Il Benevento, campione del girone C della Serie C 2025-26, sta pensando ora alla Supercoppa ma la testa è rivolta anche alla programmazione in vista della prossima stagione in Serie B.
Uno dei momenti chiave in vista del ritorno in cadetteria della Strega, a tre anni dall’ultima volta, sarà il calciomercato estivo, e il club giallorosso non vuole farsi trovare impreparato.
Oltre ai movimenti in entrata conteranno anche le uscite. Stando a quanto riporta da Nicolò Schira, domenica con l’Audace Cerignola sugli spalti del Vigorito c’erano anche club di Serie A.
Si tratta di osservatori di Parma e Cagliari, che hanno attenzionato da vicino la prestazione di Raffaele Romano. Il difensore era arrivato nel Sannio proprio dal Cerignola la scorsa estate.
Il Benevento però ha investito 450mila euro (più bonus) per il classe 2005, che in stagione ha messo a referto 23 presenze con 1 assist, e difficilmente se ne priverà dopo appena un anno.
Foto: Profilo Facebook Siracusa Calcio 1924-𝘚𝘪𝘮𝘰𝘯𝘢 𝘈𝘮𝘢𝘵𝘰
Basket, altra sconfitta di misura per la Miwa a Cagliari su un campo difficile
La Miwa Energia Cestistica Benevento va ancora una volta vicinissima alla prima vittoria stagionale, sul campo dell’Esperia Cagliari. In una partita sempre punto a punto, i Boars hanno retto molto bene il confronto contro una grande squadra, la cui qualità è emersa tutta nel finale. Come anche nelle precedenti gare, la squadra di coach Parrillo ha offerto una prestazione corale convincente, a cui è mancato davvero poco per portare a casa i due punti.
Inizio contratto per i Boars, che vanno sotto di cinque dopo poche battute di gioco. La reazione della Miwa, però, non si fa attendere: prima la tripla di Murolo e poi i canestri realizzati da Di Febo e Giacomi portano i sanniti in vantaggio. La Miwa continua a macinare gioco e punti, aumentando il distacco grazie ad un’ottima difesa e delle buone percentuali in attacco, che valgono il 12-19 di fine primo quarto.
Nel secondo periodo, i Boars continuano a giocare con un buon ritmo, trovando il +9 con due liberi di Acosta. Cagliari, tuttavia, risponde con un parziale di 6-0, alimentato dalle triple di Locci e Pili. La Miwa ritrova il +5 con Iommelli, ma nel finale del quarto i padroni di casa rientrano definitivamente. Una tripla di Giacomi rimette avanti i sanniti, tuttavia nei secondo finali Potì riconsegna il vantaggio all’Esperia, che chiude il secondo periodo sul 34-33.
Dopo l’intervallo, la Miwa riprende a giocare con il piglio giusto, trovando il +5 con i canestri di Murolo e Rianna. Cagliari, tuttavia, rimette i conti in pari e le due squadre giocano punto a punto per tutto il resto del terzo periodo, rispondendosi colpo su colpo. Il terzo quarto, infatti, si chiude sul 45-45.
Nel quarto periodo gli attacchi soffrono, complici la stanchezza e le ottime difese di entrambe le squadre. La Miwa è brava a portarsi sul +4 a metà quarto con Giacomi e Filipovic, mentre Cagliari non riesce a trovare la via del canestro. Soltanto nel finale i locali riescono a scardinare la difesa sannita, pareggiando i conti. Ad 1′ dal termine, un canestro di Thiam porta sul +2 l’Esperia. Coach Parrillo, dunque, ferma il gioco per disegnare l’attacco, che manda Acosta in lunetta. Il pivot della Miwa fa 1/2 ma dall’altro lato Cagliari non perdona, trovando il +4 con una tripla di Morgillo, che di fatto condanna i Boars. 56-52 il risultato finale.
I tabellini
Miwa Energia Cestistica Benevento: Rianna W. 4; Filipovic J. 6; Bongiovanni M.; Iommelli G. 4; Acosta M. 5; Murolo A. 14; Di Febo A. 2; Giacomi A. 15; Miraglia M. 2; Piscopo L.; coach Adolfo Parrillo.
