“Civico22 non si sottrae al dialogo, né pone veti. Ma la condizione perché, anche a Benevento, abbia un futuro il cosiddetto campo largo regionale è che sia chiarissimo a tutti che un ciclo politico, decennale o cinquantennale decida chi legge, è finito”. È quanto scrive ‘Civico 22’ in una nota.
“Contrariamente a quel che dice qualche articolo andato in stampa troppo presto – aggiunge – noi, invitati, abbiamo partecipato alla riunione di ieri sera presso la sede del Partito Democratico.
E con poche, chiare parole, abbiamo ribadito quel che abbiamo sempre sostenuto: nessuna preclusione per nessuno, a condizione che ci sia un radicale cambiamento di metodi, di obiettivi programmatici e di personale politico. Solo così Benevento e la sua Provincia avranno ancora qualche speranza di non morire per la fuga dei giovani, l’invecchiamento della popolazione, la desertificazione, la mancanza di lavoro e prospettive, la perdita di ogni futuro.
Benevento e la sua Provincia, abbiamo detto ieri sera confermando le parole di Angelo Moretti, devono essere rivoltate come un calzino: servirebbe a tutti, anche a chi oggi sta al potere. Perestrojka e glasnost: ricostruzione e trasparenza”, conclude Civico 22.
Caso Santamaria, Moretti si appella alla maggioranza: “La fiducia non è più una virtù”
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Angelo Moretti, consigliere comunale di Civico22.
“Nel mio intervento in consiglio comunale sul grave caso di presunta concussione avvenuto in città (consiglio convocato solo dopo che l’opposizione ha fatto ricorso alla Prefettura, per la mancata risposta alla richiesta del 2 aprile scorso), mi sono rivolto direttamente ai venti componenti della maggioranza consiliare, che in questi 5 anni non hanno mai fatto venir meno la propria fedeltà al PUM, il partito unico mastelliano.
Di fronte alla creazione di un mega dirigente con un incarico fiduciario, rinnovato ininterrottamente dal 2019, costretto di recente a dimettersi solo dopo essere stato condotto nella casa circondariale, di fronte alla flagranza di un reato che ha messo in luce come quella fiducia fosse divenuta l’architrave di un potere deviato, ho chiesto ai consiglieri di maggioranza come potessero rinnovare strenuamente e acriticamente, come struzzi con la testa nella sabbia, la loro fedeltà al sistema PUM confermando quindi l’abuso di fiducia.
L’opinione pubblica cittadina sa che un dirigente assunto nei sistemi di staff del Sindaco, divenuto poi anche dirigente dei servizi sociali e del personale, privo di responsabilità e compiti in ambito urbanistico, imponeva una mazzetta promettendo di accelerare alcune pratiche edilizie. Non potendo ipotizzare un abbaglio della procura e delle forze dell’ordine, è ovvio come il mega dirigente di fiducia trafficasse coinvolgendo altri settori comunali nel malaffare.
Mastella non ha nessun interesse per questa vicenda, semplicemente perché lui e il suo “brand” sono già orientati alle prossime elezioni politiche, dove spera di avere spazio nel campo largo nazionale. Tronfio del successo regionale non vuol sentire ora ragioni di debolezza, nemmeno di fronte ad un fatto così grave che ha scosso la Città e ne ha ferito l’onore: il PUM deve marciare unito e senza distrazioni perché egli possa ritornare in parlamento.
Mastella non farà nulla di nuovo in materia di anticorruzione, non è nei suoi interessi entrare in queste beghe, come egli stesso ha detto a chiare lettere nel suo intervento in Consiglio Comunale: Mastella lascia sola la Città in questi drammatici frangenti. E allora tocca ai consiglieri comunali di maggioranza decidere se continuare questa esperienza in queste condizioni, nonostante le evidenze della procura della Repubblica, oppure avviare una seria revisione della loro fedeltà al capo.
In mancanza, dovrà essere la Città a reagire compatta nelle prossime occasioni di voto, mostrando con chiarezza se siamo la città dei mastelliani o dei beneventani, se pensiamo al nostro futuro di cittadini innamorati di Benevento o se continueremo a sacrificarci per garantire il futuro politico a un podestà locale.
