Otto comunità, tre cammini e una sola meta. È stata una giornata di fede, fraternità e condivisione quella vissuta domenica 4 ottobre alla Basilica della Santissima Annunziata di Vitulano, dove la Valle Vitulanese si è ritrovata nel giorno di San Francesco d’Assisi, nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del Santo. Campoli del Monte Taburno, Tocco Caudio, Cautano, Vitulano, Castelpoto, Torrecuso, Paupisi e Foglianise hanno camminato insieme, accompagnando per la prima volta alla Basilica le statue dei rispettivi Santi Patroni. Un momento di forte significato religioso e comunitario, che ha visto la partecipazione di parroci, sindaci, amministratori, associazioni e numerosi fedeli.
Tre i percorsi scelti per raggiungere l’Annunziata. Vitulano si è ritrovata alle 17.30 presso la Chiesa della Santissima Trinità; alle 18, a Cacciano, in piazza Corticella, sono partite le comunità di Campoli del Monte Taburno, Tocco Caudio e Cautano; alla stessa ora, da piazza Santa Maria a Foglianise, si sono messe in cammino Castelpoto, Torrecuso, Paupisi e Foglianise. Strade diverse, dunque, ma una sola destinazione. Un’immagine fortemente simbolica, pensata per richiamare la Santissima Trinità e rappresentare l’unità della Valle Vitulanese, nella quale ogni comunità conserva la propria identità, le proprie tradizioni e la propria storia, ritrovandosi però parte di un’unica grande comunità. Il momento centrale della giornata è stato la celebrazione eucaristica nella Basilica della Santissima Annunziata, sul tema “Laudato si’, mi’ Signore”, ispirato al Cantico delle Creature. La Santa Messa è stata presieduta da fr. Antonio Tremigliozzi, Ministro Provinciale dei Frati Minori del Sannio e dell’Irpinia.
Al termine della celebrazione è intervenuto il vicario foraneo don Giovanni Rossi, che ha affidato alla comunità un messaggio di profonda gratitudine e di riflessione sul valore della pietà popolare. “Quanto ci è stato dato di vivere in questo giorno manifesta la grandezza della pietà popolare, autentico tesoro spirituale del popolo di Dio”, ha sottolineato don Giovanni, ricordando come “nei gesti, nelle immagini, nei canti, nelle processioni e nelle preghiere consegnate di generazione in generazione, la fede dei padri torna a farsi voce, memoria e testimonianza”. Il vicario foraneo ha quindi evidenziato il significato del cammino compiuto dalle otto comunità: “I nostri paesi, raccolti attorno ai loro santi patroni, hanno fatto delle strade una via di preghiera e del pellegrinaggio verso questo convento una solenne e corale professione di fede, di comunione e di speranza”.
Numerosi i ringraziamenti rivolti da don Giovanni Rossi a quanti hanno reso possibile la giornata: a fr. Antonio Tremigliozzi, al guardiano del convento padre Izaias e a tutti i frati, ai sacerdoti delle comunità della Valle, al consigliere regionale Fernando Errico presente alla cerimonia, ai sindaci e alle Amministrazioni comunali di Paupisi, Torrecuso, Foglianise, Castelpoto, Vitulano, Campoli del Monte Taburno, Cautano e Tocco Caudio, all’Arma dei Carabinieri, alle Protezioni Civili, alle associazioni e a tutti coloro che hanno collaborato nel silenzio e senza cercare riconoscimenti. Particolarmente intenso il passaggio dedicato ai Santi Patroni, protagonisti della giornata insieme alle loro comunità.
“Non abbiamo portato soltanto delle immagini sacre – ha ricordato – abbiamo recato con noi la storia cristiana dei nostri paesi, la fede consegnataci dai padri, le invocazioni elevate nei giorni della prova e il rendimento di grazie per i benefici ricevuti”. Una fede che, attraverso la processione, ha incontrato la vita quotidiana delle comunità: “Abbiamo portato la fatica delle famiglie, le attese dei giovani, la fragilità degli anziani, la speranza dei bambini e la memoria orante di quanti ci hanno preceduto nel segno della fede”. La giornata del 4 ottobre ha così rappresentato molto più di un appuntamento religioso.
