Anche a Pesco Sannita si è concluso da poco l’anno scolastico, allo stesso tempo è finito anche il servizio mensa per i ragazzi che frequentano il plesso di Pesco Sannita.
Sul tema mensa scolastica è intervenuto il consigliere di opposizione Paolo Capocefalo. “Purtroppo, i nostri alunni – ha dichiarato Capocefalo – sono stati costretti per tutto l’anno a mangiare sui banchi all’interno delle classi, con enorme disagio per i docenti per gli alunni e soprattutto per gli operatori della mensa, che hanno svolto un lavoro eccellente durante tutto l’anno nonostante le difficoltà logistiche sobbarcandosi incombenze ulteriori per rendere il servizio ottimale.
Nel mese di ottobre 2024 ho segnalato e depositato una interrogazione proprio per capire i motivi del ritardo nell’apertura della mensa e perché i lavori, ancora oggi in corso, non erano stati eseguiti durante il periodo estivo. Alla interrogazione il Sindaco mi ha risposto che per dei ritardi sulla consegna di alcuni macchinari l’apertura era stata rinviata di lì a poco; ebbene è trascorso tutto l’anno scolastico ed i locali mensa sono ancora chiusi.
L’estate 2024 – ha concluso Capocefalo – è trascorsa senza eseguire i lavori necessari per dare agli studenti dei locali adeguati ed idonei, speriamo che l’estate 2025 ci consegni a settembre i locali mensa completati ed usufruibili”.
Vicenda mensa, De Pierro e Palladino: “Bando conforme agli indirizzi programmatici approvati in Aula, no a critiche strumentali”
Ecco, di seguito, la nota stampa del vicesindaco De Pierro e il delegato all’Istruzione Palladino in merito alla vicenda mensa.
“Sulla vicenda del servizio di refezione scolastica, si prende atto preliminarmente con piacere che parte delle rivendicazioni della minoranza vertono sulla possibilità di estendere il servizio ad altri gradi di scuola dell’obbligo ed anche al mese di giugno per la Scuola dell’Infanzia e ciò testimonia da un lato che la qualità del servizio non è in discussione, dall’altro il cambio di passo operato dall’Amministrazione Mastella rispetto ai problemi ereditati dal passato laddove il servizio non era erogato a causa delle problematiche inerenti la qualità e le condizioni igienico sanitarie ed i lunghi contenziosi pendenti.
Per fortuna sono tempi lontani! Oggi il gruppo consiliare di opposizione nella strumentale nota di contestazione a prescindere confonde il piano politico da quello gestionale arrivando addirittura alla paradossale contestazione al Dirigente per non aver fatto ‘passare’ il bando di gara in Commissione consiliare. Sul piano politico, l’amministrazione ha dettato le linee strategiche con il DUP approvato il 20 gennaio ed in maniera chiara.
Ricordiamo che l’emendamento proposto legittimamente dalle opposizioni verteva su due aspetti: il lavaggio delle stoviglie fosse a carico della Ditta appaltatrice; l’app gestionale mandasse un alert alle famiglie 5 giorni prima che il credito si esaurisse.
Il Dirigente ha dettagliatamente risposto ed argomentato le ragioni tecniche per cui non si potesse fornire parere favorevole e precisato che in sede di gara avrebbe indicato tra i criteri di aggiudicazione un criterio premiale per chi proponesse un miglioramento rispetto all’attuale sistema.
Il Consiglio Comunale ha pertanto respinto l’emendamento e confermate le linee strategiche proposte.
Sulla base delle stesse è stato pertanto redatto il progetto gestionale del servizio approvato dalla Giunta Comunale lo scorso 7 aprile”, lo scrivono in una nota congiunta il vicesindaco Francesco De Pierro e il consigliere delegato all’Istruzione Marcello Palladino.
