
Viadotto Acqualonga, dodici anni fa la strage: 40 vittime: la più giovane aveva solo 16 anni
CronacaRegioneIl peggior disastro stradale della rete autostradale italiana: una tragedia che poteva e doveva essere evitata.
Era la sera del del 28 luglio 2013, quando un bus Volvo bianco con 48 persone a bordo precipitò per oltre 30 metri dal viadotto Acqualonga, sull’autostrada A16 Napoli-Canosa, nel territorio di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino. L’incidente, causato da un guasto ai freni del mezzo, provocò la morte di 40 persone e il ferimento di altre 8 persone.
I soccorsi, guidati dai Vigili del Fuoco, durarono tutta la notte. Le indagini evidenziarono gravi carenze nella manutenzione dell’autostrada e del guardrail, portando a condanne per i responsabili, tra cui l’ex amministratore di Autostrade per l’Italia e altri dirigenti, riconosciuti responsabili di quella che la magistratura ha definito una “strage annunciata”.
I funerali delle vittime si svolsero il 30 luglio 2013 nel Palasport di Pozzuoli, trasformato in camera ardente per accogliere le salme e le migliaia di persone accorse. Alla cerimonia solenne parteciparono le più alte cariche dello Stato, tra cui l’allora presidente del consiglio Enrico Letta, la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro campano Nunzia De Girolamo. Fu un momento di profondo dolore collettivo, in cui la comunità si strinse intorno ai familiari, tra lacrime, rabbia e silenzio commosso.
Oggi, a 12 anni di distanza, il ricordo delle vittime resta vivo nella comunità e rappresenta un monito sull’importanza della sicurezza stradale e della prevenzione per evitare nuove tragedie.
La tragedia del viadotto Acqualonga non è solo un incidente passato: è un monito concreto sul valore della prevenzione, della manutenzione delle infrastrutture e dell’attenzione costante alla sicurezza, per evitare che simili drammi si ripetano.