È stata una testimonianza di una Valle che sa ritrovarsi, camminare insieme e riconoscersi nelle proprie radici, trasformando le differenze tra le singole comunità in una ricchezza condivisa. “Da questo convento ritorniamo alle nostre case non soltanto commossi, ma interiormente trasformati – ha concluso don Giovanni Rossi – pronti a rendere ragione della speranza che è in noi e a testimoniare il Vangelo nelle nostre comunità”. Un messaggio che ha accompagnato il saluto finale rivolto a tutti i fedeli: “Viva San Francesco! Viva i Santi della Valle Vitulanese!”.
La Pro Loco ‘Monte Taburno’ annuncia l’annullamento dell’edizione 2026 della Festa della Ciliegia
La Pro Loco Monte Taburno comunica ufficialmente che l’edizione 2026 della tradizionale Festa della Ciliegia non si svolgerà. Una decisione difficile e profondamente sofferta, assunta all’unanimità dal Consiglio Direttivo e da tutti i soci a seguito della recente e improvvisa scomparsa di Massimo Caporaso, storico socio dell’associazione e figura centrale nella realizzazione della manifestazione.
“Non è stata una scelta semplice – dichiara il Consiglio Direttivo della Pro Loco Monte Taburno – ma in questo momento il dolore che ha colpito la nostra associazione è troppo grande per permetterci di organizzare un evento che da sempre rappresenta gioia, accoglienza e condivisione. Massimo non era soltanto un collaboratore: era un amico, una presenza costante, una parte essenziale della nostra famiglia associativa”. La Festa della Ciliegia costituisce da anni uno degli appuntamenti più importanti per il territorio, capace di valorizzare le tradizioni locali e di richiamare migliaia di visitatori nel borgo di Campoli del Monte Taburno.
“Massimo, per noi tutti ‘Archi’, ha contribuito in modo determinante alla crescita della manifestazione – prosegue il Direttivo –. Le sue idee, la sua creatività, la capacità di coinvolgere persone e associazioni hanno lasciato un segno indelebile. Ogni angolo della festa porta con sé qualcosa del suo lavoro e della sua passione”. Pur consapevoli che lo stesso Massimo avrebbe probabilmente desiderato vedere la manifestazione regolarmente svolta, il Direttivo ritiene che le condizioni emotive attuali non consentano di organizzare l’evento con lo spirito che lo ha sempre contraddistinto.
“La Festa della Ciliegia nasce dall’entusiasmo dei volontari e dall’energia di una comunità che si ritrova. Oggi sentiamo il bisogno di fermarci, di custodire il ricordo di una persona speciale e di rendergli omaggio nel modo più sincero e rispettoso possibile”. La Pro Loco Monte Taburno rivolge un sentito ringraziamento agli espositori, agli sponsor, ai volontari, alle associazioni partner e a tutti coloro che avevano già manifestato la volontà di partecipare all’edizione 2026. “Sappiamo che questa notizia genererà dispiacere in molti, ma siamo certi che chi ha conosciuto Massimo comprenderà le ragioni di questa scelta. A tutti coloro che, negli anni, hanno sostenuto la Festa della Ciliegia va la nostra più profonda gratitudine”.
Il Consiglio Direttivo assicura che la manifestazione tornerà nelle prossime edizioni. “La Festa della Ciliegia non si ferma: si prende semplicemente una pausa. Tornerà con rinnovata energia e continuerà a essere un simbolo della nostra comunità. E quando tornerà, lo farà anche nel ricordo e nel segno di Massimo, il cui esempio continuerà ad accompagnare il nostro cammino”. La Pro Loco Monte Taburno rinnova infine la propria vicinanza alla famiglia di Massimo e a tutte le persone che gli hanno voluto bene.