“Il documento amministrativo prevede un quadro economico tarato sulle disponibilità finanziarie e pertanto per 8 mesi di servizio. Nello stesso è prevista la possibilità, ove le risorse economiche lo consentiranno, di estendere il servizio alle prime classi delle scuole Medie. Grandissimo rispetto per le Commissioni, il delegato all’Istruzione è sempre disponibile al dialogo, solo un equivoco sulla convocazione ha impedito fosse presente all’ultima seduta. Resta pacifico che al netto del prezioso dialogo in Commissione, le competenze successive appartengono alla Giunta Comunale quale organo esecutivo ed al Dirigente quale organo gestionale. Ricordiamo altresì tra gli emendamenti al DUP richiesti non vi era quello relativo alla gara pluriennale, né quello relativo alla durata del servizio, né quello relativo all’estensione agli alunni della Scuola Media. E’ evidente che le argomentazioni sono pretestuose e strumentali. Se avessero letto il progetto gestionale approvato lo scorso 7 aprile avrebbero trovato la risposta che oggi chiedono e le motivazioni per cui si è optato per una gara pluriennale di 5 anni con possibilità di rinnovo ed anche le ragioni per cui il servizio è stato previsto per il periodo 01.10 – 31.5.
Circa infine l’impegno dell’Amministrazione Mastella a valutare per il prossimo anno scolastico il prolungamento del servizio al 30 giugno per la scuola dell’Infanzia si ribadisce quanto affermato e cioè che si cercherà di reperire le risorse necessarie nella prossima programmazione finanziaria anche confidando nell’incremento del contributo del MIUR al costo del pasto per i docenti e chiedendo ai Dirigenti Scolastici di razionalizzare le richieste di pasto per i docenti ed il personale ATA che gravano sull’Ente per circa € 200.000,00, circa il 25% del costo del servizio di cui solo la metà rimborsata dallo Stato”, concludono il vicesindaco De Pierro e il delegato all’Istruzione Palladino.
Mensa, Mastella e Palladino: “Nessuna decisione di interrompere il servizio, 31 maggio è sempre stata la data di scadenza”
Il sindaco Clemente Mastella e il consigliere delegato all’Istruzione Marcello Palladino precisano che alcuna decisione di interrompere il servizio refezione per la Scuola dell’Infanzia al 30 maggio è stata assunta di recente ma è la data prefissata dallo scorso mese di luglio 2024 di erogazione del servizio, come indicata nell’Avviso Pubblico di iscrizione allo stesso, cui i genitori hanno volontariamente aderito.
La data del 31 maggio è sempre stata la data di scadenza del servizio in merito alla quale non è mai pervenuta richiesta di differimento né sono mai state formulate osservazioni al riguardo. Pertanto, atteso che il differimento del servizio al 30 giugno comporterebbe un onere per la sola quota a carico dell’Ente di circa 50mila euro, per questo anno scolastico non ci sono le condizioni per modificare la programmazione.
Si terrà in conto, ad ogni modo, dell’esigenza solo oggi rappresentata, di programmare il prolungamento del servizio al 30 giugno per il prossimo anno scolastico. Ovviamente non vi è alcun impedimento da parte dell’Ente se i genitori volessero portare il pasto da casa nel mese di giugno, ma tale circostanza va concordata con i Dirigenti Scolastici.
In merito agli altri rilevi si evidenzia che il Gruppo Genitori per la Scuola forse non è a conoscenza che esiste apposito organismo consultivo, la Commissione Mensa, composta da rappresentanti dei genitori e dei docenti indicati dai Dirigenti Scolastici, che mensilmente si riunisce presso il Comune di Benevento e nella quale vengono affrontate le tematiche inerenti lo svolgimento del servizio, vengono segnalate le criticità, vengono comunicati i correttivi adottati.
In merito al trasferimento del Centro di Cottura da Ceppaloni a Benevento si puntualizza che l’Ente in sede di indizione di una gara d’appalto non può stabilire la sede di ubicazione del Centro di Cottura ma tuttalpiù circoscrivere la distanza di esso dal Capoluogo in modo da garantire la qualità del pasto. In linea con le indicazioni dell’ANAC sarà valorizzata, in sede di valutazione dell’offerta tecnica, la minore distanza della città dal Centro di Cottura, come previsto nel Disciplinare di gara approvato dal Dirigente.
Siristora: “Tutte le pietanze sottoposte a rigorosi controlli, sbagliato affidarsi a percezioni soggettive non supportate da dati tecnici”
“La scrivente società Siristora Food & Global Service S.r.l., in riferimento alle recenti rimostranze apparse sulla stampa locale circa presunte criticità nel servizio di refezione scolastica presso il Comune di Benevento, intende fornire puntuali chiarimenti in merito a quanto accaduto.
Secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione, presso il plesso scolastico di San Filippo, un genitore, presente durante la distribuzione del pasto, avrebbe rilevato la presenza, nei piatti dei bambini, di “polpette dal cuore rosaceo, verosimilmente cotte poco e male”.
Ci preme innanzitutto sottolineare che tali affermazioni appaiono prive di fondamento oggettivo. Non è stato, infatti, prodotto alcun elemento concreto che possa mettere in discussione la qualità, la sicurezza e la conformità degli alimenti serviti. Tutte le pietanze somministrate agli alunni sono sottoposte a rigorosi controlli qualitativi e igienico-sanitari, articolati su tre fasi (iniziale, intermedia e finale), con il oinvolgimento di personale altamente qualificato e dotato delle certificazioni previste dalla normativa vigente.
L’intero processo produttivo, realizzato presso il centro di cottura autorizzato, è costantemente monitorato mediante procedure tracciabili, nel pieno rispetto degli standard richiesti. Gli alimenti distribuiti risultano pertanto pienamente conformi alle disposizioni di legge. Inoltre, la distanza tra il centro di cottura e i plessi scolastici non incide, in alcun modo, sulla qualità del pasto servito, come confermato da esperti di settore — tra cui il Presidente regionale dell’Ordine Interprovincile dei Biochimici e Fisici della Sicilia, il quale ha dichiarato: “Il sottoscritto, dott. Vincenzo Nicolì, Presidente dell’Ordine Interprovinciale dei chimici e fisici della Sicilia, esprime il seguente parere tecnico a seguito delle doglianze riscontrate dal comitato dei genitori in merito alla produzione alimentare in distribuzione presso la mensa della scuola comunale San Filippo al Triggio di Benevento. Nella fattispecie gli alimenti in questione sono le polpette di manzo cotte con una cottura iniziale a 200-220 °C (brasatura) e successiva cottura con brodo vegetale e servite nella dieta alimentare come secondo piatto, che a dire del delegato della commissione mensa della scuola San Filippo al Triggio, sono state servite crude per apparente colorazione rosa all’interno dell’alimento stesso.
Premesso che con tale metodo di cottura in cui gli alimenti vengono esposti al vapore generato dal brodo vegetale, senza ulteriori condimenti, fornendo così un prodotto dietetico e con un raggiungimento della temperatura al cuore del prodotto superiore a 65°C (come da norma). Questo metodo permette di preservare le proprietà nutrizionali degli alimenti, il loro sapore e la consistenza, oltre a non richiedere l’aggiunta di condimenti. Tra l’altro è una tecnica di cucina che permette inoltre di rinunciare anche all’impiego di olio o altre sostanze grasse. Detto ciò le polpette di manzo presentano nei muscoli una proteina, la mioglobina. Ma non tutte le specie ne contengono la stessa quantità: non a caso la carne di manzo è anche chiamata “carne rossa”, mentre il pollame “carne bianca”, in quanto polli e conigli sono dotati di un contenuto di mioglobina più basso. In realtà, per essere ancora più precisi, c’è una differenza tra definizione gastronomica e nutrizionale: secondo quanto riportato dall’USDA, il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, tutta la carne ottenuta da mammiferi terrestri a quattro zampe, come il manzo, maiale e agnello, è “carne rossa”, perché contiene più mioglobina della carne bianca di pollame e pesce (quindi la carne di maiale è a tutti gli effetti una carne rossa, nonostante il suo colore chiaro) effettuando la cottura al forno o a vapore con una componente umida (vapore-convezione) si rompe la struttura Mioglobina e lascia il colore roseo diversamente dalla cottura a secco/arrosto.”
