Benevento, tre standing ovation per l’astro del violinismo internazionale Giuseppe Gibboni

Benevento, tre standing ovation per l’astro del violinismo internazionale Giuseppe Gibboni

Eventi

Interminabili applausi scroscianti e tre standing ovation per l’astro del violinismo internazionale Giuseppe Gibboni che sabato sera ha incendiato il gremitissimo Auditorium Sant’Agostino di Benevento esibendosi con l’Orchestra d’Archi del Conservatorio di Benevento, nelle Quattro Stagioni di Vivaldi.

Gibboni con il suo violino “indiavolato”, era ospite della Stagione Concertistica 2023, promossa da Accademia di Santa Sofia insieme con Università degli Studi del Sannio e Conservatorio di Benevento, sempre sotto la direzione artistica di Marcella Parziale e Filippo Zigante, e con la consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock.

Un successo strepitoso per un concerto memorabile, attesissimo coronamento anche di un doppio evento formativo, tenutosi nelle mattine di venerdì 23 e sabato 24, una prestigiosa Masterclass che il giovane violinista solista campano ha dedicato agli studenti del Conservatorio di Benevento.

Giuseppe Gibboni, a 22 anni, è già un talento acclamato in tutto il mondo, un maestro indiscusso del violino, che colleziona premi speciali e riconoscimenti ovunque, come il Premio Paganini 2021, nella sua 56° edizione, a Genova, dove, riportando il premio in Italia dopo ben 24 anni, ottiene anche il premio speciale per la miglior esecuzione del concerto di Paganini, il premio speciale per il maggior riconoscimento da parte del pubblico e il premio speciale per la migliore interpretazione dei capricci di Paganini.
Classe 2001, inizia lo studio del violino a 3 anni con suo padre e a sei viene ammesso per meriti straordinari al Conservatorio. Si diploma a 15 anni con Lode e Menzione d’Onore presso il Conservatorio “Martucci” di Salerno. A soli 14 anni, viene ammesso all’accademia Stauffer di Cremona nella classe del M° Salvatore Accardo e riceve il diploma d’onore ai corsi di alto perfezionamento all’Accademia Chigiana di Siena tenuti dal maestro, che di lui dice: “Giuseppe Gibboni è uno dei talenti più straordinari che abbia conosciuto. Possiede un’intonazione perfetta, una tecnica strabiliante in tutti i suoi aspetti, un suono molto affascinante e una musicalità sincera. Sono sicuro che avrà tutti i successi che merita.”

E infatti il pubblico lo ama e lo accoglie calorosamente, rapito estaticamente dal suo aplomb, dalla sua calma olimpica e dal perfetto controllo emotivo, impressionante per la giovane età, che, in ogni più piccolo sorprendente dettaglio tecnico, riesce a incanalare con eleganza e precisione millimetrica una smisurata energia, sprigionata prodigiosamente dalle dita velocissime ma delicate della mano sinistra e dall’archetto saettante che si proietta come viva e sensibile estensione della sua mano destra.
E così in un capolavoro immortale, compendio paradigmatico di vibrante bellezza e complessità senza tempo, pietra miliare della cultura occidentale, frammento incastonato nel codice genetico musicale di ognuno di noi, pietra di paragone universale del descrittivismo più ammaliante, ogni volta sorprendente e commovente, come Le Quattro Stagioni di Vivaldi, il Violino di Giuseppe Gibboni, ci regala una miriade di colpi di scena che si susseguono di fraseggio in fraseggio e di nota in nota, frammentati, ripetuti, riverberati di passaggio in passaggio, interpretati di volta in volta con grazia, forza, leggerezza e intensità, riportati alla vita con straordinaria freschezza e contemporaneità.

Tutto il pubblico lo ascolta in religioso silenzio, gustando ogni “celestiale” finezza delle sue esecuzioni perfette e ipnotiche, attentamente sostenute e valorizzate dall’Orchestra d’Archi del Conservatorio “N.Sala” di Benevento, composta da ottimi Maestri e alcuni promettenti giovanissimi: i Violini, Niccolò Laiso, Gianluigi Ciambrello, Chiarastella Zollo, Davide Marrone, Floriana Maria Knowles, Alessandro Monaco, Manuela Rauccio, Debora Bovino, Lucia Romeo, Emanuela Pepe; le Viole, Francesco Solombrino, Alessandro Zerella; i Violoncelli, Alfredo Pirone, Gaia Ferrantini, Silvano Fusco; il Contrabbasso, Alessandro Mariani; e il Clavicembalo, Antonio Varriano.

