A seguito dei gravissimi fatti avvenuti i primi giorni di ottobre a Montesarchio, il Questore di Benevento, ai sensi dell’art. 100 del TULPS, ha sospeso la licenza di pubblico spettacolo relativa ad un locale di Montesarchio nelle adiacenze del quale i fatti si erano verificati.
Il Questore di Benevento aveva già emesso nei confronti di quattro giovani, provvedimenti di divieto di accesso e avvicinamento al locale nonché di stazionamento nelle immediate vicinanze dello stesso.
Si tratta di un provvedimento a garanzia dell’ordine e della sicurezza pubblica dei cittadini adottato con finalità cautelare, finalizzato a prevenire il reiterarsi di situazioni pregiudizievoli per l’ordine, la sicurezza e l’incolumità pubblica.
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Per loro, divieto di accesso, per un periodo di tre anni, dalle ore 19.00 alle ore 07.00, agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento siti in tutta la provincia di Benevento.
In data odierna, al termine delle attività istruttorie effettuate dalla Divisione Polizia Anticrimine, sono stati emessi dal Questore della Provincia di Benevento i provvedimenti d.ac.ur. nei confronti delle quattro persone che nella notte del 05.10.2025 in Montesarchio, all’esterno di un locale di pubblico trattenimento, dapprima immobilizzavano un minore degli anni 18, per poi colpirlo ripetutamente mediante l’uso di un manganello nonché con pugni e calci alla testa, all’addome e al torace, cagionando gravissime lesioni personali all’aggredito, al momento ricoverato all’ospedale San Pio in prognosi riservata.
I provvedimenti, in considerazione delle condotte particolarmente violente tenute dai partecipanti all’agguato e della necessità di prevenire il ripetersi di episodi analoghi, impongono ai destinatari il divieto di accesso, per un periodo di tre anni, dalle ore 19.00 alle ore 07.00, agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento siti in tutta la provincia di Benevento, prevedendo contestualmente anche il divieto di stazionamento nei pressi dei suddetti luoghi di ritrovo.
Le misure adottate, denominate anche daspo willy in memoria del giovane Willy Monteiro Duarte, brutalmente assassinato a Colleferro (RM) la notte del 6 settembre 2020, costituiscono uno strumento fondamentale nella strategia di prevenzione in quanto finalizzate a tutelare la sicurezza collettiva impedendo la frequentazione dei luoghi di aggregazione a coloro che precedentemente hanno tenuto condotte violente nei pressi di esercizi pubblici o di locali di pubblico trattenimento.
Foto: immagine di repertorio
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È stata confermata, dunque, la misura cautelare nei confronti dei quattro giovani di Benevento, accusati del tentato omicidio di un diciassettenne di Vitulano.
Decisione motivata dal giudice con ‘ un concreto pericolo di reiterazione del reato’. Una valutazione basata sulle modalità dell’aggressione: un pestaggio di particolare violenza, proseguito anche quando la vittima era già a terra, inerme, con il corpo martoriato.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quella di domenica notte è stata una vera e propria spedizione punitiva. Un regolamento di conti tra gruppi di ragazzi di Benevento e di Foglianise, rivalità che andavano avanti da mesi. Solo uno dei quattro indagati ha risposto alle domande alle domande del GIP, gli altri tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
C’erano stati già precedenti episodi, a giugno e ad agosto: qualche pugno, spintoni e insulti. Ma questa volta, la violenza è esplosa senza controllo. Da quanto si apprende, tutto sarebbe iniziato intorno all’una di notte. Una telefonata, o forse una foto apparsa sui social, avvisa alcuni giovani del capoluogo sannita: “Quelli di Foglianise sono a Montesarchio”. A quel punto, parte il gruppo. Quattro auto – un’Alfa Romeo, due Panda e una Punto – con a bordo tredici ragazzi in tutto.
L’incontro avviene alla rotonda di Cirignano. Calci, pugni, colpi inferti anche quando il diciassettenne era già a terra ma il primo ad essere stato preso di mira è stato Antonio, altro giovane di Foglianise, che poi è riuscito a liberarsi e scappare.
Un’aggressione di una violenza sconcertante, ripresa da una telecamera di sorveglianza e ricostruita grazie alle immagini, ai telefoni cellulari e alle testimonianze raccolte dai carabinieri. Oggi il giovane di Vitulano è ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Pio. La comunità è sotto choc.