È giunto per tutti il momento di dire forte, parafrasando don Milani, che “la Fiducia non è più una virtù”!“
Arresto Santamaria, Moretti (Civico22): “Profondamente garantisti, ma non fessi”
“Ringraziare il singolo cittadino, il famoso geometra vessato, che ha deciso di denunciare i comportamenti criminosi di cui era vittima, facendo venir giù un, apparente (?), castello di carta, e di banconote”. Lo scrive in una nota il consigliere di Civico 22 Angelo Moretti.
“Come scriveva Vaclav Havel, indimenticabile leader cecoslovacco, in certe condizioni il singolo “Io” può agire come “un’arma batteriologica e sconfiggere un’intera armata”, e se quella singola denuncia dovesse innescare la fine di un sistema di corruttela, allora saremo di fronte ad una piccola rivoluzione civica di cambiamento della città scaturita da un solo gesto di ribellione, o di stanchezza”, aggiunge Moretti.
”Non sappiamo nulla in più di ciò che abbiamo appreso dai giornali e dalla bellissima nota stampa della procura della Repubblica, allora perché parliamo di “sistema di corruttela” di fronte ad un solo arresto cautelativo? Perché siamo profondamente ed autenticamente garantisti, ma non siamo fessi. La flagranza di reato è avvenuta per un argomento (pratiche edilizie) che non rientrava nell’ambito di competenza del super dirigente, per cui non si può non pensare che Santamaria abbia dovuto per forza agire con altri. Attendiamo gli sviluppi con fiducia nella magistratura – conclude – e conserveremo una vera convinzione circa la presunzione di innocenza dell’imputato, ma non possiamo non auspicare che, se dentro le maglie della corruzione ci dovessero essere altri vessati ed altri vessatori, che questi si facciano avanti a denunciare o autodenunciarsi per una rinnovata fede nel bene della comunità.
Giubileo della Speranza, centodieci attivisti del MEAN in Ucraina guidati da Angelo Moretti
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Coordinamento Civico 22.
“Centodieci attivisti del MEAN, il Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, guidati da Angelo Moretti, si sono recati alcuni giorni fa in Ucraina per celebrare lì il Giubileo della Speranza. Ben dieci di loro erano beneventani ed il 14 ottobre scorso hanno raccontato le loro testimonianze nella sede di CIVICO22, che ha promosso l’evento.
La notte insonne di una donna ucraina, passata nella ricerca di impossibili parole di conforto per il nipote che aveva perso i tre amici più cari, e che disperato e sconfitto si chiedeva se valesse la pena vivere quella immane tragedia; la distesa infinita di bandiere gialle e blu del cimitero di Karkhiv, ed a piazza Majdan a Kyiv una bandierina per ogni soldato e civile morto, che, nell’assoluto silenzio che ha accolto i viaggiatori, con il frusciare del vento erano lì a ricordare l’alito delle vite spezzate al fronte o nel cuore delle proprie città; la confessione di un giovane attivista, che ha detto di aver “compreso la morte” solo quando si è sciolto nell’abbraccio con il padre di una delle vittime del conflitto; il bombardamento con droni e missili che ha sfiorato il treno che riportava gli attivisti in patria, in una delle ultime stazioni ucraine…Un lungo e rigoroso racconto pieno di dolore, consapevolezza, gratitudine. I più giovani del gruppo ci hanno detto, guardandoci negli occhi, che “hanno capito” bene le ragioni della speranza e della lotta del popolo ucraino.
Solo il grave pericolo corso, però, ha portato in prima pagina nazionale la missione dei pacifisti, che altrimenti sarebbe passata quasi sotto silenzio.