Dopo Le Quattro Stagioni, ossia i primi quattro concerti solistici per violino dell’opera “Il cimento dell’armonia e dell’inventione” di Antonio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741), pubblicati ad Amsterdam nel 1725, la serata si conclude con ben tre bis, perché il pubblico ogni volta applaude con maggiore foga e non smette di gridare Bravo! o Bravi! Richiamando fuori gli artisti. Gibboni ci ipnotizza ancora con i Capricci di Paganini e una ripresa dall’Estate di Vivaldi, con tutta la fantastica orchestra. Il pubblico di appassionati ha sicuramente avuto le sue entusiasmanti conferme, ma qualcuno anche nel pubblico più giovane chiede “Perché è già finito?”, qualcun altro, alla sua prima esperienza con la musica classica dal vivo, ammette, “Esperienza fantastica e incredibile, non potrò più farne a meno!”. Il messaggio è chiaro.

Accolti come sempre dalle cordiali parole di Maria Buonaguro, Presidente Amici dell’Accademia, e di Marcella Parziale, prima del concerto, abbiamo potuto seguire un breve ma interessantissimo preludio, dedicato ad alcune riflessioni, ricerche ed elaborazioni che fondono mirabilmente discipline affascinanti e connesse come la matematica, la geometria, la fisica, l’architettura e la musica. Durante l’intervento, a cura di Massimo Squillante (matematico, ex Direttore e Docente DEMM Unisannio) intitolato “Un arco tra classicità e modernità”, il professore ha citato anche il contributo alla ricerca e un brano appositamente composto da David Carfì, collega matematico, fisico, docente, ricercatore, compositore e musicista.
Ricordiamo l’ultimo appuntamento in cartellone: venerdì prossimo 30 giugno alle ore 20.00, lo spettacolo “Concerto Notturno – Chopin, Un Storia D’amore”, all’Auditorium San Vittorino.

Benevento, sabato all’Auditorium Sant’Agostino arriva l’astro del violinismo internazionale Giuseppe Gibboni

Benevento, sabato all’Auditorium Sant’Agostino arriva l’astro del violinismo internazionale Giuseppe Gibboni

Eventi

Sabato 24 giugno, alle ore 20:00, arriva all’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, ospite della stagione 2023 di Accademia di Santa Sofia, l’attesissimo giovane astro del violinismo internazionale, Giuseppe Gibboni, che si esibirà con l’Orchestra d’Archi del Conservatorio di Benevento, in un repertorio amatissimo dal pubblico, Le Quattro Stagioni di Vivaldi.

Doppio evento formativo, inoltre, con Gibboni, che, le mattine di giovedì 23 e venerdì 24, terrà anche una prestigiosa Masterclass per gli studenti, presso il Conservatorio di Benevento.

L’evento, che sostituisce il concerto previsto il 27 maggio scorso, con Anna Tifu, rientra nella Stagione Artistica 2023, promossa da Accademia di Santa Sofia insieme a Università degli Studi del Sannio e Conservatorio di Benevento, sempre con la direzione artistica di Marcella Parziale e Filippo Zigante, e la consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock.

Giuseppe Gibboni, grandissimo virtuoso solista del violino, è un talento acclamato in tutto il mondo, colleziona premi speciali e riconoscimenti ovunque, come il Premio Paganini 2021. Quarto italiano nella storia del prestigioso concorso, ha riportato il premio in Italia dopo ben 24 anni.

Classe 2001, inizia lo studio del violino a 3 anni con suo padre e a sei viene ammesso per meriti straordinari al Conservatorio. Si diploma a 15 anni con Lode e Menzione d’Onore presso il Conservatorio “Martucci” di Salerno. A soli 14 anni, viene ammesso all’accademia Stauffer di Cremona nella classe del M° Salvatore Accardo e riceve il diploma d’onore ai corsi di alto perfezionamento all’Accademia Chigiana di Siena tenuti dal maestro, che di lui dice: “Giuseppe Gibboni è uno dei talenti più straordinari che abbia conosciuto. possiede un’intonazione perfetta, una tecnica strabiliante in tutti i suoi aspetti, un suono molto affascinante e una musicalità sincera. Sono sicuro che avrà tutti i successi che merita.” 

Frequenta per cinque anni il corso di alto perfezionamento presso l’accademia Perosi di Biella, dove si diploma con il massimo dei voti e menzione della giuria. Attualmente studia nella classe del M° Pierre Amoyal al Mozarteum di Salisburgo.

Vince svariati premi nei più prestigiosi concorsi internazionali, tra cui il primo premio alla 56° edizione del Premio Paganini di Genova, ottiene anche il premio speciale per la miglior esecuzione del concerto di Paganini, il premio speciale per il maggior riconoscimento da parte del pubblico e il premio speciale per la migliore interpretazione dei capricci di Paganini.

