Sono passati ormai mesi da quel maledetto 30 settembre, quando la furia omicida di Salvatore Ocone si imbatté sui corpi di sua moglie Elisa e dei figli Cosimo e Antonia. I primi due, purtroppo, persero la vita praticamente sul colpo.
Antonia, invece, ritrovata in fin di vita dopo diverse ore a fine fuga del papà (ora in carcere), dopo operazioni chirurgiche salvavita e settimane di cure, oggi sta pian piano riprendendosi in mano la sua vita, sebbene il percorso riabilitativo è ancora lungo e complesso. Al suo fianco c’è il fratello maggiore, Mario Ocone, quel giorno lontano da casa per lavoro, e una intera comunità che fa il tifo per lei, per loro.
Un giorno buio per tutti, quel 30 settembre, e che nessuno mai dimenticherà, sia a Paupisi che in tutto il Beneventano.
Di questo ma anche dello stato delle indagini, abbiamo parlato con l’avvocato Nicodemo Gentile, esperto di casi di cronaca nera avendo lavorato su tanti di essi, a cominciare da quello di Meredith Kercher, ad esempio. Ascoltiamo le sue parole ai microfoni di BeneventoNews24.it.
Neuromed, il direttore Aloj: “Contenti di aver salvato Antonia, fiduciosi che possa recuperare ulteriormente”
Proseguono gli aggiornamenti sulle condizioni di Antonia Ocone, la giovane sopravvissuta alla strage di Paupisi del 30 settembre, nella quale persero la vita la madre Elisa e il fratellino Cosimo. Dopo settimane di silenzio e apprensione, arrivano oggi parole che consentono di tracciare un quadro più chiaro del percorso affrontato e dei risultati raggiunti.
A fare il punto è il dottor Fulvio Aloj, direttore sanitario dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, che ha seguito da vicino il lungo e complesso iter clinico della ragazza. Un percorso iniziato in condizioni estremamente critiche.
«Considerando il quadro clinico all’ingresso – ha spiegato Aloj – è stato necessario del tempo e molto impegno da parte di tutti per ottenere questi risultati positivi. All’inizio le speranze di recupero erano poche, non soltanto per il grave danno cerebrale, ma anche per le alterazioni sistemiche dovute al tempo trascorso tra l’evento acuto e l’inizio delle terapie».
Una fase iniziale delicatissima, che ha visto Antonia ricoverata in Terapia Intensiva, dove, giorno dopo giorno, sono arrivati i primi segnali incoraggianti. Da lì il trasferimento nel reparto di Neuroriabilitazione, dove la giovane ha intrapreso un percorso lungo e impegnativo, interrotto anche da un intervento chirurgico di ricostruzione della scatola cranica, gravemente danneggiata.
«È stata una degenza lunga – ha sottolineato il direttore sanitario – durante la quale sono stati impegnati tutti i medici, con ottimi risultati, resi possibili anche dalle attrezzature presenti nella nostra Neuroriabilitazione».
Oggi il bilancio è incoraggiante, pur nella necessaria prudenza. Antonia presenta ancora qualche lieve deficit, ma il quadro complessivo consente di guardare avanti con fiducia. «Siamo più che contenti dei risultati ottenuti – ha concluso Aloj – e fiduciosi che la ragazza possa ulteriormente recuperare».
Parole che restituiscono il senso di un lavoro complesso, portato avanti con competenza e dedizione, e che rappresentano un ulteriore passo in avanti nel difficile cammino di Antonia, simbolo di una speranza che continua a crescere, giorno dopo giorno.
Da Paupisi al Neuromed di Pozzilli, il cuore di un paese per la piccola Antonia
Oggi è stata una giornata che ha toccato profondamente il cuore di tutti. Una delegazione dell’Associazione “Il Sogno”, accompagnata dal Sindaco di Paupisi, Salvatore Coletta, dal Presidente del Consiglio comunale Dario Orsillo e dalle preziose presenze della Pro Loco di Paupisi, ha compiuto un gesto che va oltre le parole, recandosi a Pozzilli, presso il Neuromed, per abbracciare la piccola Antonia in un momento tanto delicato della sua vita.
Un abbraccio che non è stato solo fisico, ma carico di significato, forza e speranza: la forza di una comunità che si stringe, che non resta indifferente e che sceglie di esserci. “Anche oggi Paupisi ha dimostrato il suo volto più bello – ha dichiarato il sindaco Salvatore Coletta – quello di una comunità che non si tira indietro, che sa farsi prossima e solidale. Essere qui per Antonia significa ribadire che nessuno è solo, soprattutto nei momenti più difficili”.
