Prosegue il confronto pubblico in vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario proposta dal Governo Meloni. Un tema complesso, che riguarda l’organizzazione della magistratura e che sta suscitando un acceso dibattito tra istituzioni, operatori del diritto e mondo accademico.
A Benevento ieri un nuovo momento di approfondimento. Nella sala Demm dell’Università del Sannio, in piazza Arechi, si è svolto, infatti, un seminario dedicato ai contenuti della riforma e alle sue possibili ricadute sul sistema giudiziario. Al centro del confronto, i tre punti cardine del referendum: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i magistrati.
Dal mondo accademico sono emerse valutazioni critiche. Il professor Vincenzo Casamassima, docente di Diritto costituzionale all’Università del Sannio, ha richiamato l’attenzione sull’assetto costituzionale della magistratura, soffermandosi in particolare sulla riforma del CSM e sulla funzione disciplinare. Secondo Casamassima, una composizione basata anche sul sorteggio rischia di indebolire l’autonomia e l’indipendenza degli organi di autogoverno.
Di parziale diverso avviso il presidente del Tribunale di Benevento, Michele Russo, che ha definito la riforma di ampio respiro, sottolineando come, oltre alla separazione delle carriere, l’Alta Corte disciplinare rappresenti uno degli aspetti più fortemente critici.
A sostegno della riforma la posizione dell’avvocatura penalista. Per Nico Salomone, presidente della Camera Penale di Benevento, la separazione delle carriere e gli altri interventi previsti garantirebbero ai cittadini un giudice realmente terzo tra accusa e difesa, senza compromettere l’autonomia del pubblico ministero, che continuerebbe a restare titolare dell’indagine e indipendente. Ed una migliore, maggiormente imparziale, gestione delle valutazioni di carriera e della disciplina dei magistrati, riducendo le degenerazioni del “correntismo”.
La Prof.ssa Marandola ha invece fatto richiamo ai principi del giusto processo, per la realizzazione del quale appare imprescindibile la separazione delle carriere requirente e giudicante. Il Gip Nuzzo seguendo la linea dell’Anm ha manifestato preoccupazioni per il futuro della magistratura e della sua autonomia. L’avvocato Simona Barbone, Componente Giunta Unione Camere Penali Italiane, ha citato Vassalli e l’introduzione del processo accusatorio sottolineando la necessità della Riforma ordinamentale quale suo completamento.
Infine, c’è stato anche spazio per un approfondimento sugli errori giudiziari con il giornalista Lattanzi, di errorigiudiziari.com, che ha esposto statistiche, dati e numeri sulle ingiuste detenzioni e sugli errori giudiziari appunto, mostrando ai giovani limiti e criticità nell’esercizio della funzione giurisdizionale.
FOTO E VIDEO – Referendum, incontro pubblico a Telese Terme
“Verso il Referendum – confronto in libertà”, questo il titolo dell’incontro pubblico tenutosi ieri presso la libreria Controvento di Telese Terme: al centro del dibattito, chiaramente, l’appuntamento referendario del 22 e 23 marzo prossimi avente ad oggetto delle modifiche strutturali alla magistratura italiana.
L’obiettivo dell’iniziativa – ideata dall’avvocato Filomena Di Mezza in collaborazione con la Camera Penale di Benevento – è stato quello di riportare il tema al centro della società civile, vera destinataria della proposta referendaria.
Un momento di confronto libero e aperto, che ha visto tra gli altri anche l partecipazione della dott.ssa Ida Moretti, giudice del Tribunale di Benevento, pensato per informare, chiarire e coinvolgere i cittadini su una riforma che incide direttamente sul funzionamento della giustizia e sui diritti di tutti.
Di seguito il servizio video con le interviste.
