Il direttore tecnico del Benevento ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di TMW, a margine dell’apertura del calciomercato a Rimini. Di seguito le parole di Marcello Carli:
SULLA PROMOZIONE IN SERIE B: “La promozione era la cosa più importante, è stata difficile e come tutte le cose belle è stato ancora meglio. Ora però bisogna difendere la categoria perché non possiamo riperderla dopo tutta la fatica fatta per conquistarla. Abbiamo la fortuna di avere una persona speciale come proprietario, generoso e innamorato visceralmente della squadra. Questo mi ha portato a fare questa scelta che è stata di pancia perché passare dalla Serie A alla Serie C non era semplice, ma posso dire di averla indovinata in pieno“.
SULL’IMPATTO DI MISTER FLORO FLORES: “Nessuno si aspettava questo impatto, abbiamo fatto questa scelta perché pensavamo che la squadra rendesse meno di quanto potesse e avevamo pensato anche ad altri nomi, poi avendo delle difficoltà a prenderli, anche perché non ci convincevano, e così abbiamo deciso di valutarlo e ha dimostrato di avere del talento. Ora deve migliorare, perché è molto giovane, ma se saremo bravi a fargli la squadra giusta può togliersi diverse soddisfazioni“.
SULLA DIFFERENZA TRA SERIE C E B: “Il problema del calcio italiano è che non ragiona di sistema, ma a compartimenti stagni. La differenza tra la Serie B e la Serie C penso sia abbordabile, mentre fra la Serie B e la Serie A è più ampia e questo peggiora tutto il sistema, se non lo si rivede tutto nel complesso non si tira fuori le gambe“.
Foto: Benevento Calcio
Benevento, Carli: “Supercoppa? Ci teniamo. Per la Serie B serve un progetto duraturo”
Il direttore sportivo del Benevento ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere dello Sport parlando della stagione della Strega e della programmazione in vista della prossima stagione in Serie B. Di seguito le parole di Marcello Carli:
SULLA SUPERCOPPA: “C’è chi l’interpreta in una maniera, chi in un’altra. Noi ci teniamo. Arezzo-Vicenza? Forse Bucchi ha visto alcuni giocatori stanchi e ha scelto di avvicendarli, ma a noi non deve interessare. Ci teniamo a vincere il trofeo e vogliamo cominciare bene già da sabato, senza pensare a cosa ha fatto l’Arezzo. Si sapeva che affrontavamo due squadre forti, questo triangolare finale non aggiunge, né toglie nulla a quanto già sapevamo“.
SULLA PROGRAMMAZIONE PER LA PROSSIMA STAGIONE: “Il problema non è la lista ma le scelte che si dovranno fare. Siamo chiamati a scegliere chi ne dovrà far parte con lucidità. Dobbiamo far bene in queste due settimane di lavoro, poi servirà la programmazione lucida per capire quelli che sono i nostri obiettivi e con chi ripartire, decidere con chi e quelli di cui ci si può fidare per darci una mano. Posso assicurare che non faremo una squadra attempata. Il presidente aveva un’idea e io la sposo in pieno“.
SUL CAMPIONATO DI SERIE B: “Basta guardare il campionato di quest’anno. A Empoli lo ricordano tutti i giorni: vengono dalla serie A, ma ora lottano per evitare i play out, il Frosinone l’anno scorso era quasi retrocesso e ora sta per salire direttamente in serie A. Un campionato imprevedibile, che esige di essere affrontato senza presunzione, con una sana paura e con l’intensità dell’ultimo arrivato. Serve un progetto che possa durare nel tempo e possa crescere. Tutto questo non significa non poter sognare. I sogni fanno parte della vita. Ma se uno costruisce una bella casa senza gettare buona fondamenta, potete essere certi che non dura“.
Foto: Benevento Calcio
Benevento, Carli: “Serie B? Testa al Giugliano, per crescere dobbiamo finire bene il campionato”
Il direttore sportivo del Benevento ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di OttoChannel ieri sera dopo la premiazione ufficiale della Strega campione del girone C della Serie C 2025-26. Di seguito le parole di Marcello Carli:
SULLA PATERNITA’ DELLA PROMOZIONE: “Questa promozione è di tutti, anche di un tifoso che è venuto a vedere una partita. Nelle cose belle partecipano tutti. So solo che oggi mi sono goduto la festa in tribuna, ho visto il Presidente stra-felice e i ragazzi gioire. Sono contento matto, è il nostro punto di partenza. I riflettori ora devono essere per il Presidente e per i ragazzi, non è giusto che neanche parli“.
SULL’ESULTANZA DEL PRESIDENTE: “Non mi ero accorto che fosse lui a correre. Poco da dire, è imprevedibile“.
SULLA PREPARAZIONE IN VISTA DELLA SERIE B: “Ora devo fare una bella dormita, poi una partita seria a Giugliano e un’altra competizione. Non mi fa piacere aver perso contro la Cavese, devo essere sincero. Se vogliamo crescere dobbiamo finire bene questo campionato“.