A poche settimane dalla vittoria del premio debutta con il concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nel dicembre 2021 si esibisce a Dubai Expo per conto del ministero della cultura italiana, e sempre a dicembre si esibisce su invito e alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, presso il palazzo del Quirinale alla Cappella Paolina, in diretta Rai Radio3.

Dal 2017 è un’artista della Si-Yo Foundation di New York. 

L’Orchestra d’archi del Conservatorio “N.Sala” di Benevento sarà composta dagli ottimi Maestri: Violini: Niccolò Laiso – Gianluigi Ciambrello – Chiarastella Zollo – Davide Marrone – Floriana Maria Knowles – Alessandro Monaco – Manuela Rauccio – Debora Bovino – Lucia Romeo – Emanuela Pepe; Viole: Francesco Solombrino – Alessandro Zerella; Violoncelli: Alfredo Pirone – Gaia Ferrantini – Silvano Fusco; Contrabbasso: Alessandro Mariani; Clavicembalo: Antonio Varriano

In apertura di concerto, come consueto preludio, potremo assistere alla interessante dissertazione di David Carfì e Massimo Squillante intitolata “Un arco tra classicità e modernità”.

Costo del biglietto: € 10. Per acquisto biglietti e prevendita: ALL NET SERVICE srl, Lungocalore Manfredi di Svevia, 25 – Benevento, Tel. 0824.42711 /, WhatsApp 328.8336989. https://www.i-ticket.it/…/giuseppe-gibboni-benevento…

NOTA IMPORTANTE: Si comunica che il previsto spettacolo “Concerto Notturno – Chopin – Un Storia D’amore”, previsto per venerdì 23 giugno nella Chiesa di Santa Sofia, è stato posticipato al 30 giugno alle ore 20.00, presso l’Auditorium San Vittorino.

“Il Vento dell’Est” incanta il pubblico del Sant’Agostino

“Il Vento dell’Est” incanta il pubblico del Sant’Agostino

AttualitàBenevento Città

Una superba Orchestra da Camera Accademia di Santa Sofia, nel suo crescente stato di grazia, incanta il pubblico dell’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, con il bellissimo concerto dal titolo “Il Vento dell’Est” (il mondo slavo che irrompe nelle forme musicali europee tra ‘800 e ‘900), regalando una sublime interpretazione di un raffinatissimo programma scelto tra le musiche di Dvorak e Stravinskij.

E lo fa con l’impegno e la bravura che la contraddistingue, illuminando due altissime composizioni, tanto belle quanto particolarmente difficili e raramente eseguite, proprio per la loro estrema complessità, tale da spaventare esecutori meno audaci ed esperti.

Il memorabile concerto dell’Orchestra da Camera Accademia di Santa Sofia, di sabato scorso, 20 maggio, era l’ultima sua performance prevista per questa Stagione Concertistica 2023, sempre promossa da Accademia in fruttuosa sinergia con l’Università degli Studi del Sannio e il Conservatorio di Benevento, e sempre sotto la supervisione artistica di Filippo Zigante e Marcella Parziale, e con la consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock.

L’Orchestra d’Archi di Accademia Santa Sofia, ispirata, compatta e coesa, sostenuta da maturo talento, sensibilità artistica e tecnica sopraffina, animata da un contagioso ed emozionante affiatamento, era composta, come sempre, da meravigliosi, eccezionali, virtuosi di caratura nazionale e internazionale: i Primi Violini: Riccardo Zamuner, Bianca Agostini, Elena Emelianova, Elena Nunziante; i Secondi Violini: Giacomo Mirra, Emanuele Procaccini, Alessandra Rigliari; le Viole: Francesco Solombrino, Martina Iacò; i Violoncelli: Danilo Squitieri, Alfredo Pirone; e il Contrabbasso: Gianluigi Pennino.​

La brillante formazione cameristica, esordisce magnificamente, con i nove movimenti, uno più bello dell’altro, di Apollon Musagète (Apollo guida delle Muse) di Igor Stravinskij (1882-1971), una grandissima Sinfonia apprezzata in tutto il mondo, composta nel 1927, come Suite di danze, su richiesta della Library of Congress di Washington.

È una partitura per balletto ispirato alla mitologia greca, dove il tema antico è rivisto attraverso il gusto francese del XVII secolo ed ulteriormente trasfigurato dalla rivoluzionaria personalità stravinskiana, che, amando il balletto, ne esalta, in ogni sublime passaggio, con soluzioni moderne, le caratteristiche più ammirate e ricercate, armonia, bellezza, disciplina e rigore.

È un crescendo di scoperta e gioia per il pubblico che, di movimento in movimento, tra largo, moderato, allegri e allegretti, lento, adagio, vivo, e largo tranquillo, viene trascinato in un vortice di emozioni e splendide invenzioni musicali, esaltanti e sorprendenti.

