Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa a firma del costituendo comitato “Molisannio”.
Arrivano le prime adesioni, che pubblicamente ringraziamo e che verranno a breve inserite in una struttura attiva. Precisiamo, inoltre – si legge nella nota- che la pagina Facebook del Comitato è ormai prossima all’apertura. Sono anche arrivati numerosi apprezzamenti favorevoli, l’interesse accende ed alimenta il motore dell’iniziativa.
Fuori da ogni logica politica, il 5 aprile abbiamo lanciato un progetto ambizioso, in quanto non esistono precedenti favorevoli in tutta la storia repubblicana. Il Molisannio è una grande sfida!
Le reazioni, come ovvio, sono state varie, ma su una cosa intendiamo porre l’accento: non ci interessano le diatribe politiche e non facciamo riferimento a nessun partito. La nostra iniziativa è funzionalmente autonoma ed a tale autonomia non intendiamo rinunciare.
Ciò non significa che abbiamo intenzione di camminare da soli lungo il percorso, necessitiamo di tutto il supporto possibile, nessuna preclusione. Per questo intendiamo dialogare in modo proficuo con la classe politica e le istituzioni di riferimento, essendo interessati ad ascoltare ed a proporre possibili migliorie, senza, tra l’altro, escludere territori limitrofi ed appassionati al progetto.
Non abbiamo preconcetti, abbiamo voglia di confrontarci sul futuro del Nostro territorio, prima che sia troppo tardi, non solo per riflettere, ma anche per agire.
Ascoltare, per un confronto costruttivo, è doveroso data la molteplicità delle soluzioni che possono essere percorse, a patto che vi sia la volontà di percorrerle. Non farlo sarebbe l’ennesimo errore imperdonabile.
“A proposito del Molisannio non è certo Cacciano a dire se il progetto possa andare avanti o meno ma saranno le istituzioni preposte a fare le opportune valutazioni”, si legge nella nota.
“Giovanni Cacciano evidentemente vive in un mondo tutto suo e, avulso dalla realtà, si lancia in assurde dichiarazioni. Innanzitutto dovrebbe avere rispetto per Clemente Mastella che è sindaco del capoluogo di provincia votato dal popolo e ha rappresentato e tuttora rappresenta, universalmente riconosciuto anche da compagni molto più autorevoli del Cacciano, un punto di riferimento della politica nazionale.
Capiamo che la mancanza di potere e le sconfitte in sequenza portano alla desolazione ma dire che Noi Di Centro non ha eletto consiglieri a Caserta, dove abbiamo tre rappresentanti alla Provincia, e negare che siamo stati determinanti per la vittoria del presidente Pd Buonopane alla provincia di Avellino significa non conoscere la realtà o peggio ancora mentire.
A proposito del Molisannio non è certo Cacciano, che esprime la sua opinione, a dire se il progetto possa andare avanti o meno ma saranno le istituzioni preposte a fare le opportune valutazioni. Un dato è certo: il Pd sannita e il suo segretario sono in evidente stato confusionale derivante dalla sconfitte.
Bastonati al Comune di Benevento, battuti alle Provinciali, inutili all’Eic, non pervenuti all’Ato rifiuti, questo è l’ultimo score dei Democratici sanniti”. Così il segretario provinciale di Noi Di Centro Carmine Agostinelli.
Molisannio, Cacciano (Pd): “Così come è stato proposto, sarebbe una mera «annessione» dei comuni Sanniti al Molise”
“Tutt’altra cosa sarebbe, a mio avviso, cimentarsi nell’organizzazione di una Regione ex novo che, oltre al Molise e al Sannio beneventano, coinvolgesse ampi settori dell’Irpinia e il versante dauno della Puglia contiguo al Fortore”, ha sottolineato il Segretario Provinciale del Pd, Giovanni Cacciano.
“Domani sera a Paduli, ospiti del PD locale, dibatteremo anche del periodico tormentone «Molise-Molisannio-Sannio». A partire dal nome che, in questo caso, non è un dettaglio. Non lo è perché definisce anche il percorso immaginato, un’espansione dell’attuale Molise, con capoluogo Campobasso, da compiersi per via (legge) ordinaria, ovvero la nascita di una Regione realmente nuova per via costituzionale”.
Così Giovanni Cacciano, Segretario Provinciale del Partito Democratico.
“La prima soluzione – prosegue – la confinerei nell’ambito dell’ennesima boutade di Mastella, d’incanto divenuto desideroso di «staccarsi da Napoli» dopo aver dichiarato, in lungo e in largo, la sua «centralità» nelle vicende politiche campane, dalle elezioni della Città Metropolitana a quelle delle Province di Caserta e Avellino. Com’è noto, la forza dirompente di Noi di Centro ha prodotto «zero eletti» in tutti e tre i casi.