Le cause di questo silenzio nel mezzo delle tante piazze impegnate per la pace sono complesse e difficili da indagare, ma le conseguenze sono evidenti: se per fortuna la società civile ha dimostrato massima attenzione, massima indignazione per i gravissimi crimini di Israele a Gaza, con sacrosante mobilitazioni per le sofferenze del popolo palestinese, contro l’inerzia ed a volte la marcata complicità dei paesi occidentali, nei contorni della causa ucraina si vive una condizione opposta: i governi occidentali promettono sostegno all’Ucraina quasi all’unanimità, mentre ella società civile serpeggia disinteresse, sufficienza, distinguo e abboccamenti continui alle fake news che sostengono le ragioni la vile e ingiustificata aggressione russa in Ucraina, dove peraltro i morti oggi sono arrivati ad un milione e trecento mila secondo gli ultimi studi internazionali, un milione di russi e trecentomila ucraini, tra civili e soldati in quest’ultimo caso.
La missione in Ucraina, allora, coronamento del lungo interessamento del MEAN per le sofferenze di quel popolo, è stata anche una missione politica perché ha riportato un conflitto, scivolato nelle pagine interne dei giornali, all’attenzione del mondo libero; politica perché, parlando con le persone a Kyiv, a Kharkiv, sui lunghissimi treni con cui hanno attraversato migliaia di chilometri, hanno fatto giustizia delle tante falsità che circolano nei talk e nei social; politica perché ci ha ricordato che la libertà, la democrazia, le persone nella loro integrità vanno difese giorno per giorno, anche con la cultura della nonviolenza, uno dei frutti più belli e maturi che ci ha lasciato in dono il tormentato secolo scorso. Politica perché con il MEAN e dall’Ucraina avanza in Europa la proposta di istituire i Corpi Civili di Pace già sognati e progettati da politici europeisti come Alexander Langer e non ancora concretizzati.”
Scuola Torre, l’opposizione: “Avviare confronto su variante, salviamo l’intervento”
I consiglieri Perifano, Farese, Megna, Fioretti, De Lorenzo, De Longis, Varricchio, Miceli, Sguera e Moretti chiedono di esaminare in Commissione Lavori Pubblici il nuovo progetto: “L’Amministrazione eviti gli errori del passato che hanno determinato lo stallo attuale”.
“Sulla variante per la ricostruzione della Federico Torre chiediamo un preventivo confronto in Commissione Lavori Pubblici. L’Amministrazione eviti gli errori del passato e cambi approccio per salvare il finanziamento e l’intervento sulle scuole”. Così i consiglieri comunali di opposizione Luigi Diego Perifano, Francesco Farese, Giovanna Megna, Floriana Fioretti, Giovanni De Lorenzo, Raffaele De Longis, Maria Letizia Varricchio, Angelo Miceli, Vincenzo Sguera e Angelo Moretti che annunciano di aver presentato istanza per la discussione della questione in Commissione.
“Sono passati 9 mesi da quando chiedemmo, prima con un’interrogazione e poi con un ordine del giorno, di valutare l’adozione di una variante progettuale. Avanzammo l’ipotesi di una riduzione dei volumi da edificare per gli spazi non destinati alla didattica e del secondo corpo di fabbrica (auditorium) anche al fine di conservare l’apertura al traffico di via Marmorale, nonché di realizzare maggiori aree verdi e parcheggi a servizio del quartiere, visto che attualmente sono insufficienti ed inadeguati. A settembre dello scorso anno evidenziammo le tante criticità urbanistiche e progettuali invitando l’Amministrazione a verificare e risolvere le diverse difformità rilevate.
Mastella decise di ignorare ogni proposta e richiesta di confronto, bollando come strumentali i rilievi. Reagì solo mettendo in campo una distorta narrativa secondo cui gli oppositori avrebbero remato per far perdere il finanziamento mentre lui sarebbe stato il paladino della sicurezza delle scuole. Nulla di più falso ed il risultato, dopo nove mesi, è sotto gli occhi di tutti: un’ispezione ministeriale ancora in corso e il cantiere bloccato dopo la demolizione, esclusivamente a causa degli errori commessi dall’Amministrazione.
Ogni sforzo deve essere ora profuso per salvare l’intervento di ricostruzione della Torre. Nonostante la miopia del governo cittadino, che anche questa volta ha deciso di procedere senza nessun confronto con residenti, comunità scolastica, minoranze e associazioni, siamo pronti ad offrire il nostro contributo propositivo. I plessi Torre e Sala ospitano, in una zona nevralgica, centinaia di studenti e il loro destino assume una fondamentale importanza per la Città.
