I sindaci dell’Alto Sannio si uniscono contro la demedicalizzazione del 118

I sindaci dell’Alto Sannio si uniscono contro la demedicalizzazione del 118

Politica
Il mantenimento della ‘demedicalizzazione’ del PSAUT scatena una dura reazione: “La sicurezza sanitaria dei cittadini è a rischio”.

La decisione dell’ASL di Benevento di mantenere “demedicalizzata” l’ambulanza del PSAUT (Punto di Soccorso Avanzato di Urgenza Territoriale) di Cerreto Sannita ha scatenato una forte ondata di protesta tra i sindaci dell’Alto Sannio. In una nota congiunta, i primi cittadini di Cerreto Sannita (Giovanni Parente), Guardia Sanframondi (Raffaele Di Lonardo), San Lorenzello (Antimo Lavorgna), San Lorenzo Maggiore (Carlo Giuseppe Iannotti), Cusano Mutri (Pietro Crocco) e Pietraroja (Angelo Pietro Torrillo) hanno espresso la loro contrarietà, definendo inaccettabile il provvedimento che ha ridotto l’assistenza sanitaria in una zona già vulnerabile per la sua conformazione geografica e la difficoltà di accesso alle strutture ospedaliere.

L’assenza del medico a bordo dell’ambulanza, sottolineano i sindaci, rappresenta un grave depotenziamento del servizio sanitario, soprattutto in territori come quelli della Valle del Titerno e dell’Alto Sannio, caratterizzati da viabilità difficile, distanza dagli ospedali e una popolazione sparsa. “La decisione di non ripristinare la presenza del medico a bordo dell’ambulanza è inaccettabile perché si traduce in un depotenziamento dell’assistenza sanitaria che si ripercuote negativamente sui cittadini”, hanno dichiarato i sindaci, facendo appello a una pronta inversione di rotta da parte dell’ASL.
La situazione geografica della zona rende l’intervento tempestivo degli operatori sanitari cruciale.

“In questi territori, già svantaggiati per indici demografici e sanitari, la demedicalizzazione dell’ambulanza 118 di Cerreto Sannita determina una destrutturazione del servizio 118”, proseguono. Il riferimento è alla difficoltà di accesso che potrebbero incontrare i mezzi di soccorso, rallentando le operazioni di emergenza e minacciando la vita dei pazienti, specialmente in caso di patologie tempo-dipendenti.
Il rischio è chiaro e comprovato: “E’ statisticamente provato che nelle gravi patologie tempo-dipendenti, in cui si richiede tempestività e appropriatezza degli interventi, l’assenza del medico fa drasticamente diminuire le possibilità di sopravvivenza dei pazienti”. Un aspetto che ha spinto i sindaci a chiedere a gran voce il ripristino immediato del medico a bordo, per garantire la sicurezza e il diritto alla salute di tutti i cittadini.

Un elemento che aumenta la rabbia dei sindaci è il trattamento differenziato tra le postazioni di soccorso. Se, infatti, l’ASL ha deciso di ripristinare la presenza diurna del medico sull’ambulanza 118 di San Bartolomeo in Galdo dal mese di gennaio, la stessa misura non è stata adottata per Cerreto Sannita, creando un “notevole disequilibrio” nell’offerta sanitaria. I sindaci ritengono che questa disparità violi la legge istitutiva dell’emergenza sanitaria, che impone l’uniformità dei livelli di assistenza su tutto il territorio.

A far lievitare ulteriormente la protesta è la carenza di medici, una situazione che potrebbe essere affrontata, secondo i sindaci, ricorrendo alle cosiddette “prestazioni aggiuntive”, una misura prevista dal legislatore e che, a quanto risulta, viene utilizzata in numero ridotto nell’ASL di Benevento. “Se la soluzione al problema della demedicalizzazione è strettamente connessa alla volontà dell’ASL di utilizzare le prestazioni aggiuntive, chiediamo che vengano adottate urgentemente”, hanno incalzato, chiedendo che la presenza del medico a bordo dell’ambulanza del PSAUT di Cerreto Sannita venga ripristinata a partire dal mese di aprile.

