Su iniziativa del Coordinamento Provinciale di Libera Benevento, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, mercoledì 10 Settembre si vivranno due momenti commemorativi in memoria del nostro concittadino Vito Ievolella, Maresciallo Scelto dei Carabinieri, barbaramente assassinato dalla mafia palermitana con la complicità di coloro che negli anni hanno reso forti le mafie: le cosiddette complicità esterne, che hanno consentito alle mafie di ramificarsi in tutti i settori della vita pubblica ed economica del Paese.
Il primo appuntamento è alle ore 10:00 presso la Basilica della Madonna delle Grazie per la Celebrazione della Santa Eucarestia. A seguire, alle ore 11:00, ci sarà l’omaggio floreale alla targa stradale in Via Ievolella.
Il sacrificio di Vito ricorda a noi tutti la sacralità del senso del dovere e l’amore per il proprio lavoro quando lo stesso diventa missione. Un uomo, un sannita che ha servito il tricolore con disciplina e onore: perché l’onore è una qualità delle persone per bene e non dei mafiosi.
E dunque uomo d’onore vuol dire essere al servizio del proprio paese, della sua comunità e mantenere fede ad un impegno collettivo e non ad una famiglia.
Il 30 Agosto 2025 ricorreranno 47 anni da quella tragica sera quando venne assassinato il giovane Tonino Esposito Ferraioli. La sua “colpa” fu quella di non essere stato omertoso, di non girarsi dall’altra parte, facendo finta di nulla.
Cuoco in una mensa aziendale, con grande senso di responsabilità ed altruismo, denunciò l’utilizzo di cibi scaduti, soprattutto di carne avariata, all’epoca grande business della camorra.
Venne barbaramente ammazzato per essere stato fedele alla sua Promessa Scout ed al suo mandato di sindacalista della CGIL. Ammazzato perché abbandonò l’io per il bene degli altri. Ucciso perché “pose il proprio onore nel meritare la fiducia”.
Venne ammazzato perché non bisognava parlare, perché le mafiosità si nutrono di silenzi e di complice indifferenza. Tonino non si piegò, non offese la sua dignità ed il suo senso dell’onore. Pagò con la vita.
Sabato 30 Agosto, alle ore 10:00, su iniziativa del Coordinamento Provinciale di Libera Benevento, della segreteria Sannita della CGIL e dell’Agesci Zona Samnium, si vivrà un momento commemorativo presso l’aiuola a lui dedicata in via XXV Luglio.
Una memoria viva, animata da riflessioni, dalla bellezza dei fiori e da un collegamento con la Masseria “Esposito Ferraioli” dedicata a Tonino, sorta su un bene confiscato alla camorra nel comune di Afragola.
In collegamento ci sarà Mario, fratello di Tonino, che incontrerà gli scout del Cantiere Nazionale Agesci “Da terre di Camorra a Terre di Don Peppe Diana” creando per l’occasione un ponte con il Sannio.
La storia di Tonino, come quella di tutte le vittime innocenti delle mafie, è un costante monito a non essere “cittadini ad intermittenza”. Per le coscienze non può esserci pausa estiva e “senza memoria si vive nella menzogna”.
Quante volte ci giriamo dall’altra parte nel vedere ingiustizie, diritti violati e negati?
La memoria deve sempre imbarazzare, scuotere, essere pungolo per le coscienze individuali, viatico per la costruzione di una matura coscienza collettiva.
Il cambiamento è il frutto del singolo impegno nella coralità della partecipazione collettiva.
Era il 14 Giugno del 2016 quando a Benevento fu trovato il corpo senza vita di Esther Johnson. Donna Nigeriana, madre, vittima della schiavitù della strada nella nostra città.
Erano anni in cui il fenomeno della prostituzione iniziava ad essere molto evidente e marcato, anche con una presenza diurna.
Esther ogni giorno raggiungeva il capoluogo sannita da Castel Volturno, vittima di un sistema criminale che da sempre gestisce questa forma di schiavitù moderna. Una schiavitù che, seppur gestita dalla criminalità organizzata, si alimenta della vergognosa frequentazione dei così detti “clienti”, spesso persone insospettabili, senza nessun coinvolgimento nel sistema criminale, ma che lo alimentano con i propri comportamenti.
La prostituzione è una vera e propria forma di schiavitù, altro che “mestiere più antico del mondo”. Ma quale donna vorrebbe svendere il proprio corpo come mestiere?
La storia di Esther ci impone la responsabilità delle parole, da usare con cautela, rispetto e delicatezza. Cosa che non avvenne al rinvenimento del suo corpo.
Purtroppo l’omicidio di Esther non ha ancora ricevuto giustizia nelle aule dei tribunali. Abbiamo la responsabilità di evitare che la sua uccisione cada nell’oblio delle coscienze.
Non dimenticare è l’imperativo, ma non basta, bisogna mobilitarsi, denunciare, riflettere, condividere. Questo il senso dell’iniziativa promossa dal Coordinamento Provinciale di Libera Benevento che si terrà venerdì 14 Giugno, tramite una mobilitazione generale, con appuntamento alle ore 17:45 nel piazzale antistante la stazione ferroviaria per poi raggiungere il luogo della memoria.
Un momento collettivo, plurale e trasversale. In collaborazione con l’ ANPI Benevento, l’Azione Cattolica Diocesana e della Parrocchia Santa Maria di Costantinopoli, la CGIL Benevento, gli scout dell’AGESCI Zona Samnium e del CNGEI Sezione di Benevento, il progetto “Fuori Tratta“ del Consorzio “Sale della Terra”, con il gruppo Nati per Leggere e la Parrocchia Santa Maria di Costantinopoli.
Un fiore per Esther, perché la memoria è anche gentilezza, quell’attenzione che non ha ricevuto in vita e l’indignazione richiede coralità e che diventi sollecitazione per le coscienze di tutti contro ogni forma di retorica.