GAL Taburno, il tartufo bianco leva strategica per valorizzare enogastronomia e risorse del Sannio

GAL Taburno, il tartufo bianco leva strategica per valorizzare enogastronomia e risorse del Sannio

AttualitàDalla Provincia

Valorizzare il tartufo bianco come elemento distintivo all’interno di un sistema enogastronomico più ampio: è questa la linea su cui il GAL Taburno rafforza la propria strategia di sviluppo per il Sannio beneventano. Un territorio ricco di biodiversità, tradizioni e produzioni di qualità, che trova nel tartufo bianco uno dei suoi simboli più rappresentativi e ad alto valore aggiunto.

Non solo eccellenza gastronomica, ma risorsa capace di attivare filiere, rafforzare l’identità locale e generare nuove opportunità economiche.

“Il tartufo bianco – dichiara il Presidente del GAL Taburno, Carmine Fusco – è una punta di diamante del nostro patrimonio enogastronomico. Attorno a questa eccellenza possiamo costruire un sistema territoriale capace di mettere in rete produzioni, imprese e turismo”. 

La strategia del GAL Taburno punta a integrare il tartufo in un’offerta più ampia, in cui prodotti tipici, ristorazione, paesaggio e cultura diventino parte di un’unica esperienza. Un modello che valorizza le risorse locali e rafforza l’attrattività del territorio, intercettando un turismo sempre più orientato alla qualità e all’autenticità. Promozione coordinata, sviluppo di filiere corte, sostegno alla trasformazione e alla commercializzazione, sinergia tra produttori, ristoratori e operatori turistici: sono queste le direttrici operative per rendere il Sannio beneventano una destinazione riconoscibile nel panorama enogastronomico. 

“Non possiamo limitarci alla produzione”, prosegue Fusco . “Dobbiamo costruire un racconto forte del territorio, capace di valorizzare tutte le sue risorse. Il tartufo bianco può essere il punto di partenza per un sistema più ampio, competitivo e sostenibile”. 

Il GAL Taburno conferma il proprio impegno nel sostenere progetti innovativi e nel rafforzare la collaborazione tra enti locali, imprese e associazioni di categoria, con l’obiettivo di trasformare le eccellenze del territorio in sviluppo concreto. La sfida è ambiziosa: fare del tartufo bianco non solo un prodotto di prestigio, ma il fulcro di una strategia capace di generare valore diffuso e duraturo per l’intero Sannio.

Castelpoto, sabato mattina l’inaugurazione del nuovo campo sportivo

Castelpoto, sabato mattina l’inaugurazione del nuovo campo sportivo

AttualitàDalla Provincia

Dichiarazione del Sindaco Vito Fusco: “Sabato mattina non inauguriamo solo un nuovo impianto sportivo, ma celebriamo il traguardo di un’intera comunità. Dopo un lavoro che ha coniugato efficacia e celerità con attenzione a ogni minimo dettaglio, siamo orgogliosi di restituire ai nostri atleti, ai tifosi e all’intera comunità una struttura d’eccellenza, bella da vedere e sicura da vivere. Un risultato ottenuto con un grande gioco di squadra.

Con l’inaugurazione di questo impianto, l’efficienza amministrativa traduce in realtà un profondo desiderio della nostra comunità. Siamo orgogliosi di consegnare ai cittadini e alla nostra squadra di Eccellenza il primo campo ultimato in Campania tra quelli finanziati dall’Accordo di Coesione. L’opera rappresenta una risorsa fondamentale non solo come infrastruttura, ma come luogo d’incontro e socializzazione che interpreta i più autentici valori dello sport e del benessere collettivo”.

Partecipano sindaci e amministratori del territorio: Vito Fusco – Sindaco di Castelpoto, Luca Milano- Presidente Ordine dei Medici BN, Palmino Gisoldi – Presidente Forum Giovani Castelpoto, Antonio Maschio – Allenatore ASD Castelpoto, Pasqualino De Marco –  v. deleg. prov.le LND, Carmine Zigarelli – Presidente LND Campania.

Ecco le caratteristiche che rendono il nostro campo un fiore all’occhiello del territorio:

* ✅ Massima Sicurezza: campo omologato e conforme a tutte le norme vigenti in tema di sicurezza;

* ✅ Manto Sintetico: un tappeto di ultima generazione scelto per offrire prestazioni professionali e massimo comfort di gioco;

* ✅ Nuova Tribuna: 300 posti a sedere, tutti dotati di nuovi sediolini giallo rossi per accogliere il pubblico con decoro e comfort.