Con l’Apoteosi finale, l’ultimo movimento, applausi scroscianti e complimenti riscaldano l’Auditorium, meteorologicamente immerso in una primavera autunnale.

Opportunità altrettanto rara e unica, ci viene offerta, poi, con l’esecuzione della stupenda Serenata per Archi in Mi maggiore Op.22 di Antonìn Dvořák (1841-1904). Composta a Praga, nel maggio 1875, in soli dodici giorni, la serenata, intrisa di gioia e felicità, è un omaggio alla tradizione musicale ceca e presenta una combinazione di elementi tradizionali folkloristici, come canti e melodie popolari, e influenze provenienti dal classicismo viennese, in particolare di Haydn, e dalla musica tedesca, di Brahms e di Wagner specialmente.

Ricercando un linguaggio più spontaneo, Dvořák si ispira ai canti popolari e di osteria della sua terra, conservando molto dei linguaggi e del gusto della musica tradizionale ceca, fondendoli con maestria sinfonica e con un sapiente uso del colore orchestrale

L’ensemble straordinario, incarna perfettamente lo spirito della composizione, un gioiello, una delle opere per orchestra di Dvořák, più amate.

Con impetuosa energia, misurata precisione, appassionante ascolto reciproco, coinvolgente complicità e sensibile empatia, ogni sezione dell’orchestra, coglie perfettamente ogni sfumatura, ogni vertiginosa o elegante dinamica, di un lavoro affascinante e ricco di ottimismo, che si sviluppa in cinque movimenti, che esprimono ognuno un diverso carattere: cantabile, il primo movimento; stile di valzer, il secondo; vena giocosa, il terzo; lirismo, il quarto; decisamente esuberante, il quinto.

È una partitura potentemente organica e coerente, una magica tela di filigrana preziosa, dove Dvořák tra un movimento e l’altro, conserva e riprende frammenti di materiale melodico, spezzati e intrecciati come pregiati filamenti dorati, poi ricapitolati, magistralmente, nel finale e prima della conclusione, dove riafferma il bellissimo tema di apertura.

Un capolavoro che suscita ovazioni dal pubblico conquistato, che applaude un’esibizione mirabilmente complessa e per questo estremamente generosa da parte dei fantastici musicisti, che volano sulle corde, concentrati ma divertiti.

Il suono è corposo, netto e pulito, l’amalgama è densa, accogliente e pittorica, ogni dettaglio cesellato. Scrosciano applausi e tanti Bravi! Gli artisti ringraziano e ritornano sul palco per un bis meritato e immancabile, lo stupefacente finale – allegro vivace, della Serenata di Dvořák.

Calorosi come sempre i saluti iniziali di Maria Buonaguro, Presidente Amici Accademia, e di Marcella Parziale, Direttrice Artistica, che presentando Il Vento dell’Est, hanno ricordato di come fosse l’ultimo concerto di Maggio, mentre il prossimo evento in cartellone nella Stagione Artistica 2023, promossa da Accademia di Santa Sofia con Università degli Studi del Sannio e Conservatorio di Benevento, sarà l’appuntamento del 9 Giugno alle ore 20.00, con il concerto “Salotto di Primo ‘900”, proprio con Marcella Parziale, contralto e Giuseppine Coni, pianoforte.  

A Benevento arriva l’incanto e la magia del Tableau Vivant

A Benevento arriva l’incanto e la magia del Tableau Vivant

AttualitàBenevento Città
Sabato 29 aprile alle ore 20:00 l’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, infatti, ospiterà lo spettacolo suggestivo e sorprendente “Per Grazia Ricevuta”, Tableaux vivants dall’opera di Caravaggio

A Benevento, con Accademia di Santa Sofia, arriva Teatri 35, l’incanto e la magia del Tableau Vivant con un omaggio a Caravaggio.

Sabato 29 aprile alle ore 20:00 l’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, infatti, ospiterà lo spettacolo suggestivo e sorprendente “Per Grazia Ricevuta”, Tableaux vivants dall’opera di Caravaggio, interpretati dalla compagnia Teatri 35 Tableau Vivant.

Un altro appuntamento unico e da non perdere, dunque, per gli appassionati del genere e per il pubblico di affezionati che segue la Stagione Artistica 2023, proposta da Accademia di Santa Sofia, in collaborazione con Università degli Studi del Sannio e Conservatorio di Benevento. L’evento è sempre sotto la direzione artistica di Marcella Parziale e Filippo Zigante, con la consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock.

I tableaux vivants, comunemente detti quadri viventi, mettono in scena attori, modelli o danzatori che diventano, personaggi, oggetti e scenografia della messa in scena, ricreando ed evocando quadri o immagini celebri.