Tutt’altra cosa sarebbe, a mio avviso, cimentarsi nell’organizzazione di una Regione ex novo che, oltre al Molise e al Sannio beneventano, coinvolgesse ampi settori dell’Irpinia e il versante dauno della Puglia contiguo al Fortore. Quest’ultima ipotesi, oltre a superare il vincolo costituzionale del milione di abitanti sancito dall’art. 132 della Carta, traccerebbe un percorso verso un innovativo soggetto territoriale di ben altra rilevanza demografica, socio-economica e quindi politica”.
“Viceversa il «Molisannio» -continua -, nei modi in cui è stato proposto, sarebbe una mera «annessione» dei comuni Sanniti alla regione Molise che, non a caso, resterebbe tale anche nel nome per evitare la legge costituzionale altrimenti necessaria.
Si tratta dell’ennesimo bluff in stile «Grande Centro» di cui ha favoleggiato a lungo e in largo il sindaco pro tempore di Benevento, inascoltato – ovvero non udito – dall’intero panorama politico nazionale.
Il centro (grande, piccolo o microscopico…) è evaporato con la rielezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. Infatti, coloro i quali avrebbero dovuto essere i compagni di viaggio di Mastella, da Toti a Brugnaro, passando per Cesa e Renzi, sono tutti già ampiamente «collocati».
I primi tre nella coalizione di Destra-Centro, l’ultimo nel «campa largo» del Centrosinistra. Resta solo lui senza (fissa) dimora”.
“Peraltro, non sarà sfuggito ai più accorti – conclude Cacciano – che dell’attuale schema elettorale, con il 37% di collegi uninominali e la necessità di alleanze tra partiti e movimenti di caratura nazionale, non conceda molto spazio a viandanti locali e partitini familistici confinati entro l’Epitaffio. In ogni caso non c’è spazio nel Centrosinistra. Sarebbe auspicabile non ve ne fosse nemmeno altrove.
Un nuovo (Grande) Sannio: muove i primi passi il comitato Molisannio
“La Vera Benevento non è quella odierna, che esiste solo ed esclusivamente in funzione di Napoli o di Salerno”, si legge nella nota.
“Un Nuovo Sannio, come suggerisce il titolo dell’articolo. Un nuovo corso di un antichissimo territorio e una nuova prospettiva per la popolazione Sannita. Un’altra Benevento? Assolutamente no, giammai! La Nostra Benevento non ha bisogno di essere altro da sé, un qualcosa di diverso da quello che è già stato” Scrive il neo “Comitato Molisannio”, per ora un comitato di fatto, ancora non formalmente costituito.
“La Nuova Benevento è la Benevento che torna ad essere un faro dell’entroterra, un luogo ammantato di Storia (la S maiuscola è obbligatoria), di Tradizioni e di Cultura. La Vera Benevento non è quella odierna, che esiste solo ed esclusivamente in funzione di Napoli o di Salerno, che è costretta a piegarsi a logiche mercantili, che non valorizza ciò che di buono ha e quanto di straordinario potrebbe dare. La Vera Benevento può e deve combattere per il Sannio e per i territori Sanniti. Incontreremo ostacoli, ma, convinti della nostra identità, proseguiremo la Nostra impresa. Ci auguriamo che il nostro intento possa essere condiviso anche dai Comuni e Province limitrofe. Non possiamo astenerci, non dobbiamo astenerci! È un dovere impostoci dalla storia: dobbiamo impegnarci per il riconoscimento della nostra identità storico- culturale in modo che essa non venga assegnata all’oblio. La nostra cultura ci accomuna alle popolazioni molisane! Le logiche politiche hanno mortificato il nostro territorio! Noi, Nuovo (Grande) Sannio!”, si legge nella nota.
Hanno sottoscritto il documento e fanno parte del comitato Giuseppe Addona, Carlo Somma, Piergiorgio Romano, Raffaella De Vita, Mario Miranda, Giovanni Narciso, Luigi Orsillo ed altri aderenti. “Tutti coloro che vorranno partecipare – concludono -, potranno inviare una mail a comitatomolisannio@gmail.com”.
Molisannio, Mastella: “Iter lungo ma progetto dai tanti benefici”
BENEVENTO. Nelle ultime ore è tornato in auge il progetto Molisannio, ovvero l’idea di accorpare la provincia di Benevento a quelle di Campobasso e Isernia. Questa volta, però, la spinta giunge proprio dal Molise e, precisamente, dal Presidente della Regione Molise, Donato Toma.
Sul tema è intervenuto, questa mattina, anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, a margine delle celebrazioni per la “Giornata Mondiale dell’Acqua”, tenutesi presso la scuola Bilingue di Benevento. Queste le considerazioni del primo cittadino: “Come non mi fasciai la testa quando, diversi anni fa, presentai io la proposta e il progetto non ebbe esito positivo, così non mi accaloro oggi. L’iter è lungo: parliamo di un processo costituzionale che ha bisogno di tutta una serie di passaggi formali, tra cui l’indizione di un referendum. L’unico elemento incredibile che così quando si staccò dall’Abruzzo, anche oggi il protagonista è sempre il Molise. Sta di fatto che un’eventuale “unione” generebbe dei risvolti molto positivi per la città e la Provincia di Benevento e tutto il Sannio“.
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