“Dalle notizie fornite dai media si apprende dell’operazione attuata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Benevento su un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti del clan Pagnozzi operante in Valle Caudina. (leggi QUI)
Ai magistrati e agli uomini dell’Arma impegnati in questa ennesima operazione di legalità, vanno i miei più vivi e sinceri complimenti”.
Così in una nota a sua firma l’onorevole Francesco Maria Rubano, capogruppo di Forza Italia nella Commissione Bicamerale sulle Eco-Mafie.
La Polizia di Stato dall’alba è impegnata, nelle città di Teramo, Bari, Cagliari, Benevento e Siracusa a dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla sezione Gip presso il Tribunale di Bari.
La richiesta è stata effettuata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di otto persone, ritenute responsabili, a vario titolo, in base agli elementi acquisiti nel corso delle indagini, di due omicidi, porto e detenzione di armi da guerra e di armi comuni da sparo.
Gli omicidi sono stati compiuti nel 2017, nel quartiere Japigia di Bari per agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso di cui erano sodali.
Rubano (Forza Italia): “Congratulazioni a DDA e Carabinieri per l’operazione in Valle Caudina”
“Solidarietà e vicinanza al sindaco di Moiano Buonanno”.
“E’ notizia di questa mattina l’importante operazione posta in essere dai Carabinieri del Comando Provinciale di Benevento che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 14 soggetti operanti nello specifico in Valle Caudina. Ai militari dell’Arma e ai magistrati della DDA napoletana vanno i nostri complimenti per l’attività d’indagine svolta e le misure assunte”.
Ha dichiarato in una nota a sua firma l’onorevole Francesco Maria Rubano, capogruppo della Commissione bicamerale sulle Ecomafie.
“Il nostro amichevole pensiero e la nostra solidarietà – prosegue – va anche al sindaco di Moiano, Giacomo Buonanno, ed alla sua amministrazione che purtroppo è stata vittima di questi loschi personaggi, tant’è che nell’ordinanza cautelare si fa esplicito riferimento a fatti che riguardo la comunità moianese: “L’indagine ha consentito anche di documentare un tentativo di condizionamento delle elezioni amministrative del Comune di Moiano svoltesi il 26 maggio 2019, mediante la presentazione di una lista elettorale e il compimento di atti intimidatori nei confronti di soggetti riferibili allo schieramento politico contrapposto, risultato comunque vincente”.
“Restiamo garantisti, ma anche fiduciosi che prima o poi è sempre la Legge e la legalità a prevalere sul malaffare e la delinquenza” ha concluso Rubano, commissario provinciale di Forza Italia.
Bocchino: “Il sindaco avrebbe dovuto dimettersi, il suo è un definitivo fallimento politico”
La notizia delle sue dimissioni ha creato sicuramente un prima e un dopo nell’Amministrazione Ciampi. D’altronde, Maurizio Bocchino, del sindaco ne era il vice. E non poteva essere altrimenti.
Ciampi, dunque, che già aveva dovuto fare i conti con l’uscita dei consiglieri Melillo e Mercurio, ha dovuto registrare la perdita di un altro tassello nella sua formazione di Governo del comune di San Giorgio del Sannio.
Non poteva essere diversamente: sul piano politico, morale ed etico, non potevano lasciare indifferenti le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il sindaco Ciampi, il cui nome è tra gli amministratori coinvolti nell’ambito della inchiesta dell’Antimafia su presunte ingerenze camorristiche nell’affidamento degli appalti. Nel caso di specie, sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti è finito l’affidamento del servizio rifiuti, assegnato alla Czeta. E proprio da Aniello Ilario della Czeta, Ciampi è stato visto ricevere un involucro bianco che secondo la Dda conteneva denaro.
Stamattina, intanto, l’ex vice sindaco Bocchino ha voluto chiarire i motivi che lo hanno portato ad assumere la decisione di lasciare gli incarichi di Maggioranza.
“In riferimento alle dimissioni dalle deleghe di Giunta Comunale formalizzate dal sottoscritto il 12 ottobre scorso – afferma il dottor Bocchino -, intendo rappresentare che sono da interpretare come un atto dovuto e che avrei gradito fosse una decisione assunta dal Sindaco Angelo Ciampi, quale segno di rispetto nei confronti dell’intero corpo elettorale, considerati i recenti eventi agli atti delle cronache, che lo vedono coinvolto”.
