Camera Penale di Benevento, visita alla Casa Circondariale

Camera Penale di Benevento, visita alla Casa Circondariale

AttualitàBenevento Città

La Camera Penale di Benevento, con una propria delegazione, nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”, organizzata dall’Osservatorio Carcere dell’UCPI, ha visitato la Casa circondariale di Benevento “Michele Gaglione”.

Grazie alla disponibilità e alla guida del Direttore, dr. Gianfranco Marcello e del Vice Comandante della Polizia penitenziaria dell’Istituto, dr.ssa Alessandra Iandiorio, oltre che del personale di P.P. e dei funzionari giuridico-pedagogici, la delegazione – dopo un breve colloquio iniziale – ha fatto ingresso nelle diverse sezioni dell’Istituto. Rispetto alla capienza regolare di 259 unità, sono presenti attualmente in istituto circa 370 detenuti.

Il descritto sovraffollamento (nonostante il leggero calo di presenze rispetto agli anni scorsi) continua a gravare sulle spalle del personale di polizia penitenziaria e civile, determinando difficoltà di ogni tipo, sul piano logistico-organizzativo e trattamentale.

Il personale di polizia penitenziaria consta di circa 217 agenti, tra i quali permane una sensibile e problematica situazione di sottorganico, aggravata dal sovraffollamento. Il personale civile composto dai funzionari giuridico-pedagogici (cd. “educatori”) consta di unità sotto la decina (6) che si rivelano carenti in rapporto alle esigenze del “trattamento intensificato/individualizzato” per i detenuti, che dovrebbero di fatto vivere il carcere all’esterno della singola cella, impegnati in attività rieducative e di reintegrazione. Al fine di assicurare l’attività trattamentale prevista dall’O.P. sarebbero necessari all’interno dell’Istituto penitenziario almeno due educatori per ogni sezione, cosa che almeno per il momento appare irrealizzabile.

La significativa criticità insiste ancora nel settore sanitario: sono previsti in organico 7 medici e 14 infermieri per la continuità assistenziale; come specialisti interni, v’è ad oggi unicamente un dentista (la ginecologa, prima presente, manca da giugno di quest’anno). Mancano altresì pneumologo, neurologo, dermatologo, otorino e chirurgo. Il resto delle visite specialistiche è demandato all’esterno con lunghi tempi di attesa. Il turno giornaliero del singolo medico presente in istituto lo costringe a ritmi massacranti; lo stesso vale per il personale infermieristico. Sotto il profilo dell’assistenza psichiatrica, l’ASL garantisce in concreto la presenza di uno psichiatra (a rotazione) all’interno dell’istituto solo per quattro volte al mese (che di fatto si riducono spesso a due o tre al mese), assolutamente insufficiente, oltretutto con un’attività limitata a non più di 5 consulenze per ogni accesso. L’articolazione sanitaria, inoltre, in generale, è priva di autonomia strutturale, situata al fianco del reparto Media Sicurezza e con équipe a rotazione con organico strutturalmente carente. La sezione ATSM (articolazione per la tutela della salute mentale) risulta allo stato ancora chiusa, in attesa dei lavori di ristrutturazione.

Del personale appartenente all’Asl – Benevento fanno parte due psicologi per 38 ore settimanali ognuno (1 dirigente e 1 specialista ambulatoriale) i quali in particolare si occupano della valutazione e prevenzione del rischio suicidario, oltre che dei gesti autolesivi dei detenuti, sia all’ingresso, che durante la permanenza in carcere (svolgono, inoltre, quotidianamente attività di sostegno per la popolazione ristretta).

L’Istituto garantisce attività scolastica (scuola dell’obbligo, istituto alberghiero ed altri corsi di formazione) e lavorativa; all’interno è presente una sartoria (direttore tecnico, Francesco Pedicini) dotata di strumenti all’avanguardia, dunque in grado di produrre lavori sartoriali di buona fattura (in fase pandemica erano state prodotte mascherine per la cittadinanza e ordinariamente vengono prodotte divise per i lavoranti e manutenute le divise della polizia penitenziaria; vengono prodotti altresì altri lavori, sempre su commessa ministeriale). Più limitata è l’attività trattamentale di tipo culturale e ricreativo, demandata come sempre alla buona volontà dei volontari, che pur organizzano eventi teatrali e cinematografici all’interno dell’istituto, con una certa frequenza, anche grazie all’impegno della Direzione, degli educatori e degli agenti.