Foto: Benevento Calcio
Benevento, Carli: “Vigorito artefice di tutto. I numeri di Floro Flores vanno oltre l’IA”
Il direttore sportivo del Benevento ha rilasciato una lunga e interessante intervista a Radio Sportiva parlando della stagione della promozione della Strega e non solo. Di seguito le parole di Marcello Carli:
SULLA PROMOZIONE IN SERIE B: “Il primo impatto è stato come levarsi un peso, perché quando ho fatto la scelta di venire qui era di riportarlo non solo in B ma di cambiare il più possibile quello che si poteva. Ho visto il presidente felice, mi sono tolto un peso”.
SUL GIRONE C DI SERIE C: “Il girone C è tosto, ci sono tantissimi derby, noi ce l’abbiamo fatta. Ma l’artefice principale è il presidente, che ha una forza morale eccezionale ma anche una struttura solida, perché quando scendi dalla B alla C è difficile da gestire. E’ una proprietà forte, innamorata di questa città, ci ha dato la possibilità dopo momenti difficili la forza morale ed anche economica per poterlo fare“.
SULLA PARTITA CHE HA CAMBIATO LA STAGIONE: “Ho capito che avremmo vinto il campionato dopo la vittoria contro l’Atalanta U23 a Caravaggio. Dopo il primo tempo, la squadra è tornata in campo con una qualità, una forza: lì ho capito che eravamo i più forti“.
SUL CAMMINO DI FLORO FLORES: “Ho detto ad un collega che Floro Flores nell’intelligenza artificiale non è preso in considerazione, ha fatto numeri talmente elevati che non fanno statistica: due sconfitte e due pareggi, poi le ha vinte tutte“.
SU AUTERI E SULLA SCELTA FLORO FLORES: “Auteri è stato un punto di riferimento importante, aveva costruito la squadra con me, ma ci siamo accorti che non rendeva rispetto a quanto poteva dare, vedevo giocatori spenti: nella scelta di Floro c’è anche un po’ di pazzia del presidente. Lui ha detto che aveva questa idea, io non gliel’ho ne esaltata né bocciata. Gli ho detto che non lo conoscevo e non sapevo se fosse bravo, bravino o bravissimo. Parliamogli e poi vediamo. E’ stata un’intuizione geniale, ha portato energie positiva e idee nuove, una scelta che ha determinato questo risultato“.
SULLA SCELTA BENEVENTO: “Avevo bisogno di ripartire da un qualcosa di difficile ma con una proprietà con cui avessi la possibilità di interagire. Quando sono andato a parlare col presidente, in lui ho visto qualcosa di diverso: non mi importava della categoria, dovevo ritrovare me stesso. Ho passato momenti difficili, però dico che ho fatto la scelta giusta“.
SUL SUO FUTURO: “Col presidente ho un rapporto che va al di là di tutto. Ci troveremo, ci guarderemo, capiremo lui che ha in testa, io che ho in testa. È l’ultimo dei miei pensieri. So di aver trovato una persona speciale e quello rimarrà per me finché avrò vita un qualcosa di speciale. Poi ci metteremo lì, se ci saranno le condizioni di lavorare insieme io sarò strafelice. Se non ci saranno le condizioni io sarò strafelice di averlo conosciuto e per me rimarrà sempre una persona speciale. Non vedo problematiche, sono davvero molto sereno“.
Foto: Benevento Calcio
Benevento, Carli: “Avevo pensato di andar via, ora mi sono tolto un grande peso”
Il direttore sportivo del Benevento è stato ospite della trasmissione OttoGol in onda su OttoChannel nel day-after la vittoria all’Arechi contro la Salernitana che è valsa la promozione in Serie B della Strega. Di seguito le dichiarazioni di Marcello Carli:
SULLE SENSAZIONI DOPO LA PROMOZIONE: “Mi sono levato un grande peso, la felicità mi arriverà più avanti. Anche per me era una sfida personale, ora sono sereno. Ieri mi sono emozionato mentre vedevo il Presidente e i ragazzi in campo, cosa che non mi capita spesso. Avevo una sfida con me stesso e per lo meno non l’ho persa“.
SUL SUO TRIENNIO CHE HA PORTATO ALLA PROMOZIONE: “Parlo poco perché quando non ci sono problemi è giusto parlare poco in pubblico. In questi tre anni so che forse ho pareggiato, ma ero in debito con il Presidente, con la società e con la piazza. All’inizio non conoscevo questa categoria e ho fatto degli errori, tanti. Sono felicissimo, stra-felice, ma mi sono tolto un grande peso perché non potevo non portare in fondo la sfida fatta con il Presidente. Avevo anche pensato di fare un passo indietro, perché provavo una delusione visto che non vedevo vie di uscita. A fine campionato ho aspettato 20 giorni prima di capire il da farsi, volevo capire che cosa volesse fare il Presidente. Mi ha detto che voleva ripartire per vincere, e ho rivissuto quelle sensazioni che mi hanno portato a fare cose importanti. Quest’anno è stato fatto un lavoro di grande livello, come in passato si erano fatti degli errori da parte mia. Qualche errore c’è stato, ma quest’anno è stato di grandissimo livello“.
