La Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento aderisce alla campagna “M’illumino di meno”

La Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento aderisce alla campagna “M’illumino di meno”

AttualitàBenevento Città

Venerdì 16 febbraio 2024 la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento aderisce alla Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili promossa da Rai Radio2 con Caterpillar, per incentivare l’ottimizzazione intelligente delle risorse e del rispetto per il Pianeta.

Come nelle edizioni precedenti “M’illumino di meno” ha invitato a spegnere simbolicamente le luci, per ridurre al minimo i consumi, specie quelli elettrici più facilmente percepibili, con il motto “No Borders: senza confini”.

La Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento partecipa con lo spegnimento simbolico dalle 18:45 alle 19:00.

La riduzione degli sprechi, la cultura della sostenibilità ambientale, del turismo lento e del risparmio delle risorse, nel rispetto del Protocollo di Kyoto, sono diventati quasi una necessità di sopravvivenza che presuppone l’incentivazione delle comunità sociali sostenibili.

A seguito dell’istituzione, da parte del Parlamento Italiano, del 16 febbraio “Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili”, la SABAP di Caserta e Benevento contribuisce “all’accensione” dei riflettori sulla necessità di uno stile di vita bio, spegnendo simbolicamente le luci dei suoi uffici.

Anche attraverso l’adesione a “M’illumino di Meno” prosegue l’impegno per promuovere la cultura della sostenibilità ambientale e del risparmio delle risorse, comunicando con chiarezza l’importanza dei comportamenti quotidiani di ciascuno di noi per evitare gli sprechi e ridurre l’inquinamento.

Occultamento di reperti archeologici e ricettazione: arresto in flagranza per sovraintendente Benevento e Caserta

Occultamento di reperti archeologici e ricettazione: arresto in flagranza per sovraintendente Benevento e Caserta

BeneventoCronaca

Il sovrintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggi di Caserta e Benevento, Mario Pagano, 64 anni, è stato arrestato in flagranza dai carabinieri del Nucleo tutela e patrimonio. Il provvedimento, in sede di convalida, è stato tramutato dal giudice in obbligo di dimora nel Comune di residenza per i reati di occultamento di reperti archeologici e ricettazione.

Stesso provvedimento è toccato un numismatico coinvolto nella vicenda nella qualità di acquisto degli oggetti.

I due una ricostruzione investigativa, secondo si scambiando nel Casertano vasi risalenti al IV secolo a. C. e settantotto monete in bronzo di vari periodi, alcune ottocentesche, altre di età tardo – imperiale e medievale che gli inquirenti ritengono provenienti da scavi clandestini.

Sempre indagati, i due indagati si scambiano anche due libri antichi che risultano essere stati rubati a Roma nel Monastero Casa Generalizia.

Non erano dunque tombaroli come il reato loro contestato potrebbe indicare, i due uomini oggetto dell’indagine condotta dagli uomini dell’Arma.

L’arresto in flagranza – poi divenuto obbligo di dimora per i due – è scattato nella giornata di venerdì 23 settembre. Subito dopo essere stati fermati dai carabinieri, Pagano e il numismatico sono stati perquisiti dai militari. Gli investigatori sono infatti recati nelle case di entrambi e lì hanno scoperto e sequestrato un altro antico considerato dagli investigatori oggetto di furto e vari reperti archeologici. Tutto il materiale è stato sequestrato e sarà sottoposto agli accertamenti e alle analisi del caso.

Come detto, per i due indagati il ​​giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha convalidato l’arresto e disposto la misura dell’obbligo di dimora. La misura cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura guidata dal magistrato Carmine Renzulli.

Naturalmente le indagini giudiziarie sul caso non possono dirsi concluse qui e sono suscettibili di ulteriori sviluppi. Dal canto loro, i due indagati potranno difendersi davanti agli inquirenti fornendo la loro versione dei fatti.