Un allarme che va al di là della mera amministrazione sanitaria. Si tratta di un appello per la tutela della salute, un diritto fondamentale che, per i sindaci, non può essere messo in discussione in nome di tagli o scelte organizzative. “I livelli essenziali di assistenza – affermano con forza – devono essere garantiti dall’ASL in modo efficace a tutti i cittadini, indipendentemente dalla localizzazione geografica dei comuni”.

Una battaglia che, oltre a unire i sindaci, ha il merito di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione sanitaria di un territorio che, purtroppo, non ha la stessa visibilità e le stesse risorse delle aree più centrali. Una battaglia che, se non risolta, rischia di avere ricadute gravissime sulla sicurezza e sul benessere della popolazione dell’Alto Sannio.

Vertice ASL-Associazioni circa demedicalizzazione 118: avviato tavolo di confronto permanente

Vertice ASL-Associazioni circa demedicalizzazione 118: avviato tavolo di confronto permanente

Politica

Nella mattinata di oggi, venerdì 28 giugno, si è svolto l’incontro delle Associazioni con il Direttore Generale Gennaro Volpe, in presenza del revisore dei conti Nicola Boccalone e del Direttore del 118 dott. Ciriaco Pedicini, per valutare la proposta presentata dalle associazioni relativa alla demedicalizzazione delle ambulanze del 118.

In breve, le associazioni hanno ribadito la necessità di garantire la maggiore assistenza medica sul territorio con la puntuale applicazione delle disposizioni di legge in cui si prevede l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive per far fronte alla carenza di organico dei medici e garantire la continuità assistenziale in emergenza.

Sebbene il D.G. Volpe abbia affermato a più riprese di voler utilizzare le ridette prestazioni aggiuntive, è stato messo in evidenza che tali dichiarazioni dello stesso Volpe sono in netta contraddizione con quanto invece ufficializzato dalla Direzione Strategica e dal Direttore della Centrale Operativa 118 laddove nei documenti affermano il contrario, ovvero che la Asl ha stabilito di procedere alla riorganizzazione del servizio del 118 escludendo l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive demedicalizzando il servizio.

A corredo, le scriventi Associazioni hanno avanzato la proposta di sostituire le automediche con le ambulanze per evitare che due mezzi siano contemporaneamente impegnati su un unico paziente, una tale soluzione assicurerebbe tempi più rapidi d’intervento oltre che la salvaguardia di posti di lavoro, In ogni caso, grazie all’impegno associativo ed a conclusione dell’incontro, è stato concordato di procedere alla istituzione di un tavolo di confronto permanente con le associazioni anche attraverso l’istituzione del Comitato di Partecipazione delle Associazioni con lo scopo di monitorare l’assetto riorganizzativo del 118 e, più in generale, di essere preventivamente coinvolti nella elaborazione di progetti e programmi per favorire un confronto costruttivo sulle dinamiche aziendali.

Come associazioni ribadiamo l’impegno costante e determinato a perseguire l’obiettivo di una riorganizzazione dei servizi che non sia esclusivamente parametrato alle esigenze contabili dell’azienda ma al reale miglioramento dell’assistenza sanitaria sul territorio.

CITTADINANZA ATTIVA – MOVIMENTO CIVICO PER L’OSPEDALE DI SANT’AGATA DEI GOTI – 

COMITATO SOS SANITA’ VALLE VITULANESE- SALUTE E TERRITORIO – RETE UCCP SAN GIORGIO DEL SANNIO – ASSOCIAZIONE VOLONTARI OSPEDALIERI BN – SANNIOCUORE – SPI CIGIL VALLE TELESINA – NO DEMEDICALIZZAZIONE 118 FORTORE/MISCANO

Demedicalizzazione ambulanze, i sindaci della Valle Vitulanese: “No a qualsiasi riforma peggiorativa del servizio di assistenza sanitaria”