SULLA DEDICA A SE STESSO DEL PRESIDENTE: “Il Presidente ha dedicato la vittoria ha se stesso, ma non ha detto che l’ha fatta lui. Sui principi non si può derogare“.
SULLA SCELTA FLORO FLORES E NON SOLO: “Ha detto tutto il Presidente, è andata così. Non sapevo se fosse bravo, ma se avessi detto che non era bravo non sarebbe stato corretto. E ci siamo resi conto che il ragazzo, l’uomo, aveva talento. Ed è stata un’intuizione del Presidente, io non avevo fatto il nome di Floro. Dal primo giocatore, da Maita agli altri, ho preteso che il Presidente parlasse con loro prima dell’acquisto, altrimenti non li avrei presi. Sono stati presi tutti così. C’è la soddisfazione perché un’altra cosa poco normale è aver vinto un campionato del genere con tre turni d’anticipo. A gennaio, dopo il mercato, si diceva che il Catania avrebbe potuto ammazzare tutti, mentre noi avevamo preso solo un giocatore all’ultimo. Io mi prendo le mie colpe, che mi hanno fatto stare male perché mi sono resto con di non aver dato quel contributo che volevo dare al Presidente. Il Presidente ha avuto tre intuizioni importanti, oltre a Floro: i tre ragazzi che ha portato dentro. Gli avevo detto che avevamo bisogno di dirigenti forti, per me Padella è stato fondamentale e sia Melara sia De Falco hanno portato un qualcosa e il fatto che la società sia pronta per il futuro. So quali sono le qualità del Presidente, ne ho avuti 7-8: io qui ho avuto un Presidente che mi ha dato carta bianca e mi ha fatto prendere 18 giocatori. Abbiamo iniziato il ritiro con la squadra fatta perché volevamo vincere il campionato, non era detto di riuscirci perché era un’impresa difficile. Ho vissuto male le partite, la prima a Crotone ho esultato un po’ troppo e il Presidente si è arrabbiato“.
SUL SIPARIETTO TRA MAITA, SCOGNAMILLO E IL PRESIDENTE VIGORITO: “Quest’anno ho visto Vigorito emozionato veramente. Lui è come me: ci siamo conosciuti in un momento particolare della nostra vita sportiva, aveva delle ferite ancora aperte. A Bergamo contro l’Atalanta l’ho visto lasciarsi andare veramente, perché aveva capito di avere una squadra forte e soprattutto dei ragazzi fantastici. Il siparietto rappresenta il Vigorito degli ultimi quattro mesi, può anche bastonarli ma sono sempre i “suoi” ragazzi. E aggiungo: Scognamillo è anche più forte di quello che ha fatto vedere, ha qualità tecniche enormi e se aumenta ancora di più la concentrazione è un delitto non avergli fatto la Serie A“.
SUL SUO RUOLO DA DIRIGENTE: “L’Italia non è andata ai Mondiali e io, da dirigente, credo di esserne tra i responsabili. Quindi devo capire come e che cosa fare meglio. Le critiche mi aiutano a crescere, se sono cattive è un problema di chi le fa mentre se sono giuste mi possono far crescere. Non sono discreto, ma se mi lego a un club è perché ci sono delle componenti che quasi me lo fanno sentire mio e vivo solo di quello. So che nel mio lavoro devo cercare sempre di fare un errore in meno e di portare una certa mentalità. In questi tre anni il Presidente ha per buona parte raggiunto gli obiettivi che voleva. Vincere il campionato con 7-8 ragazzi giovani non è facile. Qui ho provato le emozioni che provavo all’inizio a Empoli, anche la città mi piace perché è un ambiente tranquillo. Sono così di carattere, ma certe situazioni le vivo male“.
SUL BILANCIO DEL SUO TRIENNIO: “In questi tre anni ho conosciuto una persona intelligente, è stata una cosa bellissima. Per il resto penso che la strada intrapresa sia quella giusta, credo che il Benevento possa diventare qualcosa di speciale sapendo che la Serie B è un bene di tutti e bisogna essere felici e orgogliosi di giocarci. Deve essere qualcosa che tutti noi dobbiamo difendere tutti insieme, per questo lunedì voglio vedere lo stadio pieno“.
SUL SUO FUTURO: “Non sarei mai scappato, in un certo momento di difficoltà visto il rapporto col Presidente avevo pensato di fare un passo indietro ma lui è stato fantastico perché probabilmente gli avrei dato un’altra preoccupazione e questo mi ha dato forza. Sono sereno, è una cosa di cui parleremo con il Presidente nei prossimi giorni. Resterò se vedrò nei suoi occhi la volontà di voler continuare con me“.