Le attività trattamentali, come verificato anche nelle precedenti visite, attengono ad attività sportiva (campo da calcio, sale per l’esercizio fisico di modeste dimensioni con presenza di attrezzatura non idonea all’offesa personale), attività ludiche (teatro, cineforum e simili) ed attività finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro (ex art. 80: progetto “integrando” che consta del sostegno di psicologi-criminologi; la linea della vita e progetti regionali di carattere generale come corsi tecnici per pizzaioli e simili).

Al riguardo viene riferito che 4 detenuti sono stati autorizzati ed assunti per lavorare come operai nei cantieri dell’alta velocità. Risultano detenuti collocati presso l’ASI e 2 presso la Caritas, mentre atri detenuti svolgono lavoro all’interno della struttura penitenziaria: 12 in sartoria e in numero variabile in cucina o nel settore pulizia e manutenzione.

I locali palestra interni ai reparti sono desueti e sostanzialmente inutilizzati, con macchine ormai fuori uso e obsolete. I locali per la socialità appaiono spogli, in particolare nel reparto comuni, con connesse lamentele dei detenuti. L’istituto ha attivato ormai da tempo un servizio e-mail per le comunicazioni con i detenuti ed ha implementato, per i colloqui, l’utilizzo delle videochiamate, pur avendo ripristinato il sistema ordinario delle visite in vigore precedentemente all’emergenza pandemica. È sempre presente in struttura il “totem” elettronico messo a disposizione dei detenuti per la spesa, oltre che una ludoteca utilizzata per i colloqui con i familiari dei detenuti con figli e un servizio anagrafe per i documenti di identità.

Per quanto appreso direttamente dal personale e soprattutto dai detenuti medesimi, le visite al carcere da parte dei magistrati di sorveglianza per i colloqui richiesti e periodici sono effettuate di rado; e negli ultimi anni i colloqui si svolgono prevalentemente (quasi esclusivamente) con modalità telematiche. A tale carenza, si aggiunge – sempre in termini di colloqui con i detenuti – il peso dell’assenza di un vicedirettore in pianta stabile.

Le celle, nonostante il sovraffollamento, appaiono in condizioni mediamente accettabili, con qualche caso più evidente di spazio eccessivamente ristretto (nonché di umidità sulle pareti), ai limiti delle misure ritenute “umane”, secondo i criteri individuati dalla CEDU, dalla giurisprudenza di legittimità e dalla legislazione nazionale. Introdotti di recente i frigoriferi, manca invece un’area verde per i detenuti.

Il Carcere di Benevento, in definitiva, si appalesa come un istituto penitenziario che tra le mille difficoltà connesse alla carenza di fondi, personale, strutture e alla scarsa attenzione della Politica e delle Istituzioni, si muove lungo una linea di buona gestione e impegno che garantisce ascolto e detenzione mediamente “sopportabile”, ma con l’urgenza ormai non più rimandabile di provvedere da parte delle autorità sanitarie competenti a garantire una concreta assistenza psichiatrica, e sanitaria in generale, degna di un Paese civile.

Più in generale, la grave condizione di sovraffollamento rende cogenti interventi legislativi di deflazionamento detentivo/carcerario, interventi seri ormai non più rinviabili; provvedimenti come l’amnistia e/o l’indulto, oltre che una seria estensione della gamma delle misure alternative alla detenzione e dell’applicazione della liberazione anticipata.

I 56 casi, ad oggi, di suicidio all’interno delle carceri – tra i quali il recente episodio proprio nell’istituto sannita – devono allarmare le coscienze dei cittadini. Non c’è più tempo.

Casa Circondariale di Benevento| “Gravi criticità: il grido d’allarme delle Organizzazioni Sindacali della Polizia Penitenziaria”

Casa Circondariale di Benevento| “Gravi criticità: il grido d’allarme delle Organizzazioni Sindacali della Polizia Penitenziaria”

AttualitàBenevento Città

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa delle Organizzazioni Sindacali della Polizia Penitenziaria “Sinappe, Uilpa, USSP, e CGIL”: “Le scriventi Organizzazioni Sindacali della Polizia Penitenziaria intendono portare all’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni competenti e degli organi di stampa la perdurante e grave situazione di disagio che investe la Casa Circondariale di Benevento, ormai giunta a livelli non più sostenibili sotto il profilo organizzativo, gestionale e operativo.

