“In occasione dei 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi, il Liceo Scientifico Tradizionale “Galilei” di Benevento ha partecipato con entusiasmo al concorso nazionale ‘Una lettera a Luigi Einaudi a 150 anni dalla sua nascita’.
L’iniziativa ha coinvolto gli studenti della classe IV A, i quali hanno realizzato un elaborato multimediale per celebrare la figura di Einaudi, una delle personalità più influenti della storia italiana.
Il progetto, guidato con grande passione dai docenti Emilia Langella e Mauro Travaglione e sostenuto dall’intero Consiglio di Classe, ha rappresentato per gli studenti un’importante opportunità di crescita, di studio e di approfondimento. L’approccio educativo ha permesso agli alunni di entrare in contatto con la vita, il pensiero e le opere di Einaudi, approfondendo temi fondamentali come la sua visione economica, politica e culturale.
L’elaborato multimediale creato dalla IV A ha raccolto consensi a livello nazionale, riuscendo a conquistare il secondo posto in questo concorso altamente competitivo, vincendo una borsa premio per il 2° posto di 1500€. Un risultato straordinario che testimonia non solo la qualità del lavoro svolto dagli studenti, ma anche la forza dell’insegnamento, capace di trasformare la storia in un’opportunità di apprendimento attivo e stimolante.
Il progetto è stato un vero e proprio “project work”, che ha permesso di intrecciare la storia con il presente, unendo il passato di Einaudi alle sfide del futuro. Gli studenti hanno lavorato insieme per produrre un contenuto che fosse al contempo un omaggio alla figura di Einaudi e una riflessione sul suo impatto duraturo sulla società italiana.
Questo importante traguardo sottolinea la centralità del Liceo Galilei di Benevento nel promuovere la cultura e l’impegno civico tra i giovani, contribuendo alla formazione di cittadini consapevoli e appassionati. Il secondo posto ottenuto nel concorso è un riconoscimento che va oltre il semplice successo scolastico: è una celebrazione delle radici storiche e culturali del nostro paese e del futuro che gli studenti sono pronti a costruire.
Un altro passo avanti per un liceo che continua a farsi promotore di iniziative formative di grande valore, in grado di coniugare la tradizione con l’innovazione, preparando i giovani alle sfide del mondo moderno con la forza della conoscenza e del pensiero critico.
Si esprime un sentito ringraziamento alla Dirigente scolastica, dott.ssa Antonella gramazio, e a tutto lo staff di dirigenza per il continuo supporto e per la preziosa guida che hanno offerto durante lo sviluppo del concorso nazionale “Una lettera a Luigi Einaudi a 150 anni dalla sua nascita”. La loro disponibilità e attenzione hanno permesso ai nostri studenti di crescere e di affrontare con entusiasmo questa esperienza.
Un ringraziamento particolare va anche al territorio che ci ha supportato. In particolare, si vuole sottolineare la fondamentale collaborazione con l’Università degli Studi del Sannio (Unisannio), la libreria Ubik, il Bar Le Trou e le famiglie degli studenti, sempre presenti e pronte a supportare le attività e quindi tutti partner fondamentali , creando una rete di supporto che ha reso possibile il successo di questo progetto.
La collaborazione, la disponibilità e l’impegno sono stati determinanti per l’ottima riuscita dell’iniziativa, che ha coinvolto e appassionato tutte le figure del Liceo Galilei. Grazie ancora a tutti per il sostegno, la fiducia e la passione trasmessa. Il successo di questo concorso è anche il risultato di un lavoro di squadra che unisce scuola, territorio e famiglie, creando un esempio concreto di comunità educante”.
“Sguardi Rosa”: l’8 marzo letteratura e territorio al femminile a Cusano Mutri
Appuntamento alle ore 18:00 presso la Sala Consiliare del Comune.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Comune di Cusano Mutri ospita “Sguardi Rosa“, un evento dedicato alla letteratura e al ruolo delle donne nel territorio. L’incontro si terrà sabato 8 marzo 2025, alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Cusano.
L’iniziativa prevede la presentazione di “Sette Racconti” di Gioconda Fappiano, edito da Dante & Descartes. Il libro si presenta come una raccolta di storie intense e enigmatiche, che intrecciano memoria e presente attraverso le vicende di donne protagoniste della propria esistenza. Il libro percorre la storia italiana dall’epoca fascista fino ai giorni della Repubblica, restituendo voce e centralità alle donne nei piccoli borghi del Sud. Attraverso una narrazione rapida e suggestiva, le protagoniste emergono con forza, trasformando le loro esperienze in un atto di testimonianza civile. Le letture tratte dall’opera diventano un ponte tra generazioni, passando il testimone della narrazione alle giovani donne di oggi. Questo dialogo tra passato e presente celebra l’impegno e la creatività femminile nel valorizzare i territori delle aree interne.