FOTO – Paura nei pressi del Taburno: auto in fiamme. Intervengono i Vigili del Fuoco
A bordo dell’auto una donna, che si è prontamente messa in salvo.
Per fortuna si è risolto tutto per il meglio, con solo tanto spavento, l’incendio avvenuto lungo il bivio del Taburno per la strada che conduce a Campoli, nella valle Vitulanese.
In quel tratto di strada, infatti, per motivi ancora in corso di accertamenti, una autovettura è andata completamente in fiamme. A bordo dell’auto vi era solo la conducente, una donna appunto, che ha subito lasciato il veicolo mettendosi prontamente in salvo.
Sul posto sono immediatamente giunti i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a domare le fiamme e a spegnere il rogo. Così da mettere in sicurezza l’area e consentire, logicamente, anche la riapertura al traffico della strada.
Strada a scorrimento veloce da Fondovalle a Valle Caudina: partite le procedure di esproprio
Partite le procedure di esproprio nel territorio dei comuni di Campoli del Monte Taburno e di Castelpoto per il Completamento funzionale dell’arteria Fondovalle Vitulanese in direzione Valle Caudina SS 7 Appia – III lotto (ex IV lotto) e bretella di collegamento alla SS 7 Appia – 1° stralcio esecutivo”.
Sarà un tratto di strada a scorrimento veloce che unirà la Valle Vitulanese a quella Caudina avvicinando così le sue vaste aree.
Un vecchio progetto, dunque, ripreso oggi e mai realizzato in passato viste le forti opposizioni portate avanti dai rappresentati delle zone interessate.
IN AGGIORNAMENTO
I ragazzi dell’oratorio ‘E Gioia Sia’ donano 1.050 euro al Santobono di Napoli
Un grande gesto di solidarietà dall’oratorio di Campoli del Monte Taburno.
Un gesto straordinario, ricco di cuore, impegno e altruismo, quello portato avanti dai ragazzi dell’oratorio ‘E Gioia Sia’ della parrocchia San Nicola di Bari di Campoli del Monte Taburno. Con l’entusiasmo e la gioia che solo i giovani sanno trasmettere, i protagonisti del GrEst estivo hanno raccolto ben 1.050,00 euro da destinare ad una delle realtà pediatriche più importanti del Mezzogiorno: la Fondazione Pausilipon del Santobono di Napoli.
Un’iniziativa carica di significato e di speranza, che testimonia l’anima solidale di un’intera comunità, guidata con passione e sensibilità da don Giovanni Rossi, il parroco che ogni giorno infonde nei giovani i valori della condivisione, della solidarietà e dell’amore per il prossimo.
“Con questo gesto – afferma il parroco don Giovanni Rossi – vogliamo regalare un sorriso ai bambini e ai ragazzi che ogni giorno lottano con coraggio e speranza. Per questo abbiamo deciso di donare dei fondi alla Fondazione Santobono – Pausilipon, punto di riferimento per la pediatria del Mezzogiorno che accoglie ogni anno oltre 100.000 piccoli pazienti. Il nostro è un gesto di solidarietà e amore che vuole portare gioia e sostegno a chi ne ha più bisogno”.
Il gesto simbolico, ma dal profondo valore umano, culminerà a fine agosto, quando una rappresentanza dell’oratorio si recherà a Napoli per consegnare ufficialmente l’assegno. Insieme a loro ci sarà anche una famiglia di Campoli, che lo scorso anno ha vissuto in prima persona l’esperienza del Santobono a causa di un problema di salute del proprio figlio. Una presenza che dà ancora più significato e profondità all’iniziativa.
“Ricordo – continua don Giovanni – che anche lo scorso anno le ragazze e i ragazzi del nostro oratorio, al termine delle tante attività ricreative ed educative del GrEst, si sono attivati raccogliendo dei fondi che hanno donato all’associazione ‘Susan G. Komen Italia’ per la lotta ai tumori al seno. Quest’anno invece lo sguardo è andato ai bimbi del Pausilipon”.