A destare particolare preoccupazione è l’insostenibile carenza di personale appartenente al ruolo maschile, che registra una scopertura effettiva di ben 49 unità nel ruolo agenti/assistenti, a fronte di una pianta organica già sottodimensionata del 10% rispetto al fabbisogno teorico. Tale situazione compromette in maniera significativa il regolare svolgimento dei servizi istituzionali e mette a rischio la sicurezza complessiva dell’Istituto.

Pur essendo presente un’eccedenza di 19 unità nel ruolo femminile, è doveroso precisare che il loro impiego è limitato a sole e specifiche postazioni (Block house, portineria, videosorveglianza, ingresso padiglione), per evidenti motivi normativi, strutturali e logistici. Inoltre, alcune di tali postazioni risultano di fatto precluse al personale femminile, in ragione della presenza di detenuti maschi nelle aree adiacenti.

Ad aggravare ulteriormente la situazione vi è la scarsissima disponibilità di personale effettivamente impiegabile, dovuta a legittime assenze prolungate e a un accumulo di congedi arretrati ormai arrivati a livelli record. A ciò si somma una progressiva riduzione delle risorse economiche straordinarie, che penalizza fortemente la possibilità di ricorrere al lavoro straordinario, unica leva oggi disponibile per garantire un minimo livello di operatività.

Il monte ore straordinario attualmente assegnato – comprendente anche il distaccamento del Nucleo Cinofili e del Nucleo interprovinciale traduzioni e piantonamenti – risulta ampiamente insufficiente e, fatto ancor più grave, non viene liquidato con regolarità e puntualità. Si segnala, infatti, che parte delle prestazioni straordinarie rese nel corso del 2024 non risultano ancora remunerate, nonostante il servizio venga svolto su turnazione effettiva articolata su tre quadranti, a fronte di una programmazione su quattro.

Alla luce di quanto sopra esposto, le scriventi OO.SS. sollecitano un intervento urgente e concreto da parte delle Autorità competenti, volto a sanare le gravi criticità evidenziate mediante:

  • l’immediato rafforzamento dell’organico maschile assegnato all’Istituto;
  • il ripristino di un monte ore straordinario congruo rispetto alle reali necessità operative;
  • la tempestiva liquidazione delle prestazioni già rese dal personale in regime di straordinario.

In assenza di segnali concreti e risolutivi, queste Organizzazioni Sindacali si vedranno costrette ad attivare tutte le azioni necessarie a tutela dei diritti soggettivi e oggettivi del personale di Polizia Penitenziaria, già fortemente provato da condizioni di lavoro inaccettabili.

Confidando in un senso di responsabilità istituzionale che consenta di restituire dignità, sicurezza ed efficienza alla Casa Circondariale di Benevento, si auspica un riscontro immediato”.

Benevento| Violenze in carcere: detenuto aggredisce due poliziotti penitenziari

Benevento| Violenze in carcere: detenuto aggredisce due poliziotti penitenziari

Benevento CittàCronaca
Sappe: “Per loro non ci sarà la solidarietà di Ministri e Istituzioni: Polizia Penitaria figlia di un Dio minore”.

Ancora disordini presso la casa circondariale di Benevento, che torna al centro delle cronache. Come riferisce Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “ieri pomeriggio due poliziotti penitenziari sono stati aggrediti, in modo vile e all’improvviso, da un detenuto che stava per essere accompagnato in una nuova cella dopo che aveva pensato bene di distruggere quella in cui era ristretto. I due colleghi hanno riportato lesioni che hanno richiesto l’immediata assistenza medica presso il pronto soccorso del nosocomio cittadino, dove sono stati successivamente dimesso con una prognosi di venti e dieci giorni”. 

