Lunedì l’autopsia su corpicino della piccola Ginevra. L’avvocato: “Possibile omicidio colposo”.
Ci sono i primi sviluppi nell’inchiesta sulla morte della piccola Ginevra, la neonata di due mesi deceduta all’ospedale San Pio di Benevento. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati due medici, mentre per lunedì è stato disposto l’esame autoptico sul corpicino della bambina, passaggio fondamentale per chiarire le cause del decesso.
Emergono intanto dettagli drammatici dal racconto di Iole, madre della piccola, che ha ricostruito, a Campania24 su Canale 9, le ore precedenti alla morte denunciando presunte sottovalutazioni da parte dei sanitari. «Mentre cambiavo la bambina l’ho vista pallida, era fredda», ha raccontato. «Ho detto a mio marito di portarla in ospedale. Ci siamo recati direttamente all’ambulatorio pediatrico».
Una volta arrivata, però, la madre riferisce difficoltà già nel primo contatto con il personale: «Ho bussato all’infermeria del reparto e mi dicevano che non potevano vedere la bambina. Mi aspettavo altro, perché siamo in un ospedale pediatrico».
Solo dopo l’insistenza, la piccola viene visitata: «Mi fanno entrare perché vedono la gravità della cosa». La madre sottolinea come la figlia fosse già seguita per un problema cardiaco: «La bambina aveva un piccolo soffio al cuore, ma ci avevano sempre detto che non era nulla di grave».
Secondo il suo racconto, però, durante il primo accesso non sarebbero stati eseguiti accertamenti mirati: «Ci hanno fatto l’esame del sangue, l’urina… nulla che avesse a che fare con il cuore. Io più volte ho ripetuto che la bambina aveva un soffio al cuore».
La donna aggiunge anche di aver espresso timori precisi: «Sono arrivata anche a dire che sembrava un classico infarto, qualcosa che avesse a che fare con un’insufficienza cardiaca, ma non mi hanno praticamente calcolata». Dopo gli esami, arriva la decisione dei medici: «Ci hanno detto che volevano attenzionare la bambina tutta la notte. Poi è arrivato un dottore e ci ha detto che la bambina stava bene e che potevamo tornare a casa».
Il peggioramento, secondo la madre, è stato rapidissimo: «A casa la bambina respirava in maniera molto affannosa. Era cadaverica, aveva le labbra un po’ viola». Sul piano legale, l’avvocato Antonio Leone conferma l’avvio dell’azione giudiziaria: «Abbiamo sporto querela e siamo in attesa dell’accertamento autoptico per stabilire la causa del decesso».
Il legale evidenzia due aspetti centrali: «Il primo è legato a un accertamento burocratico che sembra assurdo, laddove viene rappresentata una situazione gravissima e si impone un percorso di triage». E aggiunge: «La problematica cardiaca è stata più volte rappresentata, ma purtroppo non è stata presa in considerazione».
Secondo l’avvocato, il caso potrebbe configurare responsabilità penali: «Ci potremmo trovare di fronte a un omicidio colposo dovuto a manovre non poste in essere». Infine, ribadisce l’obiettivo della famiglia: «I genitori chiedono che, laddove ci siano responsabilità, venga fatta giustizia. Noi agiremo su più fronti per accertare la verità».
VIDEO – Benevento, le telecamere di “Fuori dal Coro” al San Pio
Il caso delle fine prenotazioni e delle attese infinite, già oggetto di inchiesta da parte della trasmissione di Rete 4, giunge anche a Benevento.
Un’attesa di anni per una visita specialistica che, dai sistemi informatici, risulterebbe invece disponibile nel giro di pochi giorni. È questo il paradosso finito al centro del servizio-inchiesta andato in onda ieri sera a Fuori dal Coro, su Rete4, dedicato all’ospedale San Pio di Benevento.
La vicenda riguarda Daniele, paziente sannita che aveva chiesto una visita endocrinologica tramite il CUP. Al momento della prenotazione gli era stata indicata come prima data utile febbraio 2027, un’attesa lunghissima. L’intervento della troupe televisiva ha però fatto emergere un dettaglio inatteso: nel registro elettronico del sistema sanitario compariva una disponibilità molto più ravvicinata, fissata per il 10 febbraio 2026.
