Omicidio Capobianco: domani le esequie, la famiglia autorizzata alla cremazione

Omicidio Capobianco: domani le esequie, la famiglia autorizzata alla cremazione

AttualitàBenevento Città

Domani, 20 gennaio 2026 alle ore 15:30, presso la Parrocchia SS. Addolorata di Benevento, si terranno le esequie di Mario Capobianco, 68 anni di Benevento, ucciso brutalmente a calci e pugni da A.M., 38 anni di Benevento.

I familiari della vittima assistiti dall’Avvocato Vittorio Fucci, hanno chiesto e sono stati autorizzati dalla Procura della Repubblica di Benevento alla cremazione della salma di Capobianco.

Intanto si attendono gli esiti degli esami autoptici e delle indagini, così da qualificare correttamente il reato contestato a A. M., assistito dall’Avvocato Vincenzo Sguera.

Foto: Profilo Facebook Parrocchia SS. Addolorata

FOTO E VIDEO – Benevento dice addio a Peppe Feliciello: stamattina i funerali

FOTO E VIDEO – Benevento dice addio a Peppe Feliciello: stamattina i funerali

AttualitàBenevento Città

Un uomo garbato, gentile, sempre disponibile con tutti. Profondamente legato alla famiglia e al suo lavoro di fotografo, che ha svolto per anni con passione e professionalità. E poi l’altra sua grande passione: il calcio, vissuto con entusiasmo tra l’Inter e il Benevento.

Questa mattina, nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Benevento, si sono svolti i funerali di Peppe Feliciello, scomparso l’altra notte all’età di 70 anni a causa di un malore improvviso.

Tanta la commozione e la partecipazione di amici, colleghi e conoscenti che hanno voluto essere presenti per l’ultimo saluto a una persona che ha lasciato un segno profondo nella comunità.

Le esequie, officiate da don Maurizio Sparandeo, si sono svolte in un clima di raccoglimento e preghiera, testimoniando l’affetto e la stima costruiti nel corso di una vita vissuta con discrezione, umanità e dedizione. Il ricordo di Peppe Feliciello resta vivo nelle immagini, nei gesti e nei valori che ha saputo trasmettere, lasciando un’eredità fatta di rispetto, passione e amore per la famiglia e per il proprio lavoro.

FOTO E VIDEO – Pietrelcina, l’ultimo saluto al giovane Umberto Cardone

FOTO E VIDEO – Pietrelcina, l’ultimo saluto al giovane Umberto Cardone

CronacaProvincia

Nel pomeriggio i funerali del centauro 25enne che ha perso la vita in seguito a un incidente stradale lo scorso 10 settembre.

Un silenzio assordante ha avvolto Pietrelcina, questo pomeriggio. Un’intera comunità si è fermata, stretta nel dolore, per dare l’ultimo saluto a Umberto Cardone, il giovane di 25 anni morto tragicamente in un incidente stradale.

Ai funerali, celebrati presso la parrocchia di Santa Maria degli Angeli, si sono radunate centinaia di persone: familiari, amici, conoscenti, semplici cittadini. Una folla composta e commossa ha riempito ogni angolo della chiesa e della piazza antistante.

Umberto era conosciuto e amato da tutti: lavorava con la sua famiglia nella pizzeria del paese, era descritto da chi lo conosceva come un ragazzo gentile, educato, sempre sorridente. Una vita spezzata troppo presto, mentre era in sella alla sua moto, una delle sue più grandi passioni.

Ed è proprio questa passione a essere tornata viva, simbolicamente, al termine della cerimonia.
All’uscita del feretro, un lungo rombo di motori ha riempito l’aria: erano gli amici motociclisti, che hanno voluto ricordarlo così, nel modo che lui avrebbe certamente apprezzato.

In cielo si sono levati palloncini bianchi, mentre gli occhi di tutti erano rivolti verso l’alto, verso quell’orizzonte che Umberto inseguiva con il vento in faccia e il sorriso sul volto.

Toccante anche la presenza dei suoi amici, molti dei quali indossavano magliette con la scritta “Ciao Umbertì”, un saluto affettuoso, semplice e sincero.