A portare i saluti istituzionali saranno il Sindaco Pietro Crocco e l’Assessora Maria Concetta Petrillo. A seguire ci saranno gli interventi e le testimonianze di:
Antonella Di Biase, imprenditrice
Brigida Gallinella, imprenditrice agricola
Carlotta Maturo, Forum Giovani Cusano Mutri
Carmelina Mastrillo, Pro Loco di Cusano Mutri
Momenti di lettura:
Antonietta Civitillo
Concetta La Porta
Ad accompagnare l’evento ci sarà un commento musicale a cura di Nadia Perfetto, per arricchire l’atmosfera e rendere omaggio alla bellezza dell’arte e della cultura al femminile. La moderazione dell’incontro sarà affidata a Pina Mastrillo.
L’iniziativa vuole essere un momento di riflessione, condivisione e celebrazione del talento e della determinazione femminile, attraverso il confronto tra esperienze personali, imprenditoriali e culturali.
VIDEO – Premio Strega, al Teatro Romano proclamata la cinquina finale
Lo spettacolare scenario del Teatro Romano ha ospitato, nel pomeriggio odierno, la 77esima edizione del Premio Strega. I dodici finalisti si sono raccontati, aprendosi dal pulpito del Teatro, al pubblico sannita.
Nel corso dell’appuntamento beneventano, condotto quest’anno dal giornalista Stefano Coletta, come di consuetudine, è stata proclamata la cinquina che si contenderà il premio Strega 2023 nella finale che si terrà il prossimo 6 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
I cinque che si contenderanno la vittoria finale, scelti dalla giuria dello “Strega”, sono: Rosella Postorino, Mi limitavo ad amare te, Ada D’Adamo, Come d’aria; Maria Grazia Calandrone, Dove non mi hai portata; Andrea Canobbio, La traversata notturna; Romana Petri, Rubare la notte.
Questi i nomi degli altri finalisti dell’evento di Benevento: Igiaba Scego, Cassandra a Mogadiscio; Silvia Ballestra, La Sibilla. Vita di Joyce Lussu; Andrea Tarabbia, Il continente bianco; Gian Marco Griffi, Ferrovie del Messico; Maddalena Vaglio Tanet, Tornare dal bosco; Carmen Verde, Una minima infelicità; Vincenzo Latronico, Le perfezioni.
Ascoltiamo di seguito le dichiarazioni del conduttore del Premio Strega, Stefano Coletta; del regista, Renato Giordano e del sindaco di Benevento, Clemente Mastella.
Laura Magistrale in Letteratura per la dott.ssa Maria Raffaella Romano
Al termine di un brillante percorso di studi ha conseguito la Laurea Magistrale in Letteratura e storia dell’arte, presso l’Unimol (Università del Molise) Maria Raffaella Romano.
La neo dottoressa ha discusso una interessantissima tesi in Filosofia sociale e politica delle minoranze, dal titolo “L’inferiorità della donna nera: dal razzismo scientifico alle rivendicazioni odierne”. Relatore prof. Flavia Monceri correlatore prof. Lorenzo Canova.
Grande soddisfazione per i genitori, gli amici, il compagno e gli affetti tutti.
Congratulazioni a Maria Raffaella Romano per questo eccezionale risultato! Auguri per un futuro ricco di successi. Per aspera ad Astra.
Città Spettacolo: Anna Bonaiuto, intensa interprete di Pasolini, conquista il pubblico del Teatro Romano
Nella serata di lunedì 12 agosto, all’interno dell’antico ed affascinante Teatro Romano di Benevento, Anna Bonaiuto, una delle attrici di maggior talento del panorama artistico nazionale, ha letteralmente conquistato il pubblico presente nello storico anfiteatro, leggendo ed interpretando la stesura di una significativa sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini.
Difficile impresa, da parte di chiunque, parlare di Pasolini, artista, scrittore, cineasta, drammaturgo ed intellettuale tra i più influenti dell’Italia del secolo scorso, nonché uomo controverso alla spasmodica ricerca di un percorso individuale lungo il quale esprime la sua dimensione umana, una ricerca però tortuosa, travagliata, difficile e ansiosa, quasi espressione di una “mancanza” interiore che a volte dilania.
Prima dell’esercizio teatrale di lettura della Bonaiuti, nell’arena del teatro, l’attore Peppino Mazzotta, travestito da donna, quasi a riecheggiare le tendenze omosessuali del Pasolini, ha intrattenuto il pubblico presente ricostruendo, con un testo recitato, affiancato da un parlato e da immagini proiettate su uno schermo, i gesti, le difficili scelte di vita e di morte di Pier Paolo Pasolini, parole e gesti di un uomo per lungo tempo guardato con sospetto che oggi, però, noi riscopriamo come capace di lucide analisi e sconcertanti profezie.
Al Mazzotta è seguita la voce recitante di Anna Bonaiuto con un testo tratto dal “Porno-Teo-Kolossal” di Pier Paolo Pasolini, una delle opere incompiute del regista drammaturgo che avrebbe dovuto trasformarsi in film, ma che non vide mai la sua realizzazione a causa della prematura morte di Pasolini il 2 novembre 1975 presso il Lido di Ostia.