Quella data, tuttavia, risultava come “rifiutata dal paziente”. Una circostanza che Daniele respinge con decisione: “Mi sento preso in giro”, ha dichiarato nel corso del servizio, dando voce a un malcontento che, secondo la trasmissione, accomunerebbe molti altri utenti.
L’inchiesta ipotizza l’esistenza di un meccanismo che prevederebbe l’inserimento di una cosiddetta “prima visita offerta”, che viene automaticamente registrata come rifiutata, permettendo così di spostare l’appuntamento reale molto più avanti nel tempo. Nel caso mostrato: una visita “virtuale” il 10 febbraio 2026 e quella effettiva il 3 febbraio 2027. Un sistema che consentirebbe di mantenere formalmente più contenuti i tempi di attesa, migliorando i dati di performance dell’Asl, ma rinviando concretamente le prestazioni. Di seguito il servizio video.
Francesca e quei 700km per chiedere giustizia per il papà vittima di malasanità: la sua storia farà tappa anche a Benevento
Partirà il 30 agosto 2025 da Cancello ed Arnone e attraverserà a piedi l’Italia fino a Santa Maria di Leuca. Un viaggio lungo 700 chilometri, segnato dal dolore, ma anche dalla determinazione e dalla speranza. Protagonista di questo cammino sarà Francesca Crocetti, una giovane donna che ha deciso di trasformare un dramma personale in una marcia collettiva verso la consapevolezza.
Il 2 giugno 2024, Francesca ha perso suo padre, Pasquale Crocetti, all’ospedale di Andria. Una tragedia che, secondo quanto riferito dalla famiglia, sarebbe il risultato di una grave negligenza medica. Dopo due accessi al pronto soccorso di Bisceglie, l’uomo era stato rimandato a casa con un semplice antidolorifico. Ventiquattro ore dopo, è deceduto per shock settico da ulcera perforata non diagnosticata. Il reparto di rianimazione dell’ospedale di Andria ha tentato il possibile per salvarlo, ma ormai era troppo tardi. La vicenda è attualmente sotto indagine dalla Procura di Trani.
“Papà non è morto per una malattia incurabile. È morto per una morte evitabile”, sostiene la figlia, che ha deciso di non restare in silenzio. Il suo cammino non sarà solo fisico, ma anche simbolico: sarà una marcia per tutte le vittime di malasanità, per chi non ha più voce, per chi merita ascolto e giustizia.
Il progetto ha anche una finalità concreta: è stata avviata una raccolta fondi su GoFundMe per sostenere le spese logistiche del viaggio – vitto, alloggi, trasporti – e per finanziare tre iniziative chiave:
la donazione di presìdi medici al reparto di rianimazione dell’ospedale di Andria;
l’organizzazione di un raduno nazionale di camionisti in memoria del padre, legatissimo a quel mondo;
la realizzazione di eventi, incontri e gare in tutta Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere maggiore attenzione alla dignità del paziente.
Tra le tappe previste lungo il cammino, figura anche Benevento, dove Francesca porterà la sua storia e il suo messaggio. Un momento importante di testimonianza e condivisione, che coinvolgerà la cittadinanza e tutte le realtà sensibili al tema dei diritti nella sanità.
Il viaggio si concluderà a Santa Maria di Leuca, ma Francesca non si fermerà lì. Risalirà fino ad Andria, e proprio davanti a quell’ospedale dove tutto si è spezzato, compirà il suo ultimo gesto: lascerà le scarpe da corsa, come simbolo di un percorso che si chiude, ma anche di una voce che continuerà a camminare.
Una marcia per non dimenticare. Una figlia che ha scelto di non arrendersi.
beneventonews24.it utilizza cookie e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito; per maggiori informazioni, consulta la nostra Informativa sulla PrivacyCookie settingsAccetto
Manage consent
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
Cookie
Durata
Descrizione
cookielawinfo-checbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.