VIDEO – Camera Penale di Benevento, presentati i lavori del Comitato per il Sì al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura
La Camera Penale di Benevento ha presentato in data odierna i lavori del Comitato per il Sì al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura. La riforma costituzionale della giustizia sarà oggetto di referendum popolare confermativo nella prossima primavera. L’Unione delle Camere Penali – da sempre favorevole a questa riforma, a prescindere dalle maggioranze politiche – ha costituito il Comitato referendario “Camere Penali per il Sì” e promosso una serie di attività da svolgere sul territorio per sensibilizzare i cittadini sulle regioni del Sì.
Il Presidente della CP di Benevento, insieme alla sua Giunta, composta dagli Avv.ti Giuseppe Romano, Domenico Rossi, Roberto Pulcino, Valeria Crudo, Giuseppe Nardone, Enrico Riccio e Francesco Fusco, ha annunciato la manifestazione “129 piazze per il Sì” che vedrà la locale Camera Penale incontrare la cittadinanza il prossimo 27 dicembre in Benevento, lungo corso Garibaldi, all’altezza di piazza Roma.
In quella che è stata un’assemblea degli iscritti molto partecipata, sono altresì intervenuti: la Presidente del COA di Benevento, Avv. Stefania Pavone, numerosi componenti del Consiglio, la Componente della Giunta nazionale UCPI e past president della CP di Benevento, Avv. Simona Barbone, la delegata OCF, Avv. Lidia Caso, che ha letto all’assemblea il documento a sostegno delle ragioni del Sì al referendum elaborato dall’OCF – Distretto di Napoli, il presidente dell’AIGA Sezione Benevento, Avv. Francesco Capuozzo, il quale ha confermato l’impegno della sua associazione in favore della riforma, così come ha fatto il componente del Direttivo della Camera Civile di Benevento, Avv. Agostino Guarente, che ha invitato a non alimentare scontri con la magistratura e ha posto l’attenzione sulla concreta attuazione dell’art. 111 della Costituzione, in prosieguo con la Riforma Vassalli. Separazione, dunque, come principio di civiltà giuridica, per il giusto processo.
L’idea comune è che questa riforma non sia e non debba essere contro i magistrati, anzi che rafforzi l’indipendenza e la terzietà del giudice, proseguendo nella costruzione del giusto processo, al di là di ogni posizione politica di parte. Di seguito i singoli interventi.
Camera Penale di Benevento, domani la presentazione del comitato per il Sì alla Riforma della Giustizia
La Giunta della Camera Penale di Benevento convoca, ai sensi e per gli effetti dell’art.11 dello Statuto, l’assemblea straordinaria degli iscritti per domani martedì 16 dicembre 2025 alle ore 09,00 in prima convocazione ed alle ore 11,00 in seconda convocazione presso la sala del COA, al piano terra del Palazzo di Giustizia di Benevento, per discutere il seguente ordine del giorno: – presentazione e illustrazione delle iniziative del comitato per il Sì al referendum confermativo della legge costituzionale recante “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”; – costituzione e resoconto dei lavori del Coordinamento di Camere Penali della Campania; – esiti dei tavoli tecnici, circondariale e distrettuale, relativi agli sviluppi del processo penale telematico; – varie ed eventuali.Gli iscritti sono invitati a partecipare.
“Domani a Benevento la Camera Penale, riunita in assemblea, presenterà il comitato referendario per il Sì alla riforma della Giustizia. La legge costituzionale approvata lo scorso 30 ottobre definisce un sistema processuale tripolare (accusa, difesa e giudice, come sublimemente sottolineato dal Prof. Sabino Cassese in un recente intervento) e si propone di limitare gli aspetti più nocivi del “correntismo” in magistratura. Il presunto “gigantismo” del PM quale paventata conseguenza del Sì alla riforma è una “favola”, raccontata strumentalmente da chi si oppone al cambiamento. La legge assicura la piena indipendenza e autonomia dell’ufficio del pubblico ministero e delinea un giudice equidistante dalle parti processuali, perciò terzo e imparziale. L’avvocatura associata sostiene le ragioni del Sì a questa riforma insieme alle camere penali, come testimoniano le molteplici adesioni al comitato referendario. I lavori dell’assemblea saranno aperti e costituiscono l’avvio di un lungo percorso di iniziative, dibattiti e manifestazioni che condurranno al voto di marzo. Momenti come questo segnano la storia del nostro Paese, della sua evoluzione civile e democratica”.
Queste le dichiarazioni del Presidente della Camera Penale di Benevento, avv. Nico Salomone, e della sua Giunta.
VIDEO – Benevento, dibattito sul diritto di difesa: dalla riforma Cartabia al processo Regeni
“In difesa del diritto di difesa – La difesa d’ufficio: dalla riforma Cartabia al Processo Regeni”: questo il titolo dell’incontro svoltosi ieri a Benevento, presso la Sala Vergineo del Museo del Sannio. A promuoverlo la Camera Penale “Guido Del Basso De Caro” e l’Ordine degli Avvocati di Benevento, con il patrocinio della Provincia.
L’evento ha offerto un importante momento di confronto sul ruolo e sulle criticità della difesa d’ufficio, alla luce delle più recenti novità normative e giudiziarie.
Ad aprire i lavori sono stati il presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi, l’avv. Nicola Covino vice presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e l’avvocato Simona Barbone, componente della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
A moderare il dibattito, l’avvocato Domenico Rossi, componente dell’Osservatorio Unione Camere Penali Italiane difesa d’ufficio “Paola Rebecchi”.
Un incontro che assume un significato particolare, a solo un giorno dall’ordinanza della Corte d’Assise di Roma, con la quale è stato sospeso il processo Regeni per rimettere alla Corte Costituzionale la questione sollevata dai difensori d’ufficio.
Proprio su questo tema si sono confrontati il responsabile dell’Osservatorio Unione Camere Penali Italiane Difesa d’Ufficio avvocato Fabio D’Offizi e l’avvocato Roberta Mancuso, componente dello stesso Osservatorio. A concludere i lavori, il presidente della Camera Penale di Benevento avvocato Nico Salomone.
VIDEO – “Cortincarcere” chiusa la IV edizione con il regista Fabio Massa e l’attore Luca Varone
Venerdì 3 ottobre, presso la Casa Circondariale di Benevento, si è tenuto l’ultimo appuntamento del progetto “Cortincarcere”, IV edizione, nell’ambito del Social Film Festival ArTelesia – Benevento, XVII edizione.
L’incontro ha visto la proiezione del film “Global Harmony”, diretto dal regista Fabio Massa e premiato in una delle sezioni del festival sannita, e un successivo confronto tra i detenuti partecipanti al workshop cinematografico e due ospiti d’eccezione: lo stesso Massa e l’attore Luca Varone, protagonista della serie televisiva “Mare fuori”.
Il dialogo con i detenuti si è rivelato particolarmente stimolante e ricco di spunti. Varone, che per la prima volta ha avuto occasione di confrontarsi con persone detenute, ha sottolineato le differenze tra la rappresentazione della realtà carceraria sullo schermo e la vita vera, evidenziando come «sarebbe assolutamente fondamentale prevedere corsi di recitazione all’interno delle carceri, perché rappresenterebbero il miglior modo per sostenere il percorso di rieducazione».
Il regista Massa, invece, ha voluto lasciare un messaggio di speranza, richiamando una scena del suo film: «C’è speranza e ci sarà sempre speranza: questo auguro a queste persone, affinché possano tornare dalle loro famiglie e ricominciare la propria vita».
Con questo appuntamento si chiude il cineforum, sviluppatosi negli ultimi tre mesi, che, per il quarto anno, ha coinvolto i reparti di media sicurezza, alta sicurezza e sex offender della Casa Circondariale di Benevento. Il percorso, promosso dalla Camera Penale di Benevento insieme all’APS Libero Teatro e reso possibile grazie al supporto della Direzione del carcere e del personale civile e di polizia penitenziaria, ha rappresentato un’occasione unica di scambio e di crescita reciproca. In virtù di ciò, il presidente della Camera Penale di Benevento, Avv. Nico Salomone, ringrazia personalmente gli ospiti della CC di Benevento per l’appassionata partecipazione al progetto e tutti coloro che lo hanno reso ancora una volta possibile.