La componente liquida della carne trasferisce alle polpette, un aspetto roseo pur essendo perfettamente cotta. Non solo ma la cottura comporta la decomposizione della proteina e la distruzione dei microorganismi, tanto è vero che nessuna problematica di tossinfezione alimentare ad oggi risulta denunciata, prova che gli alimenti sono stati cotti e lavorati e manipolati in conformità alle norme di cui al Reg. CE 852/2014 e del pacchetto igiene relativo. Infine, una carne del tipo polpetta poco cruda o al sangue come sostenuto sarebbe facilmente visibile ad occhio nudo cosa che non risulta dalle foto allegate sull’alimento distribuito. Si conviene pertanto a parere dello scrivente che la contestazione mossa non trova fondamento scientifico e che alla luce delle analisi che la ditta delegata ha eseguito sulle polpette in questione non ha rilevato alcuna presenza di patogeni e dunque in conformità alla norme di sicurezza alimentare. Palermo 18/04/2025 Dott. Chimico Vincenzo Nicolì”.
Nel corso degli anni, la nostra azienda è stata oggetto di numerosi controlli da parte delle autorità competenti svolti con metodicità e rigore, senza che sia mai emersa alcuna irregolarità sotto il profilo igienico-sanitario. A dispetto di quanto affermato da alcuni soggetti, mai è stato ostacolato l’accesso agli accertamenti, che riteniamo anzi fondamentali e auspicabili, in un’ottica di miglioramento continuo e di trasparenza
Riteniamo inoltre doveroso ricordare che il servizio di refezione scolastica rientra tra i servizi pubblici essenziali: non può pertanto essere sospeso o alterato sulla base di segnalazioni individuali, tanto più se provenienti da soggetti che non rivestono alcun ruolo istituzionale o tecnico in materia di ispezione e vigilanza. La valutazione circa la salubrità degli alimenti e la correttezza del processo produttivo compete esclusivamente agli organi ufficialmente preposti, le cui competenze garantiscono l’attendibilità dei riscontri.
Affidarsi a percezioni soggettive, non corroborate da adeguati riscontri tecnici, rischia di generare allarmismi ingiustificati e di compromettere il regolare svolgimento di un servizio rivolto a un’utenza particolarmente sensibile, quale quella scolastica.
In questo quadro, il valore dell’ascolto resta per noi imprescindibile. Riteniamo infatti che solo attraverso un dialogo aperto, fondato sul rispetto reciproco e sulla responsabilità condivisa, sia possibile costruire un servizio sempre più efficace, rispondente ai bisogni reali dell’utenza. A conferma di ciò, si segnala che le indagini periodiche di customer satisfaction, condotte dalla nostra società, hanno registrato livelli di soddisfazione significativamente superiori alla media nazionale, confermando la qualità del lavoro svolto”.
La ‘voce’ che scuote Telese Terme: “dietro la mensa potrebbe esserci molto di più”
Denuncia su presunti legami tra pubblico e privato, l’attenzione sulla scuola si amplifica sempre di più.
L’ex assessore Carmine Covelli accusa la cooperativa che gestisce il servizio di sfruttare lavoratori del progetto GOL a costo zero, mettendo in discussione l’integrità dell’accordo tra Comune e Regione Campania. Ma le famiglie non ci stanno e chiedono chiarezza.
È una voce insistente, che gira per le strade e rimbalza di bocca in bocca, alimentando sospetti e indignazione tra i cittadini. Una voce che, se fosse confermata, potrebbe avere implicazioni molto gravi, gettando ombre sulla gestione dei servizi pubblici e sul rapporto tra amministrazione comunale e privato. La questione riguarda il servizio di mensa scolastica, un settore cruciale per molte famiglie del Comune di Telese Terme, ma anche la gestione delle risorse destinate al sostegno lavorativo tramite il progetto GOL, finanziato dalla Regione Campania.
L’ex assessore Carmine Covelli ha sollevato un’importante denuncia, accendendo i riflettori su una presunta irregolarità che coinvolge alcuni lavoratori selezionati dal Comune nell’ambito del progetto GOL. Secondo Covelli, questi lavoratori sarebbero stati inseriti in modo artificioso all’interno di una cooperativa privata che gestisce il servizio mensa, senza che fosse chiaro il motivo o la finalità di tale scelta. La cooperativa, infatti, non pagherebbe i lavoratori, in quanto questi ultimi riceverebbero il loro compenso tramite i fondi regionali previsti dal progetto GOL. Questo, a suo dire, determinerebbe un risparmio significativo per la cooperativa, che non sarebbe obbligata a sostenere i costi della manodopera.