Un impegno che non si ferma, ma che si rinnova con passione e determinazione. L’oratorio di Campoli del Monte Taburno si conferma una vera e propria fucina di valori, un luogo dove i giovani, accompagnati da animatori straordinari e da famiglie partecipi, crescono come cittadini consapevoli e solidali.
“Sono felice e orgoglioso dei miei ragazzi dell’oratorio – conclude don Giovanni – che hanno sposato in pieno questi progetti di solidarietà ed oggi voglio annunciare che ogni anno porteremo avanti progetti caritativi e solidali, in modo che i giovani, grazie alle loro famiglie e a noi come parrocchia, possano crescere come persone attente agli altri e al bene comune”.
L’iniziativa di quest’anno prosegue il cammino avviato nel 2023, quando i ragazzi dell’oratorio si erano mobilitati per sostenere la ricerca contro i tumori al seno, mantenendo viva la memoria di Lucia Orlacchio, giovane madre scomparsa prematuramente a causa di una malattia, ma sempre attiva e presente nel tessuto sociale del piccolo borgo alle falde del Taburno. In un mondo spesso distratto, il piccolo grande oratorio di Campoli lancia un messaggio forte e chiaro: la solidarietà è un seme che, se coltivato con amore, può far sbocciare la speranza.
Campoli in lutto: domani i funerali di Roberto, lunedì quelli di Mario. Proclamato lutto cittadino
Il tragico incidente stradale del 23 luglio 2025 lungo la Strada Provinciale Fondovalle Vitulanese ha portato via due cittadini di Campoli del Monte Taburno: Roberto Giuseppe Caporaso e Mario Orlacchio. Di fronte a una simile tragedia, il paese si è stretto nel dolore e nel ricordo. Domani si terranno le esequie di Roberto Caporaso; mentre lunedì ci sarà l’ultimo saluto a Mario Orlacchio.
Con profonda commozione – si legge nella nota del Comune -, il Comune di Campoli del Monte Taburno ha proclamato ufficialmente due giornate di lutto cittadino per onorare la memoria di Roberto Giuseppe Caporaso e Mario Orlacchio, tragicamente scomparsi in un incidente stradale avvenuto il 23 luglio lungo la Strada Provinciale Fondovalle Vitulanese.
La decisione è stata presa dal sindaco Tommaso Nicola Grasso, che ha firmato l’ordinanza n. 3523/U in data 26 luglio 2025, interpretando il dolore e la partecipazione dell’intera comunità campolese.
Le cerimonie funebri si svolgeranno:
Il 27 luglio alle ore 17:00, per Roberto Giuseppe Caporaso, presso Campoli del Monte Taburno. Il lutto cittadino sarà osservato dalle ore 16:00 alle ore 20:00.
Il 28 luglio alle ore 11:00, per Mario Orlacchio, sempre nel comune di Campoli. Il lutto sarà osservato dalle ore 10:00 alle ore 14:00.
In entrambi i giorni, gli edifici pubblici esporranno le bandiere a mezz’asta in segno di lutto. L’ordinanza è stata trasmessa anche alla Prefettura di Benevento e alla locale stazione dei Carabinieri di Cautano, oltre che notificata agli esercizi pubblici del territorio.
Il provvedimento rappresenta un segno tangibile di vicinanza alle famiglie Caporaso e Orlacchio e un momento di unità per l’intera cittadinanza, profondamente colpita dalla perdita dei due concittadini.
Giuseppe Tontoli lascia il Campoli: la leggenda saluta il suo popolo
Un addio che segna la fine di un’era calcistica a Campoli del Monte Taburno.
Dopo anni di battaglie sul campo e tre playoff amari, il simbolo della rinascita calcistica campolese prende una pausa e guarda al futuro.