* ✅ Infrastrutture d’avanguardia: nuovi spogliatoi, impianto audio professionale e sistema di video sorveglianza per la sicurezza.

* ✅ Anima Green: una struttura che guarda al futuro grazie all’installazione di soluzioni per il risparmio energetico.

Dopo la cerimonia della mattina, alle 15,30 ci sarà il battesimo del campo con il primo evento ufficiale, la nostra squadra di Eccellenza disputerà la sua prima partita ufficiale contro la SSD Agerola.

Cucina italiana Patrimonio culturale immateriale UNESCO, Fusco (CIA Campania): “Nostra regione protagonista”

Cucina italiana Patrimonio culturale immateriale UNESCO, Fusco (CIA Campania): “Nostra regione protagonista”

AttualitàDall'Italia

La cucina italiana è ufficialmente parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un riconoscimento storico, annunciato poche ore fa a New Delhi alla presenza del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, con l’approvazione della candidatura: “Cucina italiana fra sostenibilità e diversità bio-culturale”.

Un risultato che valorizza i principi più autentici della nostra tradizione: sostenibilità, lotta allo spreco, rispetto della biodiversità, trasmissione dei saperi culinari come elemento identitario. La Cia Agricoltori Italiani Campania esprime grande soddisfazione per questo traguardo, che conferma il ruolo centrale dell’agricoltura e dei territori nella definizione dell’identità gastronomica italiana.

”Questo riconoscimento”, dichiara Carmine Fusco, Commissario regionale CIA Campania, “è anche la vittoria dei territori che ogni giorno custodiscono e rinnovano l’identità agroalimentare del nostro Paese. La Campania ha un ruolo centrale: la pizza, simbolo globale della cucina italiana, nasce dalla qualità dei nostri ingredienti, dalla mozzarella campana, dal grano campano, dal pomodoro campano, dall’olio campano, frutto del lavoro di migliaia di agricoltori che garantiscono filiere sane, sostenibili e riconoscibili. La nostra regione non offre solo prodotti, ma cultura, saperi, tradizioni ed un modello produttivo che unisce storia e innovazione”.

Fusco aggiunge: “Il riconoscimento UNESCO dà forza alle nostre produzioni e rende ancora più efficace la lotta contro l’Italian Sounding. Valorizza il legame unico tra piatti, territori e comunità: ogni ricetta racconta una storia, un luogo, una tradizione. Per la Campania è una straordinaria occasione di crescita, di turismo enogastronomico e di promozione internazionale delle nostre eccellenze”.

Il ministro Masaf Francesco Lollobrigida ha ricordato come questo risultato sia frutto di un lavoro lungo e condiviso, reso possibile dall’impegno delle filiere agricole, delle scuole alberghiere, dei ristoratori e da una forte azione diplomatica che ha portato la cucina italiana in tutto il mondo, valorizzandone qualità, identità e radici. Ha inoltre sottolineato che il riconoscimento UNESCO rafforzerà la tutela delle produzioni autentiche, favorirà la crescita economica e contribuirà allo sviluppo del turismo legato all’enogastronomia.

Fusco dal canto suo conclude: “come CIA Agricoltori Italiani Campania continueremo a difendere e a promuovere le nostre eccellenze. Dietro ogni piatto della tradizione c’è il lavoro quotidiano delle imprese agricole, delle famiglie e delle comunità che fanno grande la nostra regione. Oggi l’UNESCO conferma che questo patrimonio appartiene non solo all’Italia, ma all’intera umanità e noi né siamo fieri ed orgogliosi”.

Torrecuso, furto all’azienda “Il Poggio” di Carmine Fusco: solidarietà di CIA Campania

Torrecuso, furto all’azienda “Il Poggio” di Carmine Fusco: solidarietà di CIA Campania

CronacaDalla Provincia

Nella notte scorsa ignoti hanno colpito l’azienda vinicola Il Poggio di Torrecuso, in provincia di Benevento, di proprietà del commissario regionale della CIA Campania e presidente di CIA Benevento, Carmine Fusco. Un gesto vile e increscioso che ferisce non solo un imprenditore agricolo stimato e appassionato, ma l’intero mondo agricolo campano, fondato sul lavoro, sulla dedizione e sui sacrifici quotidiani delle famiglie che lo animano.