SUI PLAY-OFF: “Spero che vinca una del nostro girone, darebbe ancora più forza al nostro campionato. In Serie C ci sono 23 giocatori fortissimi, ma li ha il Benevento…“.
Foto: Screen OttoChannel
Benevento, Carli: “Orgogliosi della squadra che abbiamo. Schimmenti ci piace ma…”
Il direttore sportivo del Benevento è intervenuto nel corso della trasmissione Ottogol in onda su OttoChannel dopo la chiusura della sessione invernale di calciomercato per commentare i colpi in casa Strega e la vittoria in rimonta contro l’Atalanta U23 di domenica pomeriggio:
SUI DUE ACQUISTI NELL’ULTIMO GIORNO DI MERCATO: “Nel mercato non puoi essere né troppo soddisfatto né troppo pessimista. Non li chiamerei ‘colpi’, ma aggiustamenti. Non avevamo la necessità di fare grandi mosse, perché questo gruppo ci sta dando grandi soddisfazioni: dobbiamo essere orgogliosi di avere questa squadra, sta facendo un grandissimo campionato. Non c’era molto da toccare, c’era da vedere se potevamo dare qualcosa. È arrivato Caldirola, che per noi è un acquisto importantissimo soprattutto come qualità dell’uomo e del calciatore, poi anche Kouan e Celia, giocatori di cui pensavamo di avere bisogno in quelle zone del campo e pensiamo ci possano dare supporto”.
SUL MANCATO COLPO IN AVANTI: “Non avevamo l’esigenza di intervenire in attacco: la nostra squadra ha segnato 53 gol, quindi non c’era bisogno di altri attaccanti. Abbiamo Della Morte, che sta trovando poco spazio perché davanti ha un giocatore che sta facendo un campionato strepitoso, ma siamo contenti di lui. È chiaro che, se ci fosse stata la giusta opportunità, avremmo potuto fare qualcosa di diverso perché il Presidente ce ne ha dato la possibilità. Abbiamo uno come Mignani, che è fortissimo, così come c’è da dire che abbiamo affrontato 13 partite senza Salvemini. Abbiamo Carfora, Simonetti in quella zona del campo sta facendo benissimo”.
SU KOUAN: “In mezzo al campo, invece, contavamo su Nardi, ma è stata una cosa tragica: dovrà operarsi di nuovo e starà fuori ancora a lungo ancora. Quando si è presentata l’opportunità di Kouan, che sta facendo un campionato importantissimo, il Presidente è stato generoso ci ha dato la possibilità di chiudere l’operazione. Ma non è una cosa normale. Si tratta di un ragazzo dalle caratteristiche diverse rispetto agli altri, può giocare anche a tre, e dovrà integrarsi subito in un gruppo già straordinario che sta facendo un campionato strepitoso”.
SU CELIA E SULLA TRATTATIVA PER ROCCHETTI: “Il Potenza non voleva cedere Rocchetti, lui voleva venire, così siamo andati su Celia. Non siamo sempre padroni del nostro destino. Quest’anno ha giocato meno, ma l’anno scorso ha fatto 26 presenze in Serie B. E’ un giocatore importante per la C. Forse volevamo prendere un profilo più giovane, ma è comunque un giocatore con oltre 100 partite in B. Con l’infortunio di Ricci, abbiamo deciso di prenderlo. Abbiamo pensato tanto anche a non prenderlo il terzino, Romano domenica aveva fatto una partita straordinaria e può giocare anche a sinistra. Parlando col Presidente, però, abbiamo deciso di non voler lasciare nulla di intentato e abbiamo preso il miglior ragazzo da prendere in questo momento”.
SU SCHIMMENTI: “Per quanto riguarda Schimmenti, le nostre valutazioni le faremo pensando al Benevento del futuro. Non è un problema: tra il presidente Vigorito e quello del Potenza c’è un rapporto serio, abbiamo fatto una trattativa corretta e abbiamo rispettato la volontà di una società di non cedere il giocatore. Quello che faremo domani non lo so: Schimmenti ci piace, ma da qui a giugno si vedrà. Si può aspettare e vedere l’evoluzione. Valuteremo nei prossimi giorni, il ragazzo ci piace”.
SUI PRESTITI DI VISCARDI E PERLINGIERI: “Viscardi e Perlingieri avevano bisogno di spazio, ora sta a loro dimostrare il loro valore. Speriamo di poterli riportare qui dopo un’esperienza positiva affinché diventino un valore aggiunto. Speriamo facciano bene, magari non contro di noi. Sta a loro, devono tirare fuori il massimo e dimostrare a tutti che sono ragazzi forti”.