“In questi mesi dopo la delusione playoff, terzo perso consecutivo ho pensato molto al mio futuro per il campoli calcistico. Una cosa molto difficile da spiegare da far capire, non so più cosa posso dare e se sono in grado di dare ancora qualcosa o sia giunta l’ora di provare nuove sensazioni esperienze altrove. Molto probabilmente tale incertezza mi porta lontano da campoli, sono stati anni intensi anni bellissimi, ringrazio a cuore il presidente Orlacchio amico fraterno per avermi assecondato in questo cammino, ringrazio tutta la dirigenza e auguro di continuare tale percorso cominciato anni fa. Sul mio futuro , ho ricevuto varie offerte che sto valutando molto bene accetterò la più ambiziosa, ho bisogno di stimoli nuovi”.
Con queste parole cariche di emozione e significato, Giuseppe Tontoli, simbolo indiscusso del calcio a Campoli del Monte Taburno, ha annunciato l’addio alla squadra del suo cuore. Una decisione sofferta, maturata dopo un periodo di riflessione seguito alla terza delusione consecutiva nei playoff, che però non scalfisce minimamente il suo legame viscerale con i colori campolesi.
La storia di Tontoli non ha bisogno di troppe spiegazioni: sono i fatti a raccontare il suo impegno, la sua passione, il suo attaccamento. Quelle maglie sudate, sporcate di fango, onorate fino all’ultimo minuto in ogni battaglia disputata per difendere l’orgoglio sportivo del paese, sono testimoni di un’epopea calcistica che resterà impressa nella memoria collettiva.
Giuseppe non è stato soltanto un calciatore: è stato il motore, l’anima, la spinta propulsiva che ha ridato vita al calcio campolese. Un “piccolo grande eroe”, come lo definisce chi lo conosce bene, capace di riaccendere l’entusiasmo in un’intera comunità, di trascinare una squadra fino ai vertici del calcio provinciale con il solo peso del suo esempio e del suo cuore.
Oggi, nel momento in cui annuncia la sua uscita di scena da protagonista in maglia biancazzurra, Tontoli resta comunque un’icona incancellabile. Un punto di riferimento che continuerà a vivere nei ricordi di chi ha visto in lui il simbolo di un sogno reso possibile.
Quale sarà la sua prossima destinazione? Come lui stesso ha dichiarato, diverse offerte sono sul tavolo e verrà scelta quella “più ambiziosa”. Perché un campione come lui, per continuare a brillare, ha bisogno di nuove sfide e nuovi stimoli. Ma qualunque sarà il suo futuro, Campoli non dimenticherà mai chi ha reso grande la sua squadra. Grazie Giuseppe Tontoli, leggenda vera del calcio sotto il Taburno.
Campoli, duro attacco dell’opposizione: “Il Comune affonda nel dissesto finanziario”
Campoli del Monte Taburno verso il voto tra polemiche e debiti.
Approvato un piano di riequilibrio per coprire circa 570.000 euro: il gruppo d’opposizione “Campoli è Futuro” parla di “fallimento amministrativo e politico” e accusa l’attuale maggioranza di aver causato tale situazione.
Dieci anni di governo e quasi 600.000 euro di debiti. È il bilancio che il gruppo consiliare di opposizione “Campoli è Futuro – Il coraggio di cambiare” imputa all’amministrazione guidata dal sindaco Tommaso Nicola Grasso, che, lo scorso 16 maggio 2025, ha approvato una delibera che avvia la fase di predissesto per fronteggiare un’esposizione debitoria pari a circa 570.000 euro.
“Dieci anni di amministrazione Grasso, 10 anni di fallimenti” – scrive senza mezzi termini il gruppo guidato dal capogruppo Salvatore Caporaso e dai consiglieri Lucio Cioffi e Arcangelo Pacillo – sottolineando come l’intervento finanziario deciso in Consiglio comunale comporterà conseguenze concrete per la cittadinanza: “Durante i 10 anni di amministrazione Grasso il Comune di Campoli M.T. ha accumulato quasi 600.000 euro di debiti che… dovranno essere recuperati sulle spalle dei cittadini nei prossimi 10 anni”.