Il gesto di vicinanza è stato accompagnato dalla consegna di un assegno simbolico, frutto della cena solidale che ha raccolto molto più di un contributo economico: ha raccolto affetto, partecipazione e un profondo senso di appartenenza.
“Antonia anche oggi ha sentito che intorno a lei c’è un intero paese che le vuole bene e io sono davvero orgoglioso di rappresentarlo – ha continuato il sindaco -. La bellezza di questa giornata non sta nei numeri, ma nelle emozioni condivise, negli sguardi, nelle mani tese e nella volontà di non lasciare nessuno indietro. Perché la vera solidarietà è esserci, sempre, anche quando il cammino è in salita”.
Ma il messaggio più bello è stato quello della stessa Antonia, che con un sorriso ha voluto dire semplicemente: “Grazie a tutti per l’amore che mi avete donato”. Oggi, più che mai, è stata la dimostrazione che il sogno di una comunità unita, generosa e viva non è solo possibile, ma è già realtà.
“Antonia, Paupisi ti aspetta”: una comunità unita nella cena solidale
“Antonia Paupisi ti aspetta”. È questa la frase impressa sullo striscione che accoglieva tutti all’ingresso dello spazio trasformato, per una sera, in un vero e proprio ristorante. Qui si è svolta la cena solidale a favore di Antonia e Mario Ocone, organizzata dall’associazione Il Sogno in collaborazione con il Comune di Paupisi e la Pro Loco. Una serata intensa ed emozionante, una serata di comunità e di profonda umanità. Tutti intorno a Mario, che ha salutato, abbracciato e guardato negli occhi uno ad uno coloro che erano lì per lui e per la sorella.
“Una serata – ha detto il primo cittadino nel suo saluto – che mi rende ancora più orgoglioso e fiero di essere il sindaco di questa comunità”. Ad aprire ufficialmente l’incontro il parroco don Cosimo Iadanza che ha evidenziato la lodevole iniziativa e ha impartito una benedizione a tutti. Poi Antonio Goglia, presidente dell’associazione Il Sogno, che insieme a tutta la sua squadra ha dato il benvenuto ai presenti. “Non posso nascondere l’emozione: un uragano di sensazioni, belle e tristi, l’una in contrasto con l’altra. Le parole, che fino a un momento prima sembravano così lontane, si intrecciano dando voce ora alla gioia, ora a un dolore profondo”, ha affermato.
“Sarebbe stato più bello ritrovarci per celebrare tutt’altro, eppure siamo qui perché, uniti, vogliamo manifestare il nostro più sincero affetto alla famiglia Ocone-Polcino”. Goglia ha ricordato come vicende simili vengano spesso ascoltate in televisione o alla radio, senza mai pensare che possano toccare persone così vicine: amici, compaesani, fratelli. “Questa è una comunità che si è stretta nel suo dolore più puro e che stasera raccoglie il frutto di una vicinanza autentica e di una vera unione”.
Poi la richiesta di trenta secondi di silenzio, per guardare il cielo e stringersi idealmente attorno al piccolo Angelo e alla mamma, che “con la sua voce energica ci direbbe di sorridere e andare avanti, perché la vita è bella”. Sentiti ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile la serata, ai volontari, alle istituzioni, alle signore in cucina che hanno preparato prelibatezze, chi ha offerto prodotti da mangiare, a chi è giunto dai paesi limitrofi e a chi ha manifestato la propria vicinanza anche da lontano. Un pensiero speciale è andato ai nonni, Cosimo e Natalina, e a Mario, “ragazzo forte e coraggioso, che sta crescendo troppo in fretta, ma con solidi principi e grande responsabilità”. Parole cariche d’amore anche per Antonia, definita “la principessa del nostro cuore, eroina di una lotta quotidiana, esempio di forza e di vita. A te e per te questa serata – ha concluso –. Che la tua vita sia una rinascita di sole e felicità”.
Successivamente è stata letta una lettera del papà di Elisa e nonno del piccolo Cosimo. “Perdonate la mia assenza – ha scritto – ma il cuore di padre e di nonno non mi dà la forza di essere tra voi. Avrei voluto ringraziarvi uno ad uno per tutto ciò che avete fatto in questi lunghi e difficili mesi. Sono un padre devastato dal dolore e un nonno che non riesce ad accettare l’assenza di un nipote così giovane e indifeso. Ma trovo forza nei progressi di Antonia, che giorno dopo giorno rinasce e che presto potrete abbracciare anche voi nella sua nuova vita. Con affetto, Nonno Cosimo”.
