Riceviamo e pubblichiamo. “A seguito dell’avvelenamento di un cagnolino avvenuto l’11 novembre 2025 nel centro storico di San Giorgio La Molara, cittadini e volontari denunciano la totale inadeguatezza della risposta fornita dal Comune, giudicata “generica, standard e scollegata dalla realtà quotidiana”.
Nella nota ufficiale, l’amministrazione si limita a richiamare leggi, convenzioni e protocolli sul randagismo, ma – sottolineano i cittadini – non entra nel merito del caso specifico, né dà conto delle criticità concrete del territorio.
“Questa è una risposta generica, di facciata. Qui il problema è che i cani vengono sì sterilizzati, ma poi vengono rimessi in strada e abbandonati al loro destino. Così non si tutela né gli animali né i cittadini” – evidenziano i residenti.
Secondo le segnalazioni, nel territorio sono presenti molti cani sterilizzati ma lasciati nuovamente liberi, spesso proprio nelle vie del centro storico. Una situazione che, anziché risolvere il randagismo, lo cronicizza: gli animali restano esposti al rischio di avvelenamenti e maltrattamenti, mentre la popolazione vive in un clima di insicurezza e degrado.
“ASL e Comune, nei fatti, sono totalmente inesistenti: sulla carta esistono protocolli e campagne, ma sul territorio non si vede alcun controllo concreto, nessuna azione tempestiva dopo episodi gravissimi come questo avvelenamento” – aggiungono i cittadini.
A preoccupare è anche lo stato del centro storico, descritto come in pieno abbandono e privo di adeguata sanificazione: • nessuna bonifica visibile delle aree dove potrebbero essere stati sparsi veleni o sostanze tossiche; • assenza di una comunicazione chiara su eventuali controlli o accertamenti; • percezione diffusa di incuria strutturale da parte delle istituzioni.
I cittadini chiedono quindi: • interventi immediati di verifica e bonifica nelle zone interessate dall’avvelenamento; • un piano reale e trasparente di gestione dei cani sterilizzati, che non preveda il semplice “buttarli di nuovo in strada”; • controlli più serrati contro l’uso di veleni e un maggior coinvolgimento delle forze dell’ordine; • un programma concreto di riqualificazione e sanificazione del centro storico, non più rinviabile.
“Non ci accontentiamo più di risposte burocratiche. Chiediamo atti, tempi, responsabilità. Gli animali non sono numeri da mettere a verbale e il centro storico non può essere trattato come una zona di serie B” – concludono i residenti”.
Animali a Benevento soccorsi senza sosta: Guardia Forestale ODV, numeri record per la tutela degli animali
Dal 1° gennaio 2025 a oggi 29 ottobre, I volontari dell’associazione Guardia Forestale ODV contano 1.000 “Mille” interventi di soccorso e salvataggio tra cani, gatti, volatili e animali selvatici. Dati che raccontano un impegno concreto dai medici veterinari ASL e Guardia Forestale ODV, una strategia vincente, capace di diventare esempio per altre realtà, Regioni e Province.
Il randagismo in Italia resta una grave emergenza sociale, con numeri ancora troppo elevati, soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud. Le cause principali sono sempre le stesse: abbandono, mancata sterilizzazione e un diffuso degrado culturale e ambientale che alimenta il problema. Tra le conseguenze, invece, i frequenti incidenti stradali nei quali gli animali lasciati agonizzanti sono le principali vittime. Sebbene si tratti di una questione nazionale, che richiederebbe un impegno corale e costante, l’inerzia culturale e politica pesa ancora come un macigno. Eppure, non mancano esempi virtuosi che mostrano l’importanza dei soccorsi per salvare queste vite.
Tra le province meridionali più attive in queste lotte spicca Benevento, dove l’ASL Veterinaria ha avviato una serie di iniziative efficaci: dalle campagne di sterilizzazione e microchippatura spronate anche da alcune associazione, fino a interventi diretti sul territorio.
A tradurre in azioni concrete soccorsi e progetti è la Guardia Forestale ODV, che dal 2024 opera su mandato dell’ASL Veterinaria di Benevento attraverso una convenzione. L’associazione, si occupa, più di ogni altra istituzione, del soccorso e salvaguardia e del benessere degli animali senza padrone, offrendo soccorso immediato a quelli che più soffrono le conseguenze del randagismo: fame, disidratazione, malattie e permanenza in canili sovraffollati.