L’avvocato Simona Barbone entra nella Giunta nazionale Unione Camere Penali Italiane
L’Avvocato Simona Barbone, già presidente della Camera Penale di Benevento, entra a far parte della Giunta nazionale dell’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI). La sua elezione, sostenuta dalle Camere Penali aderenti al Coordinamento regionale campano, segna un traguardo senza precedenti per il Foro sannita: mai prima d’ora un avvocato beneventano aveva ottenuto un incarico di tale rilievo all’interno degli organi direttivi dell’associazione nazionale.
Si tratta di un riconoscimento di grande prestigio, che conferisce lustro non solo alla professionista, ma all’intera comunità forense del territorio. La nomina è giunta al termine del XX Congresso Ordinario UCPI, ospitato a Catania, durante il quale i delegati hanno rinnovato con ampio consenso la fiducia al Presidente, Avv. Francesco Petrelli, e alla sua Giunta.
Per Simona Barbone l’ingresso nella Giunta rappresenta un successo personale di straordinaria importanza, ma al tempo stesso costituisce un momento storico per la Camera Penale di Benevento, che negli anni ha saputo distinguersi grazie all’impegno, alla coesione e alla passione dei suoi iscritti, affermandosi come punto di riferimento nel dibattito regionale e nazionale sull’avvocatura penale.
Il congresso di Catania ha inoltre rilanciato con forza la battaglia dei penalisti italiani a favore della separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, tema che si avvia verso una fase decisiva con la prossima, definitiva approvazione della legge costituzionale e con il referendum confermativo ormai alle porte.
Camera Penale di Benevento, visita alla Casa Circondariale
La Camera Penale di Benevento, con una propria delegazione, nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”, organizzata dall’Osservatorio Carcere dell’UCPI, ha visitato la Casa circondariale di Benevento “Michele Gaglione”.
Grazie alla disponibilità e alla guida del Direttore, dr. Gianfranco Marcello e del Vice Comandante della Polizia penitenziaria dell’Istituto, dr.ssa Alessandra Iandiorio, oltre che del personale di P.P. e dei funzionari giuridico-pedagogici, la delegazione – dopo un breve colloquio iniziale – ha fatto ingresso nelle diverse sezioni dell’Istituto. Rispetto alla capienza regolare di 259 unità, sono presenti attualmente in istituto circa 370 detenuti.
Il descritto sovraffollamento (nonostante il leggero calo di presenze rispetto agli anni scorsi) continua a gravare sulle spalle del personale di polizia penitenziaria e civile, determinando difficoltà di ogni tipo, sul piano logistico-organizzativo e trattamentale.
Il personale di polizia penitenziaria consta di circa 217 agenti, tra i quali permane una sensibile e problematica situazione di sottorganico, aggravata dal sovraffollamento. Il personale civile composto dai funzionari giuridico-pedagogici (cd. “educatori”) consta di unità sotto la decina (6) che si rivelano carenti in rapporto alle esigenze del “trattamento intensificato/individualizzato” per i detenuti, che dovrebbero di fatto vivere il carcere all’esterno della singola cella, impegnati in attività rieducative e di reintegrazione. Al fine di assicurare l’attività trattamentale prevista dall’O.P. sarebbero necessari all’interno dell’Istituto penitenziario almeno due educatori per ogni sezione, cosa che almeno per il momento appare irrealizzabile.