SULLA VITTORIA CONTRO L’ATALANTA U23: “La sofferenza è stata pari alla gioia. Sono stato felicissimo di vedere la nostra squadra fare questa bellissima rimonta. Non è fortuna, assolutamente: la squadra ha fatto anche degli errori, ma ha voluto vincere e l’ha vinta per stra-meriti sul campo. Sono veramente contento che il mercato sia finito, sta diventando una kermesse e non mi stava più piacendo per le dinamiche che si sviluppano soprattutto l’ultimo giorno. Ora vogliamo concentrarci sul campionato, vogliamo lottare e cercare di vincerlo tutti insieme. Cerchiamo di voler bene a questa squadra, perché è formata da ragazzi spettacolari. Sono orgoglioso di essere il direttore sportivo di questo gruppo di ragazzi. Era tanti anni che non vivevo emozioni del genere nell’andare al campo, i meriti vanno al Presidente, allo staff tecnico, al mister e agli stessi ragazzi. Cerchiamo di esserci tutti, a partire da venerdì. Non pensiamo alla partita con il Catania, il campionato non si vince col Catania ma col Picerno. Abbiamo numeri anormali e il campionato da soli non si vince. Voglio fare un plauso alle persone che ci hanno sostenuto domenica, sostenendoci in un momento di difficoltà: una piccola o grande parte della vittoria è anche loro. Abbiamo visto una passione importante, e dobbiamo restare vicini a questa squadra”.
Foto: Benevento Calcio
Benevento, cronaca di un 2025 cominciato sotto le migliori aspettative prima della delusione: ora la strada sembra giusta
Se il 2024 era stato un anno da protagonista per il Benevento, che aveva chiuso l’annata in vetta al girone C di Serie C con il maggior numero di punti nell’anno solare e sembrava poter essere in grado di conquistare il “sogno” Serie B, la prima parte del 2025 ha rivelato una realtà molto amara per la Strega.
Nonostante il successo nella prima gara dell’anno nuovo contro il Catania, il pari contro il Team Altamura e la sconfitta in casa del Potenza hanno condannato i giallorossi a salutare il primato scivolando al quarto posto a inizio febbraio, a -2 dal Monopoli capolista e con un mercato invernale senza alcuno squillo. Il pari al Veneziani è stato fatale per Auteri, sollevato poi dalla panchina sannita: al suo posto Pazienza.
Il tecnico di San Severo, già pupillo di Vigorito, sulla panchina del Benevento è durato però appena 33 giorni: il ko in casa della Juventus Next Gen all’esordio e i pareggi contro Messina, Latina, Sorrento e Casertana hanno portato il club di via Santa Colomba a richiamare Auteri. Nel mezzo proteste, ritiri e tanti punti persi, con la Strega scivolata a -14 dall’Audace Cerignola capolista dopo l’esclusione del Taranto.
Il ritorno del trainer di Floridia non sortisce l’effetto dell’anno precedente e non cambia il trend negativo: il pari col Crotone e l’esclusione della Turris portano i giallorossi al quinto posto a -13 dalla vetta, il pari con il Picerno e il ko nel derby in casa dell’Avellino consentono ai Lupi di staccare il Cerignola in vetta e condannano i sanniti addirittura al sesto posto. L’andamento nel girone di ritorno è da retrocessione.
Il 4-2 rifilato al Cerignola è solo uno degli ultimi aneliti del Benevento 2024-25, che vince sì al Monterisi ma “consegna” di fatto la B all’Avellino: seguono il ko interno per mano del Trapani e il successo in casa del Giugliano, che permettono alla Strega di blindare il sesto posto. Ai play-off, nonostante la ritrovata fiducia, arriva una figuraccia: sconfitta per 5-1 al Vigorito dalla Juve Next Gen e addio speranze cadette.
La stagione termina tra fischi assordanti e silenzio stampa, ma a fine anno è sempre tempo di bilanci e nuovi interrogativi per la società di via Santa Colomba. Auteri ammette di non essere stato seguito e svela egoismi e tensioni all’interno della squadra, ma va verso la conferma. Intanto un altro “caso” si abbatte in casa giallorossa: il ferie-gate, con alcuni calciatori “dissidenti” che non accettano il piano-ferie del club.
Il Benevento capisce gli errori, sceglie ancora Auteri e accoglie tre Immortali: Padella al fianco di Carli, Melara Team Manager e De Falco collaboratore. Salutano a fine contratto Manfredini, Capellini, Tosca, Veltri, Lanini e Oukhadda; prestiti per Ferrara, Starita, Perlingieri, Francescotti, Ciurleo e Avolio; ceduti Alfieri, Nunziante, Borello, Meccariello e Berra. Restano i dissidenti Acampora, Agazzi, Pinato e Viviani.
In entrata la Strega è subito regina, con 15 acquisti in appena mese: ecco Salvemini, Romano, Pierozzi, Saio, Tsingaras, Maita, Vannucchi, Della Morte, Scognamillo, Borghini, Ceresoli, Iacoponi (poi girato al Prato), Ricci, Mehic e Mignani. Ad agosto la società ufficializza solo Russo ma, nell’ultimo giorno di mercato, arrivano anche Cantisani e Tumminello (già alle firme poche settimane prima) dal Crotone.