Demedicalizzazione ambulanze, i sindaci della Valle Vitulanese: “No a qualsiasi riforma peggiorativa del servizio di assistenza sanitaria”

Politica

Sei sindaci della Valle Vitulanese – Raffaele Scarinzi (Vitulano), Gennaro Caporaso (Tocco Caudio), Giovanni Mastrocinque (Foglianise), Vito Fusco (Castelpoto), Alessandro Gisoldi (Cautano), Tommaso Nicola Grasso (Campoli del Monte Taburno) – hanno stilato un documento comune per contestare il nuovo assetto organizzativo del Servizio di Soccorso sanitario di emergenza – urgenza – “118”, predisposto dall’ASL BN1 e risultante al momento da una disposizione interna diramata al personale, che ha previsto per la zona della Valle Vitulanese una sola ambulanza medicalizzata ubicata a Torrepalazzo la quale dovrà coprire i numerosi territori comunali.

Già nel mese di marzo scorso – scrivono i primi cittadini – diverse amministrazioni comunali della Valle Vitulanese, hanno con i rispettivi Consigli chiesto che il Servizio 118 di Vitulano rimanesse “medicalizzato”, per garantire un’idonea copertura del territorio della Valle Vitulanese a tutela del diritto alla salute alle cure mediche dei cittadini previsti come inviolabili dalla Costituzione.

Con il documento inviato all’Asl al Presidente della Regione e al Prefetto tutti i comuni della Valle Vitulanese – proseguono i sindaci – hanno riaffermato l’assoluta contrarietà a qualsiasi riforma peggiorativa del servizio del 118 e quindi la garanzia della presenza di un medico a bordo del veicolo di soccorso.

Hanno, infine, richiesto l’istituzione di un tavolo di confronto tra l’Azienda Sanitaria Locale di Benevento, la Regione Campania e i rappresentanti delle comunità interessate, per discutere soluzioni sostenibili e condivise rispondenti alle esigenze del territorio.

Pur consapevoli delle difficoltà derivanti dalla mancanza di medici nell’organico del 118 e delle ulteriori criticità che si verificheranno con l’attuazione dell’autonomia differenziata, i sindaci auspicano una attenzione più forte per i territori montani già a rischio di spopolamento e non escludono l’impugnazione di eventuali provvedimenti che dovessero apparire dannosi o rischiosi per i propri cittadini.

Demedicalizzazione 118, Bocchino: “Noi ci battiamo da mesi, Ricci è silente sulla questione”

Demedicalizzazione 118, Bocchino: “Noi ci battiamo da mesi, Ricci è silente sulla questione”

Politica

“La notizia della demedicalizzazione delle ambulanze risale agli inizi del 2023, ma già da prima si palesavano le iniziali incertezze sul futuro del servizio alla luce della carenza di medici per le emergenze e per questo motivo intervenni, come assessore alla sanità, con la cardioprotezione della nostra cittadina che fu attuata già nel settembre 2022, con il posizionamento di defibrillatori sul territorio, utilizzando fondi comunali, e la organizzazione periodica di corsi BLSD, utilizzando la mia indennità di carica, come ritenevo giusto che fosse”. 

Così scrive in una nota stampa Maurizio Bocchino, candidato sindaco a San Giorgio del Sannio con la lista “San Giorgio Protagonista”. 

“Era marzo 2023 – prosegue Bocchino – quando ho espresso la mia assoluta contrarietà al nuovo piano della gestione provinciale emergenza-urgenza del 118. Un piano che depotenzia l’assistenza medica sul territorio”.

“Dal candidato sindaco Ricci – evidenzia – non ci fu nessun colpo, anzi piena condivisione di quanto stabilito dall’incontro tra Asl di Benevento e Conferenza dei Sindaci, sotto la guida del Sindaco di Benevento. Confuse – sempre Ricci – addirittura questo servizio con la continuità assistenziale (ex-guardia medica)”.

