Solofra| Inquinamento Sarno: denunciato titolare società per gestione illecita di rifiuti

Solofra| Inquinamento Sarno: denunciato titolare società per gestione illecita di rifiuti

CronacaRegione
Il titolare custodiva all’interno dei locali circa 70 fusti in plastica contenenti oli esausti e altri liquidI. Disposte sanzioni da 5mila euro.

Nell’ambito delle attività di controllo finalizzate al contrasto dell’inquinamento del fiume Sarno, i Carabinieri del Nucleo Forestale di Serino, in sinergia con i colleghi dell’Arma territoriale, in ottemperanza al protocollo d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, deferivano in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, una 58 enne del posto per “gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi”.

Nello specifico, Carabinieri, appuravano che il titolare di un opificio dedito alla concia eraffineria di pellame, aveva depositato all’interno dei locali, circa 70 fusti in plastica, contenenti oli esausti ed altri liquidi che erano stati utilizzati nel ciclo produttivo. Le indagini condotte dai militaripermettevano di accertare che l’imprenditore non era in possesso di alcuna documentazione attestante la regolare gestione ed il corretto smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi rinvenuti.

Inoltre, veniva riscontrato che il titolare della ditta, in ottemperanza alle prescrizioni previste dall’autorizzazione unica ambientale (A.U.A.) in suo possesso, non effettuava regolarmente i controlli analitici delle acque di seconda pioggia e delle emissioni in atmosfera.

Alla luce degli illeciti accertati, i militari, oltre a deferire l’imprenditore, elevavano a suo carico due sanzioni amministrative per un importo totale di 5.000,00 euro.

I controlli continueranno nei prossimi giorni a tutela della collettività e dell’ambiente al fine di contrastare il fenomeno dell’inquinamento del fiume Sarno.

Ponte | Traffico illecito di rifiuti:  sequestrata area di 5.000 mq e denunciate 12 persone

Ponte | Traffico illecito di rifiuti: sequestrata area di 5.000 mq e denunciate 12 persone

CronacaProvincia

“In data 16 ottobre 2024 i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare Forestale dei Carabinieri di Benevento in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Forestale di Pontelandolfo e coadiuvati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli – Gruppo Specializzato sul Traffico illecito di rifiuti , hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo  emesso dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della competente Procura – DDA, avente ad oggetto un’area di circa 5.000 mq sita in Ponte (BN) e alla denuncia all’A.G. di 12 persone di cui 8 rappresentanti di società coinvolti a vario titolo nell’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti sanzionato dall’art. 452 quaterdecies c.p., e gestione illecita di rifiuti sanzionato dall’art 256 del D.lgs 152/2006.

L’area oggetto di sequestro utilizzata per la lavorazione e differenziazione dei rifiuti è costituita da un capannone in lamiera, che i militari hanno verificato non essere regolarmente iscritto al catasto e per tanto abusivo e attrezzato con diversi macchinari. La parte antistante il capannone è risultata essere priva della adeguata pavimentazione impermeabilizzata.

Durante le osservazioni ed i vari sopralluoghi è stato verificato che sul sito giungevano autocarri appartenenti a diverse ditte locali pieni di rifiuti di varia natura, per lo più ferrosa ma anche di natura pericolosa, nonché privati cittadini.  I singoli e pressoché quotidiani conferimenti e trasporti avvenivano senza idonea documentazione abilitante attesa la natura totalmente abusiva del sito.

Le società coinvolte, intestatarie formali dei mezzi adoperati per il trasporto all’ingresso e all’uscita, sono risultate non in regola con la normativa di settore.

Una volta raccolti, i diversi materiali, venivano separati per tipologia per essere poi illegalmente redistribuiti a siti di recupero, gestiti da soggetti compiacenti, situati nella provincia beneventana e prevalentemente in quella napoletana. I rifiuti movimentati e trattati dai soggetti indagati sono risultati ingenti, infatti nel solo periodo di osservazioni di circa un mese e mezzo, sono stati quantificati in oltre 450 metri cubi, dei quali circa la metà in ingresso l’altra metà in uscita.

L’esecuzione del provvedimento cautelare reale è giunta al termine di una articolata attività investigativa che attraverso ispezioni, pedinamenti, controlli, esami di registrazioni video e di documentazioni amministrative ha permesso alla polizia giudiziaria di accertare una intensa e ben collaudata attività di traffico, gestione e smaltimento di rifiuti non autorizzata.

Tale illecita gestione di rifiuti era tesa a ricavarne un indebito guadagno, con cadenza pressoché giornaliera, in modo sistematico e ben organizzato e con l’impiego di attrezzature e mezzi messi a disposizione dal proprietario dell’area video sorvegliata. 

I provvedimenti eseguiti sono misure disposte in sede di indagini preliminari, avverso le quali sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari delle stesse sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunti innocenti fino a sentenza definitiva“. 

Accusato di gestione illecita di rifiuti, assolto Martino Guarente

Accusato di gestione illecita di rifiuti, assolto Martino Guarente

BeneventoCronaca

Martino Guarente, accusato di gestione illecita di rifiuti speciali, alcuni pericolosi nella fase dello stoccaggio, come produttore ed esecutore, è stato assolto per non avere commesso il fatto.

Ieri la decisione del giudice monocratico dott.ssa Simonetta Rotili nei confronti dell’uomo, difeso dall’avvocato Antonio Leone, che ha chiuso una indagine nata nel novembre di due anni fa.

Gestione illecita di rifiuti, denunciato imprenditore napoletano

Gestione illecita di rifiuti, denunciato imprenditore napoletano

CronacaRegione

LACEDONIA. I Carabinieri della Stazione Forestale di Lacedonia hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino un imprenditore della provincia di Napoli per “Gestione illecita di rifiuti”.

Il deferimento è scaturito all’esito di un controllo effettuato nei pressi del fiume Ofanto.

Nella circostanza, a Calitri, dall’ispezione di un capannone dismesso facente capo ad una società dichiarata fallita, e nell’area esterna di pertinenza dello stesso, i militari hanno rinvenuto e sequestrato circa 900 metri cubi di rifiuti speciali, anche pericolosi.