Per questo motivo – concludono i consiglieri dei gruppi Città Aperta, Pd, Civici e Riformisti, Civico 22 e Misto – chiediamo che la variante, consegnata al Comune nei giorni scorsi, sia esaminata con urgenza in Commissione Lavori Pubblici prima dell’adozione da parte della Giunta”.
Cattivi odori scuola Pacevecchia, l’opposizione: “Convocare consiglio comunicale aperto”
I gruppi Pd, Città Aperta, Civico 22, Civici e Riformisti e Misto: “Chiediamo presenza anche di Asl e Arpac per fare chiarezza. L’Amministrazione programmi interventi risolutivi”.
“Sulla presenza di cattivi odori nel plesso scolastico di Pacevecchia si convochi un Consiglio Comunale urgente. Chiediamo che alla seduta siano invitati a partecipare l’Asl, l’Arpac, i dirigenti comunali ai Lavori Pubblici ed all’Ambiente, il dirigente scolastico dell’Ic Torre e una rappresentanza di genitori”. Così i consiglieri comunali di opposizione Luigi Diego Perifano, Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Floriana Fioretti, Giovanna Megna, Angelo Miceli, Angelo Moretti, Vincenzo Sguera e Maria Letizia Varricchio.
“Da mesi alunni e personale scolastico sono costretti quotidianamente a convivere con un odore nauseabondo. Dopo ripetute segnalazioni delle famiglie, commissioni chieste dell’opposizione senza uno straccio di relazione e snobbate pure dai dirigenti convocati, abbiamo ricevuto solo i dati Arpac, ben poco leggibili. Non si capisce, invece, che fine abbiano fatto i test commissionati alla Tecnobios, già pagati ma non ancora resi noti.
Assistiamo ad un rimpallo continuo, con genitori costretti a fare il giro delle sette chiese, le solite minimizzazioni o peggio ad accuse di strumentalizzazione. Comportamento inaccettabile quando ci sono in gioco la salute ed il benessere dei bambini. Chiediamo da mesi invano un’operazione trasparenza con la pubblicazione di tutti i dati. Risulta comunque indispensabile programmare ogni intervento per la definitiva risoluzione della problematica.
Per questo motivo- concludono i consiglieri dei gruppi Pd, Città Aperta, Civico 22, Civici e Riformisti e Misto – chiederemo al Presidente del Consiglio Comunale di iscrivere l’argomento all’ordine del giorno in modo da rendere, in una seduta pubblica, ogni chiarimento da parte di tutti gli enti preposti ed affinché l’Amministrazione assuma ogni impegno utile all’eliminazione dei cattivi odori”.
Giornata nazionale vittime mafie, Pietrelcina ricorda il Maresciallo Mandato
In occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in Ricordo delle Vittime innocenti delle Mafie, il Comune e l’I.C. “San Pio” di Pietrelcina hanno ricordato il Maresciallo Pasquale Mandato, barbaramente ucciso dalla camorra il 5 marzo 1983.
Oltre al sindaco del paese sannita, Salvatore Mazzone, e in rappresentanza del D.S. Angelo Melillo, alla Vicaria dell’I.C. “San Pio”, Belinda Rosella, sono intervenuti: il Direttore della Casa circondariale di Benevento, Dott. Gianfranco Marcello; il Parroco di Pietrelcina, fra’ Daniele Moffa; il Presidente del Consorzio Sale della Terra, Angelo Moretti; e Maria Grazia Mandato, figlia di Pasquale, da anni impegnata per fare memoria del sacrificio di suo padre.
Pasquale Mandato era un agente di custodia in servizio presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere ed era conterraneo di Padre Pio. Il 5 marzo di 42 anni fa venne crivellato dai colpi esplosi dai mitra di un Kommando della Nuova Camorra organizzata, il clan di Raffaele Cutolo. La sua colpa: non essersi piegato ai diktat della criminalità organizzata.
