
Le melodie dell’Aida al Teatro Romano: opera di amore, conflitto e dovere
Cultura e SpettacoloNegli spazi maestosi e affascinanti del monumento storico forse più significativo di Benevento, il Teatro Romano, è andato in scena, nell’ambito di “Lirica al Teatro Romano“, un momento dal profondo valore umano e culturale cui ha assistito un pubblico numeroso e appassionato. Dopo l’evento dell’altra sera che ha visto protagonista Katia Ricciarelli, ieri la prima e vera opera lirica: l’Aida di Giuseppe Verdi.
La serata è stata presentata dal Direttore dell’Area Archeologica del Teatro Romano Giacomo Franzese e dal Direttore artistico dello stesso teatro, Ferdinando Creta.
L’Aida è il capolavoro di Giuseppe Verdi, nato su richiesta di Isma’ il Pascià, Chedivè d’Egitto che, nel 1860, chiese al compositore italiano di scrivere un’opera che celebrasse l’apertura del Canale di Suez. Dopo vari tentennamenti da parte di Verdi, l’Aida fu rappresentata per la prima volta al Teatro dell’Opera del Cairo il 24 dicembre del 1871, per poi essere ripresentata, con grande successo, in Europa, al Teatro alla Scala di Milano nel 1872.
Nella serata beneventana l’opera è stata sostenuta dall’Orchestra Internazionale della Campania, guidata dal Maestro Leonardo Quadrini e dal Coro Opera Festival di Bitonto oltre che dal Coro Lirico di Benevento. Presente in scena, nei passaggi danzanti dell’opera stessa, il Corpo di ballo Studi Danza F. Saveria Cotroneo.
Protagonisti significativi canori dell’opera sono stati Diana Bacur (Aida), Micael Spadaccini (Radamess), Miariangela Zito (Amneris), Laurent Kubla (Amonasro), più un’altra serie di artisti che, in toto, hanno contribuito alla realizzazione della storia e delle grandi e meravigliose sonorità del lavoro verdiano.
L’Aida è un’opera in quattro atti realizzata su libretto di Antonio Ghislanzoni, basata su un soggetto dell’archeologo francese Auguste Mariette, primo direttore del Museo Egizio del Cairo.
Giuseppe Verdi, uno dei più grandi compositori d’opera italiani, nonché icona del Risorgimento nazionale, ha realizzato capolavori musicali caratterizzati da musica dalla forte componente drammatica e melodica. l’Aida non sfugge a tale impostazione essendo una creazione del melodramma italiano nel quale si fondono melodie intense e indimenticabili, con storie di personaggi dalla forte componente drammatica.
Importante è, nelle creazioni verdiane, il ruolo dell’orchestra, determinante nello svolgimento della storia, senza mai sacrificare però il ruolo della voce.
Aida era la figlia del re Etiope che, fatta prigioniera e portata in Egitto, si innamora, ricambiata, di Radames, comandante delle truppe egiziane, nonché promesso sposo di Amneris, figlia del faraone.
Durante una seconda guerra, viene fatto prigioniero il re d’Etiopia che convince sua figlia, Aida, a farsi dire da Radames quali fossero le prossime mosse dell’esercito egiziano.
L’aver rivelato tali progetti getta il comandante delle truppe egiziane in una profonda crisi personale e patriottica che lo porterà, nonostante l’intervento presso il Faraone di Amneris, alla morte, una morte però che egli affronterà con Aida, nascostasi nel luogo di sepoltura da vivo previsto dalla condanna.
Lavoro grandioso di musica e storia che, nella serata in questione, è stato portato avanti con grandezza musicale ed interpretativa dai cantanti che, padroni della scena e delle melodie, hanno coinvolto il numeroso pubblico presente che ha ripetutamente applaudito gli artisti, rappresentando, con il loro lavoro, un punto di riferimento nel repertorio operistico.
Entusiasmanti le aree dell’opera che hanno riempito l’aria del teatro che ha fatto, esso stesso, da appassionato palcoscenico, come “Celeste Aida”, “O patria mia” e, non ultima la “Marcia trionfale”.
L’imponenza musicale dell’opera ha fatto sentire la sua voce non solo nella storia drammatica di un amore impossibile, ma soprattutto nella grandiosità di una musica senza tempo e nella sua capacità di trascinare spinte emozionali, commozioni e solennità.
Una serata dunque in cui, grazie ad una rappresentazione arricchita da elementi scenici, costumi, coreografie e l’impiego di grandi complessi orchestrali e corali, si è potuto regalare e costruire, da parte degli organizzatori dell’evento, una parantesi di gioia e di appagamento sonoro e artistico spesso raro nella vita quotidiana.