La CIA Agricoltori Italiani Campania, insieme a tutti i presidenti provinciali, dirigenti e funzionari ed iscritti, esprime profonda solidarietà a Carmine Fusco e alla sua famiglia, colpiti da un episodio che rappresenta l’ennesimo duro colpo a chi ogni giorno lavora con impegno per far crescere l’agricoltura del territorio. Ancora una volta, i ladri prendono di mira gli agricoltori, categorie troppo spesso lasciate sole a difendere le proprie aziende in territori dove la sicurezza è tutt’altro che garantita.

La provincia di Benevento continua a registrare troppi episodi di furti e danneggiamenti, segno evidente di un controllo insufficiente e di una preoccupante sensazione di abbandono che serpeggia tra gli operatori del settore.

La CIA Campania auspica che l’episodio non sia un atto intimidatorio nei confronti del presidente Fusco, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti e della dignità degli agricoltori campani, e confida nel rapido intervento delle forze dell’ordine per individuare i responsabili e assicurare giustizia. È tempo che si intervenga concretamente per tutelare chi, come gli agricoltori campani, rappresenta la vera forza e il cuore del territorio.

La CIA Campania ribadisce la necessità di un maggiore presidio delle aree rurali e produttive, affinché episodi come questo non si ripetano più e perché il lavoro, la passione e la legalità tornino ad essere i veri protagonisti della nostra terra. Al Commissario Carmine Fusco l’invito a non abbassare mai la testa, la CIA gli starà sempre vicino.

Forza Italia, Fusco aderisce al partito e viene nominato commissario cittadino di Cautano

Forza Italia, Fusco aderisce al partito e viene nominato commissario cittadino di Cautano

Politica

“Con grande soddisfazione  – dichiara Francesco Rubano, deputato e segretario provinciale di Forza Italia Benvento – annuncio l’adesione a Forza Italia di Pasquale Fusco che assumerà l’incarico di commissario cittadino del partito a Cautano.

Sono certo che sarà un valore aggiunto contribuendo a rafforzare la nostra presenza sul territorio e coordinando il lavoro in vista delle prossime sfide. Gli auguro un buon lavoro”, conclude.

Fusco (CIA Campania): “Denominazioni vitivinicole un patrimonio collettivo da tutelare”

Fusco (CIA Campania): “Denominazioni vitivinicole un patrimonio collettivo da tutelare”

Politica

Un filo rosso che lega storia, tradizione e futuro. Così si è presentato il convegno dedicato alla promozione e alla valorizzazione delle denominazioni vitivinicole campane, svoltosi a Torrecuso, nel cuore del Sannio, in occasione della 50a edizione di Vinestate, una delle manifestazioni più longeve e sentite della Regione. Davanti ad una platea gremita di produttori, giornalisti di settore, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni agricole, il commissario regionale della CIA – Agricoltori Italiani Campania, Carmine Fusco, ha tracciato una panoramica lucida ed appassionata sul presente e sul futuro del comparto vitivinicolo. “La qualità”, ha esordito Fusco, “ non è solo un requisito tecnico, ma un patrimonio collettivo che va tutelato e promosso attraverso una filiera coesa. Le denominazioni vitivinicole sono l’identità agricola della Campania e uno strumento fondamentale per rafforzare la competitività sui mercati, sia nazionali che internazionali”.

Nel suo intervento, Fusco ha ricordato come, solo pochi decenni fa, in molte zone della Campania le uve venissero spesso accantonate e poco valorizzate.“Cinquant’anni fa, ha raccontato ,” in molte aree della nostra provincia, quella di Benevento, le uve venivano lasciate da parte, mentre in territori come Torrecuso si produceva già vino con determinazione e visione. Oggi questo impegno è diventato una realtà consolidata: a Torrecuso operano oltre 30 cantine, simbolo di una crescita straordinaria che ha trasformato questo paese in un vero punto di riferimento per la viticoltura campana”.

Una crescita che oggi si riflette anche nei numeri: secondo il XXII Rapporto Ismea-Qualivita, nel 2023 la Campania ha registrato un valore alla produzione di circa 101 milioni di euro nel settore vitivinicolo, con il coinvolgimento attivo di 4.406 operatori. La provincia di Benevento, in particolare, guida la produzione regionale con quasi 14 milioni di bottiglie certificate nei primi mesi del 2024 e un valore superiore ai 50 milioni di euro. “La recente accelerazione verso la DOCG per la Falanghina del Sannio – ha aggiunto Fusco – è un riconoscimento importante, che premia l’impegno e la dedizione dei produttori, ma che deve essere accompagnato da una strategia condivisa di comunicazione e promozione”.