Cagliari, il colonnello beneventano Fortunato lascia il comando del Reggimento ‘Sassari’ (FOTO)
Si è svolta oggi, presso la caserma “Attilio Mereu” di Cagliari, la cerimonia di avvicendamento al comando del Reggimento Logistico “Sassari”, tra il Colonnello beneventano Eugenio Fortunato e il Colonnello Domenico Cavicchia.
L’evento, presieduto dal Comandante della Brigata “Sassari”, Generale di Brigata Andrea Fraticelli, ha visto la partecipazione di autorità civili, religiose e militari, nonché della cittadinanza. Schierati sul piazzale la Bandiera di Guerra del Reggimento, il Gonfalone della Città di Cagliari – decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare – il Gonfalone della Città Metropolitana di Cagliari, Sinnai e i Labari delle Associazioni combattentistiche e d’Arma. Nel suo discorso di commiato, il Colonnello Fortunato ha espresso profonda gratitudine al personale del Reggimento per la dedizione e la professionalità dimostrate durante i due anni del suo comando.
Tra le attività più significative condotte nel periodo, si segnalano le esercitazioni “Hermes” e “Fenice”, che hanno evidenziato l’elevato livello di preparazione e capacità operativa dell’unità in scenari complessi, sia in ambito addestrativo sia operativo. Importante anche l’impegno internazionale del Reggimento, con particolare riferimento alla missione UNIFIL in Libano.
Tali meriti sono stati riconosciuti con la concessione della Medaglia d’Argento al Valor dell’Esercito alla Bandiera di Guerra. Il Generale Fraticelli ha rivolto parole di elogio al personale del Reggimento, sottolineandone il ruolo fondamentale nella logistica operativa e ringraziando il Colonnello Fortunato per l’eccellente lavoro svolto, augurandogli il meglio per il nuovo incarico.
Benevento, Inzaghi riparte ufficialmente dal Pisa. E vuole Viola e Lapadula…
La notizia, nell’aria già da qualche giorno, è da poco diventata ufficiale: Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore del Pisa.
L’ex tecnico del Benevento avrebbe già espresso due desideri: riabbracciare Nicolas Viola (ora svincolato, protagonista della Stagione dei Record 2019-20) e Gianluca Lapadula del Cagliari. Se per l’ex numero 10 e Capitano giallorosso non sembrano quindi esserci particolari problemi ma è necessario solamente trovare la quadra sull’accordo, leggermente più complessa la pista che porta all’attaccante italo-peruviano che fa gola a tanti club di Serie B ma è sotto contratto con i sardi fino al 2026.
Ecco, quindi, il comunicato della società toscana in merito all’arrivo in panchina dell’ex Strega:
“La Società Pisa Sporting Club comunica di aver affidato l’incarico di Responsabile Tecnico della Prima squadra a Filippo Inzaghi. L’ex Campione d’Europa e del Mondo a partire dalla prossima stagione si siederà dunque sulla panchina nerazzurra dopo le esperienze con Milan, Venezia, Bologna, Benevento, Brescia, Reggina e nella passata stagione Salernitana. Il nuovo Tecnico del Pisa Sporting sarà affiancato da Maurizio D’Angelo (Allenatore in 2), Luca Alimonta (Preparatore Atletico), Daniele Cominotti (Preparatore Atletico) e Simone Baggio (Collaboratore Tecnico)“.
Foto: Pisa Sporting Club
Scherma, medaglia d’argento per Francesca Boscarelli
La campionessa italiana ed europea di spada e Maestro dell’Accademia Olimpica Beneventana di Scherma “Maestro Antonio Furno” è stata protagonista ai Campionati italiani assoluti di Cagliari.