“Con la mia associazione, “Uniti per San Giorgio”, di cui sono presidente – spiega Maurizio Bocchino -, iniziai a levare le prime ferme proteste al riordino del servizio emergenze-urgenze del 118. 

Oggi, improvvisamente, la questione è stata oggetto di un incontro tra il dg dell’Asl, Gennaro Volpe, e il sindaco di Benevento, nonché segretario di Noi di Centro, Clemente Mastella. 

E’, questa, una notizia che ci rallegra e non poco perché, sebbene in colpevole ritardo e in un momento politico chiaro e definito (leggasi campagna elettorale), anche altri sono venuti a conoscenza di una questione, come 

quella della battaglia contro la demedicalizzazione, che noi portiamo avanti da mesi”. 

“L’incontro tra Mastella e Volpe è, però, al tempo stesso una notizia ma rappresenta anche una duplice conferma. 

E’ una conferma, difatti, della paternità politica di Mastella della lista del candidato Ricci, il quale non ha inteso dire e fare nulla sulla questione ma lasciare che ad occuparsene fosse il suo riferimento politico. 

Ma vi è anche un’altra conferma: ovvero, dell’incapacità del candidato Ricci di confrontarsi. Attenzione: non solo Ricci si mostra incapace a tenere un confronto tra candidati (difatti, siamo ancora in attesa di conoscere da Ricci dove e quando – ma a questo punto soprattutto “se” – vorrà confrontarsi con gli altri candidati a sindaco in modo da tenere fede a un impegno preso) ma soprattutto dimostra la sua incapacità di poter amministrare e rappresentare un Ente pubblico dell’importanza del nostro Paese. A meno che non pensi, o meglio già sappia, che il vero candidato sindaco della sua lista non è egli stesso”, conclude Bocchino.

S. Giorgio del Sannio| Demedicalizzazione 118, Bocchino: “Decisione Asl da condannare fermamente”

S. Giorgio del Sannio| Demedicalizzazione 118, Bocchino: “Decisione Asl da condannare fermamente”

Politica

Di seguito la dichiarazione Dr. Maurizio Bocchino, presidente Associazione Culturale “Uniti per San Giorgio del Sannio”.

“Condanniamo fermamente – scrive Maurizio Bocchino – la decisione della ASL di lasciare senza medico l’ambulanza del SAUT di San Giorgio del Sannio proprio nella giornata del Lunedi in Albis in cui era facile prevedere un maggior numero di richieste d’intervento.

Il turno poteva essere coperto con i medici disponibili ad effettuare la sostituzione con l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive. Da quanto riferito dalle organizzazioni sindacali sulla stampa e dai dibattiti organizzati sull’argomento risulterebbe che la ASL demedicalizza e lascia scoperti i turni perché impedisce ai medici di raggiungere il limite massimo delle 48 ore settimanali di lavoro come consentito dalle disposizioni di legge. Esprimiamo forte preoccupazione anche per il rifiuto della ASL ad adempiere all’obbligo di istituire il Piano delle emergenze in cui prevedere la pronta disponibilità, istituto contrattuale che garantisce la continuità assistenziale in caso di assenza improvvisa del medico in turno.

Non è tollerabile che si possa perpetrare l’ennesimo scippo di pezzi di Sanità nel Distretto Sanitario di San Giorgio del Sannio. Ci faremo promotori delle iniziative più opportune nelle sedi competenti per garantire la permanenza dell’emergenza 118 inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza che il Servizio Sanitario Nazionale ha l’obbligo di garantire in maniera uniforme sull’intero territorio nazionale.

Proprio nei giorni scorsi la nostra associazione “Uniti per San Giorgio del Sannio” ha proceduto a sollecitare il Commissario Prefettizio, Dr. Salvatore Guerra, affinché si occupi prioritariamente delle questioni della salute e della protezione sociale dei nostri concittadini essendo fondamentale in questo momento la rivendicazione nei confronti della Azienda Sanitaria Locale di Benevento”.