Il problema, però, non si ferma qui. Covelli solleva anche una questione etica e legale: “Questo accordo – spiega l’ex assessore – rischia di tradire lo spirito del progetto GOL, che è stato pensato per il reinserimento lavorativo delle fasce più deboli della popolazione, non certo per fare un favore ad una cooperativa privata. Il Comune e la cooperativa sembrano avere un’intesa che potrebbe configurarsi come una complicità tra pubblico e privato, il che potrebbe risultare contrario agli scopi per cui la Regione Campania ha finanziato il progetto”. La preoccupazione di Covelli, tuttavia, non riguarda solo l’aspetto amministrativo e politico della vicenda. L’ex assessore, infatti, non manca di evidenziare la situazione difficile in cui si trovano le famiglie telesine, che continuano a subire pesanti oneri economici per il servizio mensa e il trasporto scolastico.
“Noi genitori – aggiunge – spendiamo fino a 4,80 euro al giorno per il servizio mensa e 42 euro al mese per il trasporto scolastico. Eppure, dietro questa cifra, ci sono anche fondi pubblici che potrebbero essere utilizzati in modo più efficiente.” Un punto che tocca un nervo scoperto, soprattutto in un periodo in cui le famiglie italiane si trovano a fronteggiare sempre maggiori difficoltà economiche. Covelli fa riferimento, a tal proposito, alla Delibera di Giunta numero 32/2025, che può essere consultata all’Albo Pretorio del Comune di Telese Terme, per sottolineare come le cifre indicate per i servizi scolastici siano chiaramente riportate nella documentazione ufficiale”. Il Comune – prosegue – non può esimersi dal fare chiarezza su questa vicenda, che rischia di sollevare dubbi sulla gestione delle risorse pubbliche e sul corretto utilizzo dei finanziamenti regionali”. Le famiglie, intanto, attendono risposte. La denuncia dell’ex assessore ha fatto nascere un sentimento di sfiducia e disillusione tra i genitori, che non vogliono credere che dietro un servizio tanto importante per i loro figli si nascondano meccanismi che potrebbero danneggiarli.
Molti si chiedono come sia possibile che una cooperativa privata possa trarre vantaggio da un servizio pubblico, con il rischio di compromettere non solo la qualità del servizio, ma anche l’integrità del sistema. L’amministrazione comunale e la cooperativa, ad oggi, non hanno ancora risposto ufficialmente alle accuse, lasciando spazio a ipotesi e sospetti che potrebbero crescere se non dovesse arrivare un chiarimento tempestivo.
A questo punto, le famiglie e i cittadini di Telese Terme si aspettano una smentita formale o, perlomeno, una spiegazione plausibile che possa fare luce sulla questione. Nel frattempo, la ‘voce’ continua a circolare, alimentando il malcontento e l’esigenza di trasparenza.
Apice, la nota del Consigliere Iebba sulla mensa scolastica
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa con le considerazioni del Consigliere Filippo Iebba di Fratelli d’Italia in quota al GRUPPO INSIEME PER APICE sulla questione Mensa di Apice.
“Premetto, non è mai semplice parlare di mensa scolastica ma non possono passare inosservate le segnalazioni fatte da diversi genitori i quali lamentano della qualità del cibo non certo del servizio: ai nostri operatori va sempre la nostra gratitudine.
Nelle scorse ore ho avuto il piacere di incontrare il Presidente del Consiglio d’Istituto dell’IC Falcetti Avv. Daniele Bonavita ed una delegazione dei rappresentanti d’istituto del Plesso di Apice Perriello e La Porta. È stata l’ occasione per augurare un proficuo lavoro ai neo eletti certo del loro impegno; anzi a loro va il ringraziamento per la l’apertura e disponibilità dimostrata. Molte sono state le argomentazioni affrontate. In particolar modo ci si è soffermato sulla questione MENSA che riguarda circa 200 alunni di Apice.