Il tableau vivant ha origini molto antiche, legate alla ritualità della liturgia cristiana. Le sue radici le ritroviamo nelle rappresentazioni liturgiche medievali, nelle costruzioni sceniche del Rinascimento e nelle feste barocche.

Il primo esempio di rappresentazione teatrale di brevi scene, con vere e proprie scenografie e la partecipazione di figuranti in costume, che può essere ricondotto alle origini del tableau vivant è il presepe vivente.

Con il presepe di Greccio, il primo della Storia, ideato da San Francesco, la rappresentazione sacra si fa immedesimazione fisica, esattamente come accade con i tableaux vivants dei Teatri 35, che trasformano le immagini in un atto performativo tramite la presenza fisica degli attori e la loro gestualità nello spazio.

Questa particolare forma artistica dei tableaux vivants permette allo spettatore di partecipare pienamente alla scena e di vivere in prima persona l’atmosfera e le emozioni evocate nella rappresentazione, dove la musica è elemento, fondamentale protagonista, della narrazione

Il nucleo artistico di Teatri 35, composto da Gaetano Coccia, Francesco Ottavio De Santis e Antonella Parrella, ha sede a Napoli e, dal 2005, lavora alla tecnica del tableau vivant, portando in scena le opere di Caravaggio e altri celebri pittori in Italia e all’estero.

Il consueto preludio al concerto, sarà un piacevole e interessante momento divulgativo dal titolo “A spasso con Ciro cento milioni di anni fa”, curato da Ornella Amore, paleontologa e docente Unisannio e da Romano Fistola, architetto, ricercatore e docente presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli.
Ricordiamo il costo del biglietto: € 10. Per acquisto biglietti e prevendita: ALL NET SERVICE srl, Lungocalore Manfredi di Svevia, 25 – Benevento, Tel. 0824.42711 / WhatsApp 328.8336989, https://www.i-ticket.it/…/teatri-35-accademia-santa…

Sabato all’Auditorium Sant’Agostino torna l’Orchestra da Camera Accademia di Santa Sofia con il suo giovane solista Konzertmeister

Sabato all’Auditorium Sant’Agostino torna l’Orchestra da Camera Accademia di Santa Sofia con il suo giovane solista Konzertmeister

Eventi

Sabato 15 aprile alle ore 20:00 all’Auditorium Sant’Agostino di Benevento torna l’Orchestra da Camera Accademia di Santa Sofia con il suo giovane solista Konzertmeister, il Primo Violino Riccardo Zamuner, in un programma dal titolo L’angelo 𝘼𝙎𝙏𝙊𝙍 e il diavolo 𝙋𝙄𝘼𝙕𝙕𝙊𝙇𝙇𝘼, che prevede le bellissime e trascinanti musiche del genio compositivo di Astor Piazzolla (1921-1992) strumentista d’avanguardia, Maestro indiscusso del Tango, è considerato l’esponente più importante della musica argentina e tra i più importanti musicisti del XX secolo, di origini italiane ma nato e cresciuto nella sua amata Argentina.

Un altro imperdibile appuntamento, dunque, per tutti gli appassionati della grande musica internazionale, proposto dall’Accademia di Santa Sofia nella Stagione Concertistica 2023, sempre in collaborazione con l’Università degli Studi del Sannio e il Conservatorio di Benevento. Sempre con la direzione artistica affidata a Filippo Zigante e Marcella Parziale, e la consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock.

L’Orchestra da Camera Santa Sofia sarà come sempre composta da eccezionali Maestri di caratura nazionale e internazionale: i Primi Violini: Riccardo Zamuner, Federica Tranzillo, Giacomo Mirra, Bianca Agostini; i Secondi Violini: Alessia Avagliano, Francesco Norelli, Emanuele Procaccini; le Viole: Francesco Solombrino, Martina Iacò; i Violoncelli: Michele Chiapperino, Alfredo Pirone; e il Contrabbasso: Gianluigi Pennino.
Il consueto preludio al concerto, l’interessante momento divulgativo dal titolo Scale, sottoscale, pendoli e violini, sarà curato da Pasquale Vito, docente di Genetica al Dipartimento Scienze e Tecnologie dell’Unisannio.

Ricordiamo il costo del biglietto: € 10. Per acquisto biglietti e prevendita: ALL NET SERVICE srl, Lungocalore Manfredi di Svevia, 25 – Benevento, Tel. 0824.42711 / WhatsApp 328.8336989, https://www.i-ticket.it/…/riccardo-zamuner-accademia…

Riccardo Zamuner, figlio d’arte e tra i più interessanti violinisti della nuova generazione.
Nato a Napoli nel 1997, ha iniziato lo studio del violino a 7 anni, al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli si è diplomato con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale e ha frequentato il Biennio di specializzazione laureandosi con 110, lode e menzione speciale.

