltre quello fascista e avendo perseguitato tutti gli oppositori politici.

Dopo la lettura di un messaggio di condivisione del Procuratore della Repubblica di Benevento, Aldo Policastro, assente per motivi di lavoro, da parte di Giovanna Altieri, della sezione Anpi di Benevento, in cui egli si associava alle ragioni storiche e civili della necessità di ricordare la data della liberazione dall’oppressione nazifascista, è intervenuto il Rettore dell’Università del Sannio Gerardo Canfora che ha ricordato che la celebrazione del 25 Aprile diventa, di anno in anno, sempre più importante, esso ricorda infatti il tempo del coraggio e dell’orgoglio di tanti che, oltre agli stessi partigiani, hanno contribuito a disegnare il mondo nel quale viviamo. Il nostro è un paese che ancora presenta squilibri nei diritti civili e lavorativi, eppure, come diceva Sandro Pertini : “ E’ meglio la peggiore delle democrazie che la migliore delle dittature”.

Salgono poi sul palco tre giovani del Gambia, presenti in Italia da otto mesi, che hanno letto gli articoli 3, 10 e 11 della nostra Costituzione, lettura a cui sono seguiti calorosi applausi.

Ha chiuso gli interventi Amerigo Ciervo che ha ricordato come la celebrazione del 25 Aprile sia importante sempre, ma  specie nel tempo di oggi , un tempo in cui, da parte di certa politica, si cerca di  ridimensionare il ruolo del movimento partigiano e del significato dell’antifascismo. Egli ha ringraziato quanti sono intervenuti per celebrare l’evento, tutti di diversa estrazione istituzionale e sociale, ma tutti rappresentanti simbolici delle diverse componenti della Repubblica nata dalla Resistenza.

Egli ricorda che quest’anno ricorre l’ottantesimo della caduta del fascismo, dei bombardamenti di Benevento, delle 4 giornate di Napoli, cosa di cui si è parlato nelle scuole, luogo di formazione delle future generazioni, come il rapporto fra Resistenza e Costituzione e l’importanza di operare una scelta. Si sono inoltre ricordati i tanti caduti in nome della libertà, fino agli ultimi due combattenti partigiani, scomparsi da poco, Alfredo Festa e Giuseppe Crocco, quest’ultimo detto “Caramba”.

A chi accusa l’Anpi di essere di parte, egli afferma che è di parte, perché essa vuole garantire che i principi democratici e costituzionali vengano salvaguardati, che si possa far nascere e far venire al mondo qualcosa di diverso, di altro, di migliore, come hanno sognato i partigiani, perché il sogno del futuro è nella non accettazione del nostro presente.  

I partigiani non hanno lottato per vincere, ma per costruire un mondo migliore, essi lottavano per liberare e la liberazione è davvero di tutti, anche di quelli che erano contro.

Egli ha concluso inneggiando alla Costituzione, alla Resistenza ed all’Italia.

E poi voluto salire sul palco l’ottuagenario Liberatore Giuseppe, alpino e combattente per Trieste che, al di fuori di altre commemorazioni, ha voluto ricordare il fondamentale ruolo delle donne durante la guerra, madri, mogli e soprattutto instancabili lavoratrici che hanno portato sulle loro spalle l’agricoltura, la crescita dei figli e tutta l’economia, oltre che, in molti casi, anche il ruolo di sostegno ai partigiani.

Bella festa della Repubblica, momento che ha coinvolto moltissime persone in un progetto di libertà e diritti che il Fascismo aveva negati ed a cui tantissimi, con coraggio e determinazione, si sono opposti, regalandoci la democrazia di cui oggi godiamo, momento di memoria, ma soprattutto di progetto di un futuro di giustizia e rispetto di ogni individuo.