L’evento ha visto la partecipazione attiva degli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’I.C. “San Pio da Pietrelcina”, i quali hanno reso omaggio alla vita del Maresciallo attraverso poesie, dialoghi e canzoni, trasmettendo un forte messaggio di impegno civico e rispetto per la legalità. Importante anche la presenza degli studenti del locale plesso del CPIA (Centro Provinciale Istruzione Adulti), a significare il ruolo che la memoria collettiva può assumere anche nella costruzione di legami di comunità con chi proviene da terre lontane.
Al termine dell’incontro, l’assessore all’Istruzione Domenico Rossi ha annunciato un progetto che coinvolge la città di Pietrelcina e il carcere di Secondigliano, finalizzato alla realizzazione di un murales raffigurante Pasquale Mandato da parte dei detenuti dell’istituto di pena napoletano.
Benevento| Spostamento mercato, l’opposizione: “Concedere riduzione del canone agli ambulanti”
“Il mercato tradizionalmente allocato nei pressi di Piazza Risorgimento vede un ulteriore spostamento, questa volta, nella giornata del venerdì, a via Adua nel Rione Ferrovia. Accogliamo con favore questa scelta, ma riteniamo che l’Amministrazione debba provvedere immediatamente ad una revisione del canone di occupazione anche parziale, per ristorare gli ambulanti dei mancati incassi dovuti al trasferimento del mercato”.
Lo dichiarano i consiglieri comunali di opposizione Giovanna Megna, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Floriana Fioretti, Luigi Diego Perifano, Raffaele De Longis, Angelo Moretti, Angelo Miceli, Luigia Piccaluga, Maria Letizia Varricchio e Vincenzo Sguera all’esito della commissione Attività Produttive svoltasi oggi sull’argomento.
“Lo spostamento nei pressi del Rione Ferrovia – affermano i consiglieri – rappresenta l’ennesimo giro di giostra di una querelle che si protrae da mesi e che ha visto, di punto in bianco, la soppressione del mercato rionale del quartiere Mellusi e la sua dislocazione a via Delcogliano, nei pressi dell’Ospedale San Pio, luogo certamente non adiacente a quello occupato in precedenza”.
“Tutto ciò rappresenta nient’altro che l’ennesimo dietrofront dell’Amministrazione Mastella che si ostina a calare dall’alto decisioni improvvisate e poco aderenti alla realtà. L’iniziale e scellerata scelta di piazzare gli stalli degli ambulanti nei pressi dell’ingresso di uno degli istituti scolastici più popolosi, Sant’Angelo a Sasso, ricordiamo che fu scongiurata solo grazie alla mobilitazione dell’opposizione e della popolazione interessata”, continuano.
“Oggi, a distanza di mesi, finalmente l’Amministrazione accoglie la richiesta di poter avere due sedi diverse per le giornate di mercoledì e venerdì, in modo da poter recuperare gli incassi attingendo a due distinte platee. Ci auguriamo che questo ennesimo ripensamento sia d’insegnamento e che per il futuro si agisca con maggiore pianificazione e condivisione”.
“Nel frattempo – concludono i consiglieri di opposizione Megna, De Lorenzo, Farese, Fioretti, Perifano, De Longis, Moretti, Miceli, Piccaluga, Varricchio e Sguera – si accelerino le procedure di ristoro per i commercianti colpiti duramente dai numerosi spostamenti e da un mercato che stenta a decollare così come, invece, quando era allocato nella centralissima Piazza Risorgimento”.
Benevento, quadrante Orsini-Duomo, Moretti (Civico22): “Questa maggioranza deve aprirsi alla città, a partire dall’ apertura di piazza Duomo”
“Comprendo bene la buona lena del vice-sindaco nel difendere il proprio operato, ma egli non si accorge che nella sua risposta c’è proprio tutta la nostra doglianza: la programmazione istituzionale di un ente non può essere ridotta una tela di Penelope , un continuo cucire scucire e poi ricucire ancora ( e la lana non è fatta di nient’altro che i soldi di tutti noi contribuenti per giunta)”, così in una nota Angelo Moretti, consigliere di Civico 22.