Sono state settimane di ascolto dove ho raccolto varie opinioni. Dopo lunghe ed attente valutazioni si è giunti alla necessità di affrontare la questione nel Consiglio d’istituto del prossimo 12 Febbraio portando all’attenzione degli astanti e della Dirigente la questione in modo tale da fare le dovute riflessioni con gli organi preposti. Si chiede semplicemente di vigilare ed essere attenti. Siamo consapevole che i menù devono mantenere gli equilibri nutrizionali e seguire le linee guida dell’ASL ma chiedo maggiori riscontri. Il servizio ricordo è garantito dal Comune di Apice ma la scuola può e deve essere il tramite primo tra genitori ed Ente Comunale. Come consigliere comunale farò la mia parte sensibilizzando chi di dovere a dare il proprio contributo in termini di verifiche e controlli.
Ho suggerito ai rappresentanti di constatare: 1) la tracciabilita’ dei prodotti; è da lì che si deve partire! È il cardine; 2) affiancare ad una Commissione del Consiglio D’istituto che proporranno, una dei Genitori che a turnazione avrebbero la possibilità di accertare direttamente la qualità del cibo regolamentata da un disciplinare che ne specificherà finalità e scopi alla quale spetterà il monitoraggio.
Il prossimo passo sarà come consigliere comunale con il nostro GRUPPO INSIEME PER APICE chiedere la convocazione della Commissione Comunale per confrontarci con la maggioranza sulla tematica e fare i dovuti riscontri. Sono certo dai lavori usciranno proposte e risposte concrete sul punto. Ritengo è necessario creare inoltre una comunicazione diretta con le famiglie. Il momento del pranzo viene ritenuto a tutti gli effetti parte integrante dell’educazione scolastica quindi la “collaborazione”di tutte le parti coinvolte puó essere estremamente utile per una buon risultato.
…mi domando, infine, della provenienza del cibo a km 0″.
Formaggio scaduto alla mensa scolastica, l’opposizione interroga il Sindaco
I consiglieri comunali di opposizione Francesco Farese, Giovanna Megna, Floriana Fioretti, Luigi Diego Perifano, Angelo Miceli, Giovanni De Lorenzo, Maria Letizia Varricchio e Raffaele De Longis hanno depositato un’interrogazione al Sindaco sul caso del formaggio fresco scaduto somministrato alla mensa scolastica il 23 gennaio.
“Chiediamo che il Sindaco chiarisca in Consiglio Comunale l’accaduto illustrando i controlli effettuati, le azioni adottate e le verifiche disposte anche rispetto a quanto avvenuto negli altri plessi scolastici oltre al caso segnalato a San Filippo.
Le dichiarazioni di Mastella nei giorni successivi lasciano perplessi considerato che, oltre a riportare dati inesatti, ha assunto la difesa d’ufficio della ditta invece che delle famiglie. Chiediamo pertanto di rendere pubblici sul sito del Comune di Benevento tutti i documenti attestanti anche le verifiche effettuate”.
Nell’interpellanza presentata i consiglieri di opposizione hanno pertanto richiesto di chiarire come sia stato possibile che nel refettorio della scuola San Filippo sia stato somministrato ai bambini un formaggio fresco scaduto da 3 giorni e quali azioni siano state adottate al riguardo dall’Amministrazione.
Come sia stato possibile che ad accorgersi del prodotto scaduto siano stati i bambini e che ciò non sia stato rilevato dalla ditta che espleta il servizio.
Quale formaggio è stato somministrato ai bambini del plesso San Filippo che il giorno 23 gennaio hanno mangiato al primo turno di somministrazione, considerato che i bambini della primaria di San Filippo, che si sono accorti della scadenza del formaggio, il giorno 23 gennaio hanno mangiato nel secondo turno della mensa.
Se corrisponde al vero quanto riportato sui social da alcuni genitori del plesso San Vito secondo cui anche in quel refettorio sarebbe stato somministrato il formaggio fresco scaduto il 20 gennaio.
Quale formaggio fresco è stato servito in tutte le altre scuole il giorno 23 gennaio e che verifiche sono state eseguite al riguardo dall’Amministrazione.
Quali controlli analitici anche in ordine ai documenti di acquisto, ai documenti di trasporto ed ai sistemi di tracciabilità degli alimenti sono stati effettuati dall’Amministrazione.
Quali misure correttive si intendono adottare per migliorare il sistema di verifica delle scadenze su cui ci sarebbe stato questo grave errore.
Come veniva controllata la scadenza dei prodotti somministrati ai bambini così come se e quali correttivi sono stati introdotti successivamente all’episodio del formaggio fresco scaduto.
