Questa mattina la Polizia di Stato di Benevento ha fermato un cittadino di nazionalità ucraina, senza fissa dimora, in quanto gravemente indiziato del reato di danneggiamento.
La notte scorsa, nel centro storico del capoluogo, erano state ribaltate numerose fioriere di proprietà del Comune dislocate principalmente lungo il Corso Garibaldi.
Constatato quanto accaduto, il personale della Squadra Mobile di Benevento con l’ausilio tecnico di personale della Polizia Scientifica e della Sala Operativa della Questura, identificava l’autore e si poneva immediatamente alla ricerca, riuscendo in brevissimo tempo a rintracciarlo nei pressi della Stazione ferroviaria e a condurlo in Questura per gli accertamenti di rito, anche con l’ausilio di una pattuglia radiomobile dell’Arma dei Carabinieri in quel momento in transito.
All’esito delle attività lo stesso è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di danneggiamento. Si rappresenta che le persone sottoposte alle indagini preliminari sono presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
Puglianello, nuova intimidazione al sindaco Rubano: dopo l’incendio, danneggiati anche i cavi elettrici della sua abitazione
Dopo l’incendio doloso di pochi giorni fa che ha interessato del materiale elettrico all’esterno della sua abitazione in ristrutturazione (leggi QUI), nelle ultime ore ignoti hanno tranciato i cavi elettrici della casa del sindaco del sindaco di Puglianello e deputato di Forza Italia, Francesco Maria Rubano, in via Fontana, suscitando preoccupazione nella comunità locale.
Le forze dell’ordine stanno seguendo attentamente la vicenda, con il Prefetto e il Questore che hanno assicurato un monitoraggio costante delle indagini. L’obiettivo è identificare i responsabili di entrambi gli episodi e accertare se si tratti di atti collegati o di una più ampia strategia intimidatoria.
Intanto, l’Amministrazione comunale di Puglianello ha espresso piena solidarietà al sindaco Rubano per i gravi fatti che colpiscono non solo la sua persona, ma l’intera comunità. In un comunicato ufficiale si legge:
“Un gesto inqualificabile che colpisce non solo la sua persona, ma l’intera comunità. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e delle autorità competenti”.
Scritte offensive contro il ministro Piantedosi a Ceppaloni: solidarietà bipartisan nel Sannio
Frasi ingiuriose rivolte al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono comparse nelle scorse ore a San Giovanni di Ceppaloni, piccolo centro del Sannio. Il gesto, subito condannato con fermezza dal mondo politico locale, è stato segnalato da alcuni automobilisti di passaggio e ha suscitato profonda indignazione.
Le scritte, realizzate con vernice nera su un muro in cemento lungo la strada provinciale, in località Caseparenti, sono state prontamente rimosse: il muro è stato ritinteggiato di bianco, cancellando ogni traccia dell’atto vandalico.
A esprimere per primo la propria posizione è stato il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ha affidato a una nota una condanna dura e personale:
“Qualche imbecille ha voluto dimostrare la propria idiozia con scritte ingiuriose proprio nel mio territorio natio contro Matteo Piantedosi. L’amicizia che mi lega a lui è sentimento così solido che mi impedisce di mescolarla a queste meschinerie. Al Ministro degli Interni – continua Mastella – la massima vicinanza e solidarietà istituzionale, nella consapevolezza che gesti così infelici non possono essere sottovalutati quando toccano una personalità di tale rilievo istituzionale”.
Nel corso delle ore si sono moltiplicati i messaggi di vicinanza al Ministro. Tra i primi a intervenire anche Luigi Barone, responsabile Enti Locali della Lega Salvini Premier in Campania:
“Esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Simili atti, oltre a risultare offensivi sul piano personale, rappresentano un attacco inaccettabile alle istituzioni della Repubblica e ai principi del confronto civile e democratico. In un momento in cui è fondamentale tutelare il rispetto reciproco e il ruolo delle istituzioni – ha aggiunto – condanniamo fermamente ogni forma di linguaggio violento, volgare o intimidatorio. Confidiamo che le autorità competenti possano individuare al più presto i responsabili di questo gesto vile, affinché simili episodi non si ripetano”.
“Al ministro Piantedosi – ha concluso Barone – va il nostro sostegno pieno, con l’auspicio che prevalgano sempre il senso delle istituzioni e il rispetto del dibattito pubblico”.
Anche il deputato e segretario provinciale di Forza Italia Benevento, Francesco Maria Rubano manifesta la sua solidarietà: “Le scritte apparse a San Giovanni di Ceppaloni contro il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sono un gesto vile e vergognoso, che va condannato con fermezza. A nome mio e di Forza Italia – conclude – esprimo piena solidarietà al Ministro, simbolo dello Stato e delle Istituzioni. L’istigazione all’odio mina il confronto democratico: servono responsabilità e rispetto”.
“Le scritta contro il Ministro Piantedosi nel territorio di San Giovanni di Ceppaloni – afferma invece il Primo cittadino di Ceppalon, i Cataudo – rappresentano un fatto grave e indegno che offende non solo una figura istituzionale dello Stato, ma l’intera nostra comunità. Al Ministro, che svolge con serietà e rigore un incarico delicatissimo, va la mia solidarietà e la stima dell’intera comunità che rappresento”.