La significativa criticità insiste ancora nel settore sanitario: sono previsti in organico 7 medici e 14 infermieri per la continuità assistenziale; come specialisti interni, v’è ad oggi unicamente un dentista (la ginecologa, prima presente, manca da giugno di quest’anno). Mancano altresì pneumologo, neurologo, dermatologo, otorino e chirurgo. Il resto delle visite specialistiche è demandato all’esterno con lunghi tempi di attesa. Il turno giornaliero del singolo medico presente in istituto lo costringe a ritmi massacranti; lo stesso vale per il personale infermieristico. Sotto il profilo dell’assistenza psichiatrica, l’ASL garantisce in concreto la presenza di uno psichiatra (a rotazione) all’interno dell’istituto solo per quattro volte al mese (che di fatto si riducono spesso a due o tre al mese), assolutamente insufficiente, oltretutto con un’attività limitata a non più di 5 consulenze per ogni accesso. L’articolazione sanitaria, inoltre, in generale, è priva di autonomia strutturale, situata al fianco del reparto Media Sicurezza e con équipe a rotazione con organico strutturalmente carente. La sezione ATSM (articolazione per la tutela della salute mentale) risulta allo stato ancora chiusa, in attesa dei lavori di ristrutturazione.
Del personale appartenente all’Asl – Benevento fanno parte due psicologi per 38 ore settimanali ognuno (1 dirigente e 1 specialista ambulatoriale) i quali in particolare si occupano della valutazione e prevenzione del rischio suicidario, oltre che dei gesti autolesivi dei detenuti, sia all’ingresso, che durante la permanenza in carcere (svolgono, inoltre, quotidianamente attività di sostegno per la popolazione ristretta).
L’Istituto garantisce attività scolastica (scuola dell’obbligo, istituto alberghiero ed altri corsi di formazione) e lavorativa; all’interno è presente una sartoria (direttore tecnico, Francesco Pedicini) dotata di strumenti all’avanguardia, dunque in grado di produrre lavori sartoriali di buona fattura (in fase pandemica erano state prodotte mascherine per la cittadinanza e ordinariamente vengono prodotte divise per i lavoranti e manutenute le divise della polizia penitenziaria; vengono prodotti altresì altri lavori, sempre su commessa ministeriale). Più limitata è l’attività trattamentale di tipo culturale e ricreativo, demandata come sempre alla buona volontà dei volontari, che pur organizzano eventi teatrali e cinematografici all’interno dell’istituto, con una certa frequenza, anche grazie all’impegno della Direzione, degli educatori e degli agenti.
Le attività trattamentali, come verificato anche nelle precedenti visite, attengono ad attività sportiva (campo da calcio, sale per l’esercizio fisico di modeste dimensioni con presenza di attrezzatura non idonea all’offesa personale), attività ludiche (teatro, cineforum e simili) ed attività finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro (ex art. 80: progetto “integrando” che consta del sostegno di psicologi-criminologi; la linea della vita e progetti regionali di carattere generale come corsi tecnici per pizzaioli e simili).
Al riguardo viene riferito che 4 detenuti sono stati autorizzati ed assunti per lavorare come operai nei cantieri dell’alta velocità. Risultano detenuti collocati presso l’ASI e 2 presso la Caritas, mentre atri detenuti svolgono lavoro all’interno della struttura penitenziaria: 12 in sartoria e in numero variabile in cucina o nel settore pulizia e manutenzione.
I locali palestra interni ai reparti sono desueti e sostanzialmente inutilizzati, con macchine ormai fuori uso e obsolete. I locali per la socialità appaiono spogli, in particolare nel reparto comuni, con connesse lamentele dei detenuti. L’istituto ha attivato ormai da tempo un servizio e-mail per le comunicazioni con i detenuti ed ha implementato, per i colloqui, l’utilizzo delle videochiamate, pur avendo ripristinato il sistema ordinario delle visite in vigore precedentemente all’emergenza pandemica. È sempre presente in struttura il “totem” elettronico messo a disposizione dei detenuti per la spesa, oltre che una ludoteca utilizzata per i colloqui con i familiari dei detenuti con figli e un servizio anagrafe per i documenti di identità.
Per quanto appreso direttamente dal personale e soprattutto dai detenuti medesimi, le visite al carcere da parte dei magistrati di sorveglianza per i colloqui richiesti e periodici sono effettuate di rado; e negli ultimi anni i colloqui si svolgono prevalentemente (quasi esclusivamente) con modalità telematiche. A tale carenza, si aggiunge – sempre in termini di colloqui con i detenuti – il peso dell’assenza di un vicedirettore in pianta stabile.