Ha conseguito, con il massimo dei voti, il diploma di alto perfezionamento in violino con il Maestro Sonig Tchakerian presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e il Master of Arts in Music Performance al Conservatorio di Lugano, in classe del M° Pavel Berman.

Frequenta inoltre la prestigiosa Accademia di Alto Perfezionamento Stauffer di Cremona in classe del M° Salvatore Accardo. Ha seguito masterclass con i Maestri Aldo Matassa, Fabrizio von Arx e Felice Cusano.

“Qualcuno sulla Terra”: sabato a Benevento lo spettacolo di Eugenio Bennato

“Qualcuno sulla Terra”: sabato a Benevento lo spettacolo di Eugenio Bennato

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Sabato 28 gennaio, all’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, alle ore 19:00 è la volta di un altro grande protagonista della cultura partenopea che è anche prezioso ambasciatore della cultura italiana e mediterranea nel mondo.

Potremo infatti assistere a “Qualcuno sulla Terra” spettacolo di Eugenio Bennato che, con il suo ensemble Le voci del Sud, proporrà il suo nuovo affascinante progetto, trascinante e ricco di profondità ed emozione, come tutta la sua produzione, da sempre incentrata sulla ricerca delle origini della musica e dei ritmi mediterranei e sulla loro diffusione nel mondo.

L’evento rientra nella Stagione Artistica 2023, proposta da Accademia di Santa Sofia in sinergia con Università degli Studi del Sannio e Conservatorio di Benevento, che si pregia, come sempre della direzione artistica di Filippo Zigante e Marcella Parziale, e della consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock.

Eugenio Bennato è artista impegnato e amato da intere generazioni.

Laureato in fisica, è uno dei fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare (1967) e dei Musicanova (1976).

Nel 1998 fonda il movimento Taranta Power per promuovere la Taranta attraverso la musica, il cinema e il teatro. Nel 1999 esce l’album omonimo: Taranta power, che porterà per il mondo con una tournée internazionale. Come accadrà con “Lezioni di tarantella e Tarantella del Gargano”, raccolte di tarantella meridionale, del 2001.

Lo stesso anno fonda a Bologna la “Scuola di Tarantella e danze popolari del Mediterraneo”, prima scuola in Italia con lo scopo di recuperare, studiare e divulgare i balli popolari del sud Italia.

Con suo fratello Edoardo, realizza la colonna sonora del cartone animato “Totò Sapore e la magica storia della pizza” (Natale 2003), seguito dal musical Pizza story con una tournée italiana nell’estate 2004. Compone anche molte altre colonne sonore per il cinema, il teatro e il balletto classico.

Con le sue produzioni è invitato a partecipare ai più importanti festival internazionali di musica etnica e popolare, portando la taranta agli onori dei palchi dei grandi festival della World Music, organizzati da Peter Gabriel.

Negli ultimi anni si concentra “sull’allargamento dell’orizzonte mediterraneo a più lontane latitudini, e in particolare alla intensa e misteriosa Africa, mitica sponda che custodisce la fonte di tutte le leggende, e il segreto di un suono battente primitivo che attraverso deserti e mari viaggia e si diffonde e arriva fino a noi, fino alle nostre sponde, che risuonano così di antiche tammorre e chitarre, nelle campagne ricche di arte e di cultura. Da Napoli al Gargano alla Calabria quelle voci quelle melodie e quei balli mi portano ad Algeri, a Orano a Casablanca, e poi più in là al Cairo, in Etiopia, in Mozambico. Ogni tappa è una scoperta e un riconoscimento, lungo il filo di un’emozione e di un’idea, in un percorso alternativo rispetto alla devastante logica del business e dell’appiattimento globalizzante, contro la quale silenziosamente combattono i tamburi di ogni villaggio”.

Nel progetto “Qualcuno sulla terra” o “i sette giorni della creazione” affronta tematiche nuove, dalla scintilla primigenia della creazione dell’universo, all’amore, alla luna e alla bellezza come valore assoluto, dalla forza dell’uomo con la sua ragione, al suo cammino nel progresso e nella storia, fino alla responsabilità di ciascuno di trafiggere le nebbie di una storia di guerre e di incertezze.

Il consueto preludio al concerto sarà curato da Aglaia McClintock (Diritto romano e diritti dell’antichità, Università degli Studi del Sannio) con un interessantissimo intervento intitolato: Appia, Via delle genti.