Il presidente dell’associazione Guardia Forestale ODV, Ali Messaoud, così commenta, garantiremo l’intervento per ogni richiesta di salvataggio finché siamo noi incaricati e che il nostro impegno nella salvaguardia di animali feriti o in difficoltà continuerà con la costanza e la determinazione di sempre, e sottolinea che la continuità dell’iniziativa dipenderà dalla volontà delle istituzioni di riconoscere il valore e la credibilità dell’associazione, che fino ad oggi ha reso possibile il raggiungimento di un così elevato numero di interventi di soccorso. Per quanto riguarda le adozioni degli animali soccorsi chiederemo aiuti e collaborazioni anche alle associazioni più esperte in adozione con cui abbiamo già un forte contatto come la Lega Nazione Difesa Del Cane Benevento
S. Giorgio del Sannio, la Lega chiede l’istituzione di un’area di sgambamento per cani
Utilizzare i fondi Pnrr per l’istituzione di una area di sgambamento destinata ai cani: questa la richiesta indirizzata dalla Lega di S. Giorgio del Sannio, unitamente alla Lega Giovani guidata da Giovanni Bocchini, al sindaco Giuseppe Ricci.
“Nella nostra comunità – si legge nella nota – vige una richiesta diffusa in tal senso; tale area, debitamente attrezzata e munita di verde, risponderebbe alla richiesta di una gran fetta di nostri concittadini.
Esperienze del genere, tra l’altro, sono già operative in alcuni centri del Sannio. Ovviamente coinvolgendo le molteplici associazioni animaliste sul territorio cittadino. Siamo aperti altresì ad una audizione per verificare in sede concertativa la possibilità di questa opera che ha un valore simbolico ed affettivo per tanti”.
Sannio| Crudeltà inaudita sui gatti anche domestici, la richiesta di aiuto: “Chi sa, parli!”
Due gravi episodi di violenza sugli animali si sono verificati in provincia di Benevento e hanno scosso profondamente la comunità locale e chi, ogni giorno, si prende cura degli animali più fragili.
LNDC Animal Protection condanna con fermezza quanto accaduto e ha già presentato denuncia per entrambi i casi e attiva per salvare il gattino sopravvissuto, con l’auspicio che le autorità riescano ad individuare i responsabili di questi atti di inaudita crudeltà. L’associazione invita chi ha elementi utili alle indagini a scrivere ad avvocato@lndcanimalprotection.org
Il primo episodio si è verificato in una frazione del comune di Cautano, dove una cittadina che si prende cura di una piccola colonia felina ha ritrovato un gatto rosso in condizioni drammatiche: l’animale era stato ferito da un colpo d’arma da fuoco, riportando una frattura alla mandibola ed ha tuttora un pallino di piombo nel cranio, entrato dall’occhio. Un atto vigliacco e crudele che non può passare inosservato.
LNDC Animal Protection è immediatamente intervenuta, garantendo l’assistenza veterinaria necessaria e assumendosi tutte le spese per le cure che si preannunciano impegnative e costose, nella speranza che il povero micio possa superare questa prova e tornare a vivere una vita dignitosa e sicura, lontano dalla violenza.
Il secondo caso arriva invece dal comune di Solopaca, dove una gatta bianca e nera sparita da casa alcuni giorni fa è stata ritrovata morta e chiusa all’interno di un sacco della spazzatura. Un gesto deliberato, disumano e ripugnante, che rappresenta non solo un reato, ma anche un gravissimo allarme sociale.
“Non possiamo più tollerare questi atti barbarici, che oltre a rappresentare un reato, mostrano una totale assenza di empatia e rispetto per la vita ”, dichiara la Presidente di LNDC Animal Protection, Piera Rosati . ”Abbiamo presentato denuncia per entrambi i casi e confidiamo che le forze dell’ordine facciano tutto il possibile per individuare i colpevoli. Intanto, ci stiamo prendendo cura del gatto ferito, perché ogni vita conta e merita di essere difesa .”