Le celle, nonostante il sovraffollamento, appaiono in condizioni mediamente accettabili, con qualche caso più evidente di spazio eccessivamente ristretto (nonché di umidità sulle pareti), ai limiti delle misure ritenute “umane”, secondo i criteri individuati dalla CEDU, dalla giurisprudenza di legittimità e dalla legislazione nazionale. Introdotti di recente i frigoriferi, manca invece un’area verde per i detenuti.
Il Carcere di Benevento, in definitiva, si appalesa come un istituto penitenziario che tra le mille difficoltà connesse alla carenza di fondi, personale, strutture e alla scarsa attenzione della Politica e delle Istituzioni, si muove lungo una linea di buona gestione e impegno che garantisce ascolto e detenzione mediamente “sopportabile”, ma con l’urgenza ormai non più rimandabile di provvedere da parte delle autorità sanitarie competenti a garantire una concreta assistenza psichiatrica, e sanitaria in generale, degna di un Paese civile.
Più in generale, la grave condizione di sovraffollamento rende cogenti interventi legislativi di deflazionamento detentivo/carcerario, interventi seri ormai non più rinviabili; provvedimenti come l’amnistia e/o l’indulto, oltre che una seria estensione della gamma delle misure alternative alla detenzione e dell’applicazione della liberazione anticipata.
I 56 casi, ad oggi, di suicidio all’interno delle carceri – tra i quali il recente episodio proprio nell’istituto sannita – devono allarmare le coscienze dei cittadini. Non c’è più tempo.
VIDEO – Carcere: sanità carente e sovraffollamento. Garante e Camera Penale: “È ora che il Governo intervenga”
Una denuncia forte, lucida e determinata quella emersa oggi all’esterno della Casa Circondariale di Capodimonte a Benevento, dove la Garante territoriale dei diritti delle persone private della libertà, Patrizia Sannino, e il Presidente della Camera Penale di Benevento, Nico Salomone, hanno tenuto una conferenza stampa congiunta nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa dalla Conferenza Nazionale dei Garanti Territoriali.
Un’iniziativa che fa seguito a una visita ispettiva all’interno dell’istituto penitenziario, alla quale hanno preso parte anche gli avvocati Mario Salerno, Daniela Martino e Fiorita Luciano, tutti membri dell’Osservatorio Carceri della Camera Penale.
Nel corso dell’incontro con la stampa, la Garante ha lanciato un allarme sulle gravi criticità riscontrate nella struttura, con particolare riferimento all ‘inefficienza dei servizi sanitari, una condizione che – ha dichiarato – mina profondamente i diritti fondamentali e la dignità dei detenuti.
Ancora una volta è stato denunciato il drammatico problema del sovraffollamento carcerario, più volte segnalato anche dal Presidente della Repubblica, ma per il quale – hanno sottolineato Garante e Presidente della Camera Penale di Benevento – il Governo continua a non adottare misure concrete. Proprio il sovraffollamento, hanno evidenziato, è una delle principali cause dell’aumento di suicidi tra i detenuti più fragili. Ascoltiamo le loro parole ai microfoni di Beneventonews24.it.
Camera Penale, Nico Salomone è il nuovo presidente
E’ l’avv. Nico Salomone il nuovo Presidente della Camera Penale di Benevento. L’avvocato Salomone, che succede all’avv. Simona Barbone, è stato eletto con 65 voti di preferenza su 81 iscritti.
Rinnovata anche la Giunta. Ne faranno parte gli avvocati Giuseppe Nardone, Enrico Riccio, Peppino Romano , Domenico Rossi , Francesco Fusco, Roberto Pulcino e Valeria Crudo.
Per il Collegio dei probiviri gli avvocati Guido Principe, presidente uscente, Monica Del Grosso e Luigi Tedeschi.
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