VIDEO – Riforma della Giustizia, magistrati sanniti in sciopero

VIDEO – Riforma della Giustizia, magistrati sanniti in sciopero

AttualitàBenevento Città

La riforma costituzionale della magistratura al centro del dibattito svoltosi questa mattina presso il Palazzo di Giustizia di Benevento, in occasione dello sciopero indetto dall’ANM.

Una manifestazione volta a spiegare le ragioni del no alla riforma, che prevede la separazione delle carriere dei magistrati e l’istituzione di una “Alta corte”.

Diametralmente opposta la posizione della Camera Penale di Benevento che -come spiegato dal presidente Simona Barbone – da oltre 30 anni anni sottolinea l’importanza della separazione delle carriere.

Di seguito il servizio video con le interviste.

Scontro Avvocato-GUP, ANM: “Riconoscere rispetto dei ruoli. Piena solidarietà ai Giudici del Tribunale di Benevento”

Scontro Avvocato-GUP, ANM: “Riconoscere rispetto dei ruoli. Piena solidarietà ai Giudici del Tribunale di Benevento”

AttualitàBenevento Città

Continua a tenere banco nell’ambiente giurisdizionale sannita il tema dello scontro tra l’Avvocato Angelo Leone e il GUP Loredana Camerlengo (leggi QUI). Dopo gli interventi dell’Ordine degli Avvocati (leggi QUI) e della Camera Penale di Benevento (leggi QUI), è il turno dell’ANM (Associazione Nazionale Magistrati). A scrivere è la Presidente di ANM- Sottosezione di Benevento, dott.ssa Assunta Tillo:

“L’esercizio del diritto di difesa – si legge nella nota – è sacro ed inviolabile ma altrettanto sacro ed inviolabile è l’esercizio della giurisdizione che compete esclusivamente al giudice naturale precostituito per legge.

La rigorosa osservanza di tali principi costituzionali impone, nella dialettica processuale, il riconoscimento formale e sostanziale dei rispettivi ruoli”.

“I rapporti tra la magistratura beneventana e l’avvocatura – continua – sono stati sempre improntati a tali principi e perciò stupisce, e non poco, come un episodio isolato e circoscritto, i cui contorni sono ancora da chiarire, abbia potuto produrre una reazione così eclatante da parte degli organismi dell’avvocatura fondata su un’istruttoria all’evidenza sommaria e unilaterale. Un approfondimento preventivo con la interlocuzione con chi ha la responsabilità dell’ufficio avrebbe molto probabilmente consentito di accertare le ragioni della reazione del giudice, che si ricorda ha la disciplina dell’udienza e ha il dovere di garantire il suo ordinario svolgimento, e di comporre la frizione avutasi in aula.

D’altra parte non si è avuto modo di registrare mai episodi o comportamenti dei giudici limitanti le funzioni svolte dai difensori né atteggiamenti aggressivi e prevaricatori degli avvocati, il cui garbo conosciamo ogni giorno nelle aule di udienza.

Stupisce ancora di più che un singolo episodio sia stato assunto a pretesto per screditare, in maniera generalizzata, generica e infondata, la magistratura giudicante dell’ufficio GIP/GUP di Benevento, rappresentando la esistenza di uno scontro, del tutto inesistente, tra avvocati e giudici beneventani.

Sono queste le ragioni che inducono ad esprimere piena solidarietà ai giudici del Tribunale di Benevento e segnatamente a quelli dell’ufficio GIP/GUP, con la serena certezza che prosegua il dialogo franco, costruttivo e leale che connota i rapporti con il foro di Benevento e anche in questa occasione opportunamente avviato, in relazione a queste vicende, su iniziativa del Presidente del Tribunale di cui si ha notizia dalla stampa di oggi”.

Sciopero ANM, il dissenso della Camera Penale di Benevento

Sciopero ANM, il dissenso della Camera Penale di Benevento

AttualitàBenevento Città

La Camera Penale di Benevento, in piena sintonia ed aderenza alla linea tracciata dalla Giunta nazionale dell’Unione Camere Penali Italiane, manifesta il suo totale dissenso nei confronti dello sciopero indetto dall’ANM ritenendo, peraltro, inadeguata questa forma di protesta da parte di un potere dello Stato.

Il testo della riforma dell’ordinamento giudiziario ha subito nel tempo numerose modifiche, come è anche naturale attendersi in un percorso così accidentato e con una maggioranza così irrimediabilmente divisa proprio sulle idee di fondo della organizzazione e della amministrazione della giustizia.

Al centro della riforma, come sappiamo, c’è il sistema elettorale del CSM. È pura illusione pensare che un sistema elettorale piuttosto che un altro possa restituire credibilità e forza alla magistratura italiana, considerata la gravità della sua crisi, che è crisi di credibilità della funzione agli occhi del cittadino.