Una stoccata dura che non si limita all’analisi tecnica dei numeri, ma affonda nel giudizio politico: “E pensare che ci avevano promesso di diventare Las Vegas”, ironizza la nota, definendo “…un fallimento amministrativo e politico protrattosi per due mandati” il bilancio della Giunta Grasso. A meno di un anno dal voto, il documento si configura come una vera e propria chiamata alle armi per l’elettorato e una denuncia frontale contro l’operato dell’attuale maggioranza.
Secondo “Campoli è Futuro”, il confronto con il passato recente appare impietoso: i due precedenti sindaci, Mario Saverio Orlacchio e Angelo Orlacchio, avrebbero chiuso sistematicamente i bilanci in attivo, evitando le condizioni estreme che oggi costringono il Comune a ricorrere a strumenti straordinari di risanamento.
Non si tratta solo di cifre, ma di un clima politico sempre più teso: “Un dato talmente oggettivo che si faticherebbe a giustificare, e apre ad una serissima riflessione politica su un gruppo… che, conti alla mano, è il solo ed assoluto artefice del dissesto”, prosegue la nota, attribuendo la responsabilità esclusiva alla squadra di governo che ha dominato la scena politica del paese per circa quarant’anni.
In attesa delle risposte da parte del sindaco Grasso e della sua maggioranza, la comunità di Campoli del Monte Taburno si trova ora a fare i conti – letteralmente – con un pesante fardello finanziario. La questione, tutt’altro che tecnica, è destinata a segnare in modo profondo la campagna elettorale e il futuro amministrativo del Comune.
Campoli del Monte Taburno, scoperto nel centro storico un portale risalente alla prima chiesa del paese
Una antica porta sul passato che svela le radici religiose del paese. La rivelazione potrebbe cambiare la comprensione delle radici cattoliche della comunità e il legame con il Monte del Frumento.
Un ritrovamento straordinario, destinato a entrare nella storia non solo di Campoli del Monte Taburno ma dell’intera Arcidiocesi di Benevento, ha scosso la piccola comunità del paese. Un antico portale, nascosto per secoli dell’intonaco, all’ingresso di una casa in via Curignale, nel cuore del centro storico, è stato finalmente riportato alla luce.
L’edificio, abbandonato e ora in fase di ristrutturazione, ha svelato una testimonianza preziosa che potrebbe riscrivere la storia religiosa del paese. Al disegno impresso sulla pietra è stata aggiunta, successivamente una nuova iscrizione che “inquina” il più antico simbolo. Ma resta l’importanza del ritrovamento.
Il portale rinvenuto, che risale alla prima chiesa di Campoli, ha un significato dirompente. La scoperta sfata infatti una leggenda che sembrava epica: le voci sull’esistenza di una chiesa prima della parrocchiale dedicata a San Nicola, oggi centro della vita religiosa campolese, si trasformano in una realtà documentata. Questo antico portale, con le sue raffigurazioni sacre, porta una conferma storica che fino ad oggi era solo un’ipotesi.
Sul portale, ben visibile, si trovano due figure sacre: la Madonna con il Bambino. Un’immagine che svela non solo l’importanza religiosa della comunità campolese, ma anche il profondo legame con la figura della Madonna del Rosario, una devozione che è sempre stata centrale per la fede locale. L’immagine della Madonna e Gesù Bambino al centro di una nicchia, affiancata da due angeli, spiega infatti questo forte legame con il culto mariano, simbolo di protezione e speranza per la comunità.