Francesca Boscarelli non finisce mai di stupire. La campionessa italiana ed europea di spada e Maestro dell’Accademia Olimpica Beneventana di Scherma “Maestro Antonio Furno” è stata protagonista, sia nella veste di atleta che in quella di responsabile tecnico dell’Esercito, ai Campionati italiani assoluti di scherma svoltasi a Cagliari dal 5 al 10 giugno.
Da atleta Francesca Boscarelli ha ottenuto una preziosa medaglia d’argento nella gara a squadre di spada. Importante e determinante l’apporto della spadista beneventana che ha contribuito a conquistare il secondo gradino del podio alla squadra dell’Esercito composta, oltre che dalla Boscarelli, da Nicol Foietta, Sara Maria Kowalczyk e Roberta Marzani.
Nella veste di tecnico ha ottenuto una medaglia d’argento grazie ai ragazzi della squadra maschile di spada dell’Esercito e una medaglia di bronzo a squadre, sempre in campo maschile, nella gara di sciabola.
Dopo questi ennesimi successi Francesca Boscarelli si conferma sempre più regina della scherma italiana e vero esempio verso le giovani leve dell’Accademia Olimpica “Maestro Antonio Furno”.
ESCLUSIVA BN24 – Bucchi: “Mi aspettavo le difficoltà iniziali del Benevento, ora ha trovato la marcia giusta”
Abbiamo raggiunto telefonicamente l’ex allenatore tra le altre di Benevento, Pescara, Gubbio, Torres, Perugia e Triestina, tutte squadre impegnate nei play-off di Serie C, Christian Bucchi, per avere una sua opinione riguardo al post-season della Lega Pro e non solo.
Mister Bucchi, ex attaccante che ha vestito le maglie anche di Perugia, Vicenza, Catania, Cesena e Pescara, per non citare la sua esperienza al Napoli, ha guidato la Strega nel campionato di Serie B 2018-19 terminando la regular season al terzo posto ma perdendo la semifinale play-off contro il Cittadella.
Salve Mister, partiamo dall’attualità: lei che conosce molte delle squadre che disputeranno i play-off di Serie C ormai alle porte, che cosa si aspetta da questo spareggio promozione? “Ci sono tante squadre di qualità, che probabilmente avevano anche ambizioni diverse a inizio campionato: penso a Catania, Avellino e Benevento, ma anche Vicenza e Triestina al nord. Sicuramente sono club che avevano iniziato la stagione con mire e aspettative diverse, ma sono tutte squadre qualitativamente molto valide quindi mi aspetto di vedere dell’ottimo calcio. I play-off sono complicati, sono lunghi, ci saranno tante battaglie e tante partite difficili, ma gli organici che sono arrivati a disputarli sono qualitativamente importanti e pieni di giocatori di qualità“.
C’è il rischio che venga sottovalutata la Torres, che ha terminato la stagione alle spalle del Cesena in un girone B il quale, ai nastri di partenza dei play-off, sembra il meno organizzato rispetto ai tre raggruppamenti? “Sicuramente nel girone B non ci sono squadroni costruiti materialmente per vincere. Nel girone C ha vinto un’outsider come la Juve Stabia, mentre corazzate come Catania, Avellino e Benevento affronteranno i play-off; stessa cosa dicesi nel girone A. Il Cesena invece, nel girone B, ha fatto una corsa a sé stessa: la Torres è stata straordinaria e ha fatto un campionato incredibile, ma non aveva le mira e l’ambizione di vincere il campionato pur trovandosi a combattere alla pari del Cesena per lunghi tratti. Squadre che dovevano fare qualcosa in più come Spal, Entella, Perugia e Pescara sono venute meno, almeno nella regular season. Forse il Perugia è quella che ha un organico importante e che potrebbe recitare un ruolo da protagonista nei play-off. Poi ci sono squadre che potrebbero essere delle mine vaganti, pur non avendo blasone, come Pontedera e Juventus Next Gen“.