Quello stesso saluto che oggi Pietrelcina gli rivolge, con la voce rotta dal dolore ma col cuore pieno di ricordi; promettendo di non dimenticare mai quel ragazzo che sebbene se ne sia andato troppo presto, ha lasciato dietro di sé una traccia profonda, fatta di affetti veri e di una comunità che oggi, più che mai, si stringe forte intorno alla sua famiglia.

Pietrelcina, domani i funerali di Umberto Cardone

Pietrelcina, domani i funerali di Umberto Cardone

CronacaProvincia

Per l’occasione, in segno di rispetto, il sindaco Mazzone ha proclamato il lutto cittadino.

Si terranno domani alle ore 15, presso la Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Pietrelcina, i funerali di Umberto Cardone, il 25enne che ha perso la vita in seguito a un incidente stradale avvenuto mentre era in sella alla sua moto.

Dopo cinque giorni da quel maledetto 10 settembre, la comunità di Pietrelcina potrà finalmente dare l’ultimo saluto a uno dei suoi figli più cari, vittima di un destino crudele che lo ha strappato all’amore dei suoi cari. Per l’occasione, in segno di rispetto, il sindaco Mazzone ha proclamato il lutto cittadino.

Stamani sul corpo del giovane sannita è stata effettuata l’autopsia, così come disposto dall’autorità giudiziaria. Restano due le persone indagate: una donna di 56 anni di Pietrelcina, che era al volante della Fiat Punto, e un 76enne di Pesco Sannita che, invece, viaggiava sul Land Rover.

FOTO E VIDEO – Apice, l’ultimo saluto a Luigi Rossetti

FOTO E VIDEO – Apice, l’ultimo saluto a Luigi Rossetti

CronacaProvincia
Nel pomeriggio, ad Apice, si sono tenuti i funerali del centauro sannita che ha perso la vita nell’incidente stradale di venerdì scorso.

“Un uomo semplice e vero, che nella sua vita ha amato il suo lavoro, la libertà della sua moto, ma soprattutto la sua famiglia.” Con queste parole, don Ezio – parroco di Apice – ha voluto ricordare Luigi Rossetti, il 48enne che ha perso la vita venerdì scorso in un tragico incidente stradale mentre era in sella alla sua moto, nel territorio di Venticano.

Oggi pomeriggio, nella chiesa di Santa Maria Assunta e San Bartolomeo ad Apice, si è tenuto l’ultimo saluto al centauro sannita. La chiesa era gremita: familiari, amici, colleghi, semplici conoscenti – tutti stretti nel dolore di una comunità che ha perso una persona amata, riservata, autentica.

Luigi – ha ricordato ancora don Ezio – “non aveva bisogno di apparire, ma viveva nella semplicità la sua esistenza”. Una semplicità che, oggi, è diventata ricordo, commozione, ma anche gratitudine per chi lo ha conosciuto e amato.

Ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, la moglie Tiziana, la figlia Martina, la mamma Rita, e accanto a loro, gli amici di sempre. Tanti i volti segnati dalle lacrime, ma anche dalla consapevolezza che il legame con Luigi non si spegnerà. Un uomo che ha lasciato il segno nel silenzio, con gesti semplici, con l’amore per la sua famiglia, per la sua moto, per la vita.

E proprio su questo, don Ezio ha concluso la sua omelia con parole che hanno toccato il cuore di tutti: “Oggi possiamo immaginarlo così: come un centauro che sta imboccando una nuova strada, quella che conduce al Signore e gli permetterà di riabbracciare papà Fernando.” Un’immagine dolce, potente. Il ricordo di un uomo che continuerà a vivere nei cuori di chi lo ha amato.