Lunga e articolata la lettura coinvolgente della Bonaiuti , capace di far riecheggiare lo spirito artistico di Pasolini attraverso le parole dei personaggi della storia e lo spostamento fisico dell’attrice da un lato all’altro di un lungo tavolo, quasi simbolo questo delle dimensioni spropositate dei sentimenti, degli affanni e delle realtà della vita.
Attraverso la narrazione verbale, è emersa la trama di Porno-Teo-Kolossal, una sceneggiatura che, nelle intenzioni di Pasolini, doveva essere inviato a Eduardo De Filippo che sarebbe dovuto esserne l’interprete principale. Il lavoro comprende la partenza di Epifanio e Nunzio ( Eduardo e Ninetto) per Roma/Sodoma, Milano/Gomorra e Parigi/Numanzia. Il viaggio dei due, doveva essere il film che Pasolini avrebbe girato dopo “Salò o le 120 giornate di Sodoma”.
La narrazione del Porno-Teo-Kolossal (1975), si sviluppa, attraverso la voce della Bonaiuti, con un viaggio fantastico e allucinato – che richiama in qualche modo quello altrettanto surreale di Totò e Ninetto in “Uccellacci e uccellini”- nel quale Nunzio ed Epifanio (Ninetto Davoli ed Eduardo De Filippo), sono intenti a seguire una Cometa, cioè l’idea stessa della vita e della speranza religiosa, verso il luogo in cui è nato il Messia.
Il viaggio della coppia servo-padrone, non quella di padre-figlio, è animato da una speranza a carattere religioso (cioè l’avvento del Salvatore) che sostituisce la delusione di natura politica (cioè la fine del marxismo), un viaggio che, attraverso tre città-metafora, si concluderà con il riconoscimento della fine di ogni utopia.
Un viaggio che si rivela una fiaba quasi magica nella quale l’erotismo, la permissività e la trasgressione camminano unitamente alla comprensione ed alla repressione.
Le città di Sodoma e Gomorra sono caratterizzate da un potere che viene esercitato attraverso due forme diverse e contrapposte di obbligo sessuale. Nella prima si celebra la Festa della Fecondazionecon un grande coito generale tra uomini e tra donne a garantire la tolleranza verso ogni forma di sessualità, nell’altra, Gomorra, viene invece celebrata la Festa dell’iniziazione, momento nel quale giovani nudi vengono avviati alla sessualità attraverso violenze (stupri, rapine, saccheggi), in un odio generale e crudele che non ha limiti. Due città dunque e due forme di sessualità, oltre a due forme ideologiche diverse, a Sodoma quella omosessuale, a Gomorra quella fallocratica, un’omosessualità quest’ultima che non si può disattendere, salvo condanne a morte e sevizie inenarrabili.
Una sessualità “uguale” o “diversa” che caratterizza, secondo Pasolini, l’ “anomalia del destino”.
Il viaggo giunge poi a Numanzia, una possibile Parigi, dove ancora sopravvive la libertà di espressione ed una forma politica di socialismo. Qui però l’occupazione nazista, che soffoca ogni libertà, costringe la popolazione, su proposta di un poeta, ad una scelta tragica, quella del suicidio collettivo. Una scelta volontaria che si oppone ad un genocidio fasci-nazista ed all’avvento di un loro governo.
I viaggiatori giungono poi in Oriente dove vengono derubati di ogni cosa, compreso un misterioso pacco contenente un presepe vivente tutto d’oro che Epifanio, il Re Magio, aveva portato per il Messia. Un furto che rappresenta la fine dell’utopia della fede e che si accompagna alla scoperta della morte del Messia, nato e poi defunto a causa della lunghezza del viaggio.
Disillusione dunque e perdita della speranza davanti ad una realtà che rappresenta la fine di un’utopia, ciò nonostante, nelle parole finali di Nunzio : “Nun esiste la fine. Aspettamo. Qualcosa succederà“, sembra trasparire una nuova speranza.
Tema complesso e tortuoso, specchio del pensiero pasoliniano, che lo stesso autore voleva proporre a De Filippo in quanto capace di comprendere il suo anelito di vita e arte e denunciarne barbarie e miserie, che non si trasformerà mai in una pellicola cinematografica a causa della sua morte.
Pier Paolo Pasolini è stato dunque, oltre che poeta, scrittore, regista, sceneggiatore e drammaturgo, soprattutto figura controversa del suo tempo, al centro di polemiche e dibattiti figli delle sue posizioni politiche, della sua avversione alla borghesia italiana e del suo rapporto con l’omosessualità.
Diceva di sé che era arrabbiato, disilluso dalla vita, ma pervaso dalla passione per la poesia e la letteratura del suo tempo, ciò nonostante è stato relegato, a seguito della sua misteriosa morte, con cattiveria, superficialità e malafede, a semplice omosessuale che si è cercato la morte tra “ragazzi di vita” per mano del diciassettenne Pino Pelosi.
Noi rifiutiamo questa lettura sia perché le circostanze della morte non sono mai state veramente chiarite, ma anche perché il pensiero libero ha non solo diritto e dovere di vivere, ma è linfa vitale della nostra esistenza.
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