Per il sindacalista del SAPPE, che esprime vicinanza e solidarietà ai colleghi, “la vicenda ripropone nuovamente le difficoltà in cui versa il sistema penitenziario campano. La tensione nelle carceri regionali è palpabile ogni istante ed è grave che a pagare lo scotto siano i servitori dello Stato: è un’offesa alla Nazione, un gesto vile e da censurare in quanto commesso in stato di detenzione all’interno di un carcere mentre si è soggetto ad un’opera di risocializzazione. Uno scempio unico e senza appelli! L’aggressione di ieri, per altro, è solo l’ultimo di una serie di episodi che evidenziano la necessità di un intervento urgente e sistematico per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli istituti penitenziari”.

Capece evidenzia, ironico e tagliente, che “purtroppo per lui, i colleghi aggrediti appartengono al Corpo di Polizia Penitenziaria e quindi si dovranno “accontentare” della solidarietà e vicinanza del SAPPE. Per loro, infatti, come è successo per la quasi totalità dei Baschi Azzurri vittime nel 2023 di 1.760 casi di violenza da parte di detenuti e degli oltre 1.700 aggrediti in questi mesi del 2024, immagino che non ci saranno attestazioni di vicinanza e solidarietà da parte dei presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, dei Ministri di Difesa e Interno Guido Crosetto e Matteo Piantedosi, di sindaci e presidenti di regionedi parlamentari e politici vari,  come avvenuto recentemente in un analogo caso di aggressione ad un milite dell’Arma a Locorotondo.

Ma neppure da parte del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, del Viceministro Francesco Paolo Sisto, dei Sottosegretari di Stato delegati Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari, dei Capi Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria e Giustizia minorile Giovanni Russo e Antonio Sangermano, di Provveditori regionali, di Prefetti e persino del loro stesso Direttore del carcere. Tutto ciò è non solo vero ma mortificante e testimonia quel che diciamo da anni: oramai delle aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria non interessa a nessuno e questi gravi e inaccettabili episodi criminali sono, per qualcuno, mera statistica…”.

Capece annuncia che “il SAPPE lancia un appello forte e chiaro alle istituzioni chiedendo l’immediato intervento del D.A.P. e del Ministero della Giustizia. Il primo sindacato della Polizia Penitenziaria sottolinea la necessità di adottare misure più severe nei confronti dei detenuti violenti reputando che soggetti come questi non meritino alcun tipo di beneficio. È necessario applicare l’art. 14 bis dell’Ordinamento Penitenziario e fornire al personale strumento adeguato alla propria difesa”.

VIDEO – Cortincarcere, l’incontro con il regista e lo sceneggiatore del film “Desirè” chiude l’edizione 2024

VIDEO – Cortincarcere, l’incontro con il regista e lo sceneggiatore del film “Desirè” chiude l’edizione 2024

AttualitàBenevento Città

Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 9 ottobre, è andato in scena l’evento conclusivo della III edizione di “Cortincarcere”, un progetto promosso dalla Camera Penale di Benevento insieme all’APS Libero Teatro di Benevento (organizzatrice del Social Film Festival ArTelesia – Benevento, Concorso internazionale del cinema sociale, giunto alla sua XVI edizione) e realizzato con l’essenziale supporto tecnico-logistico della Direzione del carcere e del personale civile e di polizia penitenziaria. Proprio la Camera Penale, sempre ieri, ha donato ai detenuti un nuovo proiettore per la palestra. 

L’incontro ha visto coinvolti i detenuti partecipanti al workshop cinematografico, i quali hanno assistito alla proiezione del lungometraggio “Desirè”, alla presenza del regista, Mario Vezza, e dello sceneggiatore, Fabrizio Nardi. Il film racconta la storia di una adolescente napoletana di origini nigeriane che si ritrova, suo malgrado, in un contesto delinquenziale che la porta a finire in prigione. Lì, l’incontro con un educatore che sta realizzando un progetto teatrale (interpretato da Enrico Lo Verso) la conduce verso una ricerca identitaria che la porterà a compiere una scelta sì difficile ma che le darà la possibilità di riprendere in mano la propria vita. 

Al termine della proiezione, si è svolto un breve confronto dibattito tra gli autori del lungometraggio e i detenuti, con alcuni di questi ultimi che, visibilmente colpiti dalla visione del film e dal suo valore educativo, hanno raccontato la propria storia e confidato le proprie speranze per un domani diverso e migliore. 