LNDC Animal Protection continuerà a seguire con attenzione e determinazione entrambi i casi. Invitiamo tutti i cittadini che hanno visto qualcosa o siano a conoscenza di elementi utili alle indagini a farsi avanti e a contattare le autorità o la nostra associazione scrivendo ad avvocato@lndcanimalprotection.org . Soltanto con l’impegno di tutti possiamo fermare questa spirale di violenza e costruire un futuro di rispetto e convivenza per tutti gli esseri viventi.
I reati contro gli animali diventano legge: multe e carcere per chi li abbandona
Multe salate ed anche il carcere: arrivano norme più severe contro la violenza nei confronti degli animali.
E’ diventato infatti legge con il voto per alzata di mano, il disegno di legge, prima firmataria la parlamentare di NM Michela Vittoria Brambilla, che detta nuove regole nei rapporti tra animali e umani. Con una fondamentale novità: d’ora in poi gli animali diventano soggetti.
Tra le modifiche che si introducono ai Codici Penale e di Procedura Penale c’è infatti quella che specifica come l’obiettivo sia quello di “tutelare direttamente gli animali” e non più il “sentimento per gli animali” da parte degli esseri umani. Gli animali, così, è stato sottolineato in Aula da quasi tutti gli esponenti della maggioranza, vengono così messi “al centro delle tutele giuridiche, riconoscendo i loro diritti in modo indipendente dal nostro modo di percepirli”.
Tra le novità introdotte dalla legge innanzitutto l’inasprimento delle pene. Gli organizzatori di eventi o competizioni in cui vengono sottoposti a violenze vedranno aumentata la multa da 15.000 a 30.000 euro. In caso di combattimenti tra animali per chi li organizza si passa dai 2 ai 4 anni di reclusione, con sanzioni fino a 30.000 euro per chi vi partecipa. Chi uccide un animale rischia il carcere da 6 mesi fino a 4 anni e una multa fino a 60.000 euro. Pene più severe anche in caso di maltrattamento: si rischia fino a 2 anni di reclusione e non sono più previste sanzioni pecuniarie alternative. Si introduce poi il divieto di “abbattimento degli animali coinvolti, che dovranno rimanere sotto custodia fino alla fine del processo”.
Divieto totale anche di utilizzare pellicce di gatti domestici per fini commerciali. D’ora in poi neppure mai più cani legati alla catena: ne è fatto divieto su tutto il territorio nazionale ed ancora più attenzione anche alle specie protette: per l’ uccisione, cattura, o detenzione è previsto l’arresto da 3 mesi a 1 anno con ammenda fino a 8 mila euro.
Quindi occhio anche all’animaletto esotico da tenere in casa, che non rientri in specie vietate in Italia. Ed infine attenzione anche alla provenienza del delizioso cucciolo che si vuole acquistare: perché il traffico di cuccioli d’ora in poi è punito con la reclusione da 4 a 18 mesi ed una multa da 6 mila a 30 mila euro.
A Ceppaloni il primo ospedale veterinario del Sannio
Un passo avanti decisivo per il benessere animale e per lo sviluppo del territorio: il Consiglio Comunale di Ceppaloni ha approvato all’unanimità, nella seduta del 21 maggio 2025, lo schema di contratto preliminare per la concessione del diritto di superficie in favore dell’ASL di Benevento, destinato alla realizzazione del primo ospedale veterinario h24 della provincia. La struttura sorgerà nella zona industriale di Ceppaloni, su un’area comunale concessa in uso gratuito.
Il progetto, il cui valore complessivo ammonta a 2.311.000 euro, sarà finanziato per il 50% dalla Regione Campania e per il restante 50% dall’ASL BN. Comprenderà un presidio sanitario articolato su due livelli, con pronto soccorso veterinario, servizi di degenza, diagnostica e aree attrezzate esterne per animali, con l’obiettivo di offrire cure continuative e di alta qualità. «Si tratta di un’opera unica in provincia – ha dichiarato il Sindaco Claudio Cataudo – che non solo garantirà assistenza sanitaria agli animali d’affezione, ma avrà ricadute occupazionali e sociali rilevanti per la nostra comunità.
La struttura sarà un riferimento per tutto il territorio e potrà attivare sinergie con progetti di pet therapy e iniziative di inclusione sociale.» Il percorso amministrativo ha avuto inizio nel 2022 e ha richiesto un complesso iter di interlocuzioni tra Comune, ASL e Regione Campania. Oggi, grazie all’approvazione del contratto preliminare, il progetto entra nella fase operativa.