Intanto la stagione sportiva 2025-26 è già cominciata, ad agosto i giallorossi hanno battuto 1-0 il Guidonia Montecelio al Vigorito nel Primo Turno Eliminatorio di Coppa Italia Serie C e conquistato 6 punti nelle prime due gare di campionato contro Crotone e Casertana. A settembre il primo ko in casa del Casarano, poi i successi con Siracusa e Atalanta U23 e il pari di Picerno prima del 2-0 rifilato al Trapani.
A inizio ottobre il Benevento, primo in classifica seppur in coabitazione con la Salernitana, perde a Latina, evidenziando ancora di più i problemi della squadra di Auteri in trasferta nonostante un gruppo formato da giovani promettenti ma già forti e senatori esperti. I successi casalinghi contro Team Altamura e Potenza consentono alla Strega di riagganciare la Bersagliera, in una classifica cortissima: il Catania è a -1.
E la settimana seguente è tempo di scontro diretto al Cibali-Massimino: i giallorossi cadono ancora di misura fuori casa e perdono Salvemini, bomber assoluto con 8 gol in 11 gare di campionato, scivolando al terzo posto. Tre giorni dopo arriva l’ennesimo pesante ko esterno, al De Cristofaro, nel Secondo Turno di Coppa: con le “riserve” è 2-1 per il Giuglianodi Capuano e tanti saluti a un obiettivo stagionale del club.
Il pari-beffa con il Sorrento del 2 novembre chiude una settimana da dimenticare per i giallorossi e fatale per mister Auteri: nonostante il 3-0 in casa del Foggia del turno seguente e il terzo posto a -2 dalla vetta, infatti, si chiude anche la terza (o quarta, a seconda dei punti di vista) esperienza del tecnico siciliano sulla panchina sannita. Al via il toto-nomi, ma la società stupisce tutti: promosso Floro Flores dalla Primavera.
L’allenatore partenopeo ha pochi giorni per lavorare, ma l’esordio è quasi-perfetto: 3-1 al Vigorito contro il Monopoli e subito tanti segnali incoraggianti o quantomeno positivi in ottica futura. Una settimana più tardi un altro scontro diretto fuori casa e un’altra sconfitta: il Cosenza s’impone 2-1 al San Vito-Marulla, Benevento di nuovo terzo ma la sensazione è che ora anche questa rotta sia destinata a essere invertita.
Quattro partite per chiudere un anno dolce-amaro, quattro impegni di difficoltà elevata per capire chi è la Strega. Si parte con il derby al vertice, la Salernitana arriva al Vigorito e Floro Flores decide di giocarsi al massimo le carte che ha a disposizione: niente 3-4-2-1 né il suo caro 4-3-3, è 4-2-3-1. E i giallorossi ne rifilano 5 alla Bersagliera in un match senza storia, prendendosi il secondo posto a -2 dal Catania in vetta.
Poi altri tre successi consecutivi contro Cavese (fuori casa), Giugliano (per chiudere la prima parte di stagione da imbattuti davanti al proprio pubblico) e Audace Cerignola (in Puglia) che valgono il titolo di Campione d’Inverno condiviso con il Catania con 41 punti (record per i sanniti in C). Al termine del girone d’andata il Benevento vanta anche il miglior attacco del girone C (41 gol) e la seconda miglior difesa.
Un 2025 iniziato dunque con le migliori premesse ma che ha portato una cocente delusione e diffusi malumori, poi una precisa riorganizzazione estiva che ha portato a un buon avvio nel nuovo campionato e a un cammino quasi-perfetto per scrivere la parola “fine” all’anno che va a chiudersi. Ora inizia un 2026 fatto di sogni realistici e piedi per terra, comunione d’intenti tra squadra e tifosi e tanta voglia di far bene.
Benevento, Carli: “Floro Flores ha le caratteristiche per rendere questo gruppo ancora più forte”
Marcello Carli è intervenuto nella conferenza stampa di presentazione del neo-tecnico Antonio Floro Flores, alla vigilia della quattordicesima giornata di campionato contro il Monopoli.
Ecco le parole del direttore tecnico del Benevento nella conferenza: “Credo sia doverosa un’introduzione. Sono qui per presentare Antonio, è una scelta importante ma non semplice, fatta ponderatamente. Siamo arrivati alla conclusione che questa era la scelta giusta da fare. Abbiamo scelto Antonio perché pensiamo abbia tutte le caratteristiche umane, tecniche, di metodologia ed energia per far sì che questo gruppo diventi ancora più forte, che la squadra diventi ancora più valida e vincente. Posso fargli solo un grande in bocca al lupo, saremo a sua disposizione per dargli il nostro contributo e farlo rendere al massimo“.