Il momento più toccante della serata è arrivato con la proiezione di un video che racconta i progressi di Antonia. Un brivido profondo ha attraversato la sala quando, con la sua voce, ha augurato “Buon Natale a tutti”: lacrime, silenzio e un lungo, interminabile applauso. “Grazie di cuore all’associazione Il Sogno e ai suoi straordinari volontari – ha dichiarato il sindaco Salvatore Coletta – per l’impegno e la sensibilità dimostrati. La partecipazione così numerosa conferma il grande spirito di solidarietà che caratterizza Paupisi. A te, Mario, diciamo che non sarai mai solo: questa comunità cammina accanto a te, nei giorni forti e in quelli fragili. Antonia, non mollare: la vita che hai riconquistato è preziosa e merita di essere vissuta fino in fondo. Paupisi ti aspetta con amore e con il cuore aperto”. A chiudere la serata, il saluto di Mario, che ha ringraziato l’associazione Il Sogno e tutti i presenti: “Grazie di vero cuore a tutti”.
Strage di Paupisi, ‘Il Sogno’ organizza una cena solidale per sostenere Antonia e Mario Ocone
A Paupisi la solidarietà torna protagonista con un appuntamento che unisce gusto, comunità e altruismo. L’associazione “Il Sogno”, in collaborazione con il Comune di Paupisi e la Pro Loco locale, ha organizzato una cena di beneficenza che si terrà sabato 20 dicembre 2025, alle 20:00, presso l’ex edificio scolastico della frazione San Pietro.
L’iniziativa nasce dal desiderio di offrire un supporto concreto e affettuoso ad Antonia e Mario Ocone, che la comunità ha deciso di sostenere attraverso un gesto semplice ma significativo: condividere un pasto.
“Ci sono momenti in cui un piatto caldo può fare la differenza”, spiegano gli organizzatori, sottolineando l’importanza della partecipazione collettiva. La serata promette non solo buon cibo, ma anche un clima di condivisione, amicizia e vicinanza umana. Un’occasione per ritrovarsi, donare e ricevere allo stesso tempo, in un’atmosfera che si preannuncia carica di calore e partecipazione. Per prendere parte all’iniziativa è previsto un contributo minimo di 20 euro.
La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata ai numeri 380 4221690 e 329 3429934. L’Associazione ‘Il Sogno’ invita tutti a partecipare, ricordando che anche il più piccolo gesto può contribuire a costruire un grande esempio di solidarietà.
VIDEO – Strage di Paupisi, Antonia è salva: la 17enne inizia la riabilitazione
Arrivano finalmente buone notizie dalla Neuromed di Pozzilli, dove è ricoverata Antonia Ocone, la diciassettenne vittima della brutale aggressione avvenuta a Paupisi.
Un episodio di violenza che ha sconvolto l’intera comunità e che è costato la vita alla madre della ragazza, Elisa Polcino, e al fratello Cosimo Ocone. L’aggressore, Salvatore Ocone, padre di Antonia e marito di Elisa, resta in carcere con l’accusa di duplice omicidio e tentato omicidio.
Dall’ultimo bollettino medico diffuso dalla struttura sanitaria molisana emergono segnali incoraggianti: Antonia è sveglia e a tratti collaborativa, riuscendo a eseguire ordini semplici, come mostrare la lingua. La giovane presenta un deficit motorio al lato destro, che interessa sia l’arto superiore sia quello inferiore, ma è stata già trasferita presso il reparto di neuroriabilitazione per iniziare un percorso di recupero complesso ma fondamentale.
Nei prossimi quindici giorni è in programma un intervento neurochirurgico di cranioplastica, un passo importante per il proseguimento del recupero. Tra le mura dell’ospedale, ogni piccolo miglioramento di Antonia diventa un segnale di forza e di vita. Da Paupisi fino a tutto il Sannio, c’è chi continua a pregare e a sperare per lei, con il desiderio che questa giovane vita, ferita ma non spezzata, possa presto tornare a sorrider
Strage di Paupisi, segnali di speranza per Antonia: respira da sola
Ancora segnali incoraggianti dalla Neuromed di Pozzilli, dove è ricoverata Antonia Ocone, la giovane 17enne rimasta gravemente ferita nella strage di Paupisi, dalla furia omicida del padre Salvatore.
Come avevamo scritto già su queste pagine, Antonia si sta svegliando dal coma indotto ed è cosciente. Miglioramenti significativi che lasciano ben sperare per il futuro della giovane, ritrovata in condizioni critiche nella sera del 30 settembre a Ferrazzano.