“Invece – prosegue -, l’opportunità politica è andata perduta. Se dovesse prendere la decisione di dimettersi nei prossimi giorni sarebbe una decisione fuori tempo massimo, perché lo stato di fatto è espressione dell’inequivocabile e definitivo suo fallimento politico”.
“Desidero ringraziare tutti coloro i quali hanno compreso le ragioni della mia scelta, fatta da uomo libero e onorato del consenso ricevuto. La giustezza della mia scelta personale è testimoniata dalla circostanza che ho ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà da persone perbene che hanno riconosciuto in questa scelta la persona con la quale condividere un percorso di trasparenza.
Prendo atto che nella maggioranza taluni usano temi, come la legalità e il rispetto reciproco solo per riempirsi la bocca ma all’atto pratico dimenticano ciò che predicano. Tale situazione consolida il mio convincimento che le battaglie devono essere fatte con gesti concreti e non con inutili sermoni.
I motivi della scelta si basano pertanto sulla oggettiva impossibilità di perseguire gli scopi prefissati in maniera serena, rapida ed efficiente e la assenza di una chiara e concreta unità di intenti avrebbe indotto una politica del “tirare a campare”, determinata anche dalle note contingenze, che non dovevano e non potevano assolutamente pesare sui procedimenti amministrativi del nostro Comune.
Il non aver udito in maniera incondizionata le esigenze di cui il sottoscritto ha inteso farsi portavoce, la storia familiare del sottoscritto e soprattutto i preminenti interessi della collettività hanno contribuito ad indurre una scelta dolorosa, ma comunque coerente, considerati gli obblighi morali nei confronti dei concittadini. Ne verrà una fase nuova alla ricerca della migliore espressione del nostro amato comune”, conclude.
San Giorgio del S., Melillo e Mercurio: “E’ il momento di eleggere una persona più affidabile alla guida del paese”
“Il 19.10.2022 poco meno di un anno fa – scrivono i consiglieri comunali di San Giorgio del Sannio, Gianluca Melillo e Diego Mercurio di Officine Sangiorgesi – , rinunciavamo alle deleghe e, poco dopo (il 6 dicembre 2022), sollevavamo la questione della delega ai lavori pubblici al Sindaco Ing. Angelo Ciampi.
A questa seguiva, (il giorno 7 dicembre) una sfiducia a firma di tutti e 7 i membri della maggioranza, alla persona del consigliere capogruppo Melillo, al quale di fatto revocavano il ruolo per destinarlo al consigliere Sacchetta”.
“Quasi un anno dopo – prosegue la nota -:
il sindaco viene coinvolto in un’indagine della DDA
il comune è sotto la lente d’ingrandimento della magistratura per presunte infiltrazioni camorristiche
infine (Deo Gratia) oggi veniamo a conoscenza delle dimissioni dal ruolo di Vice Sindaco e dalla giunta di Maurizio Bocchino”.
“L’effetto domino partito quel 19.10.2022 – continuano i consiglieri – certamente poteva essere fermato, così da risparmiare alla nostra San Giorgio del Sannio questa brutta immagine! Ma si preferiva defenestrarci. Abile fu il Deus ex Machina ad illudere i componenti della maggioranza accusandoci di false richieste. L’unica richiesta che contava era la rinuncia del Sindaco alla delega dei lavori pubblici. D’altronde meglio tardi che mai!”
“È giunto il momento di ridare ai sangiorgesi la possibilità di eleggere una persona più affidabile alla guida del paese”, concludono i consiglieri.
Ciampi a Bocchino: “Ripensaci e ritira le dimissioni”
Le dimissioni del vice sindaco di San Giorgio del Sannio, Maurizio Bocchino, rischiano di certificare una vera e propria crisi politica in seno alla Giunta Ciampi.
Già qualche mese fa, il sindaco aveva dovuto registrare l’uscita dei consiglieri Diego Mercurio e Gianluca Melillo. Oggi la notizia delle dimissioni di Bocchino (leggi QUI) che certificano, appunto, un problema politico serio tra le fila della Maggioranza o di quel che resta di essa.