Così è giunto a conclusione il cineforum che si è sviluppato nell’arco di questi ultimi mesi e ha riguardato i reparti media sicurezza, alta sicurezza e sex offender del carcere di Benevento. Sarà premiato, inoltre, il prossimo 12 ottobre presso il Teatro Vittorio Emanuele del capoluogo sannita il cortometraggio risultato vincitore sulla base dei voti dei detenuti. Il workshop cinematografico, in questi mesi, da un lato ha fornito ai detenuti le conoscenze di base nell’analisi dei film, privilegiando un punto di vista tecnico, dall’altro ha consentito di sviluppare un ampio dibattito sulle tematiche sociali soggetto dei corti proiettati. Una manifestazione di grande apertura del carcere sul mondo del cinema, in un progetto comune di elevata contaminazione reciproca, di notevole qualità artistica, che rappresenta un momento importante nel percorso di rieducazione e reintegrazione dell’umanità carceraria.

Ascoltiamo ora le parole del direttore della Casa Circondariale sannita, Gianfranco Marcello, di Simona Barbone, presidente della Camera Penale di Benevento, e degli autori del lungometraggio “Desirè”.

Cortincarcere, domani l’incontro con il regista Mario Vezza e il produttore Antonio Acampora

Cortincarcere, domani l’incontro con il regista Mario Vezza e il produttore Antonio Acampora

AttualitàBenevento Città
Domani 9 ottobre in programma l’evento conclusivo della III edizione del progetto promosso dalla Camera Penale di Benevento insieme all’APS Libero Teatro di Benevento.

Mercoledì 9 ottobre 2024, alle ore 14,00, presso i locali della Casa Circondariale di Benevento, si terrà, nell’ambito del progetto “Cortincarcere”, l’incontro con il regista, Mario Vezza, con il produttore, Antonio Campora, e con lo sceneggiatore, Fabrizio Nardi, del lungometraggio “Desiré” (premiato in una delle sezioni del festival sannita).

L’evento, come sempre, vedrà coinvolti i detenuti partecipanti al workshop cinematografico promosso dalla Camera Penale di Benevento insieme all’APS Libero Teatro di Benevento (organizzatrice del Social Film Festival ArTelesia – Benevento, Concorso internazionale del cinema sociale, giunto alla sua XVI edizione) e realizzato con l’essenziale supporto tecnico-logistico della Direzione del carcere e del personale civile e di polizia penitenziaria. La proiezione del film avverrà alla presenza del Direttore del Carcere, del Comandante della Polizia Penitenziaria, del Responsabile dei funzionari giuridico-pedagogici, del Presidente della Camera Penale di Benevento, dei rappresentanti dell’Associazione Libero e di altri ospiti. 

L’opera che sarà mostrata ai detenuti assume particolare valore educativo e sociale in quanto essa racconta la storia di Desiré, una sedicenne di origini nigeriane che vive in un quartiere “difficile” di Napoli, posta davanti alla prova più complessa e faticosa della sua vita, fare i conti con il passato e con la sua identità. Così giungerà a conclusione il cineforum che si è sviluppato nell’arco di tre mesi e ha riguardato i reparti media sicurezza, alta sicurezza e sex offender del carcere di Benevento. 

Sarà premiato il prossimo 12 ottobre presso il Teatro Vittorio Emanuele del capoluogo sannita il cortometraggio risultato vincitore sulla base dei voti dei detenuti. Il workshop cinematografico, in questi mesi, da un lato ha fornito ai detenuti le conoscenze di base nell’analisi dei film, privilegiando un punto di vista tecnico, dall’altro ha consentito di sviluppare un ampio dibattito sulle tematiche sociali soggetto dei corti proiettati. Una manifestazione di grande apertura del carcere sul mondo del cinema, in un progetto di elevata contaminazione reciproca, di notevole qualità artistica, che rappresenta un momento importante nel percorso di rieducazione e reintegrazione dell’umanità carceraria.