Quanto è cresciuto il Benevento nella seconda parte di campionato, con Mister Auteri alla guida? “Mi aspettavo questo tipo di campionato da parte del Benevento, non come classifica ma sotto il profilo delle difficoltà. Quando si viene da una retrocessione, a prescindere dalla categoria, è molto difficile affrontare la stagione. Ho vissuto una cosa del genere proprio a Benevento, con la retrocessione della A alla B. Il Benevento era un organico pieno di giocatori validi e forti che potenzialmente potevano giocare anche in Serie A: ora non solo non giocavano più in A, ma neanche in Serie B. Devi calarti nella mentalità che non giocherai a San Siro né a Brescia o a Palermo, ma a Picerno: questa è una preparazione mentale che molti giocatori purtroppo fanno fatica ad avere o a ritrovare. Questa è una cosa che purtroppo accade in tutte le categorie, quest’anno in B la Cremonese farà i play-off, lo Spezia si sta giocando la salvezza e la Sampdoria ha centrato i play-off solo nelle ultime due giornate.
I fattori sono questi: l’ambiente, il club e le ambizioni. L’obiettivo è vincere come se fosse scontato e facile, ma non lo è. Riprendere in mano situazioni del genere, con giocatori che magari sono rimasti, non è facile: mi aspettavo queste difficoltà all’inizio. Di sicuro poi, da gennaio, il mercato e il cambio in panchina hanno aiutato il Benevento nel ritrovare la marcia giusta. Il fatto di saltare qualche turno di play-off agevola soprattutto l’aspetto fisico, chi fa tutti gli step arriva anche un po’ logoro fisicamente: chi entra dopo ne deve approfittare“.
Il Catania, che ha raggiunto i play-off con l’incubo play-out che ha tenuto banco fino all’ultima giornata, potrà rivelarsi una mina vagante? “Non avrei mai immaginato una situazione del genere a Catania, di solito le neopromosse si portano dietro un entusiasmo che le fa andare in scioltezza. Negli ambienti caldi poi, dove c’è un pubblico molto passionale, ci può stare che le difficoltà invece di attenuarsi si moltiplichino. Grazie alla Coppa Italia il Catania è riuscito ad accedere ai play-off, ha un organico importante e di grandi individualità quindi di diritto potrà arrivare in fondo“.
C’è un parallelismo con la sua stagione nel Sannio e l’attuale annata della Strega con quel campionato 2018-19 che, col senno di poi, è stato positiva e probabilmente non le è stato riconosciuto: quali sono i ricordi e il rammarico che si porta dietro? “Io da addetto ai lavori, essendo dentro, quando sono arrivato a Benevento conoscevo le difficoltà di una retrocessione e ci ho convissuto tutto l’anno. Mi scontravo però, in maniera ovviamente pacifica, con una percezione esterna di insoddisfazione. Il Verona, che era retrocesso in Serie A come il Benevento, ha conquistato i play-off da ottava l’ultima giornata; il Crotone, la terza retrocessa, ha rischiato invece ancora di retrocedere: alla fine tra le retrocesse avevamo avuto il rendimento migliore. Sicuramente abbiamo pagato un inizio complicato per le vicende che conosciamo, poi durante la stagione ci sono stati gli infortuni di Viola e Del Pinto, Asencio non c’è mai stato e Armenteros è arrivato a gennaio. Ai play-off siamo stati anche sfortunati nonostante avessimo vinto l’andata e un primo tempo spettacolare al ritorno meritando di andare in vantaggio, gli episodi non hanno girato a nostro favore.
Con la società, comunque, sapevamo che la squadra da febbraio-marzo aveva raggiunto una maturità tale che, se non avessimo vinto quel campionato, l’anno dopo con qualche innesto di qualità lo avremmo sicuramente conquistato. Così è stato: sono arrivati giocatori importanti come Schiattarella, Hetemaj, Kragl e Sau trattenendo chi c’era, con quella squadra che ha poi conquistato il campionato. Il rammarico è stato che sapevo che quella stagione a distanza di tempo sarebbe stata rivalutata e che l’anno successivo avremmo sicuramente vinto. Il dispiacere per non aver giocato quel campionato c’è, ma l’affetto e la stima che provo per città, club, tifoseria e squadra mi ha spinto sempre a gioire per ogni vittoria“.