Ricordiamo il costo del biglietto, € 10. € 2 per studenti Unisannio. Per acquisto biglietti e prevendita: ALL NET SERVICE srl, Lungocalore Manfredi di Svevia, 25 – Benevento, Tel. 0824.42711 / WhatsApp 328.8336989, https://www.i-ticket.it/…/eugenio-bennato-accademia.

“Viaggio d’amore” di Michele Placido incanta la platea di un gremito Auditorium Sant’Agostino

“Viaggio d’amore” di Michele Placido incanta la platea di un gremito Auditorium Sant’Agostino

AttualitàBenevento Città

“Viaggio d’amore” di Michele Placido incanta la platea di un gremito Auditorium Sant’Agostino

Il “Viaggio d’amore” di un immenso Michele Placido, assoluto quanto disincantato mattatore, ha affascinato e commosso il pubblico di Benevento, in un sanguigno recital teatral-musicale, impreziosito dal talento dei superbi musicisti dell’ensemble guidato dal Maestro Davide Cavuti, ottimo fisarmonicista, compositore e regista.

Un vecchio cappello, una sedia, un giaccone, un tavolino apparecchiato, con dei libri accatastati in apparente disordine e molti fogli con cui “giocherà” tutta la sera, e tre musicisti che lo aspettano.

E’ apparso così Michele Placido, con abiti comodi e un po’ sgualciti, come un turista, viaggiatore distratto dai quadri e dalle decorazioni dell’Auditorium Sant’Agostino, gremito come un uovo, di affezionati estimatori e fans di ogni età in trepidante attesa.

Accolto da uno scrosciante applauso, dopo aver salutato educatamente ha portato a Benevento il suo nuovo spettacolo Viaggio d’Amore, per il quarto appuntamento della Stagione concertistica 2022/23 dell’Accademia di Santa Sofia realizzata in collaborazione con Università degli Studi del Sannio e Conservatorio di Benevento, sempre sotto la direzione artistica di Marcella Parziale e Filippo Zigante e con la consulenza scientifica di Marcello Rotili, Massimo Squillante e Aglaia McClintock

Michele Placido, attore, volto e voce del cinema italiano in tutto il mondo, amatissimo protagonista di cinema e fiction di successo, nonché regista acclamato con commedie, film impegnati e opere di approfondimento artistico, come il suo ultimo film capolavoro

L’ombra di Caravaggio, domina letteralmente palco e platea, spazio e tempo, musica e silenzio, trascinando il suo incantato pubblico in un crescendo di emozioni, tra aneddoti personali, ricordi appassionati, luoghi del corpo e dell’anima: il padre, la terra, la famiglia, la cucina, i suoi legami con Benevento, Foggia, la Puglia, la Basilicata, e poi Roma e l’Accademia di Arte Drammatica, gli inizi, i film importanti, alto e basso, prosa e poesia, regalandoci la sua personale “incarnazione” dei versi immortali e senza tempo, dei più grandi poeti dell’Umanità. D

a Salvatore di Giacomo (nu pianefforte ’e notte) a Pablo Neruda (la notte nell’isola), da Trilussa (l’uccelletto) a Guido Gozzano (le golose), da Edgar Lee Masters (il silenzio) a Pirandello (l’uomo dal fiore in bocca), fino al sommo Dante (canto V – Paolo e Francesca) con cui Placido affonda la sua decisiva stoccata al cuore del pubblico che, totalmente soggiogato, si lascia piacevolmente “finire”, recitando gli ultimi versi insieme a lui ed esplodendo infine in un entusiastico liberatorio applauso.

Ad affiancarlo, con navigata complicità, nella parte musicale, e a fare da simpatica spalla alle sue divagazioni artistiche, il maestro Davide Cavuti, suo storico collaboratore al cinema, regista, musicista e compositore di colonne sonore cinematografiche e per il teatro, nonché talento straordinario anche come fisarmonicista, come scopriamo in questo concerto.

E infatti l’ensemble di Cavuti, formato anche da due straordinari chitarristi, l’argentino Martin Diaz, che ci regalerà anche tre sue intense interpretazioni in portoghese e castigliano, e il bravissimo Franco Finucci, è una vera rivelazione, una piacevole straordinaria sorpresa per il pubblico che è rimasto letteralmente conquistato dall’affiatamento, dall’energia e dal pathos che il trio riesce a creare in ogni trascinante esecuzione, sempre avvolgente e perfettamente in sintonia con le interpretazioni del maestro Placido.

Guidata dal richiamo ammaliatore della fisarmonica di Cavuti, interprete di cuore e di pancia, la colonna sonora della serata ha viaggiato di emozione in emozione, tra i capolavori assoluti di Astor Piazzolla (oblivion e libertango), Carlos Gardel, padre del Tango argentino (el dia que me quieras), Luis Bacalov (il postino), Francisco “Chico” Buarque de Hollanda (oh che sarà), Nicola Piovani (il grido, dal film Il grande sogno, di M.Placido), fino alle composizioni originali, altrettanto coinvolgenti, dello stesso Davide Cavuti come la bellissima “Annina’s Theme”.