“Noi produttori siamo i primi ambasciatori del territorio”, ha detto Fusco con orgoglio . Ogni bottiglia di vino racconta la storia delle nostre comunità rurali, il lavoro delle famiglie e le tradizioni che si tramandano da generazioni. Ma per dare forza a questo racconto serve un sistema integrato, capace di unire produttori, consorzi di tutela, istituzioni e associazioni di categoria. Non basta produrre bene, dobbiamo raccontare bene ciò che produciamo, investendo in promozione, marketing e turismo esperienziale. Le grandi fiere come Vinitaly oggi hanno un impatto minore rispetto al passato. Non sono d’accordo con l’idea di creare un Vinitaly al Sud: le fiere, da sole, non bastano più. I social network, invece, possono essere strumenti potenti, ma non sostituiscono il valore del rapporto umano, dell’incontro diretto con buyer e operatori che possono davvero aiutarci a far conoscere i nostri vini. Per questo è fondamentale avere fondi adeguati, destinati a progetti di comunicazione mirata”.

Lo sguardo di Fusco si è poi spostato sui mercati esteri, con una particolare preoccupazione per gli Stati Uniti, uno dei principali sbocchi per l’export campano: “Siamo in ansia per i dazi ed attendiamo la decisione della Corte americana, che potrebbe portare alla loro abrogazione. Una conferma di queste misure protezionistiche metterebbe in seria difficoltà le nostre aziende, compromettendo la loro competitività su un mercato strategico” il messaggio della CIA Campania sicuramente. Vitigni autoctoni da proteggere e soprattutto giovani da coinvolgere. Difendere i vitigni autoctoni è, per Fusco, una priorità assoluta: “La nostra battaglia è proteggere vitigni storici come l’Aglianico del Taburno, Falanghina, Greco di Tufo e Fiano. Chi pensa di introdurre varietà estranee al territorio commette un errore strategico. Allo stesso tempo, dobbiamo essere capaci di innovare con intelligenza: oggi i giovani consumatori cercano vini frizzanti e per questo un Aglianico del Taburno frizzante può essere una proposta vincente, che non tradisce la tradizione ma apre a nuove opportunità di mercato”.

“Stiamo producendo meno e, di conseguenza, guadagniamo meno. È un problema reale che richiede soluzioni condivise, investimenti nella sostenibilità e nuove strategie di adattamento”. Coinvolgere le nuove generazioni diventa quindi essenziale: “Dobbiamo interessare i giovani all’agricoltura, offrendo loro formazione, risorse e prospettive concrete. Creare cooperative flessibili, in cui la manodopera possa spostarsi in base alle necessità stagionali, è uno strumento utile per sostenere le aziende e combattere lo spopolamento delle aree rurali”. Guardando al turismo enogastronomico, Fusco ha sottolineato l’urgenza di preparare il territorio all’accoglienza: “Abbiamo un gap importante, anche rispetto a Vinestate di Torrecuso, sul fronte della comunicazione. Dobbiamo portare qui giornalisti, influencer e operatori del settore per far conoscere i nostri vini e le nostre storie. Ma per accogliere i visitatori servono infrastrutture adeguate. Le strade della Provincia di Benevento, oggi sono inguardabili, e questa situazione rappresenta un ostacolo enorme allo sviluppo turistico. Per questo chiediamo fondi mirati: senza una rete viaria moderna e servizi di qualità, il turismo enologico non può diventare quel motore di crescita che immaginiamo”.

In chiusura, Fusco ha lanciato una proposta concreta: “È indispensabile creare un tavolo di lavoro permanente, che riunisca produttori, consorzi, istituzioni e associazioni di categoria e che veda la Provincia di Benevento promotrice, ho già raccolto un positivo riscontro dal presidente Lombardi. Solo con un confronto stabile e costruttivo potremo difendere le nostre denominazioni, combattere la concorrenza sleale e le contraffazioni, e garantire un futuro solido e sostenibile alle eccellenze vitivinicole campane. Le denominazioni non sono solo etichette, ma una promessa di sviluppo per i territori e una garanzia di qualità per i consumatori”. Il convegno si è chiuso con un forte messaggio di unità, tra applausi e strette di mano, con la consapevolezza che il futuro del vino campano dipende da un impegno condiviso. Torrecuso, con la sua storia e le sue cantine, si conferma così cuore pulsante della viticoltura sannita grazie alle aziende che hanno creduto nell’uva e nel vino, pronta a raccogliere le sfide globali senza dimenticare le proprie radici.

