I dati Istat al 1° gennaio 2026 confermano una tendenza che ormai appare strutturale: meno nascite, più anziani e un territorio che fatica a trattenere i suoi abitanti.
Il Sannio continua a restringersi. Non con il fragore delle emergenze improvvise, ma con la costanza silenziosa di un fenomeno che anno dopo anno scava nel tessuto sociale del territorio. I dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2026 raccontano una provincia di Benevento che continua a perdere abitanti: oggi i residenti sono 257.968, vale a dire 1.841 in meno rispetto a dodici mesi fa.
Dietro il freddo linguaggio dei numeri si intravede una realtà sempre più evidente: meno nascite, più anziani, paesi che si assottigliano e una popolazione che fatica a rigenerarsi. Nel 2025 i nuovi nati si sono fermati a 1.500, mentre cresce il peso di una fascia anziana ormai sempre più ampia. È il segno di un territorio che invecchia e che, soprattutto, continua a perdere i suoi giovani, sempre più spesso diretti verso altre aree d’Italia o all’estero. Un flusso che gli arrivi da fuori attenuano solo in minima parte, senza riuscire a invertire la tendenza.
È nei borghi più fragili che il fenomeno mostra il suo volto più duro. Comunità sempre più esigue, numeri che si assottigliano anno dopo anno, identità locali che resistono ma che fanno sempre più fatica a reggere il peso dello spopolamento. In alcuni casi, più che di flessione, si può ormai parlare di sopravvivenza demografica.
Ma i numeri si riducono anche nei comuni importanti come Sant’Agata de’ Goti, San Giorgio del Sannio e Airola. A muoversi in lieve controtendenza sono invece Montesarchio (da 12.939 a 12.969 abitanti) e Telese Terme (da 7.588 a 7.607).
Il calo non risparmia neppure il capoluogo. Benevento passa dai 55.712 residenti del 2025 ai 55.330 dei primi mesi del 2026, confermando una flessione che non è più episodica. E quella cifra tonda, quasi identitaria – “Benevento fa sessantamila abitanti” – appartiene ormai più alla memoria collettiva che alla realtà.
Il dato Istat conferma così una tendenza che il Sannio conosce bene da tempo: la perdita di popolazione non è più una parentesi, ma una questione strutturale. E insieme ai residenti, il territorio rischia di perdere lentamente anche energie, servizi, prospettive e possibilità di crescita.
Foto di repertorio
Il calo demografico colpisce tutti i comprensori, con poche eccezioni. La provincia sannita scende sotto i 260.000 abitanti.
Il fenomeno del depauperamento demografico nel Beneventano continua ad accentuarsi, colpendo in modo particolare la fascia degli under 18 (0-17 anni). Secondo un’elaborazione di Openpolis sui comprensori comunali italiani, e in particolare su quelli campani e sanniti, si registra quasi ovunque un forte o fortissimo calo della popolazione giovanile.
Nel capoluogo sannita, la contrazione è significativa sia in termini percentuali che assoluti: dal 2019 ad oggi, la popolazione minorile è diminuita dell’8,7%, pari a 752 unità in meno. Il calo più marcato in termini percentuali si registra a Ginestra degli Schiavoni, dove la riduzione è del 38,46%, con una perdita di 12 minori.
Il fenomeno della desertificazione giovanile interessa l’intero territorio provinciale, senza risparmiare alcun comprensorio, compreso quello caudino, che pur mostra una maggiore vivacità demografica relativa. Complessivamente, la popolazione under 18 nel Sannio è passata dai 40.062 del 2019 ai 37.011 del 2024, con una flessione assoluta di 3.051 unità, pari a un calo del 9%.
Solo tre comuni fanno eccezione a questa tendenza negativa:
- Sant’Arcangelo Trimonte registra un aumento del 22,87%;
- Arpaia segna un +2,96%;
- Tocco Caudio mostra una lieve crescita dello 0,94%.
Tuttavia, anche in questi casi, gli incrementi sono minimi: Sant’Arcangelo e Arpaia contano circa una decina di giovani in più, mentre Tocco Caudio solo due.
Questi dati si inseriscono in un quadro più ampio di declino demografico del Sannio. Secondo dati provvisori dell’Istat, la popolazione complessiva della provincia sannita nel 2024 è scesa a 259.468 abitanti, contro i 261.149 di inizio anno, segnando una perdita di 1.681 residenti in soli dodici mesi.
L’immagine utilizzata è di repertorio e raffigura comportamenti da non emulare. Si tratta di foto artistica.
Secondo i dati Istat di inizio ottobre, la popolazione beneventana sarebbe ancora una volta in calo con una perdita di 1.752 residente in sei mesi.
Una flessione demografica che porta, quindi, il territorio sannita a contare su 261.708 abitanti, a fronte dei 263.460 residenti dello scorso aprile.
Nel mese di luglio si contano 181 nascite e 284 decessi per un saldo demografico negativo di 113 abitanti; 488, invece, le partenze verso altri lidi a fronte dei 387 arrivi (nuovi residenti).
Sul tema è intervenuto anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, il quale ha commentato così la flessione demografica riportata dai dati Istat: “Ogni tanto qualcuno appare sconcertato, ed anche giustamente, per il calo demografico della nostra provincia e azzarda idee ed addita responsabilità.
La verità è molto più spiacevole e drammatica. Non solo un milione di persone hanno lasciato il sud negli ultimi dieci anni, ma come scriveva venti anni fa ”le Monde”: “italiani se non fate più figli la vostra civiltà si suiciderà“.
C’è uno smottamento demografico – conclude -, più accentuato al sud ma ahimè costante in tutta Italia. Mentre la Francia, che ha un sistema fiscale e sociale che premia la natalità, ha visto le nascite crescere e fa il doppio delle nascite dell’Italia. Da noi siamo al ‘suicidio demografico ‘A fine secolo L’ Italia avrà gli stessi abitanti del 1883. Il che significa che la costante di regressione demografica è in tutta la penisola”.