FOTO E VIDEO – A Napoli l’ultimo saluto a Dj Godzi. Il papà: “I viaggi verso Benevento il ricordo più bello”

FOTO E VIDEO – A Napoli l’ultimo saluto a Dj Godzi. Il papà: “I viaggi verso Benevento il ricordo più bello”

AttualitàDalla Regione

Si sono svolti questa mattina a Napoli, nella Basilica di San Francesco Di Paola in Piazza del Plebiscito, i funerali di Michele Noschese, in arte Dj Godzi, morto nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Ibiza, lì dove aveva messo radici per vivere la sua passione per la musica elettronica. Il 35enne, prima di affermarsi come noto producer, è stato un giovane talento del calcio, debuttando anche nelle giovanili del Benevento Calcio durante la presidenza di Pino Spatola.

Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato colpito da un arresto cardiaco al termine di una festa che lo stesso dj avrebbe organizzato a casa sua, dove la Guardia Civil – in seguito ad alcune segnalazioni da parte del vicinato – lo avrebbe sorpreso sotto effetto di sostanze stupefacenti. Ma il racconto di alcuni testimoni è ben diverso: c’è chi afferma che Michele sarebbe stato bloccato e ammanettato dagli agenti a mani e piedi e che si sarebbe spento proprio a causa dell’intervento violento di quest’ultimi, dopo il quale è stato trascinato direttamente in obitorio.

A distanza di un mese da quella tragica notte, la salma è stata finalmente restituita alla famiglia, la quale lo ha amorevolmente salutato, circondata dall’affetto di chi lo ha conosciuto. Un saluto commosso, che non cela però l’amarezza che porta in sé questa prematura scomparsa, a cui la giustizia non riesce ancora a dare risposte.

Le cause del decesso di Michele, infatti, sono ancora ignote. Dopo le indagini da parte delle autorità spagnole, sulla morte del dj Godzi indaga anche la Procura di Roma, dove lo scorso 12 agosto è stata effettuata una seconda autopsia sul corpo, terminata con segreto istruttorio – come ha spiegato ai microfoni dei cronisti il padre, Giuseppe Noschese – evidenziando, inoltre, che il dissequestro della salma ha previsto il seppellimento e non la cremazione, ipotizzando così un ulteriore accesso laddove si creasse la necessità.

Due le inchieste aperte, dunque, le cui indagini forniranno i primi esiti già nelle prossime settimane e su cui la famiglia Noschese muoverà i primi passi.

Non siamo alla ricerca di alcun colpevole. Io ho un’idea chiara di cosa è successo, ma naturalmente sono il padre di Michele, quindi sono di parte. Sicuramente la giustizia spagnola e italiana sapranno fare il loro corso e do la massima fiducia a ciò che decideranno” ha ribadito Giuseppe Noschese come riporta Il Mattino, affermando di fidarsi della giustizia, prima di lasciarsi andare poi ad un commosso ricordo di suo figlio, tra lacrime e domande senza risposte.

Il mio ricordo più bello resterà quando lo accompagnavo a Benevento agli allenamenti in auto”, racconta Giuseppe, mentre fuori dalla Basilica riecheggia l’inno nazionale, colonna sonora dei viaggi verso il capoluogo sannita, e la salma lascia la piazza.

Campoli del Monte Taburno dice addio a Roberto e Mario

Campoli del Monte Taburno dice addio a Roberto e Mario

CronacaProvincia

Una moltitudine di persone tra ieri e oggi ha affollato la chiesa di Campoli del Monte Taburno, dove uomini e donne, amici e parenti, hanno dato l’ultimo commosso saluto a Roberto Caporaso e Mario Orlacchio, stringendosi alle due famiglie in un silenzioso abbraccio collettivo, con dolore e profondo rispetto.

Roberto (53 anni) e Mario (37 anni) hanno perso la vita lo scorso mercoledì in un tragico incidente stradale. Un destino crudele, ingiusto, che in poco tempo ha spento due presenze luminose. Un impatto fatale, che in pochi attimi ha spezzato due vite, le cui esistenze si sono intrecciate proprio qui, a Campoli del Monte Taburno, nel paese in cui entrambi vivevano. Un paese ora intriso di tristezza, che non dimenticherà facilmente quel 23 luglio 2025.

Le vie della misericordia non sono sempre comprensibili”, afferma Don Giovanni Rossi prima di affidare le due anime nelle braccia di Dio. Un concetto difficile da afferrare, che ha posto i presenti dinanzi alla complessità della vita, alla sua imprevedibilità e ai molteplici interrogativi che nascono in ognuno di noi, soprattutto in queste circostanze.