Dazi Usa definitivi sul vino, Fusco (Cia Campania): “Colpo durissimo al settore. Campania penalizzata”

Dazi Usa definitivi sul vino, Fusco (Cia Campania): “Colpo durissimo al settore. Campania penalizzata”

Politica

“I dazi Usa del 15% sull’import del vino, ora resi definitivi, sono un colpo durissimo per il comparto vitivinicolo campano e italiano. Sappiamo che le trattative non sono ancora concluse, ma per ora resta una grande delusione per la mancanza di misure concrete a difesa del vino, un settore strategico per l’economia del Paese e presidio vitale per le aree interne”.

A dichiararlo è Carmine Fusco, Commissario di Cia-Agricoltori Italiani Campania, che denuncia come “una bottiglia di vino italiano negli scaffali americani rischi di subire un aumento medio del 40%, tra cambio sfavorevole e nuove tariffe. Un danno che comprometterà gravemente la competitività delle nostre aziende a vantaggio di vini provenienti da Paesi terzi”. Il rischio, avverte Fusco, è un crollo delle esportazioni verso il primo mercato extra-Ue, con conseguenze pesantissime per la Campania e tutte le sue province produttrici di vini di eccellenza: dall’Aglianico del Taburno nel Beneventano, al Greco di Tufo e al Fiano d’Avellino nell’Irpinia, dalla Falanghina del Sannio, fino ai vini del Casertano e del Salernitano.

“Queste non sono solo etichette pregiate, spiega Fusco, ma il risultato del lavoro di migliaia di famiglie e di imprese agricole che, con sacrificio e innovazione, tengono vivi i territori e raccontano la vera identità della nostra regione nel mondo”. Per la CIA Campania, la risposta non può limitarsi a dichiarazioni di principio: servono indennizzi immediati, sgravi fiscali, accesso semplificato al credito e un forte piano di promozione e di educazione al consumo consapevole, sia nei mercati maturi che in quelli emergenti. “Il Governo e l’Europa devono assumersi le proprie responsabilità” , aggiunge Fusco .

“È indispensabile utilizzare anche le risorse del PNRR per compensare le perdite e proteggere un comparto che vale economia, cultura, occupazione e futuro per l’intero Mezzogiorno. Ora il Governo deve mettere in campo senza ulteriori ritardi aiuti concreti, e può farlo proprio attingendo dal PNRR. Non possiamo accettare che i nostri produttori di vino e dell’agroalimentare vengano trattati come aziende di serie B”.

Fusco annuncia inoltre un’iniziativa diplomatica: “Come Cia Campania inviteremo l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e il Console statunitense a Napoli a visitare una serie di cantine del nostro territorio , per far comprendere loro in maniera chiara di che pasta sono fatte le aziende vitivinicole campane, con la loro storia, la loro qualità e la loro capacità di innovazione perchè ; Italians do it better” .

Il Commissario conclude con un appello accorato: “Difendere il vino significa difendere il Made in Italy autentico e soprattutto la Campania, che con i suoi vitigni storici e i suoi territori unici dà un contributo insostituibile al prestigio internazionale del nostro Paese. Lasciare che i dazi mettano in ginocchio i nostri produttori sarebbe una sconfitta non solo economica, ma anche culturale e sociale”.

Fusco (CIA Campania): “Il pomodorino del Fortore, nostro oro rosso. Brand, cooperazione e trasformazione in loco per dare futuro ai giovani”

Fusco (CIA Campania): “Il pomodorino del Fortore, nostro oro rosso. Brand, cooperazione e trasformazione in loco per dare futuro ai giovani”

AttualitàDalla Provincia

Al convegno “Il pomodorino: potenziale oro rosso del Fortore beneventano”, svoltosi oggi a San Bartolomeo in Galdo (BN), il commissario regionale della CIA Campania Carmine Fusco ha lanciato una serie di proposte concrete per il futuro di questo prodotto tipico: trasformare il pomodorino del Fortore in un brand riconoscibile, con un percorso che parta dalla cooperazione locale e punti a dare prospettive reali e durature ai giovani agricoltori.