L’ormai ex vice sindaco ha motivato la sua decisione parlando di “oggettiva impossibilità di perseguire gli scopi prefissati in maniera serena”, “stante le note circostanze sopravvenute”, chiaro ed evidente, sebbene implicito, il riferimento alle indagini della Dda che vede protagonista, suo malgrado, proprio il sindaco Ciampi (leggi QUI).
Dimissioni, quelle del dottor Bocchino, che il sindaco annuncia di voler rifiutare. “Nel prendere atto della tua nota in data odierna con la quale hai manifestato l’intenzione di dimetterti dalla carica di vice sindaco e da assessore – scrive Ciampi a Bocchino -, ritengo che proprio per il momento che stiamo vivendo e per l’alta dedizione e passione con cui hai dato seguito al tuo mandato, sia opportuna una forte coesione e pertanto ti invito vivamente, insieme a tutti i consiglieri di maggioranza, a ripensare e ritornare sui tuoi passi, ritirando le dimissioni, che per quanto mi riguarda respingo fermamente”.
“Qualsiasi incomprensione ci possa essere stata, ritengo vada chiarita nelle sedi opportune con la massima disponibilità al dialogo e con spirito costruttivo nel bene e nell’interesse esclusivo della nostra comunità”, conclude il sindaco.
Dimissioni Bocchino, Bene Comune: “Sindaco non ha più la maggioranza”
“Non possiamo che apprezzare la decisione del dottore Maurizio Bocchino nel preferire l’etica e la morale, e gli impegni assunti nei confronti del suo elettorato e dell’intero paese che rappresenta come amministratore”.
Inizia così la nota stampa con la quale i consiglieri Giuseppe Ricci, Alessia Accettola e Vincenzo Boniello, del gruppo “Benevento Comune”, salutano con favore la decisione dell’ormai ex vice sindaco (leggi QUI).
“Non entriamo nel merito delle scelte personali che hanno guidato tale decisione – proseguono -, ma non possiamo che evidenziarne il valore”.
“A questo punto il dato politico, ammesso servano ulteriori conferme – sottolineano -, è ancora più chiaro: non c’è una maggioranza. Il Sindaco non ha mai avuto una maggioranza numerica in paese.
Ora, dopo le dimissioni di due consiglieri che gli chiedevano di lasciare la delega ai Lavori pubblici e le dimissioni di ieri del Vice Sindaco ed Assessore all’Urbanistica, ha perso definitivamente la maggioranza politica”.
“Il dottore Bocchino ha deciso di lasciare un Sindaco che deve spiegare qualcosa al paese. E’ una questione morale, non giuridica”, concludono i consiglieri.
S. Giorgio del Sannio| Terremoto nella Giunta Ciampi: il vice sindaco Bocchino si dimette
L’onda lunga delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia sul Comune di San Giorgio del Sannio (leggi QUI) non accenna ad arrestarsi.
Le accuse mosse al primo cittadino Angelo Ciampi che, secondo la ricostruzione offerta dagli inquirenti, avrebbe ricevuto un involucro, contenente presumibilmente- secondo gli inquirenti- denaro, dal titolare della Czeta, affidataria del servizio rifiuti, hanno originato un vero e proprio terremoto politico.
Nonostante, infatti, le affermazioni dello stesso Ciampi, che si è detto assolutamente sereno dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti addebitatigli, la situazione all’interno della Maggioranza è tutt’altro che serena.
E’ di oggi, difatti, la notizia delle dimissioni dell’ormai vice-sindaco, Maurizio Bocchino, il quale ha rimesso anche le deleghe che gli erano state affidate.
“Stante le note circostanze sopravvenute – spiega il consigliere Bocchino – , la oggettiva impossibilità di perseguire gli scopi prefissati in maniera serena e considerati gli obblighi morali assunti con il corpo elettorale, rassegno le dimissioni dalla funzione di Vice Sindaco e dalle deleghe di Giunta Comunale conferite rese note alla delibera del Consiglio Comunale”.
“Resta fermo – conclude – l’impegno del sottoscritto quale componente del Consiglio comunale”.