Quanto sarebbe importante il rinnovo di Mister Auteri, indipendentemente dal cammino play-off e dall’eventuale promozione in B? “Non credo che il rinnovo dell’allenatore possa passare solo e indipendentemente dal risultato sportivo. I play-off possono essere condizionati da un singolo episodio, come accadde a noi: fummo eliminati purtroppo per quell’infortunio incredibile di Montipò, che ciccò la palla e lasciò segnare il Cittadella. Quell’episodio capita una volta nella carriera di un allenatore, ed è capitato in quel momento. Se io allenatore devo essere giudicato per un episodio credo che sia riduttivo, e la stessa cosa vale anche per gli episodi a favore. Credo che la società, in questi mesi, abbia avuto il modo di vedere come l’allenatore lavora in campo, come dialoga con la squadra e come entra in sinergia con la dirigenza. Anche quest’ultimo aspetto è molto importante. Nel bene o nel male, quindi, penso che non sia necessario aspettare i play-off per prendere una decisione: la società ha già i mezzi per poter fare certe valutazioni“.
Come si spiega il fatto che due piazze che lei ben conosce come Terni e Ascoli siano attualmente in lotta per non retrocedere in Serie C? “Il campionato di Serie B purtroppo è un campionato incredibile, non puoi stare un attimo tranquillo. Quando pensi di poter gestire, lì è l’inizio della fine. Play-off e play-out hanno un margine sottilissimo. Queste due squadre hanno avuto problemi diversi: lato Ternana credo che abbia inciso il passaggio societario e magari la non-facilità del nuovo gruppo nel riuscire ad allestire un organico in maniera veloce. Hanno anche ereditato l’allenatore e magari avevano idee diverse, infatti c’è stato il cambio in panchina. Ad Ascoli la situazione mi dispiace particolarmente, già l’anno scorso c’erano situazioni che potevano essere gestite in modo diverso e cose che potevano andare meglio ma purtroppo non è stato così. Salvare la categoria è nelle corde di entrambe le squadre“.
Che cosa è accaduto quest’anno al Napoli, fresco Campione d’Italia, e quanto è avvincente la lotta salvezza in Serie A? “Che il Napoli potesse incontrare difficoltà era certo, così tante però non erano preventivabili. In Serie A ci sono state anche cose molto belle quest’anno, come la conferma dell’Atalanta e l’exploit del Bologna. In zona salvezza, invece, ci sono Sassuolo e Udinese che nessuno a inizio stagione pensava potessero essere a rischio retrocessione. Mancano tre giornate, può accadere ancora di tutto. Un plauso va fatto al Frosinone, a Di Francesco, al Direttore Angelozzi e alla società, che con freschezza e giocatori giovani hanno reso onore a una città giocandosela sempre e dappertutto. Quando un lavoro è fatto bene i risultati si possono ottenere, il Frosinone ne è l’esempio nonostante tutto possa ancora accadere“.
Un’ultima domanda, provocatoria: l’anno prossimo dove la rivediamo? “Non è provocatoria, anzi. Spero di avere l’opportunità di trovare un club che abbia voglia di costruire qualcosa. Non sono così sognatore da credere in progetti infiniti, ma credo che bisogna trovare persone giuste con cui entrare in grande sintonia e far coincidere tanti aspetti, economici della società e di crescita del club con l’obiettivo di fare un buon campionato e raggiungere gli obiettivi prefissati“.
Foto: Getty Images
E’ sannita il nuovo Comandante del Reggimento logistico “Sassari”
Si tratta del Colonnello Eugenio Fortunato, che subentra al Colonnello Luca Lupo.
Il colonnello sannita Eugenio Fortunato subentra nel comando del Reggimento logistico “Sassari” al colonnello Luca Lupo.
La cerimonia di avvicendamento, presieduta dal comandante della Brigata “Sassari”, generale Stefano Messina, si è svolta nella caserma “Attilio Mereu” di Cagliari, alla presenza di autorità civili, religiose e militari del capoluogo.