A scoprire il portale sono stati Nicola Caporaso, proprietario della casa, e il giovane architetto Cosimo Gisoldi, che hanno immediatamente compreso il valore storico della scoperta. “È una notizia che va oltre la semplice archeologia – afferma Gisoldi – È un pezzo di storia che conferma quanto il nostro paese fosse già un centro di fede molto prima della costruzione della chiesa attuale di San Nicola”. Un ritrovamento che, oltre a essere straordinario, diventa un punto di riferimento per gli studi storici sulla zona.
La scoperta, tuttavia, non è solo una sorpresa, ma un vero e proprio riscontro alle ricerche e agli studi condotti per decenni dal compianto professore Giuseppe Pinuccio Orlacchio. Orlacchio, figura di spicco della cultura campolese, aveva raccolto, negli anni, scritti e testimonianze, tra cui alcune risalenti al 1700, di don Giovanni Giordano, uno dei più importanti storici diocesani sanniti. Proprio grazie a questi studi, Orlacchio aveva ipotizzato l’esistenza di una chiesa preesistente, e ora il ritrovamento del portale fornisce una prova concreta delle sue teorie.
“Questo portale potrebbe essere quello d’ingresso della prima chiesa di Campoli, che Orlacchio aveva localizzato vicino al vicolo Dei Panella”, continua Gisoldi. Ma l’ipotesi non finisce qui. Il portale potrebbe anche appartenere a un’altra importante realtà religiosa: una Congrega, che era molto diffusa fino alla fine del XIX secolo. Se così fosse, la scoperta sarebbe di fondamentale importanza per comprendere meglio le strutture religiose e sociali del passato campolese.
E non è tutto. Un’altra ipotesi che sta guadagnando terreno è quella che il portale ritrovato possa appartenere al Monte del Frumento, l’istituto bancario che Papa Orsini, da vescovo di Benevento, fondò a Campoli nel XIX secolo. Il Monte del Frumento fu creato con l’obiettivo di supportare i contadini della Valle Vitulanese, aiutandoli nei momenti di difficoltà economica. Un’idea di solidarietà e promozione sociale che potrebbe, se confermata, rendere il ritrovamento ancora più sensazionale.
La creazione della Banca del Frumento a Campoli, allora borgo del comune di Cacciano, accorpato a Cautano a metà del 1800, fu una mossa strategica per incentivare lo sviluppo di un nuovo paese. Questo legame con Papa Orsini e l’impegno verso il territorio potrebbero conferire al portale un valore storico ancor più rilevante, se dovesse effettivamente appartenere all’ingresso dell’istituto.
A oggi, sono già partiti ulteriori studi per determinare con certezza l’origine e la funzione del portale. Le indagini sono condotte da Cosimo Gisoldi, in memoria di Giuseppe Pinuccio Orlacchio, un uomo che ha dedicato la sua vita alla cultura campolese, all’associazionismo e alle attività parrocchiali del paese.
Il ritrovamento ha suscitato una forte emozione anche tra i cittadini di Campoli. “È una notizia che ci fa sentire ancora più legati alle nostre radici”, commentano i residenti, orgogliosi di vedere riconosciuta la loro storia. Il portale, infatti, non è solo un oggetto di valore storico, ma un simbolo della fede, delle tradizioni e della cultura che hanno caratterizzato la comunità per secoli.Con l’avvio delle nuove ricerche, i riflettori sono puntati su Campoli del Monte Taburno, dove il passato e il presente si intrecciano in una storia affascinante che continua a stupire. L’antico portale, simbolo di un’epoca che sembrava perduta, è ora una testimonianza tangibile della forza della tradizione religiosa del paese, pronta a rivelare nuovi segreti e misteri nascosti nel cuore di un borgo che ha tanto da raccontare.
Campoli| Violenze, minacce di morte e disordini in ospedale: il 28enne egiziano è di nuovo libero
L’uomo aveva creato disordini non solo nel piccolo centro sannita, ma anche a Benevento.