Se e come è stato verificato in quali plessi è stato distribuito tale prodotto scaduto e in che quantità. Se sono giunte, anche attraverso le rappresentanti di classe o la componente genitori della Commissione Mensa, segnalazioni rispetto ad altri plessi e, in caso positivo, che accertamenti o controlli sono stati effettuati”.
Vicenda mensa, Mastella: “Ho dato mandato al dirigente di relazionare, no a strumentalizzazioni su episodio che non ha avuto conseguenze”
“Ho dato mandato al dirigente del Settore Istruzione di farmi avere una relazione dettagliata sulla vicenda del formaggio spalmabile. Da una prima, informale ricostruzione, mi risulta emergano già alcune evidenze: nessun bambino ha mangiato il formaggio che aveva una data di scadenza, con la classica indicazione preferibilmente, risalente a 24 ore prima.
Dunque nessuna conseguenza spiacevole si è registrata su una vicenda dove è da escludere, in ogni caso, qualsiasi fattore di carattere doloso. Il margine d’errore, tuttavia, quando si parla di mensa scolastica deve essere pari a zero, su questo nessun dubbio e tutti devono esserne consapevoli.
Gli uffici svolgeranno gli approfondimenti del caso con la ditta appaltatrice, ma rammaricano mere e maliziose strumentalizzazioni, completamente inappropriate su questo episodio”, lo scrive in una nota il sindaco di Benevento Clemente Mastella.
San Giorgio del Sannio, visita a sorpresa dell’Amministrazione Comunale presso la Mensa dell’Infanzia: confermata l’eccellente qualità
L’Amministrazione comunale di San Giorgio del Sannio, nella giornata odierna, ha fatto visita, a sorpresa, all’Istituto Rita Levi Montalcini, nel plesso dell’infanzia, per verificare personalmente la qualità del servizio Mensa fornito dalla società cooperativa Omnia Plus.
La visita è stata effettuata senza alcun preavviso, garantendo così una valutazione autentica e trasparente del servizio. Durante la visita si è provveduto ad assaggiare i pasti in monoporzione, confermando l’eccellente qualità del cibo offerto ai bambini.
“Questa amministrazione – commentano il sindaco Ricci e l’assessore Annese – si è messa immediatamente all’opera per garantire, dal primo giorno dell’anno scolastico, il tempo pieno, partito, come mai capitato prima, il 12 Settembre, primo giorno dell’inizio delle scuole. Grazie alla somministrazione del pasto in monoporzione, i bambini consumano sia il primo che il secondo piatto. Questo aspetto è emerso da un confronto diretto con la Dirigente scolastica, dottoressa Anna Polito, che ha filtrato le informazioni attraverso il personale docente. In passato, con il metodo di scodellamento, i bambini tendevano a fare il bis della pasta, trascurando il secondo piatto e riducendo così la varietà nutrizionale. L’adozione della monoporzione ha garantito che i pasti vengano consumati nella loro interezza, migliorando sia la varietà alimentare sia l’educazione alimentare dei piccoli, con una conseguente riduzione dello spreco alimentare. È comunque garantito il bis per i bambini che ne abbiano necessità, così da rispondere a eventuali esigenze individuali.
Durante il confronto – aggiungono Ricci ed Annese – la dirigente scolastica ha confermato che non sono pervenute segnalazioni negative da parte delle famiglie, testimoniando l’efficacia e la qualità del servizio. Il personale docente, che vive quotidianamente la realtà del servizio, ha inoltre sottolineato che anche consumando i pasti più tardi, il cibo si mantiene caldo, a dimostrazione dell’attenzione prestata alla gestione della monoporzione. Un altro elemento importante riguarda il controllo effettuato dai NAS di Salerno il 2 ottobre 2024 presso il nuovo plesso di Sant’Agnese. Durante l’ispezione, i NAS si sono presentati per verificare gli ambienti ed in particolare quelli destinati allo scodellamento.
