La Sezione Sannio Irpinia dell’Ordine del Santo Sepolcro ringrazia l’Arcivescovo Accrocca

La Sezione Sannio Irpinia dell’Ordine del Santo Sepolcro ringrazia l’Arcivescovo Accrocca

AttualitàBenevento Città

La sezione Sannio – Irpinia dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha partecipato ieri, nella Cattedrale di Benevento, insieme al popolo di Dio dell’Arcidiocesi di Benevento, al saluto all’Arcivescovo S.E. Mons. Felice Accrocca, che è stato chiamato dal Santo Padre Leone a ricoprire il ruolo di Vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno.

È stato un momento di grande intensità spirituale e di espressione di riconoscenza verso un pastore che, nei dieci anni di episcopato, è stato sempre vicino ai fedeli e alle comunità con tratti di amorevolezza, discrezione ed umiltà tipici dello stile francescano al quale egli si è sempre ispirato. Capace di dialogare con tutte le componenti della società locale è stato attento e premuroso verso le difficoltà dei nostri territori, di cui si è fatto portavoce a tutti i livelli. Il suo stile mite di presenza tra noi, nello spirito indicato da Papa Leone di “sparire perché rimanga Cristo”, ha segnato profondamente la storia religiosa e civile della Chiesa beneventana”, dichiarano.

Le dame e i Cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro sono grati a Mons. Felice Accrocca anche per il suo accompagnamento spirituale e per il suo magistero, svolto in qualità di Priore della Sezione Sannio – Irpinia, e alle cui indicazioni si sono sempre conformati con docilità.

Alla celebrazione di ieri l’Ordine ha voluto essere presente con i suoi massimi rappresentanti: Ennio Zerrillo Luogotenente per l’Italia Meridionale Tirrenica e Giovanni Battista Rossi Luogotenente emerito per l’Italia Meridionale Tirrenica.

Benevento| “La cura della Parola”: l’arcivescovo Accrocca invita al Convegno diocesano presso il Centro “La Pace”

Benevento| “La cura della Parola”: l’arcivescovo Accrocca invita al Convegno diocesano presso il Centro “La Pace”

Eventi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’Arcivescovo di Benevento, Mons. Felice Accrocca, con cui invita i fedeli a prendere parte al Convegno diocesano “La cura della Parola”, in programma lunedì 16 e martedì 17 giugno alle ore 17:00 presso il Centro “La Pace”:

Carissimi,

il Convegno diocesano di quest’anno ci chiama a riflettere sull’ascolto e la venerazione che dobbiamo alla Parola di Dio, quella Parola che – dice san Girolamo – è come una lunga lettera nella quale Dio ha parlato di sé agli uomini, che diversamente non avrebbero potuto conoscerlo. Sant’Ambrogio, inoltre, il quale riteneva che l’Evangelo fosse corpo di Cristo, ci ricorda che «noi ascoltiamo Cristo leggendo le Scritture».

Per questo v’invito tutti a Benevento, al Centro “La Pace”, lunedì e martedì 16 e 17 giugno dalle ore 17, per prendere parte al Convegno La cura della Parola, che sarà aperto dalla relazione di don Dario Vitali, professore ordinario di ecclesiologia presso la Pontificia Università Gregoriana; martedì 17 concluderemo l’incontro con un’agape fraterna.

Vi aspetto! A tutti voi, il mio saluto più cordiale e sincero”.

Giubileo 2025, il 29 dicembre l’arcivescovo Accrocca celebrerà la santa Eucaristia come solenne apertura dell’Anno giubilare

Giubileo 2025, il 29 dicembre l’arcivescovo Accrocca celebrerà la santa Eucaristia come solenne apertura dell’Anno giubilare

Eventi

“Nel giorno della Vigilia di Natale, Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della basilica di San Pietro a Roma, dando inizio al Giubileo della Speranza, pellegrino tra i pellegrini “nel mondo e testimoni di pace”, “entriamo nel tempo della misericordia e del perdono, perché a ogni uomo e a ogni donna sia dischiusa la via della speranza che non delude”. Papa Francesco, con la bolla “Spes non confundit “, ha stabilito che domenica 29 dicembre 2024, in tutte le cattedrali, i Vescovi diocesani celebrino la santa Eucaristia come solenne apertura dell’Anno giubilare, senza aprire alcuna porta santa”. Lo dichiara in una nota l’ Arcidiocesi di Benevento, che aggiunge: 

“L’arcidiocesi di Benevento si stringerà intorno al suo Pastore, S.E. Mons. Felice Accrocca, domenica 29 dicembre e ringrazierà il Padre per il dono di questo Anno santo. Appuntamento alle ore 18.00 nella Basilica di San Bartolomeo lungo corso Garibaldi”. 