Per questo i penalisti italiani hanno, da subito, indicato gli ambiti di intervento ritenuti indispensabili per dare concretezza alla riforma: rafforzamento della terzietà del giudice; responsabilizzazione professionale del magistrato, attraverso giudizi di professionalità finalmente rigorosi e legati innanzitutto a ciò che il
singolo magistrato ha fatto nella sua quotidiana attività; eliminazione di ogni assurda commistione tra potere giudiziario e potere esecutivo, ponendo fine allo spostamento di magistrati in ruoli amministrativi nel Governo, che dovrebbero essere naturalmente riservati a funzionari di carriera.

La nostra forte insistenza, politica e mediatica, su questi tre temi ha in qualche modo fatto breccia nelle attenzioni del Governo e del Parlamento. E così sono comparse successive versioni della legge delega che hanno progressivamente incluso interventi sui fuori ruolo, poi sui criteri delle valutazioni professionali
quadriennali, ed anche sulla accentuazione della separazione delle funzioni.ù

Queste novità sono, a nostro avviso, ancora lontane dalle migliori e più efficaci capacità di incidere in modo risolutivo su quelle questioni, ma almeno sono temi finalmente presenti nel corpo della legge delega. E sono questi temi che hanno scatenato la furibonda reazione della magistratura associata, che aveva mantenuto un atteggiamento molto più controllato, fino a quando la riforma si era dedicata unicamente a risolvere le problematiche elettorali del CSM.

I penalisti italiani sono consapevoli che tali novità sono assai poco rivoluzionarie. Siamo ancora ben al di sotto del minimo necessario per una reale riforma della magistratura italiana, che le restituisca forza, credibilità, affidabilità, autorevolezza. Non si può, dunque, condividere la reazione della magistratura associata di fronte ad interventi che sono blandi rispetto a ciò che sarebbe davvero necessario.

L’unica plausibile spiegazione a questa reazione è l’idea che Governo e Parlamento abbiano pensato di potersi assumere la responsabilità politica di disegnare un ordinamento giudiziario nella pienezza della propria autonomia costituzionale, e non sotto dettatura delle toghe, sovvertendo, in questo modo, l’assetto squilibrato (in favore del giudiziario) dei poteri dello Stato come consolidatosi negli ultimi
trent’anni!

Non si può far a meno di eccepire la pretestuosità di alcune delle argomentazioni che sono proposte sui temi caldi. La riforma del fascicolo valutativo, che già esiste ma è effettuata con controlli di procedimenti a campione, prevede oggi di acquisire l’intera attività del magistrato, unico modo per consentire l’acquisizione delle cd. sentenze creative, che, diversamente, sarebbero tagliate fuori dalla mera statistica.

Non si comprende affatto il timore di una valutazione complessiva della propria attività di magistrato laddove la valutazione è fatta dagli stessi colleghi!

Nel vostro ultimo comunicato, affisso impropriamente alle porte delle nostre aule di udienza in questi ultimi giorni, è sotto attacco il diritto di voto sulla valutazione di professionalità agli avvocati quali componenti dei Consigli Giudiziari. Anche questo timore è del tutto infondato! Poiché la legge delega modifica solo in parte la situazione disegnata nel 2006. Prevede, infatti (all’art.3) che gli avvocati presenti in consiglio giudiziario possano votare sulla professionalità dei magistrati solo se c’è una segnalazione su fatti specifici da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.

I pubblici ministeri possono valutare i loro “colleghi” giudicanti ma non gli avvocati che devono rimanere la cd. “componente laica”! Si riscontra, invece, un assordante silenzio sulla tematica dei magistrati fuori ruolo. E’ assolutamente un caso unico al mondo quello del nostro Governo cui prendono parte circa 200 magistrati. La comunità intera deve prendere contezza del fatto che un gruppo di magistrati (potere giudiziario dello Stato) lavora nell’Esecutivo!!!

Allora certo che crisi della giurisdizione equivale a crisi della democrazia. Occorre ristabilire un equilibrio a partire dalla separazione delle carriere. Mentre sulla responsabilità civile abbiamo condiviso il punto di vista critico della magistratura associata, sul tema della separazione delle carriere, pur nel rispetto e
nell’ascolto delle osservazioni della magistratura, alcune certamente fondate, degne di rilievo e oggetto di confronto e dibattito, è necessario uno scatto di civiltà giuridica.

Condividiamo pienamente, dunque, le parole pronunciate nel corso del recente intervento in assemblea ANM da parte del nostro Presidente nazionale, l’Avv. Caiazza: “Noi vogliamo un giudice forte .Vogliamo entrare in aula temendo la qualità, la severità, l’intransigenza del giudice. Ma come l’Avvocato, anche il
Pubblico Ministero deve temerlo. Vogliamo un Pubblico Ministero indipendente dal potere politico e un giudice indipendente dal Pubblico Ministero e dalle procure”.

In ragione del dissenso espresso, la Camera Penale di Benevento il 16 maggio 2022, in concomitanza con lo sciopero nazionale dei magistrati, parteciperà alla manifestazione che si terrà in Torre Annunziata, organizzata di concerto con la Camera Penale di Torre Annunziata e con le altre Camere Penali campane, dal titolo: “La riforma dell’ordinamento giudiziario. Riflessioni sul rapporto tra Potere Legislativo e Ordine Giudiziario”.

COMUNICATO STAMPA