
Primo parco offshore del Mediterraneo: alla sannita Blades Repair l’incarico per la manutenzione
AttualitàDall'ItaliaDalla ProvinciaBlades Repair ha assunto i lavori di ripristino del profilo aereodinamico delle pale erose dal vento e dalla salsedine marina dell’impianto di Beleolico, il parco eolico offshore più grande del Mediterraneo, installato nel golfo di Taranto.
«La nostra giovane ma già affermata Azienda, leader nel settore dell’Ispezione, Manutenzione e Riparazione delle pale di aerogeneratori, è un motivante esempio di successo di chi, assumendosene i rischi, ha deciso di restare nelle Aree Interne della nostra provincia facendo impresa, innovativa e di qualità», dichiara Donatella Smiraglia, Amministratrice unica di Blaides Repair.
Attivo dal 2022, Beleolico è pensato per durare 25 anni di attività, permettendo di risparmiare l’emissione di oltre 730mila tonnellate di CO2 nella generazione di energia elettrica.
Il parco è composto da 10 turbine ognuna con una potenza di 3 megawatt ed una produzione stimata di oltre 62mila Mwh/anno (il fabbisogno energetico di 18mila famiglie oppure 60mila persone). L’energia è convogliata in un cavidotto sottomarino di media tensione che poi passa via terra e arriva in un trasformatore, elevando l’energia a quella necessaria per essere immessa in rete Terna.
Giuseppe Garruba (Blade Specialist ed istruttore Blades Repair GWO) orgoglioso ideatore dell’azienda alto sannita, con sede legale a Reino, ci tiene a precisare che esistano ancora due malintesi sull’eolico, o meglio, due concetti obsoleti provenienti da impasse tecnologiche ormai superate. Il primo riguarda il rumore prodotto dalle pale.
«A Taranto – dichiara – sia a riva, sia a qualche metro di distanza in mare, si può davvero testimoniare che non si sente alcun rumore prodotto dal movimento delle pale. Negli impianti di ultima generazione si fa molta attenzione alla curva di pressione sonora, tanto che in fase autorizzativa gli enti competenti indicano limiti che non si possono superare». Il secondo malinteso riguarda gli uccelliche possono finire tra le pale rotanti. «Nel parco di Taranto – afferma Angelo Smiraglia, Responsabile Tecnico Blaides Repair – vengono adottati due sistemi di sicurezza per proteggere gli uccelli. Il primo consiste nella ‘black blade’. La colorazione nera di una delle pale di ciascuna turbina crea l’effetto disco durante la rotazione che inganna gli uccelli e li scoraggia dall’avvicinarsi. C’è poi il bird monitoring system, una specie di collare alla base della pala con quattro telecamere che puntano verso l’alto. Grazie ad un software basato su un AI, il sistema controlla la presenza di stormi che si muovono più lentamente del singolo uccello, e, se ne avverte la presenza, interrompe il funzionamento delle pale».
Appunti utili per il futuro, visto che la fonte eolica offshore, in una penisola con moltissimi porti in grado di agevolare la connessione tra mare e terra, è un’opzione energetica che l’Italia deve certamente valorizzare, anche avvalendosi e relazionandosi con professionalità ed imprese che hanno accettato e vinto la sfida di vivere nelle aree interne contro una narrazione dominante che le vuole già spacciate.