Atto vandalico contro sede PD di Cusano Mutri, Forza Italia: “Gesto vile. Politica è confronto”
“Forza Italia esprime ferma condanna per il vile atto vandalico che ha colpito la sede del Partito Democratico di Cusano Mutri. Colpire un luogo di confronto e partecipazione politica significa attentare ai principi fondamentali della democrazia e della libertà di espressione.
Di fronte a episodi di intolleranza come questo non possiamo che ribadire il nostro impegno per una politica basata sul confronto civile e sul rispetto reciproco. Ogni forma di intimidazione o violenza è inaccettabile e va respinta con forza.
Esprimiamo la nostra solidarietà al responsabile della sede, Antonio Vitelli, ai militanti e agli iscritti del Partito Democratico di Cusano Mutri e a tutta la comunità Democratica”, così in una nota Forza Italia.
A Napoli data al fuoco la “Venere degli stracci”, opera d’arte di Michelangelo Pistoletto
E’ stata data alle fiamme, alle prime luci dell’alba di oggi, la “Venere degli stracci” opera contemporanea di Michelangelo Pistoletto, installata in Piazza Municipio di Napoli a fine giugno scorso.
In merito all’evento Pistoletto, maestro dell’Arte Povera, ha dichiarato: “La società stracciona ha preso il sopravvento”.
Ovviamente sono in corso accertamenti e si cerca di individuare i responsabili attraverso le videocamere della zona e infatti pare sia già stato identificato un sospetto.
La “Venere degli stracci” installata in Piazza Municipio a Napoli, una delle opere più citate e rappresentative dell’arte contemporanea, presentata per la prima volta da Pistoletto nel 1967, era la più grande e monumentale tra tutte quelle realizzate dallo scultore; era alta dieci metri ed era composta di resina e gesso, materiale che si è completamente sciolto a causa delle fiamme lasciando a nudo la mole di ferro che sosteneva il cumulo di stracci.
L’opera, alta sette metri, che nel tempo ha generato discussioni sul suo significato, rappresentava, nelle intenzioni dell’autore, “ come anche in una città come Napoli due elementi come bellezza e miserabilità dell’esistente possano essere, attraverso quest’opera, stimolo di connessione e rigenerazione”.
La Venere era posizionata di spalle rispetto agli osservatori mentre, di fronte a lei, si ergeva un cumulo di vestiti stropicciati, quasi stracci, buttati uno sull’altro, immagine dell’Arte Povera, ad indicare che non c’è oggetto così infimo da non poter essere usato in senso artistico. Dell’opera esistono varie versioni, l’originale è in cemento, mentre successivamente essa è stata realizzata in gesso e poi esposta in varie gallerie del mondo, da Biella alla Tate Gallery di Liverpool, dal Castello di Rivoli al il Toyota Museum of Contemporary Art in Giappone.
Ovviamente quella di Napoli era di dimensioni maggiori rispetto alle altre ed era diventata, in pochi giorni, un’attrazione per turisti e amanti dell’arte.
L’opera, ispirata dalla Venere con mela dello scultore danese dell’Ottocento Bertel Thorvaldsen, era stata realizzata per accentuare il contrasto tra il candore marmoreo della statua e i colori alla rinfusa degli stracci, il tutto in un particolare equilibrio tra le proporzioni classiche ed il disordine e lo scompiglio degli stracci, antichità e modernità che assumevano anche un carattere di denuncia dei modelli della società consumistica e di massa che riduce tutto a stracci, in confronto all’ordine “sociale” delle società antiche.
L’opera però non era solo una forma di accusa, era anche affermazione del fatto che dal caos può nascere una nuova vita ed una società migliore, opera di bellezza oltre che emblema sociale.
Se è vero che, come sosteneva Picasso: “L’urgenza di distruggere è essa stessa urgenza creativa”, noi ci chiediamo perché bruciare un manufatto così significativo senza creare nulla di altrettanto significativo? Forse, come pensa qualcuno, chi venera l’immagine e dunque l’opera d’arte, venera la realtà di chi in essa è riprodotto? O l’atto è solo di natura ideologica o rappresenta il tentativo di cancellare una testimonianza originale che magari non si condivide? O, peggio, è solo un atto vandalico senza un vero significato?
Il Sindaco Manfredi, dolendosi dell’accaduto, ha ricordato come nei giorni precedenti il rogo, molti siano stati i messaggi social che invitavano a distruggere l’opera di Pistoletto.
La realtà è che sono stati molti i monumenti di Napoli che, nel tempo, sono stati oggetto di vandalismi; nel 1995 alcuni bambini usarono il materiale della “Montagna di sale” di Paladino di Piazza Plebiscito, come campo di battaglia di palle di neve, nel 2002 trecentotrenta teschi di Rebecca Horn, le “capuzzelle”, furono danneggiati o rubati già durante l’installazione, nel 2003 la spirale di Richard Serra fu utilizzata da vandali come orinatoio o cassonetto di rifiuti, spostati o ruotati anche i lupi di Liu Rouwang in Piazza Municipio, tutti esempi questi di teppismo nei confronti di forme di arte e di pensiero che vogliono rivelare la verità in forma di produzione artistica sensibile.
Le fiamme che hanno distrutto la “Venere degli stracci” sono perciò espressione di un gesto di ignoranza e presunzione e dunque un vergognoso atto contro la libertà di pensiero e il diritto artistico di interpretare il mondo in forma originale e personale, ma soprattutto un gesto di rifiuto dell’immaginazione umana come sprone ad una visione sempre nuova e creativa dell’esistenza umana, oltre che di elevazione dell’animo e manifestazione della nostra interiorità.
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