La Corte Federale d’Appello della FIGC ha riformato la decisione del 7 agosto 2024, rideterminando la squalifica dell’ex difensore giallorosso Christian Pastina. L’ex centrale del Benevento, oggi al Padova, era stato coinvolto nel caso calcioscommesse nel dicembre 2023 e avrebbe dovuto restare fermo fino a fine mese.
Ormai da qualche ora, invece, il classe 2001 di Battipaglia può essere considerato un calciatore arruolabile fin da oggi e dovrà pagare solamente una sanzione pari a 3mila euro. Una vittoria comunque per Christian Pastina che ha affidato al suo profilo Instagram un pensiero in merito a quanto accaduto.
“A dicembre 2023 ho vissuto un momento molto difficile. Sono stato coinvolto in accuse di Calcioscommesse. È stato come essere travolto da uno tsunami. Ho dovuto affrontare il sospetto per cose molto gravi, la rabbia dei tifosi del Benevento, che avevano ragione a chiedere giustizia per l’offesa fatta alla loro squadra e ai loro colori. La dirigenza mi ha usato come capro espiatorio per una situazione che io non avevo creato, e loro lo sapevano bene.
I giudici scrivono che l’ambiente era marcio, e che tutti scommettevano su tutto. Io ero solo un ragazzo. Con umiltà e tanta forza, grazie al sostegno della mia famiglia, e della mia compagna, che ringrazio, ho ricostruito tutto quello che era successo dal mio ingresso nella squadra maggiore, a 17 anni.
Ogni dettaglio è stato curato con attenzione dagli avvocati Fabio Giotti e Giuseppe Annunziata, che ringrazio. Dopo un lungo processo durato un anno e mezzo e una sanzione già scontata, finalmente è arrivata una decisione che mi restituisce onore e dignità, riconoscendo la mia correttezza nel procedimento. Io non ho mai fatto le 137 scommesse sulla piattaforma Hill Side, né ho mai scommesso su partite di calcio, direttamente o tramite altri, né sul Benevento.
I tifosi avevano ragione a reagire, perché il tifo viene dal cuore, e non porto rancore verso di loro. Ora ricomincio, finalmente a testa alta. A Padova darò il meglio di me per meritare questa squadra e l’affetto dei tifosi. Grazie a chi mi è stato vicino e al Padova che mi ha dato fiducia”, ha concluso il neo-difensore del Padova.
Foto: S.S. Juve Stabia
Ridotta la pena per Iovino, tutte le altre condanne sono state confermate anche in secondo grado.
Si è tenuto dinanzi alla Corte D’ Appello di Napoli il processo d’ appello scaturito a seguito della nota operazione Britsh, a carico dei noti pregiudicati: Marco Iovino, 58 anni di Bonea, alias Marcuccio, Maurizio Arena, 47 anni di Montesarchio, Gaetano Arena, 45 anni di Montesarchio, tutti assistiti dall’ Avvocato Vittorio Fucci, e di altri 3 imputati.
Come si ricorderà il processo è scaturito dalla nota Operazione British contro il traffico di droga in Valle caudina e in particolare a Montesarchio che portò a 11 ordinanze di custodia cautelare e che era fondato su intercettazioni ambientali, telefoniche, riprese di videocamere, sequestri di droga, appostamenti delle forze dell’ ordine e di dichiarazioni di diversi acquirenti intercettati dai carabinieri.
A Iovino, al momento dell’ esecuzione dell’ ordinanza di custodia cautelare, fu fatta una perquisizione dai carabinieri, che rinvennero 209 grammi di cocaina e due pistole con matricola abrasa ed a seguito del clamoroso ritrovamento fu eseguito allo stesso tempo anche un’ arresto in flagaranza per lo Iovino, che veniva arrestato quindi nello stesso momento una seconda volta: una volta per l’ ordinanza cautelare dell’ operazione British e la seconda volta per l’ arresto in flagranza per detenzione di droga ai fini di spaccio, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione.
A Iovino e ai fratelli Arena veniva contestato un ruolo primario nel traffico di droga in Valle Caudina. Il Gup del Tribunale di Benvento, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci, emise delle condanne molto lievi rispetto alle contestazioni nonostante i 3 fossero gravati dalle recidive (alcune anche specifiche, reiterate e infraquinquiennali) in particolare: Maurizio Arena fu condannato alla lievissima pena di 8 mesi di reclusione (nonostante la richiesta del Pm fosse di 4 anni e 4 mesi di reclusione), Gaetano Arena alla lieve pena pena di 4 anni e 2 mesi (nonostante fosse un noto pregiudicato già condannato in passato per omicidio volontario) e Marco Iovino, nonostante il doppio arresto, fu condannato alla sola pena di 5 anni e 4 mesi.
La Corte D’Appello oggi mentre ha confermato le condanne per 5 imputati, accogliendo le richieste dell’ Avvocato Vittorio Fucci, ha ridotto ulteriormente la pena solo a Marco Iovino, da 5 anni e 4 mesi a 5 anni e 3 mesi. Iovino e i fratelli Arena, a seguito delle moderate pene stabilite nei loro confronti e del presofferto scontato ai domiciliari, non torneranno più in carcere per questo processo dato che le pene che rimangono a loro da scontare sono inferiori ai 4 anni e quindi vi sono i presupposti per la sospensione dell’ordine di esecuzione.
Lo Iovino incassa, quindi, sempre assistito dall’ Avvocato Vittorio Fucci, incassa l’ ennesimo risultato positivo dopo la totale liberazione qualche mese fa, quando gli fu revocato anche l’obbligo di dimora, e l’assoluzione nel processo scaturito dalla nota Operazione “Parcheggio” condotta dai Carabinieri di Montesarchio.
Nonostante gli importanti risultati la difesa degli Arena e di Iovino, rappresentata dall’ Avvocato Vittorio Fucci, annuncia ricorso in Cassazione al fine di ottenere ulteriori migliorie (nonostante non torneranno più in carcere per questo procedimento).
La Corte d’Appello della Figc ha inflitto 12 mesi di squalifica al presidente della Lazio, Claudio Lotito, per la vicenda dei protocolli Covid. Si legge: “La Corte d’Appello accoglie in parte il reclamo numero RG 134/CFA/2020-2021 proposto dalla Procura Federale e, per l’effetto, ridetermina in mesi 12 la sanzione dell’inibizione al Sig. Lotito Claudio ed in € 200.000,00, (Euro duecentomila/00) l’ammenda a carico della società S.S. Lazio S.p.A.; conferma nel resto. Respinge il reclamo numero RG 140/CFA/2020-2021 proposto dalla S.S. Lazio S.p.A. e dai Sigg.ri Lotito Claudio, Pulcini Ivo e Rodia Fabio”.