SULLA SCELTA DELLA SOCIETA’: “Non voglio levare spazio al mister. Quando una società arriva a fare una scelta del genere in un momento del genere, neanche opportunistica, è perché pensiamo che al di là dei risultati il gruppo ha dei margini di crescita e può migliorare ancora. Non so se ci consentirà di vincere, ma non c’è un motivo unico per cui uno fa la scelta. Abbiamo parlato tanto con il Presidente. Umanamente la scelta è stata difficile, ero stato io a scegliere Auteri e a chiedere al Presidente di prenderlo. Ho parlato anche con Antonio, ha tutte le caratteristiche per fare bene“.
Foto: Benevento Calcio
Benevento, primo allenamento di Floro Flores sotto gli occhi di Vigorito e Carli
Questa mattina il Benevento si è ritrovato all’Antistadio Imbriani per continuare la preparazione in vista della quattordicesima giornata contro il Monopoli (fischio d’inizio alle 12:30 di domenica 16 al Vigorito) e si è allenato agli ordini del nuovo tecnico Antonio Floro Flores.
Ieri mattina infatti era stato Gaetano Auteri, poi esonerato all’ora di pranzo, a dirigere la programmata seduta di allenamento. Oggi, invece, prima volta tra i grandi per l’ormai ex tecnico della Primavera della Strega (LEGGI QUI curiosità e profilo del nuovo allenatore).
Presenti all’Antistadio anche il Presidente Vigorito e il D.T. giallorosso Carli, come si evince dalle foto diffuse sui propri canali social dal club di via Santa Colomba. Volti sereni e sorridenti, come è normale che sia all’inizio di una nuova e importante esperienza.
Dopo una fase di attivazione, la squadra ha svolto lavoro tecnico e tattico. I calciatori si sono concentrati sulle conclusioni a rete, per poi dedicarsi ad esercitazioni difensive a gruppi. La seduta è terminata con una partitella 10vs10 e defaticamento.
Foto: Screen Profilo Instagram Floro Flores 83 Official
Benevento, Carli: “A Catania un grande dispiacere, ma ci sono tutti i mezzi per fare bene. La squadra ha margini di crescita”
Il Direttore Sportivo del Benevento, dopo la sconfitta contro il Catania, ha preso parte alla trasmissione OttoGol in onda su OttoChannel.
Queste, dunque, le parole di Marcello Carli in merito all’inizio stagionale della Strega, al cammino della squadra giallorossa e non solo:
SULLA SCONFITTA CONTRO IL CATANIA: “È stato un grosso dispiacere, pensavamo di andare a fare un risultato importante. In questo momento c’è grande delusione, ma fortunatamente si rigioca subito e la delusione deve essere trasformata in qualcosa di positivo. Non sono contento di quanto accaduto a Catania, ma di sicuro loro non ci hanno ammazzati. Hanno giocato una partita accorta, ci aspettavano per poi ripartire con Cicerelli e Lunetta. Era una partita da 0-0, sbloccata da un episodio. Devo dire che mi aspettavo qualcosa in più perché mi aspettavo che la squadra creasse qualcosa di più, per merito loro e per demerito nostro. Abbiamo un gruppo forte, ragazzi sani e tecnicamente valide. Sono convinto che questo gruppo possa dire la sua per fare un campionato di grande livello, ci crediamo e lo sappiamo, i ragazzi lo sanno. Le sconfitte non ci devono far dormire la sera e ci devono portare quella rabbia sana“.
SULLA FORZA DEL BENEVENTO: “Non so quanto ci voglia per vedere il Benevento che abbiamo costruito quest’estate. Credo che questa squadra abbia tutti i mezzi per fare bene. In questo momento ci sono tre squadre che forse hanno fatto qualcosina in più: Benevento Catania e Salernitana. Poi secondo me ce ne sono almeno un altro paio. Abbiamo fatto cose buone fino a questo momento, ma dobbiamo fare ancora meglio. Non stiamo facendo un disastro, siamo andati a Catania da primi in classifica. Sicuramente non dobbiamo accontentarci di nulla, ma siamo anche abbastanza giovani. Per alcuni era la prima partita importante in carriera, per questo dico che ci sono tutte le condizioni per crescere. Quando il Benevento sarà al top non lo so, ma deve essere il prima possibile“.
SULLA PERSONALITA’ DELLA SQUADRA: “Credo che dobbiamo fare un bilancio. Fuori casa abbiamo fatto un campionato non da squadra che ha i numeri per poter vincere il campionato. Abbiamo perso tre partite, vuol dire che non siamo stati bravi e non abbiamo dimostrato di essere una squadra che determina certe cose. Mi dispiace anche che siamo andati sotto in tre occasioni e non siamo riusciti almeno a pareggiarla. Il mister deve essere bravo a capirne i motivi e a motivare i ragazzi, magari anche cercando soluzioni alternative a livello tattico. Ci sono 27 partite da giocare, c’è un campionato davanti a noi. Abbiamo le qualità tecniche per giocarci il campionato e abbiamo questo obiettivo. Si sta creando qualcosa di carino. Tutti hanno esaltato i 20 mila di Catania, c’era un ambiente bellissimo ma c’era anche tanta gente da Benevento, anche in tribuna. Si sta risvegliando qualcosa. Dobbiamo essere tutti noi: società, mister, ragazzi, tifosi. E tutti insieme dobbiamo crederci, perché penso che possiamo fare un grande campionato. Ho grande fiducia, anche se fuori casa non stiamo rendendo come dovremmo. A Picerno avevamo la gara in mano, avevamo già vinto: quei due punti farebbero vedere la situazione diversamente, c’era da mangiarsi le mani“.