Festa della Musica, grande successo per il tributo a Pino Daniele nella Casa Circondariale di Benevento

Festa della Musica, grande successo per il tributo a Pino Daniele nella Casa Circondariale di Benevento

AttualitàBenevento Città

Nell’ambito della Festa della Musica promossa dal Ministero della Cultura, in collaborazione con AIPFM – (Associazione Italiana per la promozione della Festa della Musica), presso la Casa Circondariale “Michele Gaglione” di Benevento, ha riscosso grande successo il “TRIBUTO A PINO DANIELE” della Yes I Know Tribute, band che dal 2015 ha ideato questo progetto che continua a far registrare, senza soste, importanti successi anche di taglio sociale come quelli organizzati presso l’Auditorium dell’Ospedale Fatebenefratelli ed il Complesso Monumentale di San Francesco a Benevento.

Sul palco dell’Istituto “Gaglione” di Contrada Capodimonte (Benevento) si sono esibiti: Pino Tiso – pianoforte, Giuseppe Marlon Salzano – basso e contrabbasso, Jack Corona – Chitarra e mandolino, Sergio Prozzo – mandolino, Antonello Palomba – voce e pianoforte, Giovanni Gentile – chitarra, Vilma Racioppi – voce, Alfredo Salzano – batteria. Presente anche il Guardiano del Complesso Monumentale di San Francesco Fra Luciano Pugliese.

Soddisfazione è stata espressa dal direttore Gianfranco Marcello che ha voluto organizzare questo primo “incontro-spettacolo” nell’ambito delle attività trattamenti rivolte alla popolazione detenuta – ha voluto organizzare questa manifestazione dedicata al grande artista partenopeo.

Nelle prossime settimane sarà ufficializzata una seconda data che vedrà protagonista sempre la Yes I Know Tribute band che procede anche il suo progetto nel campo sociale.

Casa Circondariale di Benevento, operazione congiunta tra Carabinieri e Polizia Penitenziaria

Casa Circondariale di Benevento, operazione congiunta tra Carabinieri e Polizia Penitenziaria

Benevento CittàCronaca

È di ieri la notizia di un’operazione congiunta fra Carabinieri e Polizia penitenziaria: a darne notizia il Coordinatore Nazionale SiNaPPe Fernando MASTROCINQUE.

Tutto ha avuto inizio a seguito di una segnalazione circa la presenza di un’auto sospetta all’esterno del penitenziario di Capodimonte, automobile a bordo della quale veniva segnalata la presenza di due uomini intenti ad armeggiare con un oggetto che presumibilmente poteva trattarsi di un radiocomando a distanza.

Allertata la Polizia penitenziaria – continua il Coordinatore Nazionale SiNaPPe Fernando MASTROCINQUE – nell’immediato si provvedeva ad esplorare l’area esterna al penitenziario e di seguito l’area dell’intercinta; durante la perlustrazione il personale impiegato rinveniva una borsa termica con all’interno degli involucri di diverse dimensioni, tutti minuziosamente incartati.

Nell’area esterna veniva segnalata la presenza di alcuni individui sospetti, per taluni dei quali si è proceduto all’identificazione. Purtroppo però non è stato possibile identificare la provenienza della borsa in questione.

Sempre più spesso i fatti di cronaca ci informano di tentativi di introduzione di materiale illecito o comunque non consentito attraverso l’utilizzo dei Droni – prosegue il Coordinatore Nazionale SiNaPPe Fernando MASTROCINQUE – l’evolversi della tecnologia agevola l’introduzione illecita di Telefoni e Sostanze stupefacenti negli Istituti penitenziari, attraverso l’utilizzo dei Droni sempre più spesso le consegne vengono effettuate direttamente nelle camere di pernottamento, un fenomeno sempre più diffuso poiché chi dall’esterno manovra i droni va incontro a dei rischi quasi inesistenti di essere individuato.

Già lo scorso anno il Dap e l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) hanno stretto un accordo volto a migliorare la sicurezza nelle strutture penitenziarie attraverso l’utilizzo di Droni per svolgere attività di monitoraggio nelle aree esterne al perimetro dei penitenziari, purtroppo però, con una criminalità organizzata sempre più al passo con la tecnologia, dopo poco più di un anno dall’accordo, non sono ancora stati avviati i corsi di formazione per un utilizzo che consenta di prevenire eventuali introduzioni illecite.