Il pubblico in piedi, estasiato e riconoscente, ha applaudito un recital-concerto, corposo e denso, di senso e di bellezza, maestria e talento, e lo spettacolo generosissimo, termina a sorpresa, con un regalo natalizio, Blanca Navidad, ossia la versione di Bianco Natale in spagnolo, grazie sempre alla chiara voce di Martin Diaz.

Dopo i consueti saluti iniziali di Maria Buonaguro, Presidente Amici Accademia e di Marcella Parziale, per il preludio allo spettacolo è intervenuta Antonella Tartaglia Polcini con il suo discorso, intitolato Patrimonio: dall’individuale all’universale, un accorato quanto preciso e specialistico appello a riconsiderare il patrimonio culturale, storico e naturale come patrimonio collettivo e non come mero oggetto di sfruttamento, per affari e interessi privati.

Allo spettacolo erano presenti anche il Sindaco di Benevento Clemente Mastella e la Signora Sandra Lonardo.

La cultura: veicolo per prevenire la violenza di genere. Coinvolgente partecipazione al convegno organizzato da Spazio@aperto

La cultura: veicolo per prevenire la violenza di genere. Coinvolgente partecipazione al convegno organizzato da Spazio@aperto

Cultura

BENEVENTO. Dall’analfabetismo emotivo alla violenza di genere, questo il titolo scelto dall’Associazione di promozione sociale Spazio@perto per un convegno sul tema della violenza di genere, in collaborazione con Unisannio, con la partecipazione del Coordinamento Nazionale Donne ACLI e con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Benevento, del Rotary club Benevento e del Rotary Club V.T.

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Una vera e propria rete sociale per affrontare tematiche attualissime. Un incontro, che attraverso le parole degli autorevoli intervenuti, concretizza quanto sia necessario educare all’intelligenza emotiva. Allenarsi in questa abilità, essere più capaci in materia emotiva, significa soprattutto prevenire fenomeni come quello della violenza sulle donne.

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Riflessioni che devono coinvolgere non solo la sfera psicologica e giuridica ma anche quella comunicativa. Lo abbiamo sentito fin troppo, letto nei libri, abbiamo fatto corsi e annuiamo con la testa ogni volta che ci viene ricordato quanto sia importante avere una maggiore competenza e formazione in questa abilità per prevenire il fenomeno della violenza di genere. Eppure non sempre operiamo scelte linguistiche e comunicative giuste che siano espressione di equità e parità di genere. Di forte impatto comunicativo, invece, il cortometraggio “Se mi uccidi…poi a chi picchi?” con la partecipazione dell’attrice protagonista Rosalia Porcaro, del regista Corrado Ardone e del produttore Marzio Honorato, gli ultimi presenti in sala.

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Copiosa e sentita la partecipazione all’iniziativa presieduta da Annarita Del Donno nella suggestiva location dell’Auditorium di Sant’Agostino che se da un lato crea entusiasmo per la ripresa, seppur regolata da rigidi protocolli, di eventi collettivi di rilevanza culturale, sociale e giuridica, dall’altro ci induce a riflettere su quanto il Covid abbia aggravato fenomeni di violenza di genere.

Con l’insorgere dell’emergenza epidemiologica, i media e i servizi specializzati hanno fin da subito iniziato a parlare di un probabile futuro aumento dei casi di violenza contro le donne tra le mura domestiche a causa del maggior rischio dovuto al confinamento forzato (lockdown) e alle difficoltà per le vittime conviventi con il maltrattante a denunciare e rivolgersi ai servizi di supporto.

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Molte donne sono risultate maggiormente esposte, essendo costrette a lunghe permanenze in casa e diventando in misura maggiore economicamente dipendenti dai loro compagni con conseguenti maggiori difficoltà a sottrarsi alla violenza. Ugo Morelli, psicologo e scienziato cognitivo, ha carismaticamente evidenziato come le ragioni profonde del fenomeno della violenza di genere abbiano radici culturali. La cultura non è qualcosa di fisso e immutabile che deriva dalla Natura: essa piuttosto è un costrutto artificiale e sociale in continuo cambiamento. Pertanto ha concluso Morelli “se il fenomeno è culturale vuol dire che si può cambiare”.

Di seguito il cortometraggio “Se mi uccidi…a chi picchi?”, con la partecipazione dell’attrice protagonista Rosalia Porcaro, del regista Corrado Ardone e del produttore Marzio Honorato.