Postilla di carattere politico alla luce delle elezioni comunali di giugno.

“A seguito delle dimissioni dalle deleghe da Vicesindaco e da Assessore del Comune di San Giorgio del Sannio, con il conseguente scioglimento del Consiglio Comunale, appare evidente che non sia mai mancato l’impegno diretto del sottoscritto nella politica sangiorgese, come è testimoniato, ad esempio, dal ricorso al TAR Campania contro la delibera di adesione del nostro Comune alla costituenda società “Sannio Acque s.r.l.”, che ne ha poi determinato l’annullamento.

È palese rispetto a determinate tematiche, come la demedicalizzazione del 118, la miopia di chi più o meno apertamente si candida alla conduzione del nostro Paese per il prossimo quinquennio. Resta, per sottoscritto e per chi ha a cuore realmente San Giorgio, questo atteggiamento inaccettabile, e pertanto siamo l’alba della ufficializzazione di quella “fase nuova” iniziata ad ottobre 23.

Servirà la collaborazione di tutti coloro i quali vogliano far crescere il nostro Paese in autonomia ed in autostima attraverso un nuovo patto civico con i nostri concittadini.
Nelle prossime settimane ci saranno i dovuti ed importanti aggiornamenti”.

Valle Vitulanese, nasce il Comitato “Sos Sanità”: un “no” convinto alla demedicalizzazione delle ambulanze 

Valle Vitulanese, nasce il Comitato “Sos Sanità”: un “no” convinto alla demedicalizzazione delle ambulanze 

Politica

“Il programma di demedicalizzazione delle ambulanze – scrive Angelo Piazza per il Comitato “Sos Sanità” – messo in campo dall’Azienda Sanitaria Locale di Benevento impatta gravemente anche sul comprensorio della Valle Vitulanese. 

Una situazione che rischia di lasciare completamente scoperta un’area che soffre già della decentralizzazione del presidio di continuità assistenziale, e che ora rischia di pagare un prezzo altissimo dal taglio del personale medico a bordo delle ambulanze. 

 Appare evidente l’importanza del servizio di emergenza urgenza sul nostro territorio, in particolare la presenza del medico nel team si configura in molti casi come indispensabile, specie in termini di tempestività e riuscita stessa dell’intervento. Non sempre infatti si dispone di tempo sufficiente all’arrivo dell’auto medica in supporto al personale infermieristico, che seppur esperto e professionalmente preparato, potrebbe non essere sufficiente. 

Il comitato intende da subito farsi promotore di una serie di manifestazioni a cui saranno invitati tutti i sindaci e le rappresentanze del territorio, nonché tutte le associazioni e i cittadini della Valle, in modo da riaffermare il ruolo di primaria importanza del servizio di emergenza urgenza in loco”. 

“Già nella giornata di oggi – conclude Angelo Piazza, presidente del neocostituito comitato- inoltreremo una nota al Dg Gennaro Volpe chiedendo il differimento dell’imminente intervento di demedicalizzazione previsto per il 118 di Vitulano”.

Demedicalizzazione ambulanze, anche Telese dice no. Nei prossimi giorni un consiglio comunale aperto

Demedicalizzazione ambulanze, anche Telese dice no. Nei prossimi giorni un consiglio comunale aperto

Politica

Condividendo quanto espresso nei giorni scorsi dalle sigle sindacali rappresentative dei medici di Medicina Generale e Continuità Assistenziale, e CIMO, anche l’amministrazione comunale di Telese Terme esprime la netta contrarietà nei confronti del piano di demedicalizzazione delle ambulanze del 118.

“L’approccio introdotto dal nuovo piano prevede ambulanze a leadership infermieristica – afferma il sindaco di Telese Terme, Giovanni Caporaso -. Sebbene si tratti di figure professionali di altissima qualità, non possiamo che essere comunque preoccupati per un intervento che depotenzia l’assistenza medica sul territorio e, così come sottolineato dai sindacati medici, non consente ai pazienti di poter beneficiare della corretta sequenza delle cure di cui avrebbero bisogno”.