E’ una lotta impari – conclude il portavoce del SiNaPPe Fernando MASTROCINQUE – purtroppo la Polizia penitenziaria non gode di strumenti in grado di contrastare l’utilizzo dei Droni ai fini di contrabbando all’interno del penitenziario.

Un plauso al personale che con la propria arguzia e professionalità è riuscito ad evitare spiacevoli consegne.

VIDEO – Aggressioni al carcere di Benevento, visita ispettiva di Rubano

VIDEO – Aggressioni al carcere di Benevento, visita ispettiva di Rubano

Politica

Visita ispettiva del deputato sannita, Francesco Maria Rubano, questa mattina presso la Casa Circondariale di Benevento. L’onorevole di Forza Italia ha voluto far sentire la propria vicinanza alla polizia penitenziaria dopo gli ultimi episodi di violenza avvenuti all’interno dell’Istituto Penitenziario di Capodimonte.

Rubano che ha incontrato il direttore della Casa Circondariale, Gianfranco Marcello, il quale però ha preferito non rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Ascoltiamo le parole dell’onorevole Francesco Maria Rubano rilasciate ai microfoni di BeneventoNews24.it.

VIDEO – Suicidi in carcere, manifestazione in piazza Risorgimento: “Non va tolta la dignità ai detenuti”

VIDEO – Suicidi in carcere, manifestazione in piazza Risorgimento: “Non va tolta la dignità ai detenuti”

AttualitàBenevento Città

Anche a Benevento, così come nel resto d’Italia, si è svolta stamani la manifestazione organizzata dal Garante delle persone della libertà personale.

Alle ore 12 in punto, in contemporanea alle altre 86 piazze italiane, associazioni, Garante per la provincia di Benevento e rappresentanti della Camera Penale di Benevento, hanno letto un documento della Conferenza nazionale chiedendo interventi urgenti atti a combattere il preoccupante fenomeno dei suicidi in carcere.

Nel corso della manifestazione sono stati snocciolati un po’ di numeri riguardanti gli eventi critici nell’anno 2023 accaduti presso gli Istituti penitenziari campani.

Presenti i rappresentanti dell’Associazione Rete sociale, della Camera penale di Benevento, dei Giuristi democratici – sezione territoriale di Benevento, dell’Associazione sbarre di zucchero, dell’Associazione Gramigna.

Ascoltiamo ore le parole proprio della Garante, Patrizia Sannino, e dell’avv. Nico Salomone, della Camera Penale di Benevento e componente dell’Osservatorio Nazionale Carceri UCP.

VIDEO – Detenuti assunti per la coltivazione di piante officinali: l’impegno di Erbagil Tenuta srl

VIDEO – Detenuti assunti per la coltivazione di piante officinali: l’impegno di Erbagil Tenuta srl

AttualitàBenevento Città

Favorire la rieducazione e l’inserimento socio-lavorativo di detenuti in condizione di vulnerabilità, tramite la promozione di percorsi formativi e opportunità di lavoro all’interno del carcere.

Questo l’obiettivo sotteso al protocollo d’intesa sottoscritto questa mattina presso la sede di Confindustria Benevento.

Tra i firmatari del documento anche Erbagil Tenuta srl, azienda che si occupa di ricerca e innovazione in campo curativo, cosmetico e alimentare nel rispetto della natura e delle persone.

Quanto all’accordo sottoscritto stamani, che vede tra i protagonisti logicamente anche la Casa Circondariale di Benevento, nonché Asia Benevento, Erbagil Tenuta srl si è impegnata ad utilizzare gli spazi verdi messi a disposizione dall’Istituto penitenziario per mettere a dimora le piane officinali del Matese, valendosi del personale reclutato tra i soggetti ristretti all’interno del carcere sannita.

Inoltre, l’azienda si è impegnata ad assumere un contingente numero di detenuti ritenuto adeguato alle esigenze della produzione e ad utilizzare il compost prodotto dalla compostiera di comunità installata e gestita da Asia Benevento all’interno della Casa Circondariali per la coltivazione delle piante officinali.

Ascoltiamo ora l’intervista alla dottoressa Gilda Benevento, Amministratrice di Erbagil Tenuta sril che, ai microfoni di BeneventoNews24.it, ha spiegato nel dettaglio il ruolo dell’azienda in questo progetto dalle evidenti connotazioni sociali.