“Questa amministrazione Mastelliana – continua Moretti – è iniziata nel lontano 2016, ha goduto di ogni beneficio finanziario ( dai PICS al PNRR) , non è possibile che un’opera centrale come Piazza Duomo non sia mai stata oggetto di semplice completamento e dopo otto anni dobbiamo sentire ancora parlare di Project financing. Abbiamo visto la piazza della stazione centrale fatta e rifatta due volte in meno tempo, una fontana trasformarsi in fioriera a Piazza Bissolati, inaugurare per poi abbandonare Villa dei Papi, ma in una semplice programmazione annuale ancora tutto tace sulla piazza che in tutte le città , da Milano a Lecce a Palermo, è solitamente la più importante, piazza Duomo, e lo è ancora di più in una città che nel bene e nel male è stata enclave pontifica per otto secoli”.
“Non avere una piazza Duomo degna del nome solo perché quella piazza non fu progettatata da questa amministrazione ma da un’altro decisore politico è inutile e vergognoso. Lo stesso dicasi per il parco fluviale, abbandonato come il Parco Cellarulo, nell’unica media città italiana attraversata da quattro fiumi”, aggiunge.
“Se De Pierro condivide la nostra analisi , allora è doveroso che accetti gli emendamenti di Civico22 e di tutta l’opposizione. Invece di arroccarsi è il momento che questa maggioranza si apra davvero alle città, a partire dall’ apertura di Piazza Duomo”, conclude Moretti nella nota.
Bilancio di previsione, Moretti: “Nessuna visione sulle ferite storiche della città”
“Il 20 gennaio si voterà in aula lo schema del bilancio di previsione ed il Documento Unico di Programmazione e dobbiamo registrare che ancora nulla è previsto per superare due ferite ormai storiche, e scandalose, della nostra amata città. La prima e più assurda di tutte resta piazza Duomo, una piazza coperta realizzata da due grandi architetti del 1900, Gabetti ed Isola, vincitori di uno dei pochi concorsi internazionali tenutisi dall’amministrazione comunale, praticamente conclusa venti anni fa, con meno di 200.000,00 euro potrebbe oggi essere messa in sicurezza ed aperta al pubblico, eppure ancora è lì a languire senza destino, nel cuore pulsante della nostro centro storico.
Sulla sua pelle si fanno mille congetture, un po’ per hobby un po’ per immaginare mega progetti, ma nel frattempo la cosa più facile ed immediata, aprirla, pare non sia mai contemplata. Potrebbe essere luogo per mercati di prodotti gastronomici ed artigianali, a Natale potrebbe evitarci lo scempio di bancarelle improvvisate lungo il Corso Garibaldi, potrebbe essere il luogo della filiera corta fintanto che anche anche il Malies, l’ex piazza Commestibilli farà fatica a tornare in vita…ma nulla di tutto questo è previsto, semplicemente si tace sull’argomento e nessuna previsione nel bilancio ordinario dell’ente ( non legato a finanziamenti extra ) è inserita nel documento che la maggioranza approverà. Abbiamo avuto dai nostri attivisti di Civico22 delle foto dall’interno della piazza, semplicemente bellissima, semplicemente inspiegabile ed insopportabile che sia ancora chiusa al pubblico senza motivo.
Non solo: se il centro città muore, non sta meglio il “fu” Parco Fluviale che doveva essere valorizzato dagli oneri di urbanizzazione dell’ipermercato I Sanniti. Un luogo meraviglioso a ridosso del Calore, con zone fitness e verde a fruizione pubblica colpevolmente abbandonato da quasi venti anni, per inerzia. I contenziosi legali sui capannoni che vennero dichiarati abusivi vanno avanti stancamente, ma nel frattempo un’azione di pulizia e restituzione alla città del grande parco che è prospiciente all’ingresso del Centro Commerciale poteva essere fatta, ma nessun intervento è previsto nel Bilancio. Se Centro storico e verde pubblico vengono dimenticati questo DUP per noi di Civico22 e per tutta l’opposizione a Palazzo Mosti non ha alcuno vero slancio significativo. Bocciato”
Così in una nota stampa Angelo Moretti, Consigliere comunale di Civico22.
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