Indagini dell’Antimafia, Ciampi: “Sono sereno, estraneo alla vicenda”. Bruno: “I cittadini meritano la verità, si restituisca onore al Paese”
Proseguono le indagini della Dda in merito all’appalto del servizio rifiuti a San Giorgio del Sannio. Nel mirino dell’antimafia c’è – come vi abbiamo raccontato ieri – il primo cittadino, Angelo Ciampi (leggi QUI). A breve, in merito all’inchiesta vi offriremo ulteriori aggiornamenti.
Intanto, proprio il sindaco Ciampi ha voluto far sentire la propria voce: “In merito alla vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto – afferma Ciampi – mi dichiaro completamente estraneo ai fatti e per questo sono assolutamente sereno“.
“Auspico – conclude il sindaco – che la magistratura, verso la quale nutro piena ed assoluta fiducia, possa in tempi brevi, far luce sulla mia posizione“.
Sulla questione, logicamente, è intervenuta anche l’opposizione, con il consigliere Giancarlo Bruno che chiede, a nome dei cittadini, che venga fatta chiarezza e anche una presa di posizione netta da parte della Maggioranza che sostiene Ciampi.
“Difronte le notizie degli ultimi giorni – scrive Bruno -, ritengo doveroso esprimere il mio pensiero senza strumentalizzazioni di sorta, nella convinzione che la Magistratura saprà accertare la verità dei fatti, nel rispetto del principio giuridico di non colpevolezza fino all’accertamento della responsabilità penale con sentenza passata in giudicato.
Ritengo che le indagini della DDA di Napoli nei confronti del Primo Cittadino di San Giorgio del Sannio pongano la nostra comunità difronte a forti dubbi e interrogativi che meritano risposte ben precise“.
Mi aspetto – continua – una presa di posizione chiara e decisa da parte di coloro che sostengono ancora politicamente questo Sindaco, risposte che non siano date nel linguaggio politichese della necessità di “stare tutti insieme”, seduti al medesimo tavolo politico per il bene della comunità.
Mi aspetto una reazione che dia risposte vere ai dubbi della gente, ingannata dal marketing elettorale e dalle facile promesse, condite da slogan elettorali che non hanno trovato nessuno riscontro fattuale.
Mi aspetto una risposta che restituisca onore e dignità alle istituzioni pubbliche del nostro Paese, che da due anni sono state impoverite e svuotate di ogni contenuto democratico.
Mi aspetto che sia messa a disposizione della Magistratura tutta la documentazione inerente le gare d’appalto e tutte le ritorsioni poste in essere nei confronti dei consiglieri di minoranza.
Credo che questa sia una opportunità irripetibile per chiarire due anni di buio democratico e ripartire all’insegna di una nuova azione amministrativa fatta di democrazia, partecipazione popolare e ascolto dei cittadini“.
“Ritengo che tutto questo sia doveroso per il bene della nostra comunità affinché si possa vivere in un contesto avulso da sospetti, da acredine e persecuzioni politiche“, conclude.
Sono quattordici le persone di Benevento finite sotto indagini a seguito di un’operazione antidroga diretta dalla Dda di Napoli ed eseguita dalla Guardia di Finanza di Benevento. In totale sono 24 gli indagati, di cui, appunto, 14 di Benevento e la restante parte di Napoli.
Nel mirino delle forze dell’ordine una presunta associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina, hashish, marijuana e crack.
Per questo sono finiti in carcere: Anna Maria Calabrese, 52 anni, Carmine Ianniello, 30 anni, Angelo La Montagna, 27 anni, Grazia Lepore, 45 anni, Daniele Pizzone, 27 anni, Graziano Somma, 31 anni, Giuseppe Tassella, 37 anni, Matteo Ventura, 26 anni, tutti di Benevento, a cui vano aggiunti altri sei napoletani.
Obbligo di dimora per altri quattro sanniti. Promotore-organizzatore dell’associazione, secondo i magistrati, sarebbe Giuseppe Martucci, 29enne di Casoria.
L’obiettivo del clan sarebbe stato quello di monopolizzare il mercato della droga nelle zone di Napoli e di Benevento, attraverso precisa struttura, con compiti specifici per tutti i componenti, allo scopo di commettere una pluralità di reati dall’acquisto, alla cessione di marijuana, hashish, cocaina e semi di canapa indiana, passando per il trasporto, la distribuzione, il commercio e la vendita.
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