“Voglio innanzitutto ringraziare l’Amministrazione comunale di San Bartolomeo in Galdo per il lavoro portato avanti negli anni nella valorizzazione del pomodorino, un prodotto che ha qualità e tipicità uniche. Ora però dobbiamo fare il salto di qualità: dobbiamo creare un brand forte, capace di rappresentare questo territorio e di distinguersi sui mercati,” ha affermato Fusco. Il commissario della CIA Campania ha poi insistito sul coinvolgimento delle nuove generazioni: “Mi rivolgo soprattutto ai giovani: è il momento di mettersi insieme, anche attraverso cooperative. Noi come CIA invitiamo tutti a fare rete e a crederci. Bisogna pretendere fondi straordinari per le aree interne: ne parliamo spesso, ma si fa troppo poco. È il momento di passare dalle parole ai fatti.”

Fusco ha quindi delineato una road map precisa, che parte dall’organizzazione del territorio: “Dobbiamo far nascere una cooperativa per la trasformazione del pomodorino. Non dobbiamo inseguire la grande industria, ma puntare sulla trasformazione in loco, così da garantire ricadute economiche immediate per il territorio. Servirà un disciplinare che regoli la produzione e renda riconoscibile il brand, proteggendo i produttori e assicurando qualità e tracciabilità. In questo modo ogni azienda potrà portare un valore aggiunto, evitando che altri sfruttino il nostro prodotto. Siamo unici, e dobbiamo sensibilizzare gli agricoltori a capire che lavorando bene si può restare e lavorare qui.”

Il commissario ha concluso indicando anche un modello di riferimento: “Il percorso è chiaro: prima il brand, poi due o tre aziende pilota e da lì si volerà. Prendiamo come modello il torrone di San Marco dei Cavoti: aziende che negli anni hanno creduto nel prodotto e oggi sono riconosciute a livello mondiale. Lo stesso destino può avere il nostro oro rosso, se ci crediamo davvero. Se lavoriamo insieme su questo progetto, porteremo sviluppo e futuro non solo a San Bartolomeo in Galdo, ma a tutti i paesi limitrofi che potranno coltivare il pomodorino da disciplinare.”

L’evento, promosso dal Comune di San Bartolomeo in Galdo, si è aperto con i saluti del sindaco Carmine Agostinelli e degli assessori comunali. Presenti anche i rappresentanti delle principali organizzazioni agricole, con Coldiretti e  Confagricoltura, a testimonianza di un confronto corale sul futuro del comparto.

Fusco (CIA Campania): “Grandinata devastante nel Beneventano e Nolano, compromessi vigneti e oliveti”

Fusco (CIA Campania): “Grandinata devastante nel Beneventano e Nolano, compromessi vigneti e oliveti”

Politica

La CIA – Agricoltori Italiani della Campania esprime forte preoccupazione per la violenta grandinata che nelle ultime ore ha colpito duramente la provincia di Benevento, interessando in modo particolare le aree del Fortore, della Valle Telesina, del Taburno e Contrada San Vitale a Benevento. Ingenti danni anche nel Nolano, dove le grandinate hanno investito i comuni di Cimitile, Roccarainola e Tufino.

L’evento atmosferico, di eccezionale intensità, ha provocato gravi perdite alle colture, con conseguenze pesanti soprattutto per vigneti e oliveti, compromettendo una parte consistente della produzione agricola locale.

“È stata una vera e propria tempesta di ghiaccio” dichiara Carmine Fusco, Commissario regionale CIA Campania “e che in pochi minuti ha cancellato mesi di lavoro e investimenti da parte delle nostre aziende agricole. I grappoli nei vigneti sono stati distrutti e gli olivi hanno perso gran parte della fruttificazione. Siamo di fronte a una situazione drammatica che mette a rischio l’economia agricola di interi territori. L’evento di oggi si aggiunge a quello di mercoledì scorso che ha colpito le pendici del Matese e la Valle del Titerno”.

Fusco sottolinea come gli eventi climatici estremi stiano diventando sempre più frequenti e violenti: “Questa grandinata si aggiunge a una serie di anomalie climatiche che ormai scandiscono le nostre stagioni. Chiediamo alla Regione Campania e al Governo nazionale di attivare subito una ricognizione puntuale dei danni e predisporre misure straordinarie di sostegno, inclusa la possibilità di accedere agli strumenti del Fondo di Solidarietà Nazionale. Non possiamo lasciare soli gli agricoltori in questa emergenza”.