Tuttavia, quando è stato chiarito che l’Istituto Rita Levi Montalcini non utilizza il sistema dello scodellamento, i NAS hanno espresso il loro apprezzamento per l’adozione della monoporzione, riconoscendola come una scelta ottimale sia dal punto di vista igienico che organizzativo. In merito alle critiche sollevate sulla questione “plastic free”, si precisa che il servizio non era totalmente plastic free, in quanto, sempre da un confronto con la dirigente, è emerso che le maestre utilizzavano comunque piatti e posate monouso. Inoltre, quando i kit dei bambini si rompevano o si confondevano, venivano comunque sostituiti con piatti di plastica monouso. Per l’acqua erano regolarmente utilizzate le bottigliette di plastica, in quanto le borracce fornite dal kit non venivano impiegate dalle famiglie. È interessante notare che chi oggi solleva critiche sulla questione “plastic free” probabilmente non è a conoscenza del fatto che il servizio non era totalmente privo di plastica.
È fondamentale avere una comprensione completa della situazione prima di esprimere giudizi e critiche, per evitare di diffondere informazioni imprecise. Infine, per quanto riguarda i dati sui rifiuti indifferenziati, è necessario evidenziare a chi ha paventato un “aumento dei rifiuti” con il sistema monoporzione, che i dati raccolti in questione smentiscono categoricamente queste affermazioni: tra settembre e ottobre 2022, con i kit “plastic-free”, il Comune ha conferito 179 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Nel 2024, analogo periodo, con il sistema monoporzione, le tonnellate sono state circa 174,4. Un risparmio di circa 980 euro che dimostra l’inefficacia delle critiche mosse da chi, evidentemente, preferisce allarmare anziché informare.
Questi numeri evidenziano come l’attuale sistema monoporzione non abbia comportato un incremento né nei costi né nella quantità di rifiuti indifferenziati, contrariamente a quanto affermato dai consiglieri di opposizione. L’Amministrazione Comunale ribadisce il proprio impegno a garantire un servizio Mensa di alta qualità, sicurezza e benessere alimentare per i bambini, continuando a rispondere con i fatti a chi tenta di disinformare e screditare un sistema che ha dimostrato la sua eccellenza. Inoltre, è importante sottolineare che l’Amministrazione ha previsto anche la gratuità del servizio Mensa per i bambini con disabilità, garantendo così un supporto adeguato a tutte le famiglie”.
Montesarchio| Mensa, nuovo incontro al Comune: ulteriore estensione delle agevolazioni tariffarie
Il Sindaco Carmelo Sandomenico, l’assessore all’Istruzione Marcella Sorrentino e i componenti dell’amministrazione comunale, dando seguito a quanto stabilito nell’ultimo incontro sulla questione mensa con i rappresentanti dei genitori e degli istituti comprensivi cittadini hanno avuto un nuovo confronto nella giornata di oggi.
In questa sede, è stato comunicato che, dopo aver verificato la sussistenza delle condizioni di sostenibilità economico-finanziaria sulla base dei dati, quantitativi e qualitativi, del servizio mensa, definiti e consolidati con l’avvio del servizio, l’Amministrazione comunale, compatibilmente con le esigenze di bilancio, ha disposto un’ulteriore estensione dell’ambito di applicazione delle agevolazioni tariffarie.
In particolare, ferme restando le tariffe già applicate per le fasce di ISEE fino a 15.000 euro, sono state riviste le tariffe per la fascia Isee che va dai 15 ai 21mila e superiore a 21mila euro.
Nello specifico la nuova tariffa per le fasce di ISEE dai 15 ai 21mila euro, scende a € 4,90 ed è applicata a tutti a prescindere dal numero dei figli iscritti, quindi anche con solo figlio iscritto alla mensa, mentre per la fascia Isee superiore a 21mila euro il ticket viene ridotto da 5,67 euro a 5,15 euro.
Le tariffe aggiornate si applicano con riferimento ai pasti prenotati e consumati a partire dal 4 novembre 2024, indipendentemente dai tempi tecnici di adeguamento della piattaforma informatica di accreditamento e di acquisto dei ticket, per cui successivamente, senza alcuna richiesta da parte degli utenti e in via diretta ed automatica si procederà all’accredito di eventuali conguagli a favore degli utenti derivanti dall’applicazione delle tariffe aggiornate.
Si ringraziano i genitori, i dirigenti e il personale amministrativo del Comune per la collaborazione che, in un clima disteso e cordiale, ha portato un risultato positivo per tutti.
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