«Questo risultato – ha concluso il Sindaco – è frutto di un lavoro condiviso tra amministrazioni e rappresenta un modello virtuoso di collaborazione istituzionale al servizio del territorio.» L’ospedale veterinario sarà anche un motore di riqualificazione per l’area del Patto Territoriale, rafforzando il ruolo di Ceppaloni come polo di innovazione e servizi nel Sannio.
Presunti abusi su cani, Mastella respinge le voci sul TSO e promette querele: “Non sono uno sceriffo, la giustizia farà il suo corso”
Il sindaco di Benevento decide di intervenire per l’ultima volta sulla vicenda dei presunti abusi su cani, (leggi QUI) che, negli ultimi giorni, è diventata un vero e proprio caso nazionale. La vicenda ha infatti suscitato reazioni da tutta Italia, portando all’organizzazione di una manifestazione il 5 aprile alle 15:30 in Piazza Stazione.
Mastella ha voluto chiarire la sua posizione, respingendo le voci sul possibile ricorso al Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) e annunciando querele contro coloro che starebbero diffondendo notizie false e minacciando l’uomo coinvolto in questa vicenda.
Di seguito le sue parole.
“Intervengo, per l’ultima volta, con riferimento alla vicenda delle presunte violenze nei confronti di alcuni cani commesse da un cittadino beneventano. Mi sono occupato con grande attenzione della vicenda. Addetti dei servizi sociali e agenti della Polizia Municipale del Comune di Benevento sono andati a verificare di persona a casa di questo cittadino e non hanno riscontrato la presenza di alcun cane. Sono andati più di una volta e stanno monitorando la situazione, continuando a confermare l’assenza di cani presso la sua abitazione. Qualcuno, senza competenze e senza conoscenza diretta dei fatti, arriva anche ad ipotizzare l’applicazione di un TSO da parte mia, ma nessuno dei soggetti competenti a richiederlo, dopo aver valutato più volte sia la situazione denunciata che la persona interessata, ritiene che ne ricorrano i presupposti per farne richiesta. Un Sindaco non può certamente applicare un TSO contro legge e in assenza di richiesta da parte dei soggetti competenti a richiederlo. Inoltre, ho interloquito sia con la Questura che con la Procura della Repubblica e confermo che anche loro hanno svolto e stanno svolgendo tutte le indagini necessarie. Se questa persona ha commesso in passato delle violenze sui cani dovrà risponderne ed essere punito secondo legge.
Qualcuno parla addirittura di una presunta denuncia del 2020, di cui non conosco il contenuto, con riferimento alla quale sottolineo che le denunce vengono presentate alle Forze dell’Ordine che le trasmette alla Procura della Repubblica e non certo al Sindaco. Nello Stato di diritto, come quello in cui viviamo, ci sono Organi deputati all’accertamento dei fatti e all’applicazione della legge, e delle eventuali condanne e punizioni, in ambito penale. Stesso dicasi per eventuali misure cautelari restrittive nei confronti dei presunti responsabili di determinati reati. Il Sindaco non è uno sceriffo. Nella mia qualità non posso fare più nulla di quello che ho fatto. Tuttavia, purtroppo, devo prendere atto che un altro aspetto, altrettanto grave e triste di questa vicenda, è costituito dalla furia social di alcuni soggetti che diffamano la Città di Benevento e la mia persona, oltre che il cittadino interessato e la madre dello stesso, aggiungendo anche ripetute minacce. Ebbene, queste persone verranno querelate una per una, per quanto mi riguarda, e verranno perseguite. Ho affidato mandato e sono in fase di presentazione le querele. Già mi è capitato in passato, e chi si è comportato in questo modo delinquenziale è stato sottoposto a processo penale e anche condannato. Certamente non mi farò intimidire da qualche facinoroso o da odiatori social in servizio permanente.
