Caso Perugia, i penalisti in protesta: “Violata la riservatezza tra avvocato e assistito”

Caso Perugia, i penalisti in protesta: “Violata la riservatezza tra avvocato e assistito”

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“I cittadini devono comprendere che ad essere calpestato non è un interesse di categoria ma un diritto costituzionalmente garantito. Quanto accaduto nel carcere di Perugia ha travolto in radice uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto, il diritto di difesa”, dichiara l’avv. Simona Barbone, componente della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane.

“Da lunedì 8 e fino ad oggi gli avvocati penalisti di tutta Italia hanno esercitato la più forte forma di protesta, l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria. I cittadini devono comprendere che ad essere calpestato non è un interesse di categoria ma un diritto, costituzionalmente garantito. I fatti accaduti nel carcere di Perugia sono di una gravità inaudita e destano forte preoccupazione per modalità di gestione delle indagini da parte di alcune Procure in spregio della Costituzione, della CEDU e del Codice di Procedura Penale.

Per sei mesi decine di avvocati sono stati intercettati mentre erano a colloquio con i propri assistiti nel luogo in cui i detenuti affidano le proprie verità e le proprie speranze a coloro che per legge ne custodiscono la riservatezza e la segretezza. I colloqui tra avvocato e assistito non possono essere intercettati e se ciò avviene l’intercettazione deve essere immediatamente interrotta e distrutta.

È inaccettabile la giustificazione della inutilizzabilità laddove ormai sono state captate strategie difensive e colloqui riservatissimi registrati in modo indiscriminato. L’Unione delle Camere Penali Italiane ha richiesto l’intervento del Ministro della Giustizia e del CSM affinché si faccia piena luce su questa vicenda che ha travolto in radice uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto, il diritto di difesa”.

Così in una nota stampa l’avv. Simona Barbone, componente della Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane.