
Benevento, in oltre 2.000 persone per dire “No” al genocidio di Gaza (FOTO)
AttualitàBenevento CittàDa sottolineare la presenza di tantissimi giovani che hanno preso parte al corteo.
Oggi, quasi duemila sanniti hanno partecipato al corteo in sostegno della popolazione di Gaza e del popolo palestinese. Da Via Napoli, altezza Spina Verde, fino alla stazione centrale, un fiume di giovani ha invaso pacificamente le strade della città, cantando slogan e manifestando la propria indignazione – individuale e collettiva – non solo verso il genocidio in atto sulla Striscia ma anche contro il silenzio del governo nazionale.
Oramai non è più nemmeno una notizia che a Gaza l’esercito israeliano stia compiendo un’imponente azione militare di terra per conquistare il territorio. A riprova che la liberazione degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas sia passata in secondo piano, rispetto alle azioni del governo ultranazionalista di Benjamin Netanyahu.
Da un punto di vista globale c’è davvero poco da essere ottimisti, perché il mondo brucia alla ricerca di un nuovo equilibrio internazionale. Le elezioni di Donald Trump sono state solo la punta dell’iceberg del collasso del predominio occidentale. I movimenti tellurici erano già presenti ma si è preferito dare ascolto a ben altre narrazioni eurocentriche. L’asse del pianeta, usando un’immagine, si è spostato e le relazioni tra gli stati sono molto più fluide di quello che si pensa. E quando non c’è comunanza di amorosi sensi e nemmeno i soldi bastano a placare i riottosi del Global South, allora si ritorna alla matrice della politica: la forza.
Ma una lieve nota liete, oggi tra le strade di Benevento, la si è potuta ascoltare. E questo tenue lumicino sono stati i tantissimi giovani che hanno preso parte al corteo. Le loro voci cristalline hanno incrinato la crosta del conservatorismo beneventano.
Qualcuno dirà che si tratta dei soliti scapestrati che non volevano andare a scuola. Sbagliato!
Oggi, quei giovani hanno compiuto una fondamentale azione di coscienza sociale per questa città, da sempre preda di un certo egoismo piccolo-borghese. Hanno dimostrato la necessità di luoghi di aggregazione culturale e sociale, liberi dall’anchilosata flemma dei “buoni padri di famiglia”.
A Benevento vibra e pulsa una generazione che, seppure non potrà cambiare il mondo, prova a dare una scossa all’immobilismo di una vecchia e stanca élite locale. E tutti dovrebbero lasciar esprimere questa giovane energia senza corromperla con le ansie e le paure che hanno, da troppi anni, bloccato il Sannio e, perché no, anche l’Italia. Buona fortuna, ragazzi!