CIA Campania ribadisce la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione e gestione del rischio, con interventi strutturali e assicurativi in grado di tutelare le aziende agricole da eventi climatici sempre più imprevedibili.

Fusco (CIA Campania): “Marchio di provenienza per la carne marchigiana. Senza sanità, viabilità e scuola le aree interne muoiono”

Fusco (CIA Campania): “Marchio di provenienza per la carne marchigiana. Senza sanità, viabilità e scuola le aree interne muoiono”

AttualitàDalla Provincia

Grande partecipazione e confronto concreto alla tavola rotonda “La zootecnia da carne nelle aree interne: tra adeguamenti normativi e sviluppo sostenibile”, svoltasi a San Giorgio La Molara (BN), nell’ambito della XVIII Mostra bovina di razza marchigiana. L’incontro ha visto la presenza di numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo agricolo e zootecnico, tra cui: Nicola De Vizio, Zaccaria Spina, Davide Minicozzi, Gennaro Masiello, Andrea Quaglia, Nino Lombardi, Carmine Varricchio e Carlo Goduti.

Ad animare il dibattito, le dichiarazioni del Commissario regionale della CIA Campania e Presidente della CIA Benevento, Carmine Fusco, che ha lanciato un accorato appello: “Sulle aree interne non servono più parole, ma strategie concrete. Non possiamo continuare ad assistere allo spopolamento dei nostri territori. Il primo passo è garantire i servizi essenziali: una sanità efficiente, una viabilità adeguata e una scuola pubblica di qualità. Senza questi tre pilastri, nessuno resterà. Non andremo da nessuna parte”.

Fusco ha messo in luce le criticità strutturali della provincia sannita: “La sanità nella provincia di Benevento è in condizioni serie. I cittadini devono percorrere decine di chilometri per un pronto soccorso o per una visita specialistica. Se non si affrontano questi problemi con coraggio e programmazione, ogni investimento in agricoltura sarà vano, perché le famiglie continueranno a lasciare le campagne”.

Sul fronte della PAC, il presidente CIA ha espresso preoccupazione e un invito all’unità: “Dobbiamo fare fronte comune. Forse c’è stata una distrazione da parte dei nostri referenti politici a Bruxelles, ma è il momento di vigilare e di pretendere che la politica agricola sia costruita ascoltando davvero gli agricoltori. Non si può calare dall’alto un sistema che non tiene conto delle esigenze di chi lavora la terra ogni giorno”.

Tra i punti centrali del suo intervento anche la valorizzazione delle produzioni locali. “Voglio rilanciare un’idea dello scorso anno: creare un marchio di provenienza per la carne marchigiana. È il modo più diretto per tutelare il reddito dei nostri allevatori e dare valore aggiunto a una razza che rappresenta l’identità di queste aree.  Ma serve il coraggio di partire.”.

“Ma non abbiamo solo la marchigiana. Il nostro territorio è ricco: l’olio, il caciocavallo, il pomodorino. Prodotti unici che ci invidiano in tutta Italia. Ma senza una filiera organizzata e senza un sistema di promozione integrato, resteranno solo potenzialità inespresse”.

Rilevante anche la proposta di un turismo rurale educativo: “Ci sono bambini nelle metropoli che non hanno mai visto una mucca. Perché non costruire percorsi turistici dedicati ai più piccoli, per avvicinarli alla terra, agli animali, alla vita vera? Sarebbe un modo per creare reddito, ma anche per piantare un seme nelle nuove generazioni”.

Infine, un richiamo all’importanza del coinvolgimento reale delle categorie agricole nella stesura dei bandi: “Se nei tavoli tecnici non c’è chi rappresenta davvero gli agricoltori, i bandi sono inadeguati. Non si può fare agricoltura dietro a una scrivania. Serve partecipazione, ascolto, competenza sul campo”.

Il suo appello finale ha ribadito una visione chiara: “L’agricoltura può ancora dare lavoro e dignità, ma bisogna crederci. Servono investimenti strutturali e visione a lungo termine. La politica deve scegliere: o abbandona definitivamente le aree interne, oppure ci mette mano, con coraggio e coerenza. Noi come CIA siamo pronti a fare la nostra parte”.