Di ambulanze demedicalizzate se ne discute da diversi anni. In Toscana alcune comunità, come nel Chianti, hanno anche promosso raccolte di firme per opporsi a un criterio che veniva definito iniquo e penalizzante soprattutto per le aree interne e i territori più piccoli.

“Su questo tema ribadiremo il nostro no in tutte le sedi – conclude il sindaco di Telese -. In più, nei prossimi giorni, convocheremo un consiglio comunale aperto ai cittadini per dare modo a tutti di conoscere la reale situazione che prefigurerebbe il nuovo piano sanitario”. 

“No alla demedicalizzazione delle ambulanze del 118”: la nota delle segreterie aziendali

“No alla demedicalizzazione delle ambulanze del 118”: la nota delle segreterie aziendali

Politica

“Le sottoscritte OO.SS. FIMMG, SNAMI, CISL, SMI, FMT, rappresentative dei medici di Medicina Generale e Continuità Assistenziale, e CIMO – si legge nella nota -in rappresentanza dei propri iscritti della Dirigenza Medica, esprimono la più netta contrarietà al piano di demedicalizzazione delle ambulanze del 118 che depotenzia l’assistenza medica sul territorio e non consente ai pazienti di poter beneficiare della corretta sequenza delle cure di cui avrebbero bisogno”.

“In questi ultimi mesi, con la demedicalizzazione di sole quattro ambulanze su dieci, si sono verificate preoccupanti criticità legate alla destrutturazione del servizio 118, con inevitabili conseguenti effetti negativi nelle prestazioni di soccorso sanitario soprattutto per le gravi patologie tempo-dipendenti. 

In particolare risultano dilatati i tempi dell’intervento medico sui codici rossi e in molti casi i pazienti gravi sono stati trasportati verso l’Ospedale senza l’assistenza del medico a bordo. La funzione di filtro sul territorio è diminuita con impennata degli accessi impropri al PS ed ulteriore congestionamento delle strutture ospedaliere. Nel caso di incidenti stradali e negli interventi ad elevato grado di mortalità, il medico deve spesso attendere l’ambulanza per mettere in sicurezza il paziente oppure è l’ambulanza che deve attendere il medico per somministrare la necessaria terapia salvavita. La riduzione dei tempi LEA di due minuti, di cui si vanta la ASL, non è correlata all’appropriatezze degli interventi che richiedono tempestività di diagnosi e terapia e succede spesso che, con grave rischio per il paziente, si debba attendere almeno un’ora per l’arrivo dei soccorsi con il medico. La Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) è attivata in modo del tutto inappropriato per sopperire alla mancanza del medico sull’ambulanza ed è evidente che tale figura professionale, non inquadrata nella disciplina dell’emergenza e non dotata di idonei dispositivi medico-chirurgici, non può essere ordinariamente utilizzata a svolgere le funzioni del medico 118 avendo un ruolo e competenze diverse nell’ambito dell’assistenza territoriale.

Il progetto di demedicalizzazione delle ambulanze della ASL ha suscitato ampia e diffusa protesta da parte delle rappresentanze istituzionali e della popolazione con petizioni popolari, contestazione di Sindaci, Consiglieri Comunali, Ordine dei Medici, Parlamentari di tutto l’arco politico, sindacati, associazioni dei medici, Tribunale del Malato, ANCI. Tali segnali di allarme non devono essere sottovalutati in quanto il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, non può in alcun modo essere messo in discussione.

Occorre quindi riformulare la riorganizzazione del servizio nella logica dell’equità nell’accesso all’assistenza, della qualità e appropriatezza delle cure tenuto conto che il medico a bordo dell’ambulanza aumenta in modo significativo le percentuali di sopravvivenza dei pazienti critici che ricorrono alle strutture deputate ad affrontare l’emergenza.