Dopo due interventi chirurgici, ora Antonia è fuori pericolo e le sue condizioni sono stabili. “La paziente – si legge nell’ultimo bollettino medico – allo stato attuale è tracheostomizzata, in respiro spontaneo. I parametri vitali sono stabili”.
“Presenta – si legge ancora – iniziali segni di risveglio, permangono i deficit motori dell’emilato destro precedentemente descritti. In attesa di risonanza magnetica encefalo di controllo”.
Dramma di Paupisi, Salvatore Ocone trasferito nel carcere di Benevento. Migliorano le condizioni di Antonia
Arrivano aggiornamenti in merito al dramma di Paupisi. Salvatore Ocone, infatti, è stato trasferito in giornata dal carcere di Campobasso a quello di Benevento. Il trasferimento permette di spostare anche l’atto procedurale a suo carico nel capoluogo sannita.
Migliorano, inoltre, le condizioni di Antonia Ocone, sopravvissuta alla furia paterna che ha visto vittime la moglie Elisa Polcino e il figlio Cosimo. La 17enne era stata operata al Neuromed di Pozzilli la sera del 30 settembre.
Antonia un paio di giorni fa ha subito un nuovo intervento per curare un’infezione che le portava febbre alta. Ora le sue condizioni appaiono in miglioramento e la febbre è diminuita, con la situazione che su questo punto di vista è sotto controllo.
Anche se non parla, la 17enne è ora in grado di riconoscere le persone. Da valutare, ovviamente, come procederà la fase di riabilitazione prima di analizzare le conseguenze di quanto ha dovuto patire.
Strage di Paupisi, solidarietà per Mario: raccolta fondi e offerte di lavoro per ricominciare
Dopo la tragica morte della madre Elisa Polcino e del fratello Cosimo Ocone, uccisi lo scorso 30 settembre da Antonio Ocone, colui che avrebbe dovuto proteggerli e oggi in carcere con l’accusa di duplice omicidio, la piccola comunità di Paupisi si è mobilitata per sostenere Mario Ocone, 21enne rimasto solo e a cui spetta ora prendersi cura della sorella Antonia, ricoverata in gravi condizioni.
Dopo i funerali celebrati nella chiesa di Santa Maria del Bosco il 10 ottobre, il paese non ha lasciato Mario solo. Diversi cittadini hanno deciso di aprire un conto corrente per supportarlo nelle spese quotidiane, mentre alcuni imprenditori locali, in forma anonima, gli hanno offerto un lavoro stabile, per permettergli di rimanere vicino alla sorella.
In poche ore, Paupisi ha dimostrato che anche di fronte a una tragedia immane, l’unione e la solidarietà possono fare la differenza. Mario non è solo: la comunità lo sostiene con affetto, gesti concreti e opportunità reali, restituendo speranza e dimostrando che, anche nei momenti più bui, l’umanità può prevalere sulla violenza.
Strage di Paupisi, Antonia fuori pericolo ma resta in prognosi riservata: sospesi i farmaci che la tenevano in coma
Arrivano aggiornamenti positivi in merito alle condizioni di Antonia Ocone, la 17enne unica sopravvissuta (insieme al fratello Mario, fuori regione per lavoro) all’orrore che ha visto il padre Salvatore, reo confesso, uccidere la madre Elisa e il fratello Cosimo. I funerali di madre e figlio si svolgeranno venerdì.
A fare il punto sulle sue condizioni della giovane, il cui coma farmacologico è stato interrotto, è stata Valeria Marinò, primario del Reparto di Terapia Intensiva del Neuromed di Pozzilli, in un intervento a Campania24, morning news condotta dal collega Vincenzo Mele e in onda su Canale 9. Ecco le sue dichiarazioni.
“I farmaci che la tenevano in coma sono stati sospesi e ci vorranno alcuni giorni perché l’organismo li metabolizzi, visto che sono stati somministrati per svariati giorni. Inizia ad accennare qualche piccolo movimento ma è troppo presto per parlare di risveglio“, ha affermato la dott.sa Marinò.
“Antonia è fuori pericolo di vita imminente, rimane la prognosi riservata. Bisogna valutare le condizioni neurologiche ma ci vorranno non meno di 5/7 per una valutazione completa. Poi bisognerà vedere col passare del tempo quale sarà la progressione di eventuali danni celebrali. C’è una riduzione dell’edema al cervello, è passata più di una settimana ed ora era il momento di sospendere i farmaci“, ha concluso la dottoressa.
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