Le nuove regolamentazioni italiane sul Gioco d’Azzardo influenzano le sponsorizzazioni delle squadre sportive

Le nuove regolamentazioni italiane sul Gioco d’Azzardo influenzano le sponsorizzazioni delle squadre sportive

Sport

Le sponsorizzazioni di betting sportivo delle squadre italiane approvate e legali, sono state quasi cancellate, e il motivo è principalmente l’ingresso di un nuovo decreto emanato dallo Stato.

Infatti una delle particolarità delle linee guida delle nuove normative riguarda per l’appunto le iniziative di sponsorizzazioni e branding riguardo le squadre di calcio, basket, sport locali, ma anche i team di moto e F1.

Chi traeva vantaggio di questi contratti erano per lo più le piccole squadre che potevano contare meno liquidità, perché spesso e volentieri, con delle belle sponsorizzazioni lasciavano la possibilità a questi team di avere delle ricompense in denaro maggiori di quelli che avrebbero potuto erogare aziende non provenienti dall’industria del gioco d’azzardo.

Il Decreto Dignità e i suoi effetti a catena

Al centro di questa trasformazione vi è il Decreto Dignità, legge introdotta nel 2018 con l’intenzione di limitare i danni legati al gioco d’azzardo. Una delle componenti di maggior rilievo presenti nel decreto è il divieto totale della pubblicità legata al gioco d’azzardo nello sport.

Questo significa niente loghi sulle magliette, niente insegne intorno al campo e niente marchi integrati nelle app o nei siti delle squadre. Persino riferimenti indiretti, come quelli ispirati a titoli popolari tra i giocatori — legacy of dead compreso — diventano parte del dibattito su ciò che è giusto o meno promuovere.  Questo ha significato, per le squadre di prima fascia, dover ristrutturare interi ecosistemi di marketing

Molte hanno cambiato rotta, abbracciando sponsor appartenenti al fintech, al mondo crypto o al benessere, ma rimpiazzare il valore economico che gli operatori di scommesse garantivano è stato difficoltoso.

Per le squadre di seconda fascia o locali, la transizione è stata ancora più devastante. Laddove le partnership legate al gioco fornivano una salvezza operativa, molti si trovano ora a destreggiarsi in ogni modo possibile per mantenere i bilanci senza ricorrere a tagli di costi che andrebbero a penalizzare giocatori e tifosi.

E non è una sola questione di soldi, ma anche di visibilità. Le marche di gioco d’azzardo spesso offrivano alle squadre una portata globale, soprattutto quando si associavano con operatori di scommesse internazionali con grandi piattaforme online sparse in tutto il mondo.

Il Confine Tra Il Legale E Il Dubbio

Naturalmente, la legge non è mai davvero chiara, poiché esistono aree grigie in questa legge. Il Decreto Dignità è semplice, ma il modo in cui viene applicato assolutamente no. Non è certo nostro giudizio dire se queste azioni siano giuste o meno, legali oppure no, ma è chiaro che sono decisioni che vengono prese per essere percepite come legali e dunque in virtù di non ottenere alcuna penalizzazione.

Ma non finisce qui: una questione importante è la differenza tra Serie A e Altri, con altri che intendiamo Premier League e Liga. Le maglie delle nostre avversarie in Champions, Europa o Conference League possono indossare al petto, ingegni giuridici permettendo, loghi di casinò online.

Le squadre italiane no. Questo diminuisce il valore delle nostre squadre, andando ad aumentare il divario che c’è con i club stranieri.

Titolazione chiara

Oltre agli aspetti economici, c’è un livello più sottile e quasi culturale che si sta riadattando. Da anni, tifosi di tutte le età venivano bombardati con quote, promozioni e campagne capaci di glorificare e invogliare a puntate prima, durante e dopo le partite.

Oggi, con il loro ritiro dal panorama nostrano, si sta facendo avanti un nuovo tono, definito da organi no-profit e pubblicità etiche. Alcuni tifosi hanno accolto a braccia aperte il cambiamento, felici di vedere un cambio di rotta più pulita nei loro club.

Altri, soprattutto quelli che chiedono a gran voce ci siano coinvolgimenti da parte della tifoseria nelle iniziative sportive, sono più che preoccupati per il sostentamento economico dei loro club locali. Alla fine, c’è anche una nuova generazione di tifosi che, nati e cresciuti in questo ambiente, trovano la nuova cultura delle sponsorizzazioni un po’ debole.

In conclusione

Il recente riadattarsi delle scommesse sportive nel panorama dello sport italiano va oltre le problematiche legali, arrivando a toccare quelle di natura culturale del club. E il processo di inasprimento delle restrizioni sulle sponsorizzazioni segna un altro sforzo nel tentativo di tracciare un parallelismo tra l’identità nazionale e la responsabilità sociale, soprattutto in ambiti che definiscono e plasmano la società.

Ma non senza costi. Se i ristoranti tristellati riescono a mantenersi attraverso l’aumento del prezzo dei piatti, una grande porzione del settore della ristorazione competerà come su una lastra di ghiaccio. E i clienti – in questo caso i sempre importanti tifosi – dovranno aspettarsi sforzi economici aggiuntivi e aumenti dei prezzi se il loro club preferito sentirà la pressione per coprire i costi.