Sul piazzale della caserma, oltre alla bandiera di guerra del reggimento, erano schierati il gonfalone della città di Cagliari, decorato di medaglia d’oro al valor militare, della città metropolitana di Cagliari e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma.
Nel suo discorso di commiato il colonnello Lupo ha elogiato l’impegno e la dedizione di tutto il personale che ha ringraziato per la collaborazione fornita negli oltre tre anni del suo periodo di comando, durante i quali il reggimento ha garantito il necessario supporto logistico durante le attività operative e addestrative, in Italia e all’estero.
Parole di ringraziamento e di apprezzamento per la qualità del lavoro svolto sono state rivolte dal generale Messina agli autieri del Reggimento logistico e al colonnello Lupo, che lascia il comando dell’unità per assumere un nuovo incarico al Polo di mantenimento dei mezzi di telecomunicazione, elettronici ed optoelettronici di Roma.
Il colonnello Eugenio Fortunato, da oggi terzo comandante del Reggimento logistico “Sassari”, proviene dallo Stato Maggiore della Difesa.
Benevento, laurea in Psicologia per l’ex giallorosso Viola
Periodo fantastico per Nicolas Viola. L’ex Capitano del Benevento, oggi in forza al Cagliari, è reduce da 3 gol e 1 assist nelle ultime 4 gare in maglia rossoblù e oggi è stato proclamato Dottore in Psicologia.
Dopo il gol del momentaneo pareggio contro l’Udinese in Coppa Italia di mercoledì scorso (2-1 il finale per i sardi grazie alla rete di un altro ex Benevento, Lapadula, e passaggio agli ottavi conquistato), sabato contro il Genoa l’ex numero 10 della Strega ha timbrato il cartellino due minuti dopo il suo ingresso in campo. Oggi, poi, Viola ha concluso il suo percorso accademico ottenendo la laurea in Psicologia. E sabato lo attende il match contro la Juventus…
“Giungere a una meta non significa che si finisce di correre, ma che ci si prepara per un’altra, nuova; perché quando la gara è con sé stesso, esse non finiscono mai: con un miraggio del sé“: questo il messaggio di Nicolas Viola sul suo profilo Instagram, allegato alla foto che lo ritrae con in capo la corona d’alloro davanti al Colosseo.
Foto: Profilo Instagram Nicolas Viola
Serie B, finale play-off: il Cagliari degli ex Lapadula e Viola vola in Serie A
Dopo l’1-1 di giovedì all’Unipol Domus, questa sera Bari e Cagliari sono tornate in campo sul rettangolo verde del San Nicola per la gara di ritorno della finale play-off per decretare la terza formazione cadetta che, dopo Frosinone e Genoa, verrà promossa in Serie A.
Ci provano subito i sardi, consci del fatto che un pareggio vorrebbe dire promozione per i galletti: all’ottavo Dossena di testa impegna Caprile, poi Deiola da posizione defilata non trova la porta. Rossoblù in avanti al 20esimo: Luvumbo va alla conclusione dal limite dell’area, Caprile risponde presente in tuffo. Provano a rispondere i pugliesi, ma le occasioni più importanti sono in favore degli ospiti: al 28esimo Maita devia il cross di Luvumbo, il pallone scheggia il palo della porta biancorossa. Cagliari nuovamente pericoloso al 38esimo: Caprile si rende protagonista di una super-parata sul colpo di testa di Di Pardo dopo il cross di Luvumbo.
Avvio sprint per il Bari nella ripresa: Ricci, servito da Esposito, da buona posizione sfiora il gol dell’1-0. Girandola di cambi per entrambi gli allenatori, nel tentativo di cambiare la storica dell’incontro. Attaccano i sardi al 75esimo: calcio da fermo di Mancosu, colpo di testa di Dossena ma Caprile in tuffo fa buona guardia. Nove minuti dopo occasione per i pugliesi di chiudere il discorso promozione: Folorunsho in area conclude con il destro ma la palla, a Radunovic battuto, sbatte sul palo. Recupero a dir poco scoppiettante, al 94esimo il Cagliari trova il vantaggio che sa di Serie A: cross di Zappa sul quale arriva Pavoletti che anticipa Zuzek e, di sinistro al volo, deposita in rete da pochi passi dalla porta. Tre minuti dopo il Bari sfiora il gol che ribalterebbe la situazioni: Folorunsho conclude da posizione defilata, i rossoblù riescono a spazzare praticamente sulla linea di porta.
