Ceppaloni piange Antonio: un destino crudele lo strappa ai suoi 5 figli

Ceppaloni piange Antonio: un destino crudele lo strappa ai suoi 5 figli

CronacaDalla RegioneItalia

Ceppaloni si è svegliata più silenziosa, più fragile questa mattina. La notizia della morte di Antonio De Stefano ha colpito il cuore dell’intera comunità, lasciando un vuoto incolmabile in chi ha avuto modo di conoscerlo e in chi gli ha voluto bene.

Antonio, 38 anni, lavorava per una ditta di raccolta rifiuti di Montesarchio. Un mestiere umile e faticoso, fatto di alzatacce e fatica, affrontato sempre con la responsabilità del padre di famiglia. Antonio, infatti, lascia una moglie e cinque figli. Chi lo conosceva lo descrive come un uomo buono e disponibile.

Il destino ha voluto che il suo ultimo gesto fosse legato ancora una volta al lavoro: fermarsi lungo l’autostrada A1 Milano-Napoli, tra Capua e Caserta Nord, per controllare le gomme del mezzo di lavoro. Un gesto semplice, di premura, diventato tragicamente fatale. Travolto da un camion in corsa, mentre faceva ciò che era giusto (Leggi QUI).

A Ceppaloni il dolore è collettivo, tangibile. Lo è nei volti segnati della famiglia, lo è nei messaggi di cordoglio, nei silenzi rispettosi degli amici, nelle lacrime degli operai che ogni mattina, come Antonio, si alzano per guadagnarsi da vivere. Il sindaco Claudio Cataudo, che è anche medico, si è recato di persona dai familiari, non solo come istituzione, ma come uomo, per dire “ci siamo”, quando le parole non bastano.

Antonio non è un “caso di cronaca”, non è un numero tra le statistiche delle vittime stradali. Era un padre. Un marito. Un lavoratore. Il suo sorriso, le sue fatiche, i suoi sogni oggi sopravvivono nei volti dei figli, nello sguardo di sua moglie, nel ricordo di chi l’ha conosciuto.

E forse, da questa tragedia, dovrebbe nascere una riflessione più profonda sulla sicurezza di chi lavora in strada, di chi è costretto a fermarsi su corsie d’emergenza sempre più pericolose, senza adeguate tutele. Ma oggi Ceppaloni non cerca risposte. Oggi piange. E abbraccia, forte, i figli di Antonio. Perché, ancor di più, in un piccolo paese il dolore di uno diventa dolore di tutti.

Benevento, detenuta protesta e da fuoco a materasso e cuscino: poliziotte in ospedale

Benevento, detenuta protesta e da fuoco a materasso e cuscino: poliziotte in ospedale

BeneventoCronaca

Paura e tensione nel carcere di Benevento per la folle protesta di una detenuta. Come denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria per voce del Segretario nazionale Giuseppe Cimino e del Segretario locale Antonio De Stefano, “nel Reparto femminile una detenuta ristretta al secondo piano ha, per futili motivi, dato fuoco al materasso e al cuscino della propria cella. Nonostante l’opera di mediazione ed i vari tentativi del personale in servizio nel convincerla a spegnere il fuoco, la donna ha continuato con il suo atteggiamento. Sono quindi prontamente intervenute le altre colleghe del reparto e della sorveglianza che, con l’ausilio delle maschere antigas, hanno spostato tutte le detenute del secondo piano nel cortile passeggi. La ristretta responsabile del grave evento critico è stata spostata al piano terra ma ha continuato con il suo atteggiamento aggressivo, distruggendo un’altra cella e provocandosi anche delle ferite”. 

I sindacalisti aggiungono che “le poliziotte sono poi state accompagnate al pronto soccorso dell’ospedale cittadino per le cure del caso: a loro va la vicinanza e la solidarietà del SAPPE”.

Il Segretario Generale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria Donato Capece giudica la condotta della detenuta “irresponsabile e gravissima. Sono quotidiane le nostre denunce con le quali evidenziamo che la situazione penitenziaria è sempre ad alta tensione. Alla teoria di chi parla di carceri conoscendoli poco, ossia dalla parte della Polizia Penitenziaria, vogliamo rispondere con la concretezza dei fatti. Che parte da un dato incontrovertibile: la Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. I problemi del carcere sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento. È sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria”. 

“Ora è però fondamentale dare supporto ai colleghi che a Benevento sono in prima linea a fronteggiare la grande tensione in atto”, conclude Capece.