“Come ha stabilito Papa Francesco – ha ricordato l’arcivescovo Accrocca nel messaggio di Natale 2024 – domenica 29 dicembre 2024, anche noi,  ci ritroveremo alle ore 18 sul sagrato della basilica di S. Bartolomeo, per poi procedere processionalmente – in pellegrinaggio – verso la cattedrale: aprirà la processione il Cristo spezzato, che era collocato sull’altare maggiore della cattedrale al momento delle incursioni aeree anglo-americane del 12 settembre 1943; esso diviene oggi un simbolo della violenza cieca e distruttrice apportata dagli uomini, un severo monito contro ogni guerra; sopravvissuto a quell’immane tragedia che fu il secondo conflitto mondiale, questo Crocifisso, che ha accompagnato e sostenuto la rinascita della nostra gente, diventa ora per noi invito a non far morire la speranza, nella certezza che il Bambino, che nasce per la salvezza dell’intera umanità, non ci farà mancare il suo aiuto”.

Giunti dinanzi la Cattedrale l’Arcivescovo innalzerà per tre volte il Crocifisso e inviterà tutti all’adorazione. Dopo aver benedetto l’acqua, aspergerà i fedeli in ricordo del battesimo, porta della vita di eterna.

Natale 2024, il messaggio dell’Arcivescovo Accrocca: “Pellegrini di speranza”

Natale 2024, il messaggio dell’Arcivescovo Accrocca: “Pellegrini di speranza”

Eventi

Carissimi,

domani sera Papa Francesco, con l’apertura della Porta santa, darà inizio all’anno giubilare. In un tempo nel quale le nubi dell’ostilità vanno addensandosi sempre più, in cui i venti di guerra sembrano voler soffiare gagliardi, la comunità cristiana invita alla speranza, memore delle parole del profeta: «In quel giorno si dirà a Gerusalemme: “Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia”» (Sof 3,16-17).

Poiché Papa Francesco ha stabilito «che domenica 29 dicembre 2024, in tutte le cattedrali, i Vescovi diocesani celebrino la santa Eucaristia come solenne apertura dell’Anno giubilare», anche noi, in quel giorno, ci ritroveremo alle ore 18 sul sagrato della basilica di S. Bartolomeo, per poi procedere processionalmente verso la cattedrale: aprirà la processione il Cristo spezzato, che era collocato sull’altare maggiore della cattedrale al momento delle incursioni aeree anglo-americane del 12 settembre 1943; esso diviene oggi un simbolo della violenza cieca e distruttrice apportata dagli uomini, un severo monito contro ogni guerra; sopravvissuto a quell’immane tragedia che fu il secondo conflitto mondiale, questo Crocifisso, che ha accompagnato e sostenuto la rinascita della nostra gente, diventa ora per noi invito a non far morire la speranza, nella certezza che il Bambino, che nasce per la salvezza dell’intera umanità, non ci farà mancare il suo aiuto.

Vi auguro Buon Natale e tutti, di cuore, vi benedico!

† Felice vescovo

Benevento| Lettera pastorale dell’arcivescovo mons. Felice Accrocca

Benevento| Lettera pastorale dell’arcivescovo mons. Felice Accrocca

AttualitàBenevento Città

Riceviamo e pubblichiamo la lettera pastorale che mons. Felice Accrocca – Arcivescovo di Benevento – scrive in occasione dell’Avvento, ormai prossimo, e dell’ inizio del nuovo Anno Liturgico.

Carissimi,

il tempo di Avvento è ormai imminente e con esso l’inizio di un nuovo Anno Liturgico, nel quale la Chiesa italiana prosegue e approfondisce il proprio percorso sinodale e la Chiesa tutta celebra il Giubileo che ci chiama ad essere «Pellegrini di speranza»: sarà per tutti un anno di grazia, un’opportunità per crescere nella fede, nella speranza e nella carità. Come Chiesa diocesana ci recheremo in pellegrinaggio a Roma, sede di Pietro, sabato 15 febbraio 2025, per partecipare all’udienza con Papa Francesco e passare la Porta Santa presso la basilica di S. Pietro. Affinché quest’anno sia da noi vissuto in modo più intenso e fruttuoso, è necessario mettere al suo centro la Parola di Dio, che «è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore» (Eb 4,12).