La ASL di BN propone di demedicalizzare tutte le ambulanze pur avendo la percentuale più alta di medici 118 attualmente in servizio, corrispondente al 62 % dell’organico previsto, mentre in tutte le altre ASL della Campania, con un numero di medici molto più esiguo, si assiste ad una demedicalizzazione parziale. Tutto ciò è paradossale se si considera che il contingente di 48 medici sui 78 previsti, con la corretta applicazione delle norme e degli istituti contrattuali, è ampiamente sufficiente a garantire la regolare funzionalità delle postazioni attualmente medicalizzate del 118 senza alcun bisogno di procedere ad ulteriori demedicalizzazioni delle ambulanze. È’ quindi del tutto evidente che la ASL non può giustificare la demedicalizzazione delle ambulanze con la carenza dei medici. 

Per affrontare la problematica, è indispensabile che ASL proceda ad istituire un tavolo tecnico aziendale sull’emergenza 118 con la partecipazione dei medici che sono già sul campo e con le rappresentanze delle sottoscritte OO.SS. La demedicalizzazione non può essere la premessa per una riduzione della pianta organica da 78 a 48 medici, anche perché questo ridimensionamento non sarà mai più recuperabile in Regione Campania.

Per evitare il taglio delle prestazioni in emergenza e garantire l’equità di accesso alle cure occorre utilizzare al meglio i medici già a disposizione nonché predisporre una idonea formazione dell’emergenza-urgenza in modo da poter assicurare per tempo un maggior numero di medici correttamente formati in tal senso, senza tralasciare, come sembrerebbe scontato, la possibilità di indire nuovi concorsi per colmare questa grave lacuna. 

La serie di effetti distorsivi generati dalla demedicalizzazione non persegue in alcun modo l’obiettivo di un reale miglioramento del sistema ed è per tale motivo che le scriventi OO.SS. preannunciano iniziative, non escluso lo stato di agitazione, finalizzate a garantire il diritto alla salute che, ovviamente, non può essere subordinato esclusivamente alle logiche del riequilibrio finanziario”. 

Le Segreterie Aziendali:

FIMMG dr. Vincenzo Luciani

SNAMI dr. Alfredo Montefusco

CISL-Medici dr. Pasquale Speranza

SMI dr. Carlo Iannotti

FMT dr. Antonio Pacelli

FEDERAZIONE CIMO-FESMED dr Emilio Tazza

Apice, l’opposizione in prima linea contro la demedicalizzazione delle ambulanze

Apice, l’opposizione in prima linea contro la demedicalizzazione delle ambulanze

Politica
Chiesto un Consiglio comunale aperto: “Una battaglia per la salute dei cittadini”.

 I Consiglieri comunali di opposizione hanno avanzato una richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale aperto sulla demedicalizzazione delle ambulanze del 118, un tema di vitale importanza per la comunità, proponendo un Atto di indirizzo che rappresenti la ferma contrarietà alle competenti autorità.

Una richiesta che è il segnale di una forte preoccupazione per la riorganizzazione del Servizio di Emergenza Territoriale che, come emerso da un recente incontro tra i vertici dell’ASL di Benevento e il Comitato di rappresentanza dei Sindaci dei Comuni sanniti, vedrà una riduzione significativa del personale medico a bordo delle ambulanze. Basti pensare che anche la stampa recentemente ha dato rilievo agli eventi drammatici che, in provincia di Benevento, si sono succeduti a seguito della demedicalizzazione delle ambulanze e che hanno scatenato le reazioni dei cittadini, delle Associazioni e dell’Ordine dei medici. 

La riorganizzazione prevede una Centrale Operativa, due PSAUT (a Cerreto Sannita e San Bartolomeo in Galdo), cinque postazioni mobili medicalizzate (Benevento, Melizzano, Torrecuso (in contrada Olivola), Montesarchio e San Marco dei Cavoti) e l’aggiunta di un’ulteriore postazione a Paduli, mantenendo 11 ambulanze infermieristiche attrezzate. 