Dopo Roberto, le cui esequie si sono svolte nel pomeriggio di ieri, oggi è stato Mario a percorrere le vie del centro storico di Campoli per l’ultima volta, lasciando la folla provata. E mentre il cielo si tingeva di nero, il rumore della pioggia incessante si fondeva con la voce dei Nomadi sulle note di “Io voglio vivere”.

Un tributo alla vita, chiaramente, a quella vissuta, sognata e (forse) non ancora realizzata. Ma anche un messaggio di speranza affinché, nonostante le sue mille sfide, possiamo tornare ad amarla.

FOTO E VIDEO – Benevento, l’ultimo saluto ad Angelica. Il parroco ai genitori: “Non siete soli”

FOTO E VIDEO – Benevento, l’ultimo saluto ad Angelica. Il parroco ai genitori: “Non siete soli”

AttualitàBenevento Città

Una chiesa gremita, occhi lucidi, abbracci che non bastano a colmare il vuoto: Benevento si è fermata, incredula e spezzata, davanti a un dolore che non ha risposte. Il funerale di Angelica, la giovane di 18 anni ritrovata senza vita nella propria abitazione domenica scorsa, è stato un momento di commozione profonda, ma anche di domande, di riflessione, di quelle ferite invisibili che troppo spesso restano inascoltate.

Nel giorno dell’ultimo saluto alla giovane, la città si è stretta attorno ai genitori, Enzo e Silvia, e al fratello Pierluigi, distrutti da un’assenza che nessuna parola potrà mai colmare. In una chiesa colma di giovani, compagni di scuola, amici e semplici cittadini, il silenzio ha detto più di qualsiasi discorso: quello per Angelica non è stato solo un addio, ma un grido sommesso che chiede ascolto, attenzione, comprensione.

“Non siete soli”, è il messaggio lanciato dal pulpito della Chiesa dell’Addolorata da Don Gaetano, il parroco che officiato la funzione funebre. “Se Angelica tra poco non sarà più visibile agli occhi – ha ricordato il sacerdote – sarà comunque sempre presente”. “Non è il tempo delle domande, dei perché – ha sottolineato Don Gaetano -, non è il tempo delle risposte. Non siamo qui a cercare il colpevole ma è giunta l’ora che tutti noi iniziamo a porci delle domande.

Perché Angelica non ha voluto più giocare al nostro gioco (la vita ndr)? Credo che Angelica come ogni anima cercasse la gioia piena, la vita in abbondanza e la felicità senza fine. Probabilmente non l’ha trovata e ha voluto cercarla in qualcosa di diverso. Io sono certo che lei sta là con quello che cercava. L’avrà chiamata felicità, pace, gioia? Adesso l’avrà incontrata. A noi mancherà ma fisicamente. Avremmo voluto averla ancora presente qui ma cosa era più importante? Vederla qui ma morsa dalle ristrettezze umane o saperla felice nella gioia di Dio?

Lei era molto giovane ma il Signore ha giudicato diversamente. Anche in questa morte che ci sconvolge, il Signore saprà sempre trarre il meglio per la nostra salvezza. Dio non aveva previsto la morte di suo figlio in croce bensì è stato il frutto di scelte umane. Ma da quella morte (così come da quella di Angelica) fece nascere una sorgente zampillante di salvezza e di fedeltà per la sua famiglia, per la chiesa e per il mondo intero”.

All’uscita del feretro, un lungo e commosso applauso ha accompagnato Angelica nel suo ultimo viaggio. Decine di palloncini bianchi si sono alzati nel cielo di Benevento, leggeri e silenziosi come una carezza, mentre la città, ancora incredula, le diceva addio con gli occhi pieni di lacrime.