E mentre le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio di quella notte, la speranza è una sola: che il ragazzo possa farcela e superare questo terribile momento. Una notte di violenza che lascia ferite profonde, non solo su chi l’ha subita, ma su un’intera comunità.
Rissa Montesarchio, il sindaco Sandomenico: “Immagini atroci, violenza inaudita: è inaccettabile”
“Farò tutto quel che è in mio potere per far comprendere ai ragazzi che non si può giocare con la vita, che la violenza va respinta”, annuncia il primo cittadino.
“Quanto accaduto a Montesarchio nella notte di sabato è inaccettabile. Lo dico da Sindaco, da cittadino, da padre, da uomo. Immagini atroci di una spedizione punitiva di giovanissimi contro giovanissimi: una violenza inaudita e senza pietà, un ragazzo ridotto in fin di vita”. Così Carmelo Sandomenico, sindaco di Montesarchio.
“Parliamo di giovanissimi, di ragazzini in età scolastica – prosegue – che si affrontano a colpi di mazze da baseball senza alcuna pietà…senza alcun senso. Spiace che fatti di tale gravità siano avvenuti a margine del concerto di un trapper che propina nei suoi testi violenza e stile gangsta.
Si fa fatica a commentare una vicenda di simile gravità: ringrazio le forze dell’ordine e gli inquirenti per l’ eccellente lavoro svolto e per quello che svolgeranno ancora. Tuttavia è chiaro che non basta parlare di sicurezza quando si parla di giovanissimi”.
“Chiederò un confronto, che mette insieme più attori, dalle famiglie alla scuola alle istituzioni al terzo settore, provando a mettere in campo tutto quel che è in mio potere per far comprendere ai ragazzi che non si può giocare con la vita, che la violenza va respinta, che quanto accaduto sabato è inaccettabile”, conclude.
Un’escursione solitaria nei boschi del Taburno si è trasformata in un brutto spavento per un uomo che, nel pomeriggio di oggi, è caduto in un dirupo tra Montesarchio e Cirignano, in una zona impervia e ricoperta di fitta vegetazione.
A causa della caduta, l’escursionista è rimasto incastrato tra rovi e sterpaglie, senza la possibilità di liberarsi autonomamente. Con il cellulare ancora funzionante, è riuscito a contattare i soccorsi.
L’allarme è stato raccolto dai Vigili del Fuoco del distaccamento di Bonea, supportati dal Comando provinciale, che si sono subito attivati per raggiungere il luogo dell’incidente. Dopo un intervento non privo di difficoltà, i soccorritori sono riusciti a recuperare l’uomo e a metterlo in sicurezza.
Affidato al personale del 118, è stato trasportato in ospedale per accertamenti. Le sue condizioni non destano preoccupazione.
Montesarchio, Carmelo Mastropietro è stato ritrovato
Proseguono le ricerche di Carmelo Mastropietro, il 74enne di Cirignano, frazione di Montesarchio, di cui si sono perse le tracce dalle 10:00 di ieri 21 ottobre.
La Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine stanno scandagliando il territorio caudino, in cerca di tracce e notizie dell’uomo.
Il 74enne si è allontanato a piedi e non ha fatto più ritorno a casa. Come detto: ha 74 anni ed è di Cirignano, luogo dove è stato visto l’ultima volta.
È stata la famiglia a lanciare l’allarme e a sporgere denuncia quando ha visto che ormai mancava da casa da troppe ore. Non avrebbe con sé nemmeno il cellulare.
Cittadino scomparso a Montesarchio, attivato il Centro Operativo Comunale
Il Sindaco di Montesarchio, Carmelo Sandomenico, in considerazione della scomparsa del cittadino Carmelo Mastropietro, detto Meluccio, di anni 74, ha provveduto con propria ordinanza ad attivare dalla giornata di ieri il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) di Montesarchio.
Il coordinamento è stato affidato alla consigliera comunale delegata alla protezione civile Anna Iachetta.
Ciò, per assicurare nell’ambito del territorio comunale la direzione ed il coordinamento di tutte le attività di ricerca necessarie per il ritrovamento del cittadino scomparso e di attivare in particolare in seno al Coc le funzioni d’emergenza tecnico scientifiche, di volontariato, materiale e mezzi e di telecomunicazioni.
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