I Consiglieri comunali di minoranza sollevano dubbi sulla decisione assunta, sottolineando come tale scelta rischi di pregiudicare il diritto alla salute e la tempestività delle cure, soprattutto in una comunità con un’alta percentuale di anziani e un territorio, come quello di Apice, prevalentemente rurale ed esteso per oltre 49 chilometri quadrati. Viene inoltre messo in luce come la riorganizzazione possa costringere i cittadini a rivolgersi a mezzi privati in situazioni di emergenza, con conseguente sovraffollamento dei pronto soccorso.

I Consiglieri comunali di opposizione chiedono, dunque, che vengano prese in considerazione soluzioni alternative per affrontare la carenza di personale medico  per garantire la sicurezza e il diritto alla salute di ogni cittadino di Apice e dell’intera provincia di Benevento.

Benevento. Baldini (Enpapi): “Infermieri figure preziose anche in autoambulanze”

Benevento. Baldini (Enpapi): “Infermieri figure preziose anche in autoambulanze”

Politica

”La decisione della Asl di Benevento di ‘demedicalizzare’ le autoambulanze sul territorio sta creando inutili allarmismi. La sistematica carenza di medici è preoccupante e la possibilità di ricorrere a una figura specializzata di infermiere, come l’Advanced Practice Registered Nurse (APRN), adeguatamente formata, consentirebbe di mantenere attivi servizi di soccorso di cui altrimenti si dovrebbe fare a meno”.

Lo afferma Luigi Baldini, Presidente di Enpapi, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica, al quale sono obbligatoriamente iscritti gli infermieri liberi professionisti, in merito alla decisione della Asl di Benevento di ‘demedicalizzare’ le autoambulanze per via della carenza di medici.

“La pianificazione dell’assistenza territoriale – aggiunge – non ha motivo di non avvalersi di personale sanitario altamente qualificato per assistere sia i pazienti più critici, sia i casi meno gravi che a seguito dell’anamnesi non necessitino di trasporto in ambulanza. Questo impiego si intende subordinato al possesso delle competenze necessarie da parte dei professionisti coinvolti, ma certamente richiede il superamento del pregiudizio di ausiliarietà della professione infermieristica”.

“Enpapi ha tra i suoi iscritti anche numerosi professionisti specializzati in Area Critica, Emergenza-Urgenza e Cure Primarie – spiega Baldini – e sebbene in Italia si fatichi a prenderne atto, in Inghilterra e negli Stati Uniti la figura dell’Advanced Practice Registered Nurse (APRN) è ormai una realtà consolidata: si tratta di un professionista che opera a un avanzato livello di pratica infermieristica, in possesso di competenze che gli consentono di eseguire in modo indipendente l’anamnesi, la diagnosi e il trattamento del paziente. Gli Emergency Nurse Pratictioner operano in autonomia in tutti i contesti di emergenza. In particolare, gli equipaggi delle autoambulanze impiegano solo un “Infermiere di Pratica Avanzata in Emergenza”, supportato da un assistente soccorritore, in assenza di personale medico”.

“A livello nazionale – osserva il Presidente di Enpapi – la formazione dedicata all’Area Critica e dell’Emergenza-Urgenza ha raggiunto livelli che nulla hanno da invidiare ai percorsi inglesi e statunitensi, sia attraverso specifici Master Universitari, sia grazie all’impegno degli infermieri impegnati nelle Reti di Soccorso, come nel caso di Cives (Coordinamento Infermieri Volontari di Emergenza Sanitaria) e Aniarti (Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica)”.

“Alla luce del comune obiettivo di un’assistenza territoriale diffusa, capillare ed efficiente, l’auspicio è di trovare più occasioni di confronto costruttivo fra gli infermieri responsabili delle Reti di Soccorso e la politica, così da favorire una maggior consapevolezza ed evitare il rischio di svalutare gratuitamente un’intera categoria con timori infondati” conclude.