
Dal gruppo ‘Mia Moglie’ al caso ‘Phica.net’: un caso di violenza che colpisce l’intera collettività femminile
AttualitàDall'ItaliaFa rumore, e non poco, la recente notizia della scoperta dell’esistenza di veri e propri forum online in cui sarebbero state condivise nel tempo, in modo non consensuale e del tutto illegale, foto di migliaia di donne, date in pasto al web e ad un pubblico di spettatori sempre più affamato, peggio di un branco di lupi.
È il caso del sito web “Phica.net” e del gruppo Facebook “Mia Moglie”, che solo da qualche settimana sono stati riportati all’attenzione della Polizia Postale, la quale ora indaga per poter risalire ai responsabili. Uno è italiano.
Parliamo di forum su cui sarebbero apparse non solo foto rese già pubbliche da alcuni utenti sui propri profili social, ma anche scatti ignoti o particolarmente intimi, diventati oggetto di commenti deplorevoli e considerazioni volgari e sessiste, frutto di un’era digitale fuorviante e diseducativa, che rende l’essere umano sempre più vulnerabile e anche corruttibile.
Al centro di questo orrore ci sono finiti corpi nudi e non, ma anche volti, appartenenti a mogli, compagne, minorenni, donne politiche e influencer. Un vero e proprio caso di violenza che questa volta non colpisce una singola donna, ma l’intera collettività femminile, sollevando questioni profonde sul concetto di “privacy” e ancora di più su quello di “consenso”, e su come la cultura patriarcale abbia distrutto ancora una volta quella del rispetto, violando la dignità e la libertà di ogni individuo femminile.
Del concetto di consenso se ne parla sempre più spesso e ciò accade perché la donna sente ancora oggi la necessità di dover tracciare un confine. Una necessità che, nel corso di una lotta etica e politica di cui la donna è da sempre protagonista, nasce dal bisogno di difendersi. Si parla di consenso ovunque, anche nei nostri Codici, ma c’è chi lo ignora. E rispettarlo non è solo un diritto giuridico, bensì un dovere morale.
A denunciare l’accaduto sono state in tantissime: dalle stesse vittime che hanno ritrovato le proprio immagini in rete a donne dello spettacolo che si sono fatte portavoce di un qualcosa che non riguarda solo una piccola parte della popolazione femminile – come dicevamo – ma attanaglia l’intera Italia, invitando tutte noi a denunciare. Ad oggi i due forum sono in fase di chiusura, non solo grazie al lavoro della Polizia Postale, ma anche grazie a petizioni online che hanno raggiunto tutto il mondo.
A parlarne ieri mattina è stata anche la conduttrice televisiva di Canale 5, Elena Guarnieri, lasciandosi andare ad una riflessione personale. La Guarnieri, puntuale come poche, ha affermato in diretta: “Ci viene da chiedere se chi pubblica certe foto oscene, certi commenti a dir poco volgari e sessisti, pensa al fatto che quella roba possa finire nella mani di un figlio, magari di un adolescente, magari come è capitato anche a qualcuna di noi. Ci viene anche da chiedere, come sia possibile che siano proprio i fidanzati, i mariti, a usare il corpo delle proprie compagne, dandolo letteralmente in pasto a certi siti scabrosi.
Ovviamente, noi donne giornaliste, noi donne dello spettacolo, donne delle istituzioni, abbiamo sempre un modo per difenderci, ma non è così per tutte le donne, che possono anche non reggere alla vergogna di vedersi denudate, di sentirsi abusate verbalmente, ed è a loro che noi dobbiamo pensare. Nascere maschi è nella natura, è diventare uomini che è molto complicato, molto difficile e questo riguarda davvero tutti, noi genitori, la scuola, le istituzioni, siamo tutti coinvolti.”
La notizia della chiusura dei due forum online è certamente una piccola vittoria per tutte. È il primo passo verso una tutela, maggiore e più consapevole, della donna in quanto madre, figlia, moglie e compagna. È solo il primo passo verso una vittoria più grande, di una battaglia che oggi però risulta essere ancora lunga.
In un’epoca costellata da fiocchi arcobaleno e genitori che rivendicano il sesso della propria prole, possa l’essere umano, prima di affermarsi maschio o femmina, imparare a guardare al prossimo senza superiorità, ma con estrema empatia, facendo sì che il mondo diventi un ambiente sano in cui la donna possa vivere ed esporsi liberamente, senza censure e senza paure.
Affinché ciò avvenga, occorre sensibilizzare ed educare. E no, non è solo compito delle donne quello di Educare.