La Questura e la Procura stanno indagando anche nei confronti di chi sta utilizzando violenza nei confronti di questo cittadino Beneventano, sia via social che in presenza fisica, addirittura irrompendo presso la sua abitazione. Ribadisco, ancora una volta, che se ha commesso azioni violente nei confronti di animali dovrà pagare, ma questo sembra tutto da dimostrare perché non esistono evidenze così lampanti come si narra sui social, da quello che sino ad oggi è emerso. Viceversa, sono evidenti le violenze mosse contro questa persona con disagi di natura psichica, facendolo diventare bersaglio di una feroce ed incivile gogna social che sta instigando violenza anche fisica da parte di facinorosi. Invito tutti a recuperare lucidità e senso civico.
Qualsiasi manifestazione civile a sostegno degli animali che ben venga sempre, altre manifestazioni tese a criminalizzare un essere umano pubblicamente, in assenza di un giusto processo, promosse da chi probabilmente, come mi viene riferito, potrebbe strumentalizzare queste vicende per interessi personali, come visibilità e guadagni, sono altra cosa, negativa e pericolosa. Che tutti facciano attenzione. Ciò detto, non interverrò più su questa vicenda che adesso è di competenza dei servizi sociali, della Questura e della Procura della Repubblica.
Tutelerò la mia persona e la città nelle sedi opportune. Una cosa è certa: Benevento, città ricca di storia e di civiltà, e il suo Sindaco amano gli animali nella consapevolezza assoluta che mai questo sentimento può coincidere o essere accompagnato dall’odio verso le persone”.
Presunti abusi su animali: anche la gogna social è violenza
Pubblicare sui social il volto di un uomo e additarlo come colpevole di un crimine senza che vi sia una condanna e minacciarlo di morte, non ci fa essere migliori. I processi si svolgono nei tribunali, non sui media.
Siamo stati i primi a denunciare, proprio su queste pagine, la storia dei presunti abusi ai danni di animali che vedrebbe protagonista un cittadino sannita. Lo abbiamo fatto, ovviamente, perché fa parte del nostro mestiere e perché i giornali servono anche – se non soprattutto – a questo: ovvero a dar voce a persone che non ne hanno, denunciare fatti che, senza la cassa di risonanza dei quotidiani, rimarrebbero nascosti. Aiutare, in un certo senso, anche le autorità. Mettiamola così.
E’ chiaro ed evidente che, se confermata, saremmo di fronte a una storia violenta, disumana, spietata. Una storia di violenza su creature indifese e innocenti, costrette a subire atti violenti, crudeli. Disumani, appunto.
Per questo, chi ne ha il dovere deve indagare – come risulta stia facendo – in modo da far luce su quanto accaduto, porre fine a questi criminie punire chi li ha commessi.
Questa storia, però, al di là di come finirà e delle eventuali conferme o meno che ci saranno sui fatti che racconta, è brutta di per sé e dà una connotazione negativa non solo dell’eventuale carnefice ma anche di chi ha voluto vestire i panni di attore non protagonista. Perché la violenza ha tante forme e l’una non giustifica l’altra.
Pubblicare sui social il volto di una persona, accusandola di aver commesso un crimine, senza possedere delle prove, è anche quella violenza. Mettere alla gogna social persone che si ritiene responsabili di un crimine, prima che un giudice le dichiari colpevoli, è anche questa una violenza. Troppo spesso, infatti, ci si dimentica che i processi si svolgono nei tribunali e che nel nostro Paese vige il principio di non colpevolezza. Si tratta, per chi non ha dimestichezza con il diritto, di un principio giuridico che stabilisce che un imputato (e qui siamo già avanti, perché si è imputati quando vi è un processo, figuriamoci chi non è stato neanche rinviato a giudizio) è innocente fino a prova contraria. È un principio fondamentale del diritto penale e del giusto processo.
Le minacce di morte indirizzate a quest’uomo, la presenza sotto la sua abitazione così come il pubblicare la foto del luogo ove questi risiede (anche da parte di pseudo attivisti animalisti “famosi”) sono delle violenze. Se si intende tornare alla legge del taglione, allora probabilmente si è sulla buona strada. Ma non va dimenticato un particolare, però, che un giorno potremmo essere noi accusati – magari ingiustamente – di aver commesso un fatto e allora i processi e le sentenze social potrebbe colpire noi, senza neanche avere il tempo di provare a giustificarci e dar prova della nostra innocenza.
In tutta questa vicenda, uno dei pochi ad aver centrato appieno la situazione è stato il sindaco Mastella, il quale ha ricordato, premettendo di “avere grande rispetto e amore per gli animali e il loro mondo”, come sia “immorale e pericoloso alimentare una campagna d’odio sui social” e che “occorre cautela perché in ballo c’è la dignità e la vita delle persone e in questo caso, per di più con delle precarietà psicologiche”.
Stupra la cagnolina di famiglia: la moglie lo filma e lo denuncia
Una vicenda scioccante ha portato al rinvio a giudizio di un uomo di 52 anni, accusato di maltrattamenti su animali. Secondo le indagini, l’uomo avrebbe compiuto abusi sessuali sulla cagnolina di famiglia per quasi dodici minuti. A denunciarlo è stata la moglie, che ha filmato le violenze con il cellulare e consegnato il materiale ai Carabinieri come prova dell’accaduto.
L’episodio è avvenuto a Roma, all’interno dell’abitazione della coppia. L’imputato, di origine rumena, avrebbe seviziato il cane – un meticcio di taglia media – come atto di vendetta nei confronti della moglie, stando a quanto ricostruito dall’accusa.
Il processo si terrà il 19 marzo davanti al giudice monocratico del tribunale penale di piazzale Clodio. L’uomo rischia fino a tre anni di carcere e un’ammenda di 30mila euro.
Ceppaloni, al via la sterilizzazione gratuita di 55 cani: iniziativa per contrastare il randagismo
Al via a Ceppaloni un importante progetto per la sterilizzazione gratuita di 55 cani, con l’obiettivo di contrastare il randagismo e garantire una migliore qualità della vita sia per gli animali che per i cittadini. L’iniziativa, approvata con Delibera di Giunta, è stata resa possibile grazie a un contributo della Regione Campania.
Il progetto, nel dettaglio, prevede la sterilizzazione di 45 cani femmine e 10 maschi, che verrà effettuata dalla dottoressa Filomena Mazzone presso la sua clinica. Gli interventi cominceranno il 25 novembre 2024 e saranno gratuiti per i cittadini residenti nel Comune di Ceppaloni.
Per aderire al progetto, bisognerà compilare un apposito modulo disponibile online sul sito del Comune. La domanda, completa di un documento di riconoscimento e del codice fiscale, dovrà essere presentata entro e non oltre il 21 novembre 2024, consegnandola direttamente presso l’Ufficio Protocollo del Comune o inviandola tramite PEC. È importante rispettare i termini previsti: le richieste incomplete o presentate dopo la scadenza non saranno considerate.
Le domande saranno valutate in ordine di arrivo e verrà stilata una graduatoria separata per cani maschi e femmine. La graduatoria sarà pubblicata sul sito del Comune di Ceppaloni, e le domande in esubero rispetto al numero previsto potranno subentrare in caso di rinunce.
“La sterilizzazione degli animali domestici – spiega l’assessora con delega alle Politiche Sociali e al Randagismo, Francesca Calabrese – è uno strumento fondamentale per il controllo del randagismo. Attraverso questo progetto non solo possiamo prevenire nascite incontrollate, che spesso portano all’abbandono, ma contribuiamo anche a migliorare la salute dei nostri cani, rendendo la convivenza tra cittadini e animali più serena e sicura. I proprietari dei cani che aderiranno all’iniziativa – prosegue l’assessora Francesca Calabrese – dovranno garantire che i loro amici a 4 zampe siano regolarmente microchippati e iscritti all’anagrafe canina, e che si tratti di un solo cane per nucleo familiare, come previsto dal Regolamento regionale. Una volta ammessi al progetto, gli interessati dovranno prendere appuntamento con la dottoressa Mazzone per l’intervento”.
“L’Amministrazione Comunale – ha aggiunto il Sindaco di Ceppaloni, Claudio Cataudo – è fortemente impegnata nel promuovere iniziative che coniughino la tutela degli animali e la sicurezza della nostra comunità. Grazie al contributo della Regione Campania, speriamo che sempre più cittadini partecipino attivamente a questo progetto, che mira non solo a ridurre il numero di cani abbandonati, ma anche a rafforzare il senso di responsabilità sociale e collettiva”, ha concluso il Sindaco, Claudio Cataudo.
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