La squadra di Ranieri nel finale trova la rete che le permette di tornare in Serie A dopo appena un anno in cadetteria. Nulla da fare, invece, per la formazione di Mignani che, nonostante il terzo posto al termine della regular season da neopromossa in B, deve dire addio al sogno promozione.
Foto: Profilo Facebook Cagliari Calcio
Serie B, finale play-off: il Bari agguanta il pari nel recupero nell’andata contro il Cagliari
Questa sera, con la sfida dell’Unipol Domus tra Cagliari e Bari, comincia la finale d’andata tra sardi e pugliesi per decretare chi sarà la terza squadra a salire in Serie A con Frosinone e Genoa. I rossoblù, dopo aver battuto il Venezia ai preliminari e il Parma nella doppia sfida in semifinale, affrontano i biancorossi che invece hanno superato lo scoglio Sudtirol nel penultimo atto dei play-off in virtù del miglior posizionamento in classifica. Il match di ritorno si disputerà tra tre giorni, domenica, al San Nicola.
Possesso iniziale dei padroni di casa, gli ospiti attendono nella propria metà campo. Al nono minuto, poi, il Cagliari passa in vantaggio: Mancosu scodella in area dove c’è Lapadula che, di testa, batte Caprile. Prova a reagire il Bari, al 16esimo sul corner di Esposito arriva di testa Zuzek che, da pochi passi, non inquadra il bersaglio. Quattro minuti dopo i rossoblù sfiorano il raddoppio: angolo di Mancosu, svetta Deiola ma il pallone impatta sulla traversa. Al 39esimo Cheddira ha sui piedi l’occasione per l’1-1: l’attaccante biancorosso, però, si lascia ipnotizzare da Radunovic dagli undici metri. Ancora galletti in avanti nel finale della prima frazione: corner di Esposito per il colpo di testa di Cheddira, palla fuori di poco.
Nella ripresa la musica non cambia, sono i pugliesi ad attaccare maggiormente: Cheddira si libera dell’avversario e calcia in porta a botta sicura, prodigiosa risposta di Radunovic con i piedi. Ancora Bari in avanti al 60esimo: traversone di Morachioli e colpo di tacco di Benedetti da posizione ravvicinata, l’estremo difensore rossoblù risponde ancora presente. Si fanno vedere in zona offensiva anche i sardi: al 78esimo Zappa serve Lapadula che però, da dentro l’area piccola, non riesce a direzionare la sfera. Gli ospiti sfiorano il pari in un paio di occasioni tra l’82esimo e l’89esimo: prima Radunovic esce bene su Ceter, poi Cheddira a porta sguarnita dopo un’iniziativa di Ceter trova il salvataggio sulla linea di Zappa e ancora l’intervento del portiere del Cagliari sulla conclusione successiva di Bellomo. In pieno recupero, poi, i galletti ristabiliscono la parità che comporta un grande vantaggio in vista della sfida di ritorno: rigore per fallo di Altare su Folorunsho, dal dischetto si presenta Antenucci che spiazza Radunovic e fissa il risultato dell’andata sull’1-1 nonostante il tentativo in extremis dei sardi con il colpo di testa di Strelec che termina di un soffio fuori.
La squadra di Ranieri, dopo essere passata in vantaggio a inizio partita, si fa riprendere nel finale e domenica dovrà vincere per conquistare la Serie A. La formazione di Mignani, invece, in virtù del pari odierno potrebbe accontentarsi di un pareggio tra le mura amiche per raggiungere la massima serie.
Foto: Sky Sport
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