La storia di un egiziano che ha scatenato disordini tra Benevento e Campoli del Monte Taburno ha scosso la comunità locale, lasciando dietro di sé una scia di paura, rabbia e frustrazione. Un uomo, la cui identità è ancora sotto indagine, è stato protagonista di atti di violenza che sembrano non aver trovato una soluzione nelle mani delle autorità.
Dopo una serie di aggressioni compiute a Campoli, con minacce di morte e azioni di terrore – come lanci di sassi, bottiglie rotte e pezzi di metallo usati come lame – il suo ritorno in libertà dopo meno di una settimana di trattamento sanitario obbligatorio (TSO) ha scatenato un’ondata di indignazione tra i cittadini.
L’incubo è iniziato a Benevento, dove il soggetto, già noto alle forze dell’ordine per comportamenti violenti, ha messo a ferro e fuoco il Pronto Soccorso dell’ospedale San Pio. Dentro e fuori la struttura, ha terrorizzato il personale sanitario e i pazienti, urlando frasi deliranti come “Allah è grande”, prima di essere arrestato. Ma ciò che è accaduto successivamente ha dell’incredibile.
Il trattamento sanitario obbligatorio, previsto per coloro che costituiscono un pericolo per sé stessi e per gli altri, ha avuto un’efficacia che è durata ben poco. Dopo soli pochi giorni, l’uomo è stato rilasciato. Un rapido ritorno a Campoli del Monte Taburno, dove ha ripreso possesso di un’abitazione che gli era stata precedentemente sottratta, ha alimentato la preoccupazione tra i residenti. La vicenda si è fatta ancora più inquietante quando, a pochi passi dalla chiesa del paese, ha minacciato i fedeli, lanciando pietre e impedendo loro di accedere al luogo di culto.
“Non è possibile che una persona con un passato del genere possa essere rimessa in libertà così facilmente – ha dichiarato un cittadino di Campoli, visibilmente sconvolto – “Siamo sotto shock. La paura è tornata tra di noi, perché nessuno sa cosa possa succedere ora. Le istituzioni ci hanno lasciato in balia di un pericolo, non ci sentiamo protetti”.
Le autorità locali, la Questura e la Prefettura, sono state duramente criticate per la decisione di rilasciare l’individuo. La comunità si interroga su come sia possibile che una persona che ha aggredito diverse persone, seminato terrore con atti violenti e incitato all’odio, possa essere rimessa in libertà senza un apparente controllo su quello che potrebbe accadere. La domanda che aleggia in città è se il sistema sia stato troppo indulgente con chi dimostra comportamenti così pericolosi.
Il ritorno dell’uomo nella sua casa, proprio a ridosso della chiesa del paese, è sembrato quasi una provocazione, ad alcuni. Il lancio di sassi verso i fedeli e l’atto di intimare loro di non entrare in chiesa hanno avuto un forte impatto sulla comunità. L’intero paese è stato scosso dal ritorno di questa figura che ha terrorizzato la popolazione con atti di violenza e minacce, eppure è stato rimesso in libertà in tempi record.
La rabbia è palpabile tra i cittadini, ma anche il senso di impotenza. “Cosa devono fare le forze dell’ordine? – si domanda un altro abitante del paese – Come è possibile che una persona che ha compiuto simili atti violenti, che ha minacciato di morte e terrorizzato, venga rimessa in libertà senza un piano concreto per proteggere la nostra sicurezza?”.
E mentre la questione della sicurezza si fa sempre più urgente, le istituzioni locali devono fare i conti con la crescente insoddisfazione della popolazione. La sensazione che la giustizia non sia stata applicata correttamente diventa sempre più forte, e la paura cresce. A Campoli del Monte Taburno, i residenti ora si chiedono: chi li proteggerà davvero da chi continua a seminare paura e violenza impunemente?
beneventonews24.it utilizza cookie e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito; per maggiori informazioni, consulta la nostra Informativa sulla PrivacyCookie settingsAccetto
Manage consent
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
Cookie
Durata
Descrizione
cookielawinfo-checbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.