Assolto S.A. di Airola: era imputato di truffa, furto aggravato e sostituzione di persona

Assolto S.A. di Airola: era imputato di truffa, furto aggravato e sostituzione di persona

CronacaProvincia

La Corte D’Appello di Napoli, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, ha assolto S.A., 39 anni di Airola, imputato di truffa, furto aggravato e sostituzione di persona.

In particolare S.A. perché, al fine di trarne profitto mediante manomissione del contatore di una donna si impossessava di energia elettrica sottraendola all’Enel Distribuzione Spa che legittimamente la deteneva
con la circostanza aggravante di aver commesso il fatto valendosi di mezzo fraudolento consistito nell’allacciamento abusivo mediante un cavo elettrico occultato nel muro e prelevando energia elettrica direttamente alla rete Enel, bypassando il contatore, senza registrazione dei prelievi effettuati e limitazione di erogazione.

Poi S.A. con artifici e raggiri consistiti nel falsificare la Carta d’identità di una donna, cambiando la fotografia, nel sottoscrivere a nome di questa un contratto falso con l’Enel distribuzione, induceva in errore la suddetta società circa la sottoscrizione del contratto da parte della donna provocando a sé un ingiusto profitto e a quest’ultima in danno.

In ultimo S.A. al fine di procurare a sé un vantaggio, induceva in errore I’ Enel Distribuzione Spa sostituendo illegittimamente la propria persona a quella della donna, modificando la carta d’identità e attribuendosi la qualità di contraente nel contratto di fornitura di energia elettrica, a cui la legge attribuisce effetti giuridici, al fine di usufruirne.

Il Tribunale di Benevento in primo grado aveva condannato S.A. La Corte D’Appello di Napoli, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, ha assolto S.A, ribaltando la sentenza di primo grado.

Arpaia, ridotta considerevolmente la pena a figli di due noti ras imputati di una moltitudine di reati

Arpaia, ridotta considerevolmente la pena a figli di due noti ras imputati di una moltitudine di reati

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La Corte D’Appello di Napoli, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, ha riformato la sentenza di primo grado nei confronti di un 27enne e di un 37enne, entrambi di Arpaia, accusati di estorsione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, violenza privata, lesioni, minacce aggravate, furto aggravato e danneggiamento, tutti reati aggravati dal concorso di persone.

Al 27enne, figlio di un noto personaggio ritenuto essere un boss del clan Massaro, la pena è stata ridotta da 6 anni e 8 mesi a 4 anni, mentre al 37enne, figlio di un noto pregiudicato accusato in passato di far parte del Clan Pagnozzi e di avere rapporti con il clan Massaro, la pena è stata ridotta da 4 anni a 3 anni, il Pm per lui in primo anno aveva chiesto 5 anni e 20 giorni di reclusione, ma il Giudice di prime cure aveva già ridotto la pena riconoscendo la seminfermità mentale, in accoglimento della richiesta dell’Avvocato Vittorio Fucci.

In particolare i due rispondevano di:
1) 2 episodi di estorsione in due bar di Montesarchio e San Martino Valle Caudina, nei quali i due mettevano in essere l’attività estorsiva dicendo di “essere loro il clan”, oltre a sottrarre dei prodotti senza procedere al pagamento e a scaraventare bottiglie e tazzine contro le pareti, danneggiando i bar;
2) 1 episodio a carico di due giovani di Airola che avevano costretto a fermare la loro auto e dopo averli presi a schiaffi e pugni ed averli minacciati con un coltello puntato alla gola, esplodevano contro di loro colpi di pistola, danneggiando anche l’autovettura.

Inoltre dall’attività d’indagine emergeva anche che uno dei due imputati aveva fatte tradurre alcune vittime dinanzi al padre, elemento di spicco del clan Massaro, per indurre queste a ritirare la querela.
La Procura Generale della Corte d’Appello aveva chiesto la conferma delle condanne di primo grado. Oggi la Corte D’Appello di Napoli, invece, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, ha riformato la sentenza in senso favorevole agli imputati.

La difesa degli imputati, nonostante l’importante risultato, sta valutando anche un ricorso per Cassazione.

Sant’Agata De’ Goti, assolto imprenditore imputato di atti fraudolenti per sottrarsi al pagamento di 200mila euro di imposte

Sant’Agata De’ Goti, assolto imprenditore imputato di atti fraudolenti per sottrarsi al pagamento di 200mila euro di imposte

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La Corte D’Appello di Napoli, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, ha assolto un imprenditore 57 anni di Sant’Agata De Goti, imputato di atti fraudolenti sui proprio beni al fine di sottrarsi al pagamento di un debito tributario di circa 200mila euro.

In particolare il 57enne, secondo l’accusa, alienava fraudolentemente la sua quota societaria pari al 50% del capitale versato per sottrarsi al pagamento di un consistente debito tribubatrio nei confronti di un ente.

Il Tribunale di Benevento aveva condannato l’imprenditore 57enne alla pena di 9 mesi reclusione e alle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese nonché dell’incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione e dell’interdizione dalle funzioni di rappresentanza ed assistenza tributaria per la durata di anni 1.

La Corte D’Appello di Napoli, accogliendo la tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, ha riformulato la sentenza, mandando assolto il 57enne.