SUL FOOTBALL VIDEO SUPPORT: “Non parlo mai degli arbitri, sono sempre delle scuse. Però da quando hanno messo l’FVS mi faccio il segno della croce. Con la moviola non risolvi certe situazioni. Non c’era il rigore per il Catania, ma neanche su Mignani. Lo ferma, gli regge il braccio… un po’ l’arbitro può anche valutare che l’attaccante abbia accentuato la caduta. Ci può stare. Nell’altro rigore la palla è andata via, Mignani ci sarebbe potuto arrivare e sarebbe stato davanti al portiere. Tumminello poi fa il massimo“.
SULLA CLASSIFICA: “Bisogna vincere la domenica, lo sento dire da quando faccio questo lavoro. Chi vuole vincere il campionato deve vincere le partita. La pressione del rincorrere? L’Avellino l’anno scorso ha vinto in rimonta, gli Immortali che qui sono andati in B e poi in A hanno vinto di rimonta. Inzaghi qui ha vinto stra-dominando, ammazzando il campionato. L’Avellino l’anno scorso ha fatto 11 vittorie consecutive? Lo faremo anche noi. So che domenica bisogna vincere, è normale. Fisiologicamente arriverà anche il momento in cui in casa non vinci“.
SULLA SFIDA CONTRO IL GIUGLIANO: “Contro il Giugliano è un impegno importante, ci teniamo tantissimo alla Coppa Italia. Bisogna concentrarsi su un impegno alla volta, domani andremo in ritiro come sempre perché è un impegno importante. Sarà difficile, dopo i 90′ ci potrebbero essere i rigori. La Coppa Italia non è più importante del campionato. La testa è focalizzata sul Giugliano, per noi è importante“.
SULL’IMPORTANZA DEGLI IMMORTALI: “Ne ero convinto, avevo parlato spesso con il Presidente della necessità di inserire in società figure giovani, nuove. Il Presidente ha avuto l’intuizione di questi ragazzi ed è stato bravissimo, hanno tutti le caratteristiche giuste. Padella non è un collaboratore ma è un direttore sportivo, ha iniziato ora e lo sprono sempre a studiare, facendo l’opposto di quello che faccio io per diventare un grande direttore sportivo. Io ho studiato poco e ho fatto tanti errori che lui non deve fare, lui ha tutte le caratteristiche per essere il futuro e per fare una carriera importante, spero con i colori giallorossi”.
SUL SUPPORTO DEI TIFOSI: “Si parla sempre dei 20mila di Catania o dei 15mila di Salerno, ma credo che anche qui quest’anno ci sia un’atmosfera diversa. Dobbiamo essere orgogliosi di quelli che siamo e di quello che stiamo facendo, ma dobbiamo soprattutto far sì che riempiamo lo stadio: sono convinto che ce la faremo. Se la gente ci starà vicino e anche nei momenti difficili saremo uniti allora sarà davvero il valore aggiunto e farà la differenza. Questo è un campionato bello e difficile, ma possiamo avere un sogno tra le mani e io ci credo tanto. Siamo a tre punti della prima e a due dalla seconda, sono due squadroni e non credo ci manchi niente. Se tutti insieme ci aiuteremo allora penso che noi quest’anno faremo un campionato importante e potremo toglierci delle soddisfazioni. Più dei 20mila di Catania, mi hanno impressionato ed emozionato i 300 di Benevento che hanno fatto tutti quei chilometri per esserci e incitarci. A Catania fare 20mila non è difficile: facciamo noi il “Vigorito” pieno, sarebbe qualcosa di straordinario“.
SUL RAPPORTO CON PADELLA: “E’ un ragazzo splendido, moralmente e umanamente. Capisce il calcio e ha tutto per diventare un direttore sportivo di livello. Il calcio sta cambiando, ci sono tante proprietà straniere. Emanuele ha iniziato un percorso e ha qualità per arrivare in fondo. ll mio obiettivo è che, quando me ne andrò tra 1-2 anni, possa essere il punto di riferimento per il Benevento e possa farlo crescere. Se io sono troppo buono? Può darsi“.
SUL SUPPORTO DEI TIFOSI: “Stateci vicino, quest’anno vogliamo fare qualcosa d’importante. Senza Benevento e senza la provincia tutto ciò non si può fare. Il nostro obiettivo deve essere riempiere allo stadio, quando lo faremo sarà una festa straordinaria. I tifosi in trasferta a Catania erano bellissimi“.
Foto: Screen OttoChannel
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