Castelpoto piange Chiara: la giovane 14enne è venuta a mancare dopo una lunga battaglia contro la malattia

Castelpoto piange Chiara: la giovane 14enne è venuta a mancare dopo una lunga battaglia contro la malattia

CronacaProvincia

Un profondo cordoglio ha avvolto le comunità di Castelpoto per la prematura scomparsa di Chiara, una ragazza di soli 14 anni, venuta a mancare il 4 luglio 2025 dopo una lunga malattia affrontata nel corso degli ultimi anni. Una condizione che, purtroppo, non le ha mai consentito di vivere pienamente la quotidianità dei suoi coetanei.

Chiara era iscritta alla scuola secondaria di primo grado – sezione di Foglianise – dove era conosciuta per la sua dolcezza, la sua discrezione e la forza silenziosa con cui affrontava la quotidianità.

I genitori sono stati abbracciati dal dolore di due intere comunità, che in queste ore si sono strette attorno alla famiglia con una commozione intensa e autentica.

In segno di partecipazione e rispetto, il Comune di Castelpoto, interpretando il sentimento collettivo dei cittadini, ha proclamato per oggi il lutto cittadino, disponendo – come stabilito dall’ordinanza ufficiale – l’esposizione delle bandiere a mezz’asta presso la sede comunale, la sospensione di manifestazioni pubbliche di carattere ludico, ricreativo o sportivo, e la chiusura temporanea delle attività commerciali e dei pubblici esercizi durante il rito funebre.

“È una giovane vita spezzata che ha particolarmente commosso tutta la comunità – dichiara il sindaco di Castelpoto, Vito Fusco. – Ogni altra parola, in momenti come questo, appare superflua”, conclude.

I funerali di Chiara si terranno oggi, sabato 5 luglio, alle ore 16:30 presso la Chiesa di San Nicola da Mira a Castelpoto. Sarà un momento di raccoglimento e preghiera, in cui il paese intero si fermerà per rendere omaggio a una giovane esistenza che ha lasciato un segno profondo e indelebile nei cuori di tutti.

La redazione di Beneventonews24.it si unisce al dolore della famiglia e si stringe al cordoglio di quanti volevano bene alla piccola Chiara.

Morcone dà l’ultimo saluto a Michele, il 50enne vittima di un destino spietato

Morcone dà l’ultimo saluto a Michele, il 50enne vittima di un destino spietato

AttualitàDalla Provincia
Oggi i funerali dell’uomo, morto in seguito a un incidente stradale avvenuto mentre stava andando a prendere suo figlio in rientro da Napoli.

Un silenzio composto e carico di dolore ha avvolto oggi Morcone, dove si sono svolti i funerali di Michele D., 50 anni, vittima dello spaventoso incidente stradale avvenuto nella tarda serata di venerdì lungo la statale 87, all’altezza del bivio di Pontelandolfo. Una tragedia che ha profondamente scosso l’intera comunità, lasciata incredula davanti all’improvvisa scomparsa di un uomo conosciuto e stimato da tutti.

L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luigino Ciarlo, per l’occasione ha proclamato il lutto cittadino.

Michele si stava recando a Benevento per andare a prendere uno dei suoi due figli, di ritorno da Napoli. Un gesto d’affetto, di quelli che si compiono senza pensarci, e che invece si è trasformato in tragedia. La sua Peugeot 208 si è scontrata frontalmente con una Mercedes sulla quale viaggiavano due giovani, di 28 e 23 anni, originari di Casalduni e Pontelandolfo, diretti a lavoro in un’azienda molisana.

L’impatto è stato violentissimo. Inutili i tentativi dei sanitari del 118 di rianimarlo: per Michele non c’è stato nulla da fare.

La notizia della morte di Michele si è diffusa rapidamente, lasciando sgomenta Morcone. In molti lo ricordano come una persona perbene, riservata, generosa. Il suo lavoro in un’azienda del posto e il suo impegno silenzioso nel quotidiano ne avevano fatto una figura familiare e apprezzata da tutti.

Oggi l’intera comunità si è stretta attorno alla famiglia, ai figli e ai suoi cari, per l’ultimo, commosso saluto. Un dolore che accomuna tutti e che lascia, sulle strade del Sannio, l’ennesima ferita aperta.

Foto: Domenico Vignone