È vero, infatti, che siamo stati «rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna» (1Pt 1,23), così come è vero ciò che afferma san Girolamo: «Se al dire dell’apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo» (Commento al profeta Isaia, Prologo). Difatti, «nella Parola di Dio è insita tanta efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa la forza della loro fede, il nutrimento dell’anima, la sorgente pura e perenne della vita spirituale» (Dei Verbum 21). Riprendendo quanto scrivevo ormai tre anni fa, nella lettera Lampada ai nostri passi, vi suggerisco quindi alcuni modi concreti per un utilizzo sapiente della Parola di Dio nella vita pastorale. Oltre che irrobustire il ruolo che essa ha nelle celebrazioni in onore della Vergine e dei santi come nelle tradizionali celebrazioni mariane nei mesi di maggio e ottobre, nei tempi forti di Avvento-Natale e Quaresima-Pasqua si potrebbe proporre la recita di alcune parti della Liturgia delle Ore (lodi e vespri in modo particolare), tutta incentrata sulla Parola di Dio, così da educare pian piano i singoli fedeli e la comunità nel suo insieme a nutrirsene abitualmente. Sempre nei tempi forti di Avvento-Natale e Quaresima-Pasqua, è bene che s’intensifichi l’ascolto e lo studio della Parola di Dio anche con iniziative straordinarie.

Nelle singole parrocchie, o tra parrocchie vicine, si potrebbe attivare la pratica della lectio divina, nel caso pure basandola sulla lettura del Vangelo della domenica successiva, ciò che favorirebbe una partecipazione più consapevole alla liturgia festiva. È bene che il metodo privilegi il confronto tra la Parola e l’esperienza di vita di ciascuno; ogni singolo partecipante dovrebbe cioè chiedersi: cosa dice questa Parola alla mia vita? Ci sono state situazioni nelle quali questa stessa Parola mi è stata di aiuto? Oppure nelle quali ho agito contrariamente a quanto mi chiede? È necessario concentrarsi sul proprio vissuto in modo da non divagare su questioni generiche ed evitare così inutili dibattiti tra i presenti. Gli animatori a guida dei gruppi (sacerdoti, religiosi o religiose, laici) dovranno favorire il più possibile la riflessione dei convenuti, evitando lunghe introduzioni: dopo la lettura del brano e un breve tempo di silenzio per interiorizzarne l’ascolto, una presentazione di 5-7 minuti è più che sufficiente a motivare le risonanze dei presenti.

Le persone, infatti, vogliono essere anzitutto ascoltate, anziché ascoltare altre prediche. Compito di chi le guiderà sarà perciò di facilitarne gli interventi, correggendo eventuali deviazioni di rotta e scoraggiando discorsi troppo lunghi o il ripetersi di più contributi da parte della medesima persona, alla fine tirando una breve sintesi. Gli incontri, poi, dovrebbero concludersi nello spazio massimo di 60-70 minuti e i partecipanti non essere troppo numerosi (10-15 persone sarebbe il numero ottimale). Con una metodologia simile potrebbero esser condotti anche i Centri di ascolto nelle case. Questi costituiscono uno strumento semplice ed efficace di pastorale missionaria e consentono l’incontro con persone che non sempre si vedono in chiesa. Nell’ambito di ogni zona pastorale, si potrebbe inoltre attivare una Scuola della Parola che, in modo semplice e certo non specialistico, ne incentivi un vero e proprio studio, così da fornire ai partecipanti i primi rudimenti dei Vangeli: si potrebbero prendere in considerazione percorsi attinenti al cammino sinodale o alla tematica giubilare. Studio che – per i più volenterosi e desiderosi di apprendere – potrebbe poi continuare presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose con l’iscrizione ai corsi biblici in qualità di auditori. 

Carissimi, in forza del battesimo, siamo tutti partecipi di una vocazione santa: tutti, infatti, abbiamo «ricevuto l’unzione dal Santo» (1Gv 2,20). «Questa unzione spirituale – dice Agostino – è lo stesso Spirito Santo, il cui sacramento consiste nell’unzione visibile» (Commento alla lettera di san Giovanni 3, 5). E continua: «Se è la sua unzione che vi istruisce su tutto, il nostro è come un lavoro inutile. Perché tanta insistenza nell’istruirvi? Non è meglio affidarvi alla sua unzione, cosicché sia essa ad istruirvi? […] C’è qui un grande mistero sul quale occorre riflettere, o fratelli. Il suono delle nostre parole percuote le orecchie, ma il vero maestro sta dentro. Non crediate di poter apprendere qualcosa da un uomo. Noi possiamo esortare con lo strepito della voce ma se dentro non v’è chi insegna, inutile diviene il nostro strepito» (ibidem 3,13). Ognuno di noi ascolti la voce del Maestro interiore, che ci parla principalmente attraverso la Parola di Dio. A tutti, un augurio sincero per un vero anno di grazia!“.

† Felice vescovo

San Giovanni di Ceppaloni: l’Arcivescovo da il via al Novenario, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale donano l’olio per la lampada del Santo

San Giovanni di Ceppaloni: l’Arcivescovo da il via al Novenario, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale donano l’olio per la lampada del Santo

AttualitàDalla Provincia

Venerdì 14 Giugno nella Parrocchia San Giovanni Battista in San Giovanni di Ceppaloni, ha preso il via il Sacro Novenario dei Festeggiamenti in onore del Santo Patrono, San Giovanni Battista. In serata dopo la Preghiera del Santo Rosario, la Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dall’Arcivescovo di Benevento Sua Eccellenza Monsignor Felice Accrocca, concelebrata dal Parroco di San Giovanni Don Lorenzo Varrecchia, alla presenza del Sindaco di Ceppaloni Dott. Claudio Cataudo e dell’Amministrazione Comunale, e dai fedeli della comunità, ad animare la liturgia la corale di San Giovanni.

Durante la Santa Messa che segna l’inizio delle celebrazioni in onore del Santo che tanto è amato e venerato dalla locale comunità e dal circondario, l’Arcivescovo ha benedetto il Sindaco e l’intera Amministrazione Comunale, di seguito il Sindaco a nome dell’Amministrazione, ha donato l’olio per la lampada votiva di San Giovanni che sarà esposta sotto la Sacra Immagine del Santo per un anno.

Una bella ed emozionante serata di preghiera in onore di San Giovanni, é stato bello iniziare i Solenni Festeggiamenti con la celebrazione della Santa Messa guidati dal nostro caro Vescovo sempre attento e presente per la comunità di San Giovanni e Beltiglio di Ceppaloni, che ci sprona con il suo ministero ad unirci e camminare insieme nel nome del Signore.

È stato bello ed importante, inoltre, iniziare affidando a San Giovanni l’Amministrazione Comunale, a seguire poi nei prossimi giorni, tutti coloro che sono impegnati per il bene pubblico, la sicurezza dei cittadini e nel mondo del sociale e del volontariato. Tutti uniti sera dopo sera in unica comunità, in una fratellanza reciproca per l’amore a Dio e al Santo precursore, il Battista, che ci indica l’agnello di Dio colui che toglie i peccati del mondo, colui che è al di sopra di ogni cosa, fermandoci alla presenza del Signore, così come evidenziato dalla riflessione prendendo spunto dalla prima lettura, Dal primo libro dei Re, in cui il passo della Scrittura racconta l’incontro di Elia con Dio sul monte Oreb avvenuto non nel frastuono, ma nel silenzio e nella quiete. Anche noi dobbiamo accogliere la presenza di Dio in varie forme per come si presenta, talvolta possiamo essere abituati a vedere Dio in una forma eclatante, invece ci può stare accanto tramite una persona che ci chiede un po di pane, ci chiede una parola di conforto, ecco dunque apriamo il nostro cuore al Signore, al suo amore per noi nella nostra vita, affinché possiamo essere sempre come San Giovanni Battista.

La cerimonia liturgica è terminata con l’incensazione, la preghiera dell’atto di affidamento al Santo, i ringraziamenti del Parroco a S.E. l’Arcivescovo per la presenza e per la preghiera insieme, ed i ringraziamenti all’Amministrazione Comunale per la presenza e per la preghiera, invitandoli a fare bene il bene per la comunità, inoltre a chiusura la foto ricordo ha suggellato i